andreakeber

Analisi di due denari del Vescovo Arlongo, Trieste

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E' con piacere che comunico anche quest'anno la pubblicazione del nuovo numero di Comunicazione della Società numismatica italiana (SNI), il n. 72 del 2018.
All'interno anche un mio lavoro:

Andrea Keber - Analisi stilista di una particolare serie di denari tergestini.

https://www.academia.edu/37920018/Analisi_stilista_di_una_particolare_serie_di_denari_tergestini

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Andrea è sempre un grande...

complimenti!

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Molto interessante. Per il denaro con la rosa non posso non pensare a un legame con i conti di Gorizia, considerata l'influenza che i fratelli Mainardo e Alberto avevano sulla vita politica di Trieste in quel periodo e che il vescovo Arlongo di Voitsberg apparteneva, come ha chiarito Štih, ad una famiglia di importanti ministeriali goriziani. Penso che chiunque tra Friuli, Istria e Carinzia alla fine del duecento avrebbe associato il simbolo della rosa su una moneta ai conti di Gorizia.

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18 ore fa, goerzer dice:

chiunque tra Friuli, Istria e Carinzia alla fine del duecento avrebbe associato il simbolo della rosa su una moneta ai conti di Gorizia

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Non sono completamente d'accordo. I denari di Trieste rispetto alle emissioni comitali si distinguono al R/ per un maggior numero di petali e al D/ per la raffigurazione del Vescovo.

 

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Le emissioni comitali, dopo la divisione dei possedimenti, riprendono nel 1275 con Alberto, che emette due tipologie di denari e il simbolo della rosa compare sul più recente.(*)

Arlongo emette il suo denaro in un periodo precedente (un raffronto stilistico con i coevi denari di Aquileia), credo quindi che un paragone della simbologia triestina con quella comitale risulti difficile.

(*) Al periodo precedente di "reggenza" congiunto  dei due fratelli si può riferire un denaro in stile frisacense coniato a Lienz.

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Nelle immagini:

MAINARDO IV & ALBERTO I (II) 1258-1271
Denaro
D/ + DELVNZE
Rosa ad 8 petali
R/ Castello
CNA K6; Passera 4

ALBERTO I (II) 1258-1304 (

Denaro
D/ + ALBERTVS . COMES :
Leone rampante a sinistra
R/ + GORICIE * DELVONZE
Rosa a sei petali
CNI 7/25; Passera 6

ARLONGO DE’ VOITSBERG 1255-1281

Denaro
D/ ARLON GVS . EP .

Vescovo mitrato di fronte con pastorale e Vangelo
R/ + CIVITASTERGESTVM

Rosa ad otto petali
CNI 15/20 - Paolucci 14
 

 

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Bello lo schema cronologico, da dove è tratto?

Sono d'accordo sul fatto che ci sono molte incertezze dal punto di vista temporale e che al momento sembra probabile che la "rosa" di Arlongo fosse precedente, ma ugualmente il dubbio mi resta, ma forse sono un po' troppo di parte goriziana.

Per quanto riguarda il numero dei petali, c'ė anche il denaro di Obervellach attribuito ad Alberto.

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D/ rosa a otto petali entro doppio cerchio perlinato

R/ leone rampante, intorno fila di crocette, stelline e cerchietti

Ar, diametro 18-20, gr. O,81 - CNA Cf1

P.S. questo è il mio 😉

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1 ora fa, goerzer dice:

Bello lo schema cronologico, da dove è tratto?

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1 ora fa, goerzer dice:

Per quanto riguarda il numero dei petali, c'ė anche il denaro di Obervellach attribuito ad Alberto.

Come emissione siamo un poco più in là, infatti  l'uso della zecca di  Obervellach  va dal "nostro" Alberto (dal 1275) sino alla minor età di Giovanni Enrico (al 1323), l'uso esclusivo è dal 1307.

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Oops, la tavola mi era sfuggita, mi ero concentrato di più sulle monete.

Complimenti comunque e mi scuso per la figura meschina.

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35 minuti fa, goerzer dice:

figura meschina

Quale figura meschina? 😉

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2 ore fa, andreakeber dice:

Quale figura meschina? 😉

Non aver riconosciuto la tabella, ma ormai l'alzheimer imperversa

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1 minuto fa, goerzer dice:

ormai l'alzheimer imperversa

Se ti consola: non sei l'unico, io ad esempio...🤪

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Un interessante discorso sulla rosa potrebbe essere quello dei pfennig ora attribuiti a Villach....

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Queste evidenziate, che la letteratura numismatica attribuisce a Villach? Ma che in teoria potrebbero essere emissioni comitali, quelle per cui nel carteggio notarile del 1202 [de Rubeis Monumenta Ecclesiae Aquilejensis 1740; manoscritto 899 documento 9 biblioteca di Udine] documento che descrive la situazione alla morte del Patriarca ULRICO ovvero 1182, vi si legge che i conti di Gorizia, Mainardo ed Engelberto pur godendo di numerosi diritti “moneta non habebant” ovvero moneta non avevano. Per come venne redatto questo arbitrato si evince che Pellegrino II nel 1202 volle rimarcare i diritti e doveri dei conti quali avvocati del Patriarca probabilmente perchè vi furono delle usurpazioni, che si possono presupporre anche in ambito monetale.

Nella monete della zecca di Villach si vede chiaramente il vescovo che tiene in mano una spada (in alcuni casi due) e nell'altra un piccolo oggetto rotondo che ha una forma floreale. L'oggetto rotondo che il vescovo regge nella sua mano a prima vista si può confondere con un fiore ma in realtà si tratta di un ostensorio

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ma alcuni...

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🤔

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Hmm, da approfondire. Di solito si legge "eriacensis" retroverso. Comunque la rosellina mi piace.

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Non c'era stato un diploma imperiale che inibiva la coniazione di friesacher a autorità diverse dal vescovo di Salisburgo? Che però se non ricordo male era precedente ai denari di Latisana e ai "Liunzalis". Quindi eventuali friesacher goriziani dovrebbero essere precedenti al diploma, o sbaglio?

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18 minuti fa, goerzer dice:

Non c'era stato un diploma imperiale che inibiva la coniazione di friesacher a autorità diverse dal vescovo di Salisburgo?

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ed infatti “moneta non habebant”  descrive la situazione alla morte del Patriarca ULRICO ovvero 1182

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Mi manca un po' di documentazione in proposito, ho solo il CNA.

Stavo cercando in rete il lavoro di Luschin sui friesacher ma ho trovato solo la prima parte, qualcuno sa dove si può trovare il Numismatische Zeitschrift del 1923, Band 56?

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27 minuti fa, goerzer dice:

qualcuno sa dove si può trovare il Numismatische Zeitschrift del 1923, Band 56?

Online non  c'è, così come il lavoro del Baumgatner

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