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carledo49

20 centesimi Libertà librata

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               E' considerata una delle monete più belle del Regno d'Italia, ricca di fascino e molto apprezzata.

Si discosta dalle altre coniazioni del periodo per non avere, al dritto, la testa dell'autorità emittente ma la prosecuzione dell'allegoria che caratterizza l'intera moneta. Il bozzetto di questa moneta nacque in maniera un po' particolare, durante il soggiorno biellese dell'autore Leonardo Bistolfi, il quale maturò l'idea di figura da utilizzare osservando una contadina locale prosperosa.

Per questo tipo di moneta fu prevista anche la coniazione di pezzi da 10 e da 5 centesimi, sempre con lo stesso materiale, operazione che non fu mai portata a compimento. Queste nuove monete avrebbero circolato come sostituti di altri nicheli da 25 centesimi e di alcune pezzature di rame. 

L'autorizzazione alla coniazione di queste nuove monete avvenne con Regio decreto n° 22 del 23 gennaio 1908.

Materiale: nichelio 975/1000

Diametro: 21,5-21,7

Peso: 4g

Contorno: rigato

Assi alla francese

Modello: Leonardo Bistolfi

Incisore: Luigi Giorgi

Al R Figura femminile allegorica che rappresenta la libertà librata in volo a sinistra , ignuda, drappeggiata con sottile velo e con fiaccola in mano, a sinistra indicazione del valore e segno della zecca di Roma R. In basso stemma crociato sabaudo con corona reale e fregi, sui bordi affianco dello scudo i nomi  dell'incisore e modello.

Al D busto muliebre che tiene in mano una spiga di grano, rappresentante l'allegoria della Mater Frugum. Scritta ITALIA tra spiga e bordo.

Primo anno di coniazione era il 1908 e proprio in quell'anno ci fu l'inaugurazione della posa della prima pietra del nuovo edificio da adibire a stabilimento della zecca di Roma. Venne perciò stabilito, come memoria dell'avvenimento, di porre all'interno della prima pietra un contenitore cilindrico di metallo contenente una pergamena quale ricordo della circostanza ed una serie di monete di pregio coniate nel medesimo anno. Tra queste, appunto, i 20 centesimi Libertà librata.

L'avvento della Prima guerra mondiale ed il notevole costo del metallo, impiegato soprattutto per scopi bellici, rese poco opportuno ulteriori coniazioni dopo il 1914. Si riprese a battere moneta solo nel 1919.

Moneta piuttosto comune in tutti i suoi millesimi di coniazioni, tranne il 1919, anno della ripresa della coniazione. I millesimi dal '26 al '35 sono modeste battiture destinate ai numismatici.

Carlo

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Moneta forse tra le più comuni, sicuramente tra le più belle del periodo e coniata per l'appunto in un momento in cui le monete italiche avevano veramente un grande fascino.

In conservazione molto alta, ai limiti del Fior di Conio, rimane una moneta molto comune o inizia a diventare più complessa? La tipologia di metallo, a mio avviso, rende molto facile il mascheramento di qualche segnetto e trovo che spesso siano leggermente sopravvalutate quelle più belline (nel senso che qualche ottimo SPL/SPL+ diventa qFDC/FDC o addirittura "FDC con segnetti", divertente contraddizione)

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40 minuti fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

In conservazione molto alta, ai limiti del Fior di Conio, rimane una moneta molto comune o inizia a diventare più complessa? La tipologia di metallo, a mio avviso, rende molto facile il mascheramento di qualche segnetto e trovo che spesso siano leggermente sopravvalutate quelle più belline (nel senso che qualche ottimo SPL/SPL+ diventa qFDC/FDC o addirittura "FDC con segnetti", divertente contraddizione)

Già, bella domanda! Questa postata era chiusa in FDC. E' pur vero che gli ingrandimenti elevati fanno risaltare una miriade di piccole imperfezioni, come è anche vero che è un metallo piuttosto delicato. Comunque è una monetina entrata in collezione tanto tempo fa in cui i vari gradi di conservazione non erano portati all'estrema raffinatezza come attualmente. In FDC non era impossibile reperirla ed i prezzi in tale condizione non erano proibitivi. Conservo ancora il suo vecchio cartellino pinzato alla perizia oramai distrutta.

Carlo

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Mi ricordo che le più belle le vidi ad un Convegno a Trieste nel lontano 1987 in mano a Roberto Boschetti di Cattolica: le acquistai subito. Per me è una delle monete più belle del Regno

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40 minuti fa, Riccardo Paolucci dice:

Mi ricordo che le più belle le vidi ad un Convegno a Trieste nel lontano 1987 in mano a Roberto Boschetti di Cattolica: le acquistai subito. Per me è una delle monete più belle del Regno

Concordo pienamente. Moneta comunissima ma estremamente affascinante.

Carlo

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Moneta comune, vero. Ma nelle alte conservazioni, con un bel lustro è davvero bella. A memoria, anche una delle poche dove non vi era l'effige del re, nelle "savoiarde" forse la prima dall'Unità di Italia...

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Il 12/10/2018 at 12:43, danieles1981 dice:

forse la prima dall'Unità di Italia...

Dimentichi il 20 centesimi di Umbertone 😅

Dimenticanza comprensibile se si tiene conto dello stile che, a paragone, risulta insignificante a livello artistico

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Il 15/10/2018 at 15:31, Giuseppe Gugliandolo dice:

Dimentichi il 20 centesimi di Umbertone 😅

Dimenticanza comprensibile se si tiene conto dello stile che, a paragone, risulta insignificante a livello artistico

Uuh, bravo! Neanche la consideravo. Mi ero fermato al palancone e agli argenti

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18 ore fa, danieles1981 dice:

Uuh, bravo! Neanche la consideravo. Mi ero fermato al palancone e agli argenti

Diciamo che essendo una trale le monete meno belle e significative del periodo è facile dimenticarsene... moneta che in generale gode di poca attenzione

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Il nichelino insignificante sicuramente è passato ancora una volta inosservato. Proprio per questo Daniele non l'ha citato.

Carlo

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