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Oggi vi presento una variante del 12 Tarì dell'Incoronazione di Carletto.

Le varianti sulla leggenda sono innumerevoli: caratteri grandi, caratteri piccoli, caratteri mezzi, punto di separazione tra SIC e ET  (CAROLVS D G SIC ET HIER REX HISP INF) vicino a SIC, nel mezzo sopra la testa, in basso... insomma le varietà sono tante ma rinvenibili tutte con una certa semplicità ed a mio avviso meno eclatanti ed interessanti.

Perché tante varianti? Si ritiene che le monete per commemorare l'incoronazione siano con state coniate anche negli anni successivi [e questo spiegherebbe la mancanza di coniazioni di grosso modulo dopo il 1735], a sostenere questa tesi vi è una variante del 3 Tarì dell'incoronazione che riporta la data anacronistica del 1747, errore che sarebbe difficile da giustificare ed abbastanza improbabile se le coniazioni di questa tipologia fossero cessate nel 1735.

Secondo alcuni, questa variante del 12 Tarì è stata quella di "primo conio", il primo conio del 12 Tarì dell'incoronazione, ma questa resta una semplice ipotesi della quale è difficile trovare corrispondenze.

Passiamo alla moneta. La conservazione non è ottimale ma... ci accontentiamo. Il gigante riporta, da quest'anno, la variante "leggenda continua" come R3. Personalmente oltre questo conosco pochissimi pezzi e cercando immagini sul web per questa variante, non se ne trova traccia: da nessuna parte, ne sui vari forum, ne sui vari siti ne viene riportata dalle aste [almeno quelle di cui ho traccia].

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Differisce dai conii ben noti prima di tutto per la leggenda che qui risulta continua e senza separazioni sopra la testa.

Aggiungo un'esemplare esitato da bolaffi nell'auction 24 del 2014 per il confronto.

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Ma la vera ed interessante differenza sta nella data: il cinque nella monetazione di Carlo per la Sicilia è sempre rappresentato da una S, le monete riportano difatti la data come 173S. Questa variante no, riporta [correttamente?] un 5 al posto della S. Facciamo un piccolo paragone [perdonatemi la differenza di dimensioni tra le due immagini, non era voluta].

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La teoria per la quale la variante con leggenda continua e 5 anziché S nella data sia stata la prima emissione prende un minimo di credibilità se concepisce l'idea che i ragazzi in zecca hanno perso, rotto, distrutto  il punzone col 5 ma... ma quanto è probabile?

Secondo altri la coniazione della data con la S è dovuta allo stile contemporaneo che si era adottato e non ad una mancanza della zecca.

Secondo voi? Sarebbe interessante notare e capire anche la differenza del carattere usato per il 5, non solo nelle date ma nei valori: la cinquina [mezzo tarì = 5 grani] d'argento riporta il valore sempre con una S mentre la stessa moneta ma per il predecessore, Carlo VI d'Asburgo indica il valore con un bel 5. Solo nel 1795 col figlio Ferdinando [le coniazioni a suo nome del 1775 e del 1785 rimangono con la S nella data].

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Bel colpo @Giuseppe Gugliandolo ed occhio clinico..

Spero che i più esperti arrivino per darti una risposta a tuoi quesiti..

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Andando a ritroso, tornando a quando ancora la zecca di Messina era in funzione, già si trovano nelle monete di Carlo V le date con la S al posto del 5 quindi è molto plausibile fosse semplicemente lo stile di rappresentazione del 5 ma a questo punto viene da chiedersi come mai esistano queste monete con il 5? Per gli altri nominali di Carlo di Borbone non si conoscono varianti con il 5 nella data

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Il 23/11/2018 at 16:24, Giuseppe Gugliandolo dice:

Andando a ritroso, tornando a quando ancora la zecca di Messina era in funzione, già si trovano nelle monete di Carlo V le date con la S al posto del 5 quindi è molto plausibile fosse semplicemente lo stile di rappresentazione del 5 ma a questo punto viene da chiedersi come mai esistano queste monete con il 5? Per gli altri nominali di Carlo di Borbone non si conoscono varianti con il 5 nella data

Buonasera, siamo sicuri che la S fosse battuta al posto del 5 perché il punzone di quest'ultimo si rompeva? In un officina monetaria avevano un solo punzone del 5 a fronte di grossi quantitativi da coniare? Ma poi quanto tempo occorreva per rifarne un'altro? Personalmente non ci ho mai creduto, secondo me le motivazioni sono altre, e probabilmente la ricerca di queste motivazioni potrebbero portare a delle inaspettate sorprese. 

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4 ore fa, D.B.G dice:

In un officina monetaria avevano un solo punzone del 5 a fronte di grossi quantitativi da coniare?

Giusto, in effetti...

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Forse ho scritto in maniera fraintendibile, non volevo certo propendere per un'idea o per l'altra... Questa moneta prova che i punzoni per il 5 c'erano, allora perché non usarli? Semplice fattore stilistico? Perché come ben dici, @D.B.G, non avrebbe senso che il problema fosse la rottura del punzone 

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io ho beccato questa... è in asta. E' interessante?

Mancano le lettere ai lati delle  zampe.

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2 ore fa, DeAritio dice:

io ho beccato questa... è in asta. E' interessante?

Mancano le lettere ai lati delle  zampe.

E io che speravo passasse inosservata... Mettiamola così, che c'è anche una mia offerta 😬

Anche se attualmente per problemi miei il budget è praticamente zero quindi penso svolazzerà via se non l'ha già fatto 

 

La variante senza sigle è considerata R2

Spesso nelle aste classificano le siciliane col MIR che manca di varianti o riporta informazioni non troppo aggiornate. 

La tipologia del 4 tarì è comune, la variante in questione no 🙂

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