carledo49

Varianti reali, presunte tali e semplici curiosità negli scudi di Vittorio Emanuele II Re d'Italia.

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               Molti collezionisti ed appassionati della monetazione del Regno d'Italia, in merito a questa bellissima moneta, si sono posti il problema di una reale e concreta valutazione di alcune possibili "varianti" sia in termini di rarità che di quotazione. Ma poi sono effettivamente delle varianti o sono semplici curiosità ininfluenti o addirittura degli errori?

Aprendo un catalogo ed osservando la serie di scudi emessa da questo Sovrano (dal 1861 al 1878) possiamo notare, almeno sulla carta e sul "prezzario" di molti venditori numismatici, alcune varianti poco considerate o insignificanti ed altre che raggiungono valutazioni importanti e grado di rarità elevato.

E' pur vero che l'apprezzamento varia se si compra o se si vende, ma nella selva delle ipotesi, molte le considererei del tutto prive di significato, la cui esaltazione è solo frutto di una mera speculazione.

 

 

               Apro la rassegna con il millesimo 1876 la cui "variante" più nota è la R di zecca spostata a sinistra, rispetto alla punta del fiocco che lega, al rovescio, i rami di lauro. Analizzando decine di queste monete da 5 Lire così millesimate, ho notato che la R assume varie posizioni. Da quella canonica con la punta del fiocco al centro della rotondità della R, sino a spostarsi in varie posizioni intermedie, arrivando all'esterno della rotondità, facendo quindi scivolare man mano a sinistra il segno di zecca.

Quanto è reale questa variante e quanto incide sul valore di questa moneta?

Se vogliamo essere onesti, sebbene i cataloghi considerino un po' più di difficile reperibilità la R spostata, reputerei questi spostamenti insignificanti nel merito e nel valore intrinseco del tondello. E se vogliamo essere onesti fino in fondo, forse è più difficile a questo punto trovare una posizione canonica della R rispetto alle posizioni alternative. Direi quindi più una curiosità che altro, anche se molti venditori la pensano in maniera differente.

 

               Nelle foto indico almeno tre posizioni differenti della R, da quella normale fino all'estremo spostamento a sinistra.

Cosa ne pensate?

Carlo

 

 

 

         

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               Altra variante (almeno in teoria considerata tale), giusto parafrasando un venditore che ti vende uno scudo del genere, è la peculiarità degli 8 del millesimo 1878.

La rotondità inferiore dell' 8 è aperta su una o tutte e due le cifre che compongono il millesimo suddetto. Questa pseudo variante spesso non viene citata nei cataloghi, ma viene esaltata dal venditore numismatico per fortuna non pretendendo un plus valore. Rimane semplicemente una banale curiosità dovuta a problemi di coniazione.

Nelle foto:

entrambi gli 8 aperti

un solo 8 aperto

millesimo canonico

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A mio avviso il secondo  caso deriva da una usura e/o malformazione del conio mentre nel primo si tratta di tre conii diversi e quindi di tre diverse varianti; infatti lo spostamento della R deriva da una diversa collocazione della stessa nel conio originario.

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@Lugiannoni concordo con la tua analisi, il secondo caso, oltre alla usura e malformazione, potrebbe anche essere una piccola rottura di conio dei caratteri degli 8.

 

               Nelle varie fasi del processo di coniazione possono verificarsi errori e questi errori appunto diventano particolarmente ricercati dai collezionisti. Le cosiddette varianti. Gli errori presenti nel conio sono maggiormente ricercati rispetto a quelli fatti al momento della battitura della moneta. Esempio: caratteri della legenda, millesimo, segno di zecca, indicazione del valore che appaiano sfalsati, spostati, più piccoli, alterati, sono i più richiesti dai collezionisti in quanto ripetitivi. Gli errori di battitura invece sono generalmente unici. Anche le rotture di conio e le eventuali malformazioni del medesimo per raggiunto limite massimo di utilizzo, possono creare delle varianti o particolarità nella moneta stessa.

Carlo

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               Altra variante, decisamente sotto tono e poco considerata, è nel millesimo 1877 con il 7 esterno, cioè l'ultimo che compone la data, leggermente più spostato a destra e lievemente fuori asse. Una semplice curiosità riconducibile ad una composizione del conio non ottimale.

