Piakos

L'approccio culturale nella numismatica

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L'amico   @Piakos cerca di trascinarmi per i capelli (?) in una di quelle  discussioni teorico-filosofiche che a me, vile pragmatico provocano, di regola, delle turbative mentali di non lieve entità; tuttavia per rispetto all'amico Renzo, e confortato dalla sublime musica in sottofondo del grande Bruckner (4^ Sinfonia), tenterò di buttare qua e là alcuni brandelli di ragionamento.

Intanto confesso che non tendo ad essere un fanatico dei "bei tempi andati", tuttavia sulla "squola" e su come questa influisca sulle tendenze dei giovani penso che il vero problema non stia tanto nel numero degli alunni, ma nella generale mediocrità (absit inuria verbis) degli insegnanti, i quali, a loro volta, mancano di quelle profonde basi culturali che caratterizzavano coloro che hanno insegnato alle  generazioni passate. Insomma se il seme è avariato, la pianta non crescerà  sana.

C'è poi, credo, un problema che grava sulle nuove generazioni in maniera sempre più insostenibile: la preoccupazione, la disillusione e la sfiducia nel futuro.

Per fare un esempio terra terra: appena laureati per quelli della mia generazione il problema non era trovare un lavoro, ma era quello di scegliere il lavoro che più  piacesse, mentre oggi il problema è sapere se mai troveranno un lavoro.

In una situazione di questo genere, pur con tutte le dovute eccezioni, ecco che anche gli interessi più legati al mondo della "cultura" passano in secondo piano;  non parliamo poi della numismatica che, fra i vari settori storico-culturali, è quello sicuramente più "dispendioso". 

Non dimentichiamo che il passaggio dell'uomo dalla fase di cacciatore-raccoglitore a quella che vede nascere le prime forme di scrittura, e quindi di cultura,  avviene quando le tribù si aggregano, trasformando l'ambiente circostante e strutturando le prime società con una organizzazione del lavoro tale da consentire , agli inizi e non per tutti, un parziale, ma pur  significativo e foriero di grandi sviluppi,  svincolarsi della continua e totalizzante ricerca del cibo.

In soldoni, e concludendo, a pancia vuota si ragiona male e si pensa peggio!

E ora, dopo cotanto sforzo,metto a riposo, per dirla con Poirot, le mie <celluline grigie>😨

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25 minuti fa, Lugiannoni dice:

L'amico   @Piakos cerca di trascinarmi per i capelli (?) in una di quelle  discussioni teorico-filosofiche che a me, vile pragmatico provocano, di regola, delle turbative mentali di non lieve entità; tuttavia per rispetto all'amico Renzo, e confortato dalla sublime musica in sottofondo del grande Bruckner (4^ Sinfonia), tenterò di buttare qua e là alcuni brandelli di ragionamento.

Intanto confesso che non tendo ad essere un fanatico dei "bei tempi andati", tuttavia sulla "squola" e su come questa influisca sulle tendenze dei giovani penso che il vero problema non stia tanto nel numero degli alunni, ma nella generale mediocrità (absit inuria verbis) degli insegnanti, i quali, a loro volta, mancano di quelle profonde basi culturali che caratterizzavano coloro che hanno insegnato alle  generazioni passate. Insomma se il seme è avariato, la pianta non crescerà  sana.

C'è poi, credo, un problema che grava sulle nuove generazioni in maniera sempre più insostenibile: la preoccupazione, la disillusione e la sfiducia nel futuro.

Per fare un esempio terra terra: appena laureati per quelli della mia generazione il problema non era trovare un lavoro, ma era quello di scegliere il lavoro che più  piacesse, mentre oggi il problema è sapere se mai troveranno un lavoro.

In una situazione di questo genere, pur con tutte le dovute eccezioni, ecco che anche gli interessi più legati al mondo della "cultura" passano in secondo piano;  non parliamo poi della numismatica che, fra i vari settori storico-culturali, è quello sicuramente più "dispendioso". 

