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Giuseppe Gugliandolo

I re di roma

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Avevo pensato di fare una discussione riguardante le monete rappresentanti i re di Roma

Inizio io con due monete:

C. Marcius Censorinus, Denarius,Rome, 88 BC, AR. Jugate heads of Numa Pompilius, bearbed, and Ancus Marcius, not bearbed, r., Rv. Desultor r., wearing conical cap and holding whip; below, control symbol (cornucopiae); in ex. C CENSO. Crawford 346/1d

Quindi con Anco Marzio e Numa Pompilio

L'altra è

Denario. 56 a.C.  C. Marcius Philippus. Anv.: Testa diademata (così riporta) di Ancus Marcius a destra, dietro ANCVS. Cr. 425/1

Entrambe sono "tardo repubblicane" (88 e 56 a.C.)

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Salve.

Tracce iconografiche dei sette Re di Roma, quelli della tradizione, ci sono pervenute principalmente attraverso le emissioni della Repubblica.

Ho trovato sempre particolarmente interessante e attraente questo didramma romano-campano con al R/ la Lupa che allatta Romolo e Remo. Come si sa, la leggenda vuole che Romolo stesso abbia fondato Roma e sia stato scelto come suo primo sovrano a discapito del fratello Remo.

Scheda della moneta:

Autorità emittente: Repubblica Romana. Emissioni Romano-Campane anonime.

D/ Testa diademata di Ercole imberbe a destra con pelle di leone sulle spalle e clava.

R/ Lupa a destra con il capo rivolto ai Gemelli che sta allattando. In esergo, ROMANO.

Riferimenti bibliografici: Crawford 20/1; Sydenham 6.

Zecca: Roma.

Datazione: 269-266 a.C.

Nominale: Didramma.

Materiale: Argento-AR.

Rarità: R.

Note: La teoria intermedia di datazione pone questo nominale al 269 a.C. in base al passo di Plinio che ci dice che per quell'anno furono Consoli Q. Ogulnio e C. Fabio. Ogulnio, insieme al fratello Gneo, nel 296 a.C., quando erano Edili Curuli, avevano fatto collocare le statue dei Gemelli sotto la Lupa al Fico Ruminale.

L'immagine è tratta da: LHS Numismatik AG Auction 100 - 23 April 2007, 371.

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Anche se Numa Pompilio è stato già ben illustrato, compare anche al R/ di questo denario repubblicano:

Autorità emittente: Roma Repubblicana, L. Pomponius Molo.

D/ L. POMPON. MOLO Testa laureata di Apollo a destra.

R/ Numa Pompilio con in mano un lituus stante presso un altare con fuoco acceso. A destra, un victimarius conduce una capra per il sacrificio. In esergo: NVMA POMPIL. con MA e MP legati.

Riferimenti bibliografici: Crawford 334/1; Sydenham 607; Babelon: Pomponia 6.

Zecca: Roma.

Datazione: 97 a.C.

Nominale: Denario.

Materiale: Argento-AR.

Rarità: NC (Non Comune).

Immagine tratta da: Numismatica Ars Classica NAC AG, Auction 54.

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Note su Numa Pompilio:

Numa fu il successore di Romolo. La tradizione vuole che egli sia figlio di Tazia, figlia, a sua volta, di Tito Tazio che condivise il potere con Romolo. Quindi, Numa è visto come il legittimo successore del fondatore di Roma. Nel denario che ho allegato nell'ultimo mio post, Numa è raffigurato al R/ in abiti sacerdotali, con il lituus, nell'atto che precede il sacrificio dinanzi all'altare sul cui fuoco sacro verranno bruciate le carni della vittima sacrificale. Il lituus, o lituo, era costituito da un bastone ricurvo in cima ed era già in uso presso Etruschi e Latini nei loro culti religiosi. Infatti, era usato dagli Auguri per marcare uno spazio rituale nel cielo, creando così un templum. Il passaggio degli uccelli attraverso questo tempio indicava se una determinata azione era gradita agli Dei (fas o nefas). Il lituo era anche usato come simbolo dell'ufficio per il collegio degli Auguri per identificarli come un gruppo sacerdotale. Quindi, nel denario che ho postato viene presentato un Numa Pompilio essenzialmente religioso. Questo perchè, sempre secondo la leggenda, egli aveva <<la fama di un uomo pio e conoscitore delle leggi divine (...). L'attenzione alla religione e alla volontà degli dei condizionò fortemente il regno di Numa, che, sin dal primo momento, si confermò come un periodo di pace e prosperità, scandito dalle riforme religiose e dall'istituzione di nuovi collegi sacerdotali.>> (Daniele F. Maras, docente di epigrafia italica all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza").

