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carledo49

Le prime monete coniate per la Sardegna sabauda

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               Le prime monete destinate a circolare nella Sardegna del nuovo regno furono battute nella zecca di Torino da Vittorio Amedeo 2° esclusivamente nell'anno 1724. Inizialmente, preso possesso dell'isola, si pensò di mettere mano ad un rapido e profondo riordino della monetazione del regno ricco di una pletora di monete di periodi precedenti, partendo da una mappatura delle monete che erano in quel momento in circolazione, ricercandone pure titolo, peso e controvalore, in quanto le variabilità di questi tre fattori creavano discrasia nel valore, nella regolarità degli scambi e nei prezzi. Un riordino monetario era necessario ed impellente. L'avvio per la creazione delle prime monete Sarde fu sancito il 31 marzo 1724 con il Biglietto Regio della camera dei Conti nel quale le si ordina di far eseguire la battitura della specie di monete di rame per la Sardegna in esso indicata (tre cagliaresi, un cagliarese). Il 4 aprile 1724 viene emesso l'Ordinato della camera dei Conti col quale acconsente che sulla emissione delle specie in esso indicate, di monete sarde di rame, si ammette una maggiore tolleranza nel peso di quella prescritta col Sovrano provvedimento che ne ordinò la battitura.

Dai registri della zecca di Torino risultano coniate nel 1724, tra aprile e luglio, solo monete di puro rame da 3 CAGLIARESI per 541.750 pezzi  e da un CAGLIARESE  3.024.315  pezzi.

 

               3 Cagliaresi (chiamati localmente tres arrealis)

Materiale: Rame puro

Peso: 6,75g

Diametro: 24/25mm

Zecca: Torino

Incisore: Federico Vidman

Contorno: liscio

Al D: semibusto del sovrano rivolto a destra con corazza, mantello e lunga capigliatura, circondato da VIC.AM.D.G.R.SAR.CYP:ET.IER: ai lati 3 C

al R: croce filettata accantonata da quattro teste di moro e circondata da: DVX.SAB.ET.MONTISF.PRINC.PED.1724.

 

 

               Cagliarese (chiamato localmente arreali)

Materiale: Rame puro

Peso: 2,35g

Diametro:19mm

Zecca: Torino

Incisore: Federico Vidman

Contorno: liscio

Al D: Semibusto del sovrano rivolto a destra con corazza, mantello e lunga capigliatura circondato da: VIC.AM.D.G.R.SAR.CYP.ET.IER. nessuna indicazione del valore.

Al R: croce accantonata da quattro teste di moro e circondata da: DVX.SAB.ET.MONTISF.PRINC.PED.1724.

 

L'esemplare postato reca al dritto, una variante sulla scritta IER (IIR come variante)

Carlo

 

 

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               La qualità delle monete circolanti in Sardegna nel periodo era piuttosto scadente. Quelle in argento, vista la cronica carenza nell'isola, furono richiamate dalla Spagna, soprattutto i quarti di scudo, per poi riconiarle successivamente come tipologia sarda. Tali monete erano in lega d'argento scarsissima (pare ne mancasse almeno un quarto, come percentuale, del dichiarato) e così pure quelle in rame.

Da ciò i due Cagliaresi furono battuti come rame puro.

Purtroppo c'era anche una buona aliquota del totale delle monete circolanti che si stimava fosse falsa. Era comunque un fenomeno in netta regressione durante il nuovo regno, infatti nel precedente periodo spagnolo questa aliquota superava addirittura quella regolare.

Queste due prime monete in rame rappresentano il primo riordino nella nuova coniazione del regno che culminerà con il successivo sovrano Carlo Emanuele 3°

Carlo

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Ciao @carledo49  mi intrometto in questa discussione che parla di monetazione della Sardegna per chiederti una cosa relativa alla monetezione sarda pre-sabauda.

Il principe di Piombino, Niccolò Ludovisi, fu nominato nel 1663 vicerè di Spagna, carica occupato per breve tempo,dato che morì un anno dopo, nel 1664. La mia curiosità è questa: quali monete circolavano in Sardegna in quel periodo?

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Ciao @Lugiannoni    Nel periodo dell'incarico a vicerè di Niccolò Ludovisi, in Sardegna regnava Filippo IV detto il grande (1621-1665); parliamo quindi dell'età spagnola della Sardegna (1516-1718).

Il regno di questo sovrano, par la Sardegna, purtroppo segnò il più grave disordine monetario, economico, politico ed amministrativo. Tra l'altro il sovrano ebbe a che fare con una circolazione monetaria disastrata che tra falsi, tosature e carenze, non fece altro che inasprire le difficoltà della regione e gli animi dei suoi abitanti. Molte monete circolanti erano già state introdotte da diversi decenni, comunque all'epoca girava la serie dei famosi Patacconi o "maltagliati", iniziata negli ultimi anni del regno di Filippo II. Per la ribattitura erano impiegate monete provenienti da Spagna ed America, dove la quantità di argento era piustosto approssimativo.

 

MALTAGLIATI:

2 tipi, da 10 Reali, che si distinguono per il rovescio; uno ha croce scanalata e accantonata con 4 globetti, l'altra è piena, con le 4 testine di moro. Dal 1641 nei maltagliati da 10, da 5 e da 1 reale, appare per la prima volta la data di immissione spesso non rinvenibile per impronta piuttosto evanescente od erosa. Al D si notava: PHILIP REX ARA ET SARDINIE 1642,  al R INIMICOS EIUS INDUAM CONFUSIONE.     Quindi giravano 10,  5,  2,5  1 reale, tutti in argento e della zecca di Cagliari.

I maltagliati sono stati coniari sui   8,  4,   2   e 1/2 reales spagnoli.

MISTURE:

Soldo in mistura che corrispondeva a 12 denari (cioè a due monete da 3 cagliaresi). Al D  REXPHILIPPUS con busto coronato, al R  MONETA SARDINIAE REGNI croce e 4 testine

3 Cagliaresi in mistura, dove è indicato al R il valore espresso in denari dai quattro 6 messi al posto delle testine dei 4 mori. Al D  REX PHILIPPUS con busto coronato,

2 Cagliaresi, in mistura con al R le quattro Q indicanti il valore (4 denari) e INI EIUS IND CONF, e al D  PHILIPPUS REX e busto coronato con 2 globetti

Cagliarese, in mistura con al R croce con 4 globetti e medesime iscrizioni dei 2 cagliaresi

     Tutte le mistura provengono dalla zecca di Cagliari

 

Il valore della lira sarda nel periodo di Filippo IV era un problema di non facile risoluzione. La moneta aurea era totalmente scomparsa dalla circolazione, e quella d'argento invece talmente defraudata del suo metallo nobile nel suo peso che le unità di misura erano piuttosto ondivaghe. La monetazione in mistura in massima parte era falsa o non aveva più alcun valore.

Carlo

Edited by carledo49
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Grazie tante, spiegazione esauriente ed interessante!

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Cita

 

Davvero molto interessante! Complimenti.

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