 

In foto: lo scudo con la "variante"  e successivamente il paragone del millesimo in condizioni analoghe alla moneta in esame e quelle conformi. La differenza di posizione è ben rilevabile.

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               Altra variante nel millesimo 1875 con la zecca di Roma.

La variante è la R più piccola. I cataloghi la considerano di una certa rarità.

Nella foto un 1875 con R grande e le differenze tra una R grande ed una piccola in questo millesimo.

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Eccezionale Carlo!

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               Nuova variante, ma questa decisamente rara (addirittura R4), è rappresentata dal millesimo 1872 zecca di Milano.

La variante consiste nell'aver un bordo decisamente più largo sia al Dritto che al Rovescio, esternamente al perlinato. Se ne conoscerebbero due soli esemplari (coll. Vitalini e coll. Rocca).

Nella foto un paragone tra un 1872 M comunissimo con bordo regolare e la moneta in oggetto (ex coll. Rocca). Le differenze si notano perfettamente.

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               Varianti 1870 della zecca di R

I cataloghi reputano la R piccola più rara rispetto alla grande.

Analizzando moltissimi scudi con questo millesimo invece parrebbe il contrario, la R piccola sembra essere la normalità e la grande un evento raro o addirittura il risultato di una contraffazione/alterazione del millesimo 1876 rendendolo 1870.

Altra variante 1870 R è la legenda più stretta, sia al dritto che al rovescio. Non se ne conosce il numero (forse alcune unità) ed il catalogo classifica questa singolarità un R4.

 

In sintesi le dimensioni del segno di zecca R varia anche a seconda dei millesimi:

1870-71-72-73 hanno la R piccola

1875 ha la R piccola e grande

1876-77-78 hanno la R grande.

 

In foto 5 Lire 1870 con la canonica R piccola.

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               Varianti degli incusi nel taglio della moneta.

Gli incusi, in condizioni canoniche sono una successione di: 

✽ FERT ✽ nodo ✽ FERT ✽ nodo ✽ FERT ✽ nodo

Questi possono essere oggetto, al momento della coniazione, di numerosissime alterazioni nella:

  -definizione più o meno marcata degli incusi

  -alternaza dei nodi, rosette e motto

  -alterazione, mancanza, trasformazione dei caratteri del motto per deformazione, rottura, consumazione od errore nelle lettere che compongono il motto.

   Troviamo, indipendentemente dal millesimo e dalla zecca, FERT trasformato in FKRT, FFRT, IIRT, FIKT, FIH, FER....

Tutte queste cosiddette varianti, sebbene ricercate da molti collezionisti soprattutto in passato, si possono tranquillamente classificare come mere curiosità che nulla o quasi danno valore aggiunto alla moneta.

 

Alcune immagini esplicative del taglio di uno scudo di Vittorio Emanuele II

Incuso ben inciso, regolare con le posizioni regolari della rosetta del motto e del nodo

altre con alterazioni di posizione dei componenti degli incusi e alterazioni delle lettere del motto.

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               Alcuni esemplari millesimati 1875 M e 1878 evidenziano un errore nel contorno, il quale risulta perfettamente liscio senza gli incusi, facendo arrivare ad R4 il loro grado di rarità, almeno secondo i cataloghi, giusto per un evidente errore nel processo di coniazione.

Carlo

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Tipo questa i fert sono latitanti

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Questo scudo del '75 appartiene alla schiera piuttosto nutrita di monete che ha il contorno scarsamente impresso. Tra le innumerevoli curiosità, spesso risultano scarsamente impressi i FERT, o i nodi, questi ultimi i più superficiali (hanno incusi poco profondi), quasi mai le rosette che sono dei punzoni molto più profondi. Infatti, nella tua moneta postata sono visibili ancora le rosette e si intravvede qualche leggerissimo abbozzo di una lettera che compone la scritta FERT. E' solo un difetto di coniazione, ma bene hai fatto a postarlo perchè rappresenta un ulteriore contributo interessante.

La vera rarità sta nella totale assenza di incusi.

Carlo

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54 minuti fa, carledo49 dice:

Questo scudo del '75 appartiene alla schiera piuttosto nutrita di monete che ha il contorno scarsamente impresso. Tra le innumerevoli curiosità, spesso risultano scarsamente impressi i FERT, o i nodi, questi ultimi i più superficiali (hanno incusi poco profondi), quasi mai le rosette che sono dei punzoni molto più profondi. Infatti, nella tua moneta postata sono visibili ancora le rosette e si intravvede qualche leggerissimo abbozzo di una lettera che compone la scritta FERT. E' solo un difetto di coniazione, ma bene hai fatto a postarlo perchè rappresenta un ulteriore contributo interessante.