Non dimentichiamo che il passaggio dell'uomo dalla fase di cacciatore-raccoglitore a quella che vede nascere le prime forme di scrittura, e quindi di cultura,  avviene quando le tribù si aggregano, trasformando l'ambiente circostante e strutturando le prime società con una organizzazione del lavoro tale da consentire , agli inizi e non per tutti, un parziale, ma pur  significativo e foriero di grandi sviluppi,  svincolarsi della continua e totalizzante ricerca del cibo.

In soldoni, e concludendo, a pancia vuota si ragiona male e si pensa peggio!

E ora, dopo cotanto sforzo,metto a riposo, per dirla con Poirot, le mie <celluline grigie>😨

Caro Luciano...

non ti tiro per i capelli...cerco sponde autorevoli.

Sinceramente nella mia litania ci vedo poco di filosofico, a parte la citazione di Protagora che è ben intellegibile, ma in quello che ho citato vedo realtà:

attuali

terribili

incontrastabili.

Temo che la filosofia  non sia aria fritta...se, uno a caso, il grande Marchionne prese la sua prima laurea in questa scienza, prima di quella in diritto e da ultima in economia.

Prima conobbe l'uomo e il suo pensiero (il pensiero ragazzi...) ...poi proseguì con le facoltà tecnico legali ed economiche.

E la cosa è tanto più eclatante se riflettiamo al riguardo su un tema: avesse dato nel prosieguo della sua grande carriera più spazio agli insegnamenti filosofici...probabilmente avrebbe avuto una vita più serena e distaccata...sarebbe forse ancora vivo. Per inseguire la tecnica e il profitto che, per definizione del medesimo, sono maestre di nevrosi e paranoia...il grande manager c'è rimasto dentro, non hanno retto il suo fisico e la sua coscienza al un ritmo esasperato del paranoico.

Egli infatti sosteneva che, per fare bene qualcosa da vivi...occorre essere paranoici...cioè dedicati con la massima efficienza e specializzazione, tralasciando l'ambiente e le implicazioni dell'umano se non come mero retroterra culturale.

E tanto è...se la filosofia diventa solo un dato tecnico per accedere a  superiori conoscenze esoteriche che affinano l'esercizio paranoico del potere.

sic transeat gloria mundi

In qualche modo la Numismatica è cosa analoga...

che andrebbe praticata per fame di conoscenza: cioè per il sapere di storia, di arte, di politica e dell'uomo...

 

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Carissimo Renzo @Piakos non ho dubbi sulla forza e sulle capacità della filosofia; un po' meno su come, appunto, gli uomini mettono poi a frutto i suoi insegnamenti e nel caso di Marchionne (R.I.P.), pur tenendo conto del <de mortuis nihil nisi bonum> , mi viene spontaneo pensare come  in certi casi  la filosofia venga fraintesa, visto che uno degli scopi della filosofia dovrebbe essere quello di aiutare l'uomo a migliorarsi ma non a migliorare economicamente sè stesso a scapito di altri. Ma capisco che qui si precipita nella valutazione politica, tiro subito il freno a mano e spengo il motore.

Ritornando più a tema, credo anch'io che la Numismatica - che è, io credo, cosa diversa dall'acquisto compulsivo di pseudo-monete a corso illegale o dall'accaparramento a fini speculativi - sia tra la "branchie" (come diceva uno di mia conoscenza) della cultura più complete, implicando un complesso di discipline esteso, dalla storia alla statistica , dall'economia alla  metallotecnica.

Forse se nelle Università fosse trattata un po' meno da Cenerentola...

