carledo49

Le Lire dell'Eritrea di Umberto I

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                    Con Regio Decreto di Umberto I dell'agosto 1890 la zecca ha mandato per coniare monete decimali che avranno corso legale esclusivamente in Eritrea. Le pezzature erano da: 1,  4/10,  2/10,  1/10 di tallero, pari, rispettivamente, a 5 Lire, 2 Lire, 1 Lira e 50 centesimi italiani oltre agli spezzati in rame da 10 e 5 centesimi. Le nuove monete in rame non vennero coniate e si decise venissero utilizzate esclusivamente quelle prese dalla circolazione nazionale. Il tallero da 5 Lire ebbe dimensioni leggermente superiori a quelle italiche ma, a differenza di queste ultime, aveva un titolo in argento inferiore (800 contro i 900 millesimi) in modo che il suo valore reale intrinseco rimanesse inalterato; gli altri 3 moduli inferiori erano delle stesse dimensioni, peso e medesima percentuale di metallo nobile. Una netta corrispondenza con i nostri.

Che la monetazione per l'Eritrea abbia avuto scarsa fortuna, dovuta al deprezzamento dell'argento in quel periodo, è cosa nota, infatti dopo brevissimo tempo si procedette a tappe al ritiro di parte dei quantitativi emessi per la colonia. Con Regio Decreto di ottobre 1898 venne autorizzato il ritiro e la fusione delle monete per un valore pari ad 1/3 circa di quelle coniate e poco dopo un ulteriore quantitativo analogo fu tolto anch'esso dalla circolazione per essere poi rifuso e trasformato in equivalenti nazionali. Le monete che non furono ritirate circolarono addirittura fino alla fine del 1936, in quanto, con un nuovo Regio Decreto di Vittorio Emanuele III di gennaio 1937, furono dichiarate fuori corso.

Le monete speciali per la colonia di Eritrea erano successivamente cambiabili per un certo periodo presso la Tesoreria provinciale di Napoli.

Nota a margine:  un minimo quantitativo di questi spezzati rientrarono in Italia con altri canali non per essere rifusi, e sebbene non fossero legali, in alcuni luoghi venivano utilizzati, tranne il Tallero da 5 Lire, a fianco delle nostre Lire di Umberto I, in quanto di pari importo, metallo, peso e dimensioni. Chiamiamoli una sorta di moneta parallela utilizzata per piccoli commerci dove era necessaria moneta spicciola. Non fu certamente una regola ma come aneddoti si racconta che diverse persone rientrate dall'Eritrea si portassero appresso modesti quantitativi di queste monete e che venissero spese nelle piccole botteghe locali. Alcune, addirittura, fino ad un periodo antecedente la prima guerra mondiale.

Carlo

2 Lire col. Eritrea D.JPG

2 Lire col. Eritrea R.JPG

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Una domanda, forse stupida.

Nelle monete per uso nazionale i regnanti sono raffigurati sempre senza corona mentre è presente nelle monete per le colonie. C'è un motivo particolare?

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Non ne ho idea, l'unico motivo che mi viene in mente è far comprendere ad un popolo non italiano il segno distintivo del potere del sovrano che domina quelle terre.

Anche Vittorio Emanuele III nelle monete da 10 e 5 Lire per la Somalia italiana è rappresentato con corona sul capo, non altrettanto però nelle Rupie e nelle Bese.

Carlo

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