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Oggi vi voglio parlare di una ben nota medaglia dell'ambiente Siciliano.

Nel 1726, Carlo VI d'Asburgo fa riprendere quello che è lo sfruttamento minerario delle zone di Alì e Fiumidinisi. Per commemorare l'evento viene fatta coniare una medaglia raffigurante:

D/  effigie di Carlo - CAROL : VI : D : G : R : I : / S : A : GER : HIS : SIC : REX ovvero  CAROL(us) VI D(ei) G(ratia) R(omani) I(mperii) S(acri) GER(manici) HIS(paniarum) SIC(iliae) REX che dovrebbe essere bene o male Carlo VI per grazia di Dio Imperatore del Sacro Romano Impero e Re degli Spagnoli e Sicilia.

R/ raffigurazione della Sicilia rosetta a 4 petali EX rosetta a 4 petali VISCERIBVS rosetta a 4 petali MEIS rosetta a 4 petali HÆC rosetta a 4 petali FVNDITVR --  "Dalle mie viscere questa è fusa" [in riferimento alla medaglia stessa].

Alcune lettere al Rovescio sono raffigurate più grandi e secondo molti indicano la data di coniazione in numeri romani. E qui cominciano i dubbi: per alcuni l'anno è il 1730, per altri il 1734. Il Majorca legge le lettere maiuscole vicine come concatenate quindi IV diventa 4, altri li sommano separatamente come I e V:

C+V+D+IV+X+VI+C+IV+M+I = 100+5+500+4+10+6+100+4+1000+1 = 1730

C+V+D+I+V+X+V+I+C+I+V+M+I = 100+5+500+1+5+10+5+1+100+1+5+1000+1 = 1734

Nel bordo troviamo inoltre COSTANTER CONTINET ORBEM (mantiene costantemente il cerchio) che ricorda molto le leggende anti-tosatura presenti nelle monete. Da qui il secondo interrogativo... moneta o medaglia? Il peso è molto vicino al 6 tarì contemporaneo [13,9g contro i 14,3g di media del 6 tarì] ma il diametro è nettamente inferiore: 27mm a dispetto dei 34 del 6 tarì.

La medaglia in questione esiste anche in rame ed è dello stesso diametro e pesa 12,95g.

È facile trovarle usurate [facile per così dire, trattasi di medaglie abbastanza rare] quindi alcuni credono abbiano anche circolato però il peso è appena plausibile, la medaglia in rame pesa circa tre volte i 4,4g che doveva pesare il grano e quindi avrebbe potuto passare per 3 grani.

Vi allego un'immagine di quella in argento, questa è stata battuta Bertolami nell'asta 24, lotto 1039.

 

1039.thumb.jpg.f3ab2f158c751f2ec3b2a5503378baad.jpg

 

 

 

Leggendo altre fonti, però viene fuori che le miniere non solo si conoscevano da tempo ma producevano anche un determinato metallo, ancor più nobile dell'argento: l'oro. Cosa confermata sia dagli Annali di Messina di Domenico Gallo, edito nel 1756 sia nel libro che sto attualmente finendo di leggere: Le Antichità Siciliane Spiegate di Giuseppe Maria Pancrazi che cita non solo le miniere come aurifere ma accenna alla presenza di questa medaglia anche nel biondo metallo.

 

photo5890961054702350209.thumb.jpg.2dbc82ac5159993ac735cdb4f48f3a86.jpgphoto5890961054702350208.thumb.jpg.6976e26b071017cf28efddbf25513843.jpg

 

 

Se è vero che le miniere producevano anche oro è plausibile l'esistenza di questa medaglia anche nel più prezioso dei metalli? Non ho trovato riferimenti da nessuna parte, però! 

 

Vi allego anche un articolo interessante che approfondisce la storia delle miniere nella zona di Alì e Fiumedinisi [citata dal Pancrazi come "Fiume Nisa"].

https://www.fogliodisicilia.it/2011/storie-di-sicilia/le-miniere-di-fiumedinsi-e-ali-a-partire-dal-xv-cecolo-e-la-ferriera/

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Buonasera, interessante e bella medaglia, ne ho seguita una in rame passata sulla baia qualche mese fa dove il venditore la descriveva come una moneta da 3 grani. 

Considerando lo stato di conservazione credo che la medaglia abbia effettivamente circolato come moneta. 

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4 ore fa, D.B.G dice:

Buonasera, interessante e bella medaglia, ne ho seguita una in rame passata sulla baia qualche mese fa dove il venditore la descriveva come una moneta da 3 grani. 

Considerando lo stato di conservazione credo che la medaglia abbia effettivamente circolato come moneta. 

 

Di questa in particolare se n'è parlato un po' in giro, dovrebbe essere falsa

L'aspetto non è certamente dei migliori e la porosità non depone a suo favore 

 

Per quanto riguarda il fatto che abbiano circolato, trovandosi evidenti esemplari con tracce di usura non ne ho molti dubbi ma le dimensioni non erano esattamente congruenti. Passavano veramente per 3 grani e 6 tarì in caso di circolazione? In Majorca per ogni moneta che cita indica il valore corrente nella valuta sicula e in lire, su questa invece non si sbilancia

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Torniamo all'interrogativo della discussione.

