Piakos

Sesterzio di Traiano monumentale a 2000 sterline

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3 ore fa, Spoudaios dice:

La sfiducia nel bronzo antico dovrebbe derivare proprio da questo, in prima battuta. Allora chiedo a voi esperti: il messaggio al mercato è arrivato? I restauri stanno diminuendo? E' una pratica quantomeno in via di ridimensionamento?

Qualcosa sta iniziando ad arrivare sì, certo materiale non si vende più bene e quindi le catene di montaggio che lo producevano (pasticceri, metallurghi, etc..) è meno incentivato a produrlo: i profitti sono minori e si ha difficoltà a smaltirlo per cui cala la motivazione a produrlo. Certe case d'asta di alto livello hanno iniziato a rifiutarlo tout court se è materiale di nuova produzione, il tooling non passa quasi più in determinate aste e lo smoothing viene comunque spesso segnalato a catalogo e non deve essere pesante. Anche le case d'asta di medio livello hanno iniziato a segnalare sempre di più i ritocchi a catalogo e a rifiutare materiale se troppo alterato.

Il problema è che di questo materiale ne hanno venduto molto negli scorsi anni e molte collezioni ne sono letteralmente piene, altre ne hanno solo una parte ma hanno comunque il problema dello smaltimento se decidono di provare a disfarsene. Quindi tale materiale continua a tornare sul mercato appena il collezionista si rende conto di cosa ha comprato, del fatto che tale materiale non è più richiesto e che anzi tutti cercano di evitarlo. Appena il fastidio di ritrovarselo nei plateau supera la resistenza alla cessione in remissione è pronto alla svendita pur di liberarsene. Inizialmente le case d'aste provavano a difenderlo con basi sostenute, perchè il collezionista l'aveva pagato caro anni prima e faceva resistenza alla svendita a frazioni dei prezzi pagati. Ma presto si son resi conto che non si vendeva quasi nulla, si avevano percentuali di invenduti altissimi e si perdeva solo tempo. Ultimamente stiamo assistendo a vere e proprie svendite pur di liberarsi finalmente di certe mostruosità del restauro... Purtroppo per un po' ancora sarà così credo e determinato materiale continuerà a tornare come un rigurgito sul mercato. Purtroppo andrebbero ritirate o donate a qualche ente benefico o piccolo museo per toglierle di torno...ma non succederà...

Guardate ad esempio l'ultima asta CNG elettronica che collezione di bronzi che mette in vendita nelle imperiali, son tutte monete comprate a caro prezzo in aste anche importanti, ma ahimè scelte tutte senza nessuna cura o cognizione dell'alterazione che avevano subito in restauro. La scelta della casa d'aste è chiara: basi d'asta molto basse, restauri dichiarati a chiare lettere ed anche impietosamente e per i lotto peggiori e più trafficati addirittura la vendita con la clausola SOLD AS IS, NO RETURN ACCEPTED anche su lotti singoli. Per la serie vi abbiamo avvisati, svendita in corso, nessun rimborso...

https://www.cngcoins.com/Coins.aspx?CATEGORY_ID=6347&VIEW_TYPE=0

https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=369306

https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=369312

https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=369357

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Grazie @Piakos e @Cliff, avete fornito una panoramica esauriente con storie di vita vissuta impagabili.

Ho ancora l'impressione che sulla monete importanti si applicchino intervento, certo meno invasivi del passato, ma lo si faccia ancora (stuccature poi ripatinate). L'unica consolazione è che, sentendo voi esperti, pare che comunque vendano a meno del previsto.

Posso abusare, amici miei, della vostra pazienza? Perché le pubblicazioni del Bulletin, pur riportate nel ForgeryNetwork, furono interrotte? Molti falsi girerebbero (ed alcuni giano) indisturbati s non fosse per quell'opera mastodontica. Io la vedo come una "resa", ma è un mondo che non conosco e vorrei chiedervi ulteriori lumi, se ne avete.

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3 ore fa, Spoudaios dice:

Posso abusare, amici miei, della vostra pazienza? Perché le pubblicazioni del Bulletin, pur riportate nel ForgeryNetwork, furono interrotte? Molti falsi girerebbero (ed alcuni giano) indisturbati s non fosse per quell'opera mastodontica. Io la vedo come una "resa", ma è un mondo che non conosco e vorrei chiedervi ulteriori lumi, se ne avete.

Per il Bulletin of counterfeits credo che il problema principale sia stato l'avvento di internet e il fatto che chi lo produceva erano vecchi numismatici della precedente generazione che non si è voluta adattare alle nuove tecnologie e all'avvento del web. Inoltre un altro problema era l'impostazione carbonaia e quasi elusiva della cosa, figlia di una concezione della numismatica per le elite e gli addetti ai lavori, con l'esclusione di collezionisti ed appassionati che non andavano fatti entrare nel cerchio ed era meglio che ignorassero i problemi.

