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Panorama Numismatico nr.351, giugno 2019

 

Copertina-n.-351

In copertina, Omnibonus, un intagliatore alla zecca dell’oro di Venezia tra Francesco Dandolo e Bartolomeo Gradenigo, di Roberto Fuda: la zecca veneziana, nel corso del Trecento, fu notevolmente ampliata grazie all’arrivo di ingenti quantitativi d’oro dalle miniere slovacche; per questo, tra XIV e XV secolo, vi lavorarono importanti intagliatori.

Troverete, all’interno:

 

Per le curiosità numismatiche:

  • Il salnitro è un componente fondamentale della polvere da sparo e la sua raccolta era svolta da specifici funzionari dello stato, detti “salnitrari”, che come riconoscimento, portavano una particolare medaglia. Di queste coniazioni parla Gianni Graziosi in C’erano una volta i salnitrari.

Per la monetazione antica:  

  • Roberto Diegi illustra Un tetradramma alessandrino di Massimiano, probabilmente un falso ma molto ben eseguito.

Per la monetazione italiana medievale e moderna:

  • L’agontano è una moneta molto comune e può presentare simboli diversi che possono essere ordinati cronologicamente, come fa Lorenzo Bellesia in I simboli del grosso agontano.
  • La contesa del Regno di Napoli tra la Francia e la Spagna ebbe l’epilogo nell’anno 1503, quando Ferdinando, detto il Cattolico, lo conquistò con le armi e la città restò sotto la corona spagnola per circa duecento anni. A questo periodo risale Il cavallo di Ferdinando il Cattolico battuto a Napoli dopo la conquista del Regno, di cui parla Pietro Magliocca.
  • I liards di produzione francese furono tra le monete più imitate nelle zecche piemontesi. Mario Veronesi ne tratta in Alcuni inediti di Frinco e Passerano.

Per la monetazione estera:

  • Nel 1766 la zarina Caterina II la Grande trasformò la Siberia da governatorato in Regno, con annesso diritto a battere moneta. Ciò rispondeva anche a una particolare necessità, viste le difficoltà di comunicazione con la regione settentrionale della Russia. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete del Regno di Siberia.

Per la medaglistica:  

  • Angelo Cutolo illustra Alcune medaglie dell’Istituto Pontano e la sua storia: tre medaglie che testimoniano le attività dell’istituto napoletano fondato dai Gesuiti nella seconda metà dell’Ottocento.
  • Alberto Castellotti racconta di una rarissima medaglia di Maria Luigia ricomparsa in asta dopo un quarto di secolo di latenza, in Noblesse oblige: la duchessa e gli incisori, un rapporto difficile.

Per la cartamoneta:

  • Dopo il 1945 la dottrina comunista si diffuse anche nell’Asia orientale. Ho Chi Min fondò, dunque, il movimento Vietminh e stampò le sue prime banconote già nel 1946. Corrado Marino ne parla in Venti di guerra sul Tonchino. Dal crollo del colonialismo francese all’affermarsi del Viet Nam del Nord comunista. 
  • Giovanni Carannante ha trovato, su un biglietto del Banco di Napoli, alcune firme che non sono le stesse riportate solitamente sui cataloghi. Da lì è partito per una ricerca archivista presso l’istituto bancario, che racconta in La banconota da 500 lire emissione 1885 del Banco di Napoli.

Per la rubrica Recensioni, sono presentati i volumi di Pablo Giacosa, Gettoni monetali della Valle d’Aosta, pubblicato in collaborazione con il Centro Numismatico Valdostano, e Appunti di Numismatica, volume che festeggia il decennale di Numismatica Italiana, il più grande gruppo Facebook in Italia dedicato alla passione per la numismatica.

Per la rubrica Emissioni numismatiche, troverete le recenti emissioni della zecca italiana dedicate a Leonardo da Vinci, al trentennale della caduta del Muro di Berlino e a Cristoforo Colombo.

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Numero ricco...imperdibile come sempre..o quasi.

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Il 10/6/2019 at 22:21, Lugiannoni dice:

Per la monetazione antica:  

  • Roberto Diegi illustra Un tetradramma alessandrino di Massimiano, probabilmente un falso ma molto ben eseguito.

E' un falso coevo, moderno oppure lo giudichiamo falso ex-post, ma l'autore lo ha reputato autentico?

 

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Il 11/6/2019 at 16:38, Piakos dice:

Numero ricco...imperdibile come sempre..o quasi.

Negli anni '80 e '90 la rivista era un'altra cosa

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7 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Negli anni '80 e '90 la rivista era un'altra cosa

Negli ani 80 e 90 tutto era ancora un'altra cosa...

e negli anni 50...60   meglio ancora.

😐

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