La vera rarità sta nella totale assenza di incusi.

Carlo

si bravo, si vedono 2 rosette e appena qualche lettera poco incisa dei fert

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per le altre annate di questi scudi hai altre curiosità di varianti o errori???  salutiiiiiiiiiii

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2 ore fa, giacutuli dice:

per le altre annate di questi scudi hai altre curiosità di varianti o errori???  salutiiiiiiiiiii

A parte il contorno che può presentare curiosità, errori o alterazioni per qualunque millesimo, direi che le varianti vere o presunte sono state tutte citate. Se poi alludiamo a rarità particolari di alcuni millesimi iniziali, vere o create artificiosamente, entriamo in un altro campo, quello dell'originale o del tarocco. Altro capitolo qui non contemplato ma piuttosto interessante per i collezionisti.  

Carlo

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               Se poi vogliamo entrare nel campo delle curiosità, non certamente delle varianti, in alcuni millesimi, senza una precisa distinzione, possiamo notare lievi tracce di rigatura del contorno, associate agli incusi canonici. Ciò è dovuto a delle problematiche di coniazione del tondello nel momento in cui vengono impressi gli incusi. Il fenomeno l'avevo notato anche negli scudi 1879 di Umberto I

Carlo

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Il 18/5/2019 at 07:38, carledo49 dice:

 

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La domanda che mi pongo, queste varianti quanto sono realmente "importanti"? Ora, facendo preunitarie sicule sapete bene che ci si attacca molto spesso al puntino in più, al puntino più in alto di 1mm, ed altre piccolezze, a mio avviso, insignificanti. 

Cosa intendo per "insignificante" per queste varianti: le reputo curiosità, magari anche interessanti e che io, personalmente, metto anche in collezione solo che reputo la differenza economica, per particolarità del genere, non errata ma anti-etica verso chi compra essendo, molte di queste, così di poco conto che forse pure il termine "variante" è più di quanto meritino. 

 

Facessi regno d'italia queste varianti di 5 lire le cercherei tutte per curiosità mia ma doverle pagare di più per, che so, la R 2mm più a sinistra, non mi entusiasmerebbe. Secondo me bisognerebbe dare il giusto peso alle varianti ed in casi del genere reputo non si debba guardare alla rarità della variante in se ma a quella della moneta originaria [5 lire 1778 zecca di Roma].

 

Riguardo invece la variante di cui ho citato il messaggio, da ignorante in monete di Regno, chiedo: è davvero così "importante" ed "interessante"? 

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Infatti molto spesso errori di progetti vengono classificati come varianti. ...a proposito di sicule preunitarie. Mi viene in mente il 3 piccioli 1701 di Filippo V. Tutte le monete della Regia Corte di quel periodo vengono siglate come RC tranne il primo lotto, subito corretto mese dopo che porta al contrario CR. È evidente che fu un errore in zecca eppure viene classificata ancora oggi come variante. Tornando al post per me vedere il motto scritto come FETR è un errore e non variante. Per me entrano in giocono le speculazioni vista la differenza di prezzi che si vedono in monete dette varianti con errori. Salutiiiii

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2 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

La domanda che mi pongo, queste varianti quanto sono realmente "importanti"? Ora, facendo preunitarie sicule sapete bene che ci si attacca molto spesso al puntino in più, al puntino più in alto di 1mm, ed altre piccolezze, a mio avviso, insignificanti. 

Cosa intendo per "insignificante" per queste varianti: le reputo curiosità, magari anche interessanti e che io, personalmente, metto anche in collezione solo che reputo la differenza economica, per particolarità del genere, non errata ma anti-etica verso chi compra essendo, molte di queste, così di poco conto che forse pure il termine "variante" è più di quanto meritino. 

 

Facessi regno d'italia queste varianti di 5 lire le cercherei tutte per curiosità mia ma doverle pagare di più per, che so, la R 2mm più a sinistra, non mi entusiasmerebbe. Secondo me bisognerebbe dare il giusto peso alle varianti ed in casi del genere reputo non si debba guardare alla rarità della variante in se ma a quella della moneta originaria [5 lire 1778 zecca di Roma].