Il Bulletin era di fatto qualcosa di quasi segreto, destinato solo ai commercianti numismatici associati alla IAPN e la sua distribuzione era strettamente controllata (con tanto di esclusione dalla IAPN per il socio che veniva pescato a diffonderlo esternamente). Era vietato farne fotocopie e pubblicarne foto online o scansioni. Il tutto ha retto fin che ha retto e finchè non è diventato quasi impossibile controllarne la diffusione in maniera ferrea. Quando hanno iniziato a circolare delle versioni in fotocopia fatte per qualche collezionista da qualche commerciante IAPN compiacente e poi finite in vendita in aste numismatiche probabilmente la fronda dei carbonai della IAPN ha deciso di chiudere il bulletin e donare le scansioni di tutti i vecchi numeri al ForgeryNetwork.

Uno dei più intransigenti in queste posizioni era Van Der Schuren, commerciante di Bruxelles fiammingo di rara spocchiosità ed antipatia, nonchè segretario della IAPN e fautore della politica carbonaia per il bulletin. Ricordo ancora quando più giovincello mi recai da lui nel suo studio in centro a Bruxelles chiedendogli di poter visionare qualche numero del Bulletin, anche solo lì da lui in negozio. Si arrabbiò moltissimo a quella richiesta precisando con voce alterata che erano documenti riservati ai professionisti numismatici e quasi cacciandomi fuori in strada in malo modo....La proverbiale simpatia fiamminga insomma.

Modificato da Cliff

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2 ore fa, Cliff dice:

Per il Bulletin of counterfeits credo che il problema principale sia stato l'avvento di internet e il fatto che chi lo produceva erano vecchi numismatici della precedente generazione che non si è voluta adattare alle nuove tecnologie e all'avvento del web. Inoltre un altro problema era l'impostazione carbonaia e quasi elusiva della cosa, figlia di una concezione della numismatica per le elite e gli addetti ai lavori, con l'esclusione di collezionisti ed appassionati che non andavano fatti entrare nel cerchio ed era meglio che ignorassero i problemi.

Il Bulletin era di fatto qualcosa di quasi segreto, destinato solo ai commercianti numismatici associati alla IAPN e la sua distribuzione era strettamente controllata (con tanto di esclusione dalla IAPN per il socio che veniva pescato a diffonderlo esternamente). Era vietato farne fotocopie e pubblicarne foto online o scansioni. Il tutto ha retto fin che ha retto e finchè non è diventato quasi impossibile controllarne la diffusione in maniera ferrea. Quando hanno iniziato a circolare delle versioni in fotocopia fatte per qualche collezionista da qualche commerciante IAPN compiacente e poi finite in vendita in aste numismatiche probabilmente la fronda dei carbonai della IAPN ha deciso di chiudere il bulletin e donare le scansioni di tutti i vecchi numeri al ForgeryNetwork.

Uno dei più intransigenti in queste posizioni era Van Der Schuren, commerciante di Bruxelles fiammingo di rara spocchiosità ed antipatia, nonchè segretario della IAPN e fautore della politica carbonaia per il bulletin. Ricordo ancora quando più giovincello mi recai da lui nel suo studio in centro a Bruxelles chiedendogli di poter visionare qualche numero del Bulletin, anche solo lì da lui in negozio. Si arrabbiò moltissimo a quella richiesta precisando con voce alterata che erano documenti riservati ai professionisti numismatici e quasi cacciandomi fuori in strada in malo modo....La proverbiale simpatia fiamminga insomma.

Grazie molte @Cliff per lo spaccato. Ora mi spiego meglio la fenomenologia del Bulletin.

Ma non è più venuto in mente a nessuno di aprire una pubblicazione fondata sui falsi e redatta da professionisti o comunque con una redazione che possa fare "screening" delle segnalazioni /articoli pervenuti? Io cerco di proteggermi sul mio periodo (prima metà del IV secolo), ma solo qualche mese fa sono uscite fuori delle "Fausta" ed "Elena" false, segnalate nel Bulletin già nel lontano 1989 (e non reputo di avere un occhio tanto attento per andare oltre il riconoscimento di una patacca).

Insomma, la vedevo, prima del tuo intervento, un po' come una resa, perché i falsari non si son fermati, la pubblicazione sì. Oltre a continuare ad allenare l'occhio, che si fa?

 

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Il 12/10/2018 at 14:20, Spoudaios dice:

 

Grazie molte @Cliff per lo spaccato. Ora mi spiego meglio la fenomenologia del Bulletin.

Ma non è più venuto in mente a nessuno di aprire una pubblicazione fondata sui falsi e redatta da professionisti o comunque con una redazione che possa fare "screening" delle segnalazioni /articoli pervenuti? Io cerco di proteggermi sul mio periodo (prima metà del IV secolo), ma solo qualche mese fa sono uscite fuori delle "Fausta" ed "Elena" false, segnalate nel Bulletin già nel lontano 1989 (e non reputo di avere un occhio tanto attento per andare oltre il riconoscimento di una patacca).

Insomma, la vedevo, prima del tuo intervento, un po' come una resa, perché i falsari non si son fermati, la pubblicazione sì. Oltre a continuare ad allenare l'occhio, che si fa?

 

La necessità ci sarebbe ancora, senza dubbio. Se poi si scegliesse la via di una pura distribuzione digitale non ci sarebbero costi di pubblicazione, servirebbe solo un po' di buona volontà e di tempo da parte di un team di professionisti o studiosi con una buona preparazione e autorevolezza per fare screening degli articoli e lavoro editoriale per mettere insieme i contenuti e dargli una veste pubblicabile.

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