Fu proprio Numa, infatti, a costruire il tempio di Giano a Roma e durante il suo regno le sue porte furono tenute sempre chiuse, perchè il Re non seguiva una politica militare aggressiva. Istituì numerosi Collegi sacerdotali come quello delle Vestali, custodi del fuoco sacro di Vesta, dei Flamini, collegio che riuniva i principali sacerdoti dei culti di Giove e di Marte, e creò la carica di Pontefice Massimo, una specie di presidente del collegio dei Pontefici che avevano il compito di consigliare il Re in materia religiosa e sorvegliavano le antiche tradizioni di Roma. La leggenda, poi, sconfinò nel surreale: Numa avrebbe preso in moglie una Ninfa, Egeria, che risiedeva in un bosco sacro lungo la Via Appia. Questo per spiegare quando il Re fosse competente in materia religiosa. Grazie a questa unione, dal cielo cadde uno scudo miracoloso, dono di Giove a protezione dell’Urbe. Il Re diede ordine di farne altre undici copie identiche per scoraggiare coloro che volessero trafugare il prezioso cimelio. <<A tutela dei dodici scudi, denominati complessivamente "ancilia", venne costituito il collegio dei Salii, con sede sul Palatino, incaricati di aprire e chiudere ogni anno la stagione propizia per la guerra.>> (Daniele F. Maras). I Salii indossavano un costume da guerriero arcaico: una mantello, una corazza leggera e un copricapo a punta (apex) proprio dei sacerdoti.

Fu proprio Numa, infatti, a costruire il tempio di Giano a Roma e durante il suo regno le sue porte furono tenute sempre chiuse, perchè il Re non seguiva una politica militare aggressiva. Istituì numerosi Collegi sacerdotali come quello delle Vestali, custodi del fuoco sacro di Vesta, dei Flamini, collegio che riuniva i principali sacerdoti dei culti di Giove e di Marte, e creò la carica di Pontefice Massimo, una specie di presidente del collegio dei Pontefici che avevano il compito di consigliare il Re in materia religiosa e sorvegliavano le antiche tradizioni di Roma. La leggenda, poi, sconfinò nel surreale: Numa avrebbe preso in moglie una Ninfa, Egeria, che risiedeva in un bosco sacro lungo la Via Appia. Questo per spiegare quando il Re fosse competente in materia religiosa. Grazie a questa unione, dal cielo cadde uno scudo miracoloso, dono di Giove a protezione dell’Urbe. Il Re diede ordine di farne altre undici copie identiche per scoraggiare coloro che volessero trafugare il prezioso cimelio. <<A tutela dei dodici scudi, denominati complessivamente "ancilia", venne costituito il collegio dei Salii, con sede sul Palatino, incaricati di aprire e chiudere ogni anno la stagione propizia per la guerra.>> (Daniele F. Maras). I Salii indossavano un costume da guerriero arcaico: una mantello, una corazza leggera e un copricapo a punta (apex) proprio dei sacerdoti.

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Anche se li abbiamo solo nominati, gli "ancilia" compaiono pure su alcune monete romane imperiali. Indico le più famose per non spostare la tematica di questa interessante discussione.

La prima è questo asse di Antonino Pio:

Autorità emittente: Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino Pio.

D/ ANTONINVS AVG PIVS P P TR P III, Testa laureata dell'Imperatore a destra.

R/ ANCILIA IMPERATOR II / S - C, Due "ancilia" nel campo.

Riferimenti bibliografici: RIC 0736a.

Zecca: Roma.

Datazione: 141-143 d.C.

Nominale: Asse.

Materiale: Bronzo-AE.

Provenienza immagine: CNG 76, Lot: 1476 From the Alain Lagrange Collection. Ex Virgil M. Brand Collection (Part 7, Sotheby’s, 25 October 1984), lot 575 (part of).

 

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La seconda:

Autorità emittente: Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.

D/ AVGVSTVS – TR POT, Testa nuda di Augusto a destra.

R/   P STOLO / III VIR, Apex tra due "ancilia".

Riferimenti bibliografici: C 438. BMC 74. RIC 343. CBN 298.

Zecca: Roma.

Datazione: 17 a.C.

Nominale: Denario.

Materiale: Argento-AR.

Rarità: Rara.

Provenienza dell'immagine: Numismatica Ars Classica, Auction 64, 1048; ex Triton sale VII, 2004, 843. From the Alberto Campana collection.