 

Riguardo invece la variante di cui ho citato il messaggio, da ignorante in monete di Regno, chiedo: è davvero così "importante" ed "interessante"? 

Vedo che ho suscitato la tua curiosità e mi fa piacere. Questo è un discorso dibattuto da molti anni da tantissimi collezionisti, studiosi della numismatica ed appassionati in genere di monete. Il titolo del post la dice lunga: Varianti, presunte tali e semplici curiosità. La risposta, che in alcuni casi può essere articolata scrivendoci un intero volume di spiegazioni (più o meno accettabili), la riduco in poche semplici righe. Le vere varianti sono eccezionalmente poche, rare e costose, non sono errori voluti od occasionali ma potrebbero configurarsi in una sorta di prova o progetto. Le presunte tali o semplici curiosità sono solo banalissimi errori di conio che spesso e volentieri, soprattutto nel passato, venivano accanitamente ricercati dai collezionisti. Bisogna ricordarsi che prezzo e rarità sono creati dal mercato. Più ci si accanisce nel ricercare queste "curiosità" più il loro valore relativo è alto. Ma oramai le differenze sono decisamente insignificanti in molti casi. I cataloghi di una volta rimarcavano queste differenze, ora meno. Alla fine comunque, per dirtela tutta....a me sinceramente delle varianti non me n'è mai fregato nulla, non le ho mai reputate importanti e tanto meno interessanti. Me ne ritrovo diverse, alcune anche abbastanza curiose, ma non sono state certamente ricercate o pagate con sovrapprezzo.

Carlo

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Per quanto concerne le monete meridionali la ricerca di queste piccole differenze e curiosità (perché alcune il titolo di variante non lo meritano neanche) sta venendo fuori adesso e non ti nego che mi turba un po' l'idea che possano rivalutarsi monete per motivazioni futili che io ci terrei ad avere più per un concetto di maniacalità in ambito collezionistico. 

Per dirne una, ho visto qualcuno definire inedita una moneta che, leggendo lo spahr, è bella che censita 

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Caro Giuseppe, in Numismatica, come in amore, tutto è lecito (o quasi). Salvo poi prendersi una bella dose di musate. Chiunque può decidere che un tondello comunissimo, solo perchè accidentalmente è stato impressa una stanghetta in meno, un puntino in più o una data con caratteri magari un po' più lontanti tra loro, sia rarissimo od inedito. Sta comunque a chi stabilisce queste cose l'onere della prova di quanto afferma. Non rincorriamo le cazzatelle perchè veramente alla fine non se ne esce più. La passione in Numismatica è una cosa, la follia è un'altra.

Carlo

  • Grazie 1

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7 ore fa, carledo49 dice:

Caro Giuseppe, in Numismatica, come in amore, tutto è lecito (o quasi). Salvo poi prendersi una bella dose di musate. Chiunque può decidere che un tondello comunissimo, solo perchè accidentalmente è stato impressa una stanghetta in meno, un puntino in più o una data con caratteri magari un po' più lontanti tra loro, sia rarissimo od inedito. Sta comunque a chi stabilisce queste cose l'onere della prova di quanto afferma. Non rincorriamo le cazzatelle perchè veramente alla fine non se ne esce più. La passione in Numismatica è una cosa, la follia è un'altra.

Carlo

Sono d'accordo.  Il "gioco"  delle varianti nasce essenzialmente dalle "necessità" del mercato di creare sempre nuove e ghiotte occasioni (per chi vende) da offrire ai collezionisti.

Da un punto di vista della rarità, le così dette varianti sono quasi sempre dovute al fatto che dopo un certo numero di "battiture" uno dei due coni viene sostituito ed il nuovo può presentare lievi differenze. Questo secondo conio verrà a sua volta sostituito, ecc. ecc.

A questo punto è facile dedurre che se un conio dura (metto un numero ipotetico) per 50.000 battute, quello che lo sostituirà e che presenta la "variante", produrrà più o meno altre 50.000 monete. Quindi è  evidente che in linea teorica nessuna è più rara dell'altra, salvo l'esistenza di documenti che comprovino l'interruzione nell'uso di quel particolare conio ed allora ci troveremmo di fronte ad una tiratura molto più bassa della media.

Tutto il resto è mercato speculativo.

 

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