Giuseppe Gugliandolo

Doppia Oncia 1752 - Antonio Oca

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È il 1934 quando il Bovi in una piccola pubblicazione rende nota l'esistenza della Doppia Oncia del 1752, moneta di estrema rarità ed unico anno nella tipologia in cui è possibile riscontrare le sigle P-N di Placido Notarbartolo al dritto sotto il busto di Carlo di Borbone ed al rovescio, al posto delle sue sigle sotto le zampe dell'aquila, le sigle A - OA. Si tratta delle sigle di Antonio Oca, personaggio probabilmente già noto al Bovi in quanto negli anni precedenti a quelli citati aveva lavorato nella zecca napoletana come perito ove scrisse una relazione sulla monetazione aurea da farsi nel territorio napoletano e sulla quale è possibile trovare un bollettino del Circolo Numismatico Napoletano proprio ad opera del Bovi che ne parla.

Qualche anno più tardi, 1967, troviamo Renato Gaudioso che, sempre nel bollettino del Circolo Numismatico Napoletano rende nota una variante di questa moneta mancante nello Spahr al tempo, si tratta della doppia con le sigle A - O. Purtroppo la foto dell'articolo è di bassa qualità  e non consente di godere a pieno dei dettagli ma la moneta è ben visibile nello specifico.

Le sigle A - O le troviamo anche sulle once dello stesso anno e solo in quell'anno. 

Antonio Oca diviene, col dispaccio del 16 Aprile 1752 maestro dei cunei e bilancia nella Regia Zecca di Palermo e nel Gennaio dell'anno successivo venne autorizzato ad apporre le proprie iniziali sulle monete ma dimostrata l'insussistenza di questo diritto dal Notarbartolo e Carlo di Borbone, nel Marzo dello stesso anno, ordinò che si ponessero soltanto le iniziali del Maestro di Zecca.

 

Passiamo alla moneta in questione.

Dritto: CAR D G SIC ET HIE REX, busto di Carlo di Borbone, in basso P N [Placido Notarbartolo]

Rovescio: HIS PAN INF ANS, aquila con in petto lo stemma di aragona-sicilia e su questo lo stemma borbonico [3 gigli]. Sotto gli artigli le sigle A - O per Antonio Oca. 

 

Alcuni testi, tra i quali lo Spahr e il Gigante [edizione 2019] citano un singolo esemplare noto della moneta. Non potendo fare confronti con quello che è l'esemplare del Gaudioso nella pubblicazione del 1967 dato che i dettagli ed i particolari non sono godibili, è certo che gli esemplari esistenti siano almeno due.

 

Asta NAC 57, collezione Filippo Patti, lotto 6341.jpg.878a475af82afde111ac41b7e22c3c40.jpg

 

 

Nomisma 51, lotto 1817. Certa è la provenienza delle due monete dallo stesso conio.

2.thumb.jpg.966cbebceabc72ec7fd2b90cba694898.jpg

 

Un altro particolare: il busto di questo tipo è rinvenibile anche per il 1753 ma senza sigle in basso e con P - N al rovescio al posto di A - O. Nello stesso anno lo stile del busto nel dritto verrà completamente sostituito e la leggenda non avrà il nome abbreviato con CAR ma CAROLVS.

 

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Grazie Guglia, molto interessante.

Sei un ottimo studioso della specialità.

Complimenti.

Valori di queste due monetine? Oggi i valori sono una componente importante e interessano molto.

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Il 12/1/2019 at 22:26, Piakos dice:

Valori di queste due monetine? Oggi i valori sono una componente importante e interessano molto.

Posso dirti che la prima è stata venduta a 5000€ comprensiva di diritti (Dicembre 2010) mentre la seconda è andata invenduta a 10.000€ nel 2014.

Cifre che comunque devo dire "deludenti" per essere la moneta più rara per questo regnante e questa zecca ma che ne dimostrano anche il generale disinteresse per la monetazione Palermitana del periodo: mangano i grossi collezionisti e le importanti collezioni col tempo stanno venendo via via smembrate.

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4 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

Posso dirti che la prima è stata venduta a 5000€ comprensiva di diritti (Dicembre 2010) mentre la seconda è andata invenduta a 10.000€ nel 2014.

Cifre che comunque devo dire "deludenti" per essere la moneta più rara per questo regnante e questa zecca ma che ne dimostrano anche il generale disinteresse per la monetazione Palermitana del periodo: mangano i grossi collezionisti e le importanti collezioni col tempo stanno venendo via via smembrate.

Che tristezza!

 redo si debba rivedere il concetto di tesaurizzazione nella numismatica.

Tesaurizzazione un ciufolo!

Tutta la numismatica che non ha un respiro internzionale vero...andrà a ramengo...raga.

tanto per la cronaca...non escludo il bulino nella parruccheria della seconda,

 

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7 minuti fa, Piakos dice:

Che tristezza!

 redo si debba rivedere il concetto di tesaurizzazione nella numismatica.

Tesaurizzazione un ciufolo!

Tutta la numismatica che non ha un respiro internzionale vero...andrà a ramengo...raga.

 

Da un  certo punto di vista ti direi anche "almeno non mi salasso per averle!" però è un discorso molto triste e fine a se stesso 

In barba al disinteresse per le importanti rarità sicule che, almeno riguardanti Carlo di Borbone, difficilmente arrivano a 10-15.000 anche parlando di R5 reali, guardando i trend sulle aste è possibile vedere che il costo dei tagli più piccoli come 2, 3 e 4 tarì sia salito abbastanza anche per conservazioni mediocri (che qua comunque fanno da media...) 

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