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La terza:

Autorità emittente: Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.

D/ AVGVSTVS – TR POT, Augusto laureato a cavallo avanza a destra reggendo un patera.

R/   P STOLO / III VIR, Apex tra due "ancilia".

Riferimenti bibliografici: RIC 344; BMC 76; C. 439.

Zecca: Roma.

Datazione: 17 a.C.

Nominale: Denario.

Materiale: Argento-AR.

Rarità: R3.

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Salve.

Tracce iconografiche dei sette Re di Roma, quelli della tradizione, ci sono pervenute principalmente attraverso le emissioni della Repubblica.

Ho trovato sempre particolarmente interessante e attraente questo didramma romano-campano con al R/ la Lupa che allatta Romolo e Remo. Come si sa, la leggenda vuole che Romolo stesso abbia fondato Roma e sia stato scelto come suo primo sovrano a discapito del fratello Remo.

Non dimentichiamo che quest'iconografia compare anche nelle imperiali sui più svariati metalli.

"Rubo" la scheda  ;D

Autorità emittente: Costantino I

D/ URBS ROMA Roma elmata a sinistra 

R/ Lupa a sinistra con il capo rivolto ai Gemelli che sta allattando. In esergo, TR (dot) P. Stelle sul campo in alto

Riferimenti bibliografici: R.I.C. VII, 542

Zecca: Treveri

Datazione: 330d.C. circa

Nominale: Follis

Materiale: Bronzo

Rarità: #

Appare questo rovescio anche per Filippo, Gordiano, Adriano, Massenzio... qua non si finisce più  ;D E' un'iconografia comune ma gradevole.

Posto questo bell'aureo di Adriano

Autorità emittente: P. Satrienus

D/ HADRIANUS AUGUSTUS testa laureata Adriano volto a destra

R/ Lupa a sinistra con il capo rivolto ai Gemelli che sta allattando in alto COS in esergo III

Riferimenti bibliografici: RIC 193; Cohen 422

Zecca: Roma (?)

Datazione:  125-128 d.C. circa

Nominale: Aureo

Materiale: Oro

Rarità: C

Qua, invece, la lupa non sta allattando i bambini

Autorità emittente: P. Satrienus

D/ Marte volto a destra, dietro al capo XXXXI (numero di controllo... de che?)

R/ Lupa a sinistra, in alto ROMA in esergo P.SATRIE/NUS

Riferimenti bibliografici: Crawford 388/1b Sydenham 781a

Zecca: Roma

Datazione: 77a.C.

Nominale: Denario

Materiale: Argento

Rarità: C (c'è la variante senza numero di controllo data per R3 di cui due passaggi in asta hanno superato rispettivamente i 1100 e 1600€)

È l'unica coniazione della a nome del magistrato P. Satrienus e della sua gens.

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Vero, sono bellissime queste monete e hanno un bagaglio storico-culturale non indifferente. Gradevole la patina iridescente del denario di P. Satrienus e ottima la conservazione dell'aureo di Adriano. L'iconografia della Lupa che allatta i Gemelli è divenuta così diffusa anche nella monetazione imperiale che, alla fine, l'accostiamo anche noi, oggi, al concetto stesso di VRBS ROMA, come recita il D/ del follis di Costantino I da te postato.

Grazie per la gradevole discussione, per le immagini e gli approfondimenti. ;)

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Ehi, non dimenticare che gran parte del lavoro l'hai fatta tu :)

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Il bosco sacro di numa pompilio di cui tu fai cenno si trova nel parco della caffarella a Roma a ridosso della fonte egeria. È' veramente emozionante passarci

Edited by Adriapel
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A proposito un saluto a tutti gli utenti del forum sarà' per me un piacere partecipare quanto possibile alle vostre discussioni

Un saluto

Adriapel

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Un caro benvenuto ad @@Adriapel, Numismatico colto e chiarissimo specialista.

Sarà un piacere tornare a leggerTi in questo Sito dove è abituale l'ambiente sereno ed amicale, con ambizioni scientifiche e, dove peraltro, l'approfondimento sui temi numismatici più colti è sempre il benvenuto.

:)

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Grazie Piakos in quanto al colto numismatico non direi, mi definirei curioso di sapere e conoscere la storia che sta dietro ad ogni moneta. La moneta a mio avviso è storia viva e dalla moneta si impara molto anzi direi moltissimo. La curiosità fa cultura !. La non curiosità dà l'ignoranza

 

un salutone

 

Adriapel

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