Il nostro Pancrazi, quindi, accenna ad una moneta e/o medaglia in oro dello stesso tipo. Che si sia sbagliato? Che abbia frainteso? Probabilmente l'ipotesi più valida: nel 1723 [e quindi troppo presto rispetto alla data di riapertura delle miniere siciliane] è stata battuta questa medaglia:

Dritto: CAES • CAROL • / III • D G • SICIL • REX • Testa laureata con lunga capigliatura volta a destra

Rovescio: CAES • CAROL • / III • D G • SICIL • REX • Nel campo la Sicilia illuminata dal sole, entro circolo lineare, in basso F • 1723 • N •

27mm, 6,75g.

Si fa risalire la zecca a Palermo date le sigle F - N ai lati della data, Franscesco Notarbartolo, incisore a Palermo anche sotto Carlo Borbone.

Mi permetto di citare G. Barbieri riguardo i dettagli e l'eventuale nominale della medaglia tirando in ballo il suo "Note su alcune medaglie di Carlo III d'Asburgo, Re di  Sicilia" del 2007.

Cita

L’emissione di questo conio è da ricercarsi secondo Sambon nell’occasione dell’investitura della Sicilia, concessa da Papa  Innocenzo XIII (1722), a Carlo d’Asburgo.

Sambon associa a tale  esemplare un valore di Due Once, Mons. De Ciccio è incline a classificarla come Oncia e mezza. Lo Spahr, a giusta ragione, evidenzia che sono da escludere le ipotesi che si tratti o di una Doppia Oncia o di una Oncia e mezza, dato che l’Oncia d’oro è coniata dal 1733 in poi, e dato che il nominale di una Oncia e mezza si deve far corrispondere ad un peso inferiore a quello valutabile per il pezzo (6.60grammi dell’Oncia e mezza contro i 6.75 grammi del nummo considerato). Di conseguenza Rodolfo Spahr sostiene che l’aureo «sembra quindi piuttosto basato sul Trionfo (Scudo Riccio) di Carlo II, equivalente al Ducato veneto e può essere considerato come Doppio Ducato, corrispondente, con lieve differenza di peso, anche al Doppio Ducato di Vittorio Amedeo II». Quindi il numismatico svizzero considera il conio, un Doppio Ducato, ma esprime un dubbio in merito: «Anche le due monete -auree- del 1727 sono basate sullo stesso sistema semprecchè non siano da considerarsi come medaglie, come  potrebbe far supporre il fatto che esiste un conio similare in bronzo»

(...) A mio parere (...) sono da intendersi come medaglie o al più monete di ostentazione. Nel primo caso risulta particolarmente fondata l’ipotesi, propugnata in primis da Spahr, sia per lo stile delle raffigurazioni sul tondello, che per l’evento significativamente importante che intende commemorare. Fondamentale è anche l’analogia metrico-ponderale che sussiste tra l’emissione “AVSTRIACIS RADIIS CLARIOR” ed il Doppio Ducato del '27 (Sp. n. 23 – Spahr è incerto nel reputare tale tipo una moneta o una medaglia). Basti ricordare che esiste nella collez ione del Museo Nazionale di Palermo un conio simile a Sp. n. 23, in rame, di peso «poco variato» e pari a 5.30 gr. contro i 6.75 gr. d'oro del conio corrispondente (gli esemplari Sp. n. 23 e Sp. n. 20 pesano entrambi 6.75 grammi), cosa che porterebbe ad escludere la possibilità che i numeri 20 e 23 siano delle prove, a tutto vantaggio della variante cuprica. Il pezzo “AVSTRIACIS RADIIS CLARIOR” non è quindi un nummo destinato alla circolazione ma finalizzato all’esaltazione e alla celebrazione del “radioso” imperatore.

 

Andiamo quindi un attimo a vedere questa moneta/medaglia che potrebbero aver riferito, erroneamente, al Pancrazi come parte della serie EX VISCERIBUS MEIS.

 

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Inoltre, particolare interessante che non mi è sembrato di vedere citato in giro, sono le sigle al R/ sotto il busto: DG legati come nelle monete napoletane firmate da Giovanni De Gennaro, maestro di conio dopo il 1730 [e quindi 7 anni dopo questa medaglia] a Napoli.

@Neapolis tu che dici? Allego un 24 grana con le lettere DG concatenate alla stessa maniera.

 162D.jpg.def973666c7a64b609e1acb0884ad874.jpg

 

 

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Complimenti Giuseppe...bella e interessante discussione.

Sei un Grande della numismatica e della medaglistica del sud.

Avrai ottime soddisfazioni.

 

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43 minuti fa, realino santone dice:

a me sembrano due  G legate e non D e G

Credo che l'entusiasmo mi abbia trascinato troppo... 😅

Sai qualcosa su questo GG? Appena ho due minuti faccio una ricerca 

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Potrebbero anche aver usato la G retograda per fare la D

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