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Profonda e meritevole discussione. Molti dei dilemmi posti da @Piakos si pongono quotidianamente nella mia vita quando potrei scegliere di fare attività ludiche (partitina a tennis, giri in bici o passeggiate) ma la mia indole mi riporta sempre lì: sui libri o davanti ad un computer a guardar monete, ricostruire sequenze, etc. Mi consolo dicendo che non so cosa succederà domani, non so se la numismatica avrà cultori domani (so ad esempio  che oggi il latino ed il greco al liceo classico li fanno molto molto all'acqua di rose) ma almeno mi sento in pace con me stesso. Prospettiva egoistica direte voi, ma tant'è....

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Il 12/10/2018 at 08:27, carledo49 dice:

"la filosofia è quella scienza con la quale o senza la quale il mondo rimane tale e quale"

Eeeeeh, no. Non concordo.

Molti dei più grandi inventori e scienziati del passato erano considerati "homo universalis", ovvero uomini che eccellevano in tantissimi campi dello scibile umano. Tra questi, molti erano anche filosofi. Sarebbero stati gli stessi uomini, gli stessi studiosi? Marco Aurelio senza la filosofia sarebbe stato lo stesso imperatore che conosciamo? Quella che primeggiava tra le arti dell'educazione romana ed antica in generale può davvero considerarsi una mera perdita di tempo?

Una frase del genere, più che filosofica, mi sembra anti-filosofia: che te ne fai se tanto non cambia niente? Io ritengo, fosse anche in errore, che quella che lui considerava la meno importante tra le scienze abbia, invero, la possibilità di cambiare il mondo.

Il 12/10/2018 at 22:45, Lugiannoni dice:

penso che il vero problema non stia tanto nel numero degli alunni, ma nella generale mediocrità (absit inuria verbis) degli insegnanti, i quali, a loro volta, mancano di quelle profonde basi culturali che caratterizzavano coloro che hanno insegnato alle  generazioni passate

Chi non ha passione non può insegnare agli altri ad averla... chi non ama la storia non può insegnare ad amarla ed a comprenderla.

 

Il 13/10/2018 at 12:01, Lugiannoni dice:

Forse se nelle Università fosse trattata un po' meno da Cenerentola...

Nell'università di Messina è una semplice materia annuale per chi studia Lettere, un passaggio neanche obbligato dato che rientra tra le "materie a scelta". Stando accanto ad alcuni amici che studiavano la materia per il voto, sono rimasto leggermente male nel vedere che le monete diventavano tutto fuorché fonte storica: pezzi di storia ma di poca importanza e levatura storica... pezzi di metallo... non è quello che mi aspettavo. Senza contare che si parla esclusivamente di numismatica classica [la materia è sia di Lettere Storiche che Lettere moderne]. Okay che non si studia per diventare periti, però così mi sembra promuovere poco una delle arti più interessanti.

E difatti molti preferiscono scegliere Papirologia a Numismatica 🙄

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@Giuseppe Gugliandolo Caro Giuseppe, pur non amando la filosofia, mai l'avrei bollata con una frase così....tranchant.

La frase incriminata era nell'introduzione del mio libro di filosofia del liceo: il Lamanna, volumi 1-2-3 per gli ultimi tre anni dello scientifico. Ci abbiamo ironizzato per decenni su una frase del genere, lo stesso insegnante ci rideva su parecchio, ma è riuscito a smentire il suo significato con moltissimi di noi. 

Carlo

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29 minuti fa, carledo49 dice:

@Giuseppe Gugliandolo Caro Giuseppe, pur non amando la filosofia, mai l'avrei bollata con una frase così....tranchant.

La frase incriminata era nell'introduzione del mio libro di filosofia del liceo: il Lamanna, volumi 1-2-3 per gli ultimi tre anni dello scientifico. Ci abbiamo ironizzato per decenni su una frase del genere, lo stesso insegnante ci rideva su parecchio, ma è riuscito a smentire il suo significato con moltissimi di noi. 

Carlo

L'avevo capito che non era una tua frase ma trovo veramente poco furbo inserirla in un testo di filosofia... Magari ci volevano ironizzare anche gli autori per alleggerirne, per così dire, lo studio agli studenti 

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