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Guest elledi

LEONE XII (1823-1829)

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LEONE XII  Annibale Sermattei della Genga

Papa dal 5-10-1823  al 10-2-1829

Nato a Genga, presso Fabriano, successe a Pio VII (1800-1823).

Il suo pontificato si caratterizzò per una politica reazionaria che, all'interno di un progetto di rigida difesa dell'ortodossia religiosa, lo spinse alla condanna del liberalismo e ad intraprendere una feroce politica repressiva all'interno dello Stato Pontificio.

    Secondo alcuni autori scelse il nome di Leone XII molto probabilmente per gratitudine verso Leone XI che nel brevissimo periodo in cui era stato Pontefice nel 1605, aveva donato alla sua famiglia il feudo della Genga.

    Fu da sempre ostile, anche da cardinale, al Segretario di Stato Ercole Consalvi, che operava sotto il precedente Papa, una politica illuminata e riformatrice, tanto che quando fu elevato al Soglio Pontificio, lo fece immediatamente sostituire con un inesperto ottuagenario:  Giulio Maria della Somaglia.

    Dopo pochi anni si rese conto della grave situazione politica in cui si trovava la Chiesa, in quel periodo post-Napoleonico e pre-Risorgimentale, con la Carboneria e la Massoneria che fomentavano, il brigantaggio largamente diffuso nello Stato Pontificio e le turbolenze che agitavano i vari Stati Europei.

    Fu costretto a richiamare il Cardinale Consalvi per superare le enormi difficoltà insite nel difficilissimo momento storico.

Il pontificato iniziò bene accattivandosi le simpatie del popolo, distribuendo elemosine a tutti i poveri che si presentavano nel cortile del Belvedere, sorteggiò 100 doti per zitelle da marito di 30 scudi, distribuì buoni per pane e pasta ai disoccupati, liberò tutti i pegni fatti presso il Monte di Pietà e promulgò amnistie e concessioni.  Proseguì il programma di moralizzazione della Curia ed incoraggiò molte iniziative a sviluppare un maggior senso religioso nelle masse popolari.

    Riconobbe l'indipendenza delle Colonie Spagnole e Americane, negoziò dei Concordati con gli Stati Renani, la Svizzera e con l'America del Sud.

    Per il governo dello Stato Pontificio si affidò, invece, ai metodi reazionari del Cardinale Giulio della Somaglia per ristabilire tra Chiesa e Monarchia un fronte compatto da opporre al liberalismo. In questo periodo numerose e severe furono le restrizioni nei confronti degli Ebrei il cui successivo esodo peggiorò i già cronici problemi dello Stato Pontificio. Contrastò  pesantemente il libero scambio, gravando i prodotti stranieri di balzelli e dazi pontifici altissimi, causando elevatissimi costi dei vari generi e conseguenti consumi bassissimi con estesi fenomeni di malnutrizione.

    Malgrado l'opposizione delle Cancellerie Europee, indusse l'Anno Santo nel 1825 e per paura che con l'elevato numero di pellegrini che confluivano a Roma ci fossero infiltrazioni di reazionari, cospiratori politici e massoni, usò il pugno di ferro arrivando persino ad utilizzare la ghigliottina (in piazza del Popolo a Roma) nei confronti di alcuni carbonari che vengono ufficialmente riconosciuti come i primi martiri del Risorgimento Italiano, sebbene fosse in corso l'Anno Santo e la misericordia sicuramente era maggiormente auspicabile.

    Le repressioni in quest'ultimo periodo del pontificato furono numerose e portarono ad un allargamento del solco tra il Papa-Re ed il popolo, desideroso di libertà e democrazia.

    Contro Leone XII si scatenarono in questo periodo i poeti dialettali romani dell'epoca con satira feroce e pungente tra cui Gioacchino Belli, detto Pasquino, perché affiggeva le sue satire (pasquinate) alla statua del Pasquino.

    Questo Pontefice morì a Roma nel 1829 e fu sepolto in San Pietro. Gli storici dicono che fu sepolto con gran sollievo dei romani e la grande impopolarità raggiunta da questo Papa la si desume infatti dall'epitaffio del Pasquino: Qui della Genga giace-per sua e nostra pace.

    Leone XII è purtroppo ricordato più per la rigidità del governo e la sua intransigenza che per il suo impegno nella riforma dello Stato, nella cultura, nell'abbellimento e costituzione di musei e biblioteche. 

    Ecco una moneta del Papa Leone XII

SCUDO

argento 917

diametro 41 mm

peso 26,43 g

contorno in terra pax su filetti circolari in rilievo

Diritto: busto a sin. con zucchetto, mozzella e stola, intorno LEO XII PONT MAX. ANNO III sotto autore G. Cerbara

Rovescio: figura allegorica femminile della Chiesa con la testa radiata seduta su nubi e rivolta a sin. mentre tiene nella mano sin. una croce e volge la destra verso un tempietto. In alto l'occhio divino su triangolo e raggi, intorno AUXILIUM DE SANCTO. in basso il segno di zecca (B Bologna in questo esemplare) tra indicazione dell'autore ed il millesimo 1825

By Carledo49, 08.03.2013

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