DeAritio

Collezione Adri - Monetazione Partigiana

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Dopo l’8 settembre 1943 gli antifascisti più decisi cominciarono ad organizzarsi militarmente, costituendo gruppi autonomi sempre più numerosi riuniti poi nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale); essi riuscirono a sopravvivere tra disagi e stenti di ogni genere in mancanza di aiuto da parte degli Alleati, che arrivò molto tardi, quando il movimento si era ormai consolidato.

Tra le iniziative prese (oltre naturalmente a quelle militari) anche alcune di carattere finanziario, quali l’emissione di prestiti, imposizioni fiscali, requisizioni, emissione di buoni monetari e francobolli e “tutto ciò che può essere acquistato anche per ragioni di collezionismo” (Giorgio Bocca – Storia d’Italia nella guerra partigiana).

Alla lotta armata di liberazione partecipò una minoranza degli antifascisti, ma milioni di italiani, pur senza prendere le armi, in coraggioso silenzio, sostennero in modo attivo e passivo la Resistenza: tra gli atti di sostegno va inclusa anche la sottoscrizione dei prestiti partigiani e l’accettazione della ricevuta che, se trovata, comportava la fucilazione.

La tipologia dei buoni monetari è molto vasta, sia per la varietà degli emittenti, sia per la frequente articolazione delle emissioni in più tagli fissi; esteticamente, presenta forme di grande semplicità, anche rozze, tenendo conto delle difficoltà incontrate per l’allestimento in clandestinità.

In mancanza dei buoni , la soluzione più pratica , fu quella di timbrare le banconote del Regno con i bolli partigiani  e il controvalore alla fine del conflitto.

 I biglietti emessi dai partigiani sono della massima rarità, non solo perchè il loro possesso poteva significare la morte ma anche perchè, alla fine della guerra, questi biglietti furono rimborsati per disposizione del Comitato di Liberazione.

 

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Il Partito d'Azione, conosciuto anche con la sigla PdA, è stato un partito politico italiano, che trasse il nome dall' omonimo partito fondato da Giuseppe Mazzini nel 1853 e sciolto nel 1867 e che aveva avuto tra i suoi obiettivi le elezioni a suffragio universale, la libertà di stampa e di pensiero, la responsabilizzazione dei Governi nei confronti del popolo.          

Il Partito d'Azione rinacque il 4 giugno del 1942, ebbe vita breve e si sciolse nel 1947.    

Le radici del Partito d'Azione vanno viste soprattutto nel movimento clandestino antifascista di Giustizia e Liberta', fondata dai fratelli Carlo e Nello Rosselli con l'intenzione di riunire tutto l'antifascismo non comunista e non cattolico, che si era rifugiato ed organizzato prevalentemente in Francia.                                                           

"Giustizia e Libertà" subì dure persecuzioni da parte della Polizia Fascista e dell' OVRA.                                                                                          

Il PdA fu uno dei sei partiti del Comitato di Liberazione Nazionale.

 

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Buono da 500 £ del movimento Giustizia e Libertà.

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Sempre dal gruppo Partito d'Azione  (Giustizia e Libertà)  un buono da £ 5000.

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Buono da 100 Lire del Partito d' Azione - fronte e retro

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Di grande interesse come sempre...la documentazione che ci presenta Dearitio è:

vasta a dir poco

bella

affascinante

fa venir voglia di passare dal metallo alla carta...

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23 ore fa, Piakos dice:

fa venir voglia di passare dal metallo alla carta...

 

Giaggià... 🤣

E magari a qualcuno ha passato veramente la passione per la carta.

Ave!

Quintus

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I Martiri di Forte Bravetta furono 68 militari e partigiani, tutti appartenenti alla Resistenza romana, fucilati dal Comando tedesco nel periodo dell'occupazione (10 settembre 1943 – 4 giugno 1944) a Forte Bravetta, una delle costruzioni fortificate che circondavano la città di Roma, situata nella periferia ovest della Capitale, al km 3,5 della via omonima.

Nel film di Roberto Rossellini, Roma città aperta, è narrata, in forma romanzata, la vicenda dell'uccisione di don Giuseppe Morosini, interpretato da Aldo Fabrizi, eseguita nel forte il 3 aprile 1944.

Il monumento funebre, posto nel 1967, riporta 77 nominativi, citando anche alcuni condannati per delitti comuni dai tribunali italiani e raddoppia erroneamente i nominativi di alcuni caduti.

Oggi l'interno del forte è un'area adibita a verde pubblico, denominata Parco dei martiri di Forte Bravetta.(WIKIPEDIA)

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