enzomustica

Mi sono sempre chiesto

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Salve a tutti,

Come titolo , mi sono sempre chiesto come questi geni del passato  , anche remoto  che non avevano tecnologie  potevano produrre queste magnifiche monete, 

sarei felicissimo se qualche esperto potrebbe illuminarmi,

Grazie

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10 minuti fa, enzomustica dice:

Salve a tutti,

Come titolo , mi sono sempre chiesto come questi geni del passato  , anche remoto  che non avevano tecnologie  potevano produrre queste magnifiche monete, 

sarei felicissimo se qualche esperto potrebbe illuminarmi,

Grazie

Buongiorno @enzomustica,

nessun dubbio sulla maestria dagli artisti di qualsiasi epoca, solo che generalizzare sulla magnificienza mi risulta eccessivo.

Tempo fà fù aperta una discussione sulle monete più brutte e ti assicuro che in giro ci sono

Comunque, se puoi fare qualche esempio, sono sicuro che sul Forum troverai qualcuno che possa rispondere al tuo quesito.

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Benvenuto nel forum e...buona lettura.

Carlo

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Produrre una moneta anche se non bellissima o perfetta non e' cosa da poco, quello che io mi chiedo come mai per produrre una moneta la zecca si serve di piu' maestranze e di attrezzature non comuni, e questi geni dal 685 a C. che sicuramente non avevano nessuna tecnologia , producevano monete?

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Benvenuto...qui se vuole approfondire le monete e i contesti storici e d'arte da cui provengono, siamo a sua disposizione.

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vi ringrazio, della vostra disponibilità , sono molto interessato alle monete di Pandosia e sto cercando notizie 

 

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Mi scuso per l'insistenza, dado che io so come si fanno le monete, sarei molto curioso di sapere come facevano loro, quindi sarei molto grato se qualche esperto potrebbe spiegarmi con quale tecnica producevano i coni? in che metallo o  se usavano la tecnica della cera persa, sono anni che cerco queste info, ma fino ad ora nessuna ha saputo darmi una spiegazione, che pero' deve essere reale, perché da questa spiegazione di questa tecnica io vi assicuro che la ripeterò' passo passo per produrre una moneta. grazie infinite spero di essermi spiegato.

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BRUTTIUM, PANDOSIA in alleanza con Crotone, Ca. 435-425

Statere

D/ testa diademata della ninfa Pandosia dx. ΠΑΗΔΟΣΙΑ in alfabeto arcaico.

R/ Dio fiume Crati in piedi, testa a sinistra che tiene un ramo e porge una patera con la destra. Nel campo un pesce. ΚΡΑΘΙΣ

La moneta Crotone - Pandosia di Oxford ha un diametro di 26 mm e pesa 7,11g.

L'alfabeto usato è arcaico; in particolare il Sigma è ruotato di 90° così da apparire simile alla lettera M. Anche la Pi e la Iota hanno forme arcaiche. La moneta mostra che la forma arcaica di queste lettere era ancora in uso nella matà del V secolo a meno che non si voglia supporre che si tratti di un arcaismo voluto

N. K. Rutter, et al., Historia Nummorum - Italy, Londra, British Museum Press, 2001

fig58.jpg

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La Pandosia Bruzia o della Calabria antica, diversa da quella d'Epiro (regione della Grecia norsd-occidentale), è nominata per la prima volta dallo Pseudo Scilace (VI-V secolo a.C.), discendendo la costa tirrenica, dopo Elea (Velia) e Laos (Scalèa?) (Periplo, 12). Lo Pseudo Aristotele (IV secolo a.C.) la definisce "di Iapigia" (De mirabilibus auscultationibus, XCVII) e lo Pseudo Scimno (III-II secolo a.C.) nell'Orbis Descriptio (326-329) la nomina, risalendo la costa ionica, dopo Crotone e prima di Turi (quasi dire Sibari). Strabone (ca. 64 a.C. - ca. 24 d.C.) parla di Pandosia, procedendo verso sud lungo la costa tirrenica, dopo Temesa (Diamante antica), Terina (Nocera Terinese?) e, come se avesse risalito la via della Valle del Fiume Savúto, dopo Cosenza. Secondo le sue parole era "poco al di sopra" di Cosenza, "fortezza difesa dalla natura", aveva "tre sommità" e "nelle vicinanze il fiume Acheronte". Egli aggiunge che secondo la tradizione fu "reggia dei re degli Enotri" e prosegue evidenziando che nei pressi di Pandosia fu ucciso Alessandro il Molosso (o d'Epiro, regione della Grecia nord-occidentale), zio di Alessandro Magno (Geografia, VI, 1, 5). Su Pandosia si soffermano Tito Livio (59 a.C. - 17 d.C.) e pochi altri antichi letterati. Livio tramanda, fra l'altro, che Pandosia era "imminente" (sovrastante, prossima, attigua) i confini dei Bruzi e dei Lucani; che parte del corpo straziato del Molosso fu sepolto a Cosenza (Ab Urbe Condita,VIII, 24) e che nel 204 a.C. Cosenza, Pandosia e altre città poco importanti si arresero ai Romani (XXIX,38).

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22 ore fa, enzomustica dice:

Mi scuso per l'insistenza, dado che io so come si fanno le monete, sarei molto curioso di sapere come facevano loro, quindi sarei molto grato se qualche esperto potrebbe spiegarmi con quale tecnica producevano i coni? in che metallo o  se usavano la tecnica della cera persa, sono anni che cerco queste info, ma fino ad ora nessuna ha saputo darmi una spiegazione, che pero' deve essere reale, perché da questa spiegazione di questa tecnica io vi assicuro che la ripeterò' passo passo per produrre una moneta. grazie infinite spero di essermi spiegato.

I conii erano di regola realizzati in ferro dolce o in lega di rame e successivamente incisi a bulino per ricavare l'immagine voluta. E' evidente che i conii, specie quelli di martello che subivano direttamente il colpo di mazza, avevano una durata relativa, mediamente dopo circa 2-3.000 monete  erano sottoposti a rottura (prendi questo numero come assolutamente ipotetico e indicativo perchè soggetti a molteplici variabili ) .

Quindi nessuna cera persa o altra modalità di fusione. Non a caso nel Medioevo e nel Rinascimento (la tecnica era praticamente la stessa dell'età greco-romana) per preparare i conii venivano chiamati orefici ed incisori spesso celeberrimi come Benvenuto Cellini, Gaspare Mola o gli Hamerani.

Sotto l'immagine di due conii antichi; uno è della famosa tetradracma  di Atene e l'altro di una moneta celtica.

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Come vedi dalla foto, il conio ateniese sembrerebbe in ferro dolce inserito un supporto troncopiramidale.

Spero di esserti stato utile.

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