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Andrea keber

Un nuovo denaro della zecca di Landstrass

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L'attività di zecca a Kostanjevica e le sue fasi iniziali.

Nel giugno 1195, in una dieta promossa a Milano dall'arcivescovo salisburghese Adalberto, viene emanato un editto, da parte dell'imperatore Enrico IV, in cui si proibisce di imitare le emissioni di Salisburgo. (Fig. 1) image.png.d2c2025a630e5bfb1077b831cbd412fe.png

Aquileia e la sua zecca, con Pellegrino II, fa coniare allora un denaro piano dalla legenda interrotta dalla figura (M.I.R. Triv. z.m., n°7) e successivamente monete larghe, scodellate, di fattura originale e stilisticamente ricercate (M.I.R. Triv. z.m., n°8), staccandosi dell'influenza frisacense: denari anonimi che recano entrambi impressa la figura del Patriarca al dritto e un tempio con frontone tra due torri al rovescio. (Fig. 2) Con legenda AQVILEGIA P image.png.7bac5d98bcf62df51fa27087d9f0e10d.png

Questo denaro viene quasi subito (poco dopo il 1195) preso a modello dalla collegata zecca tergestina (Trieste) e dal suo Vescovo Wolcango. (M.I.R. Triv. z.m., n° 273; Fig. 3) Con legenda TRIES EPISCOP image.png.bccc6715732b0fd95e0920915baca1c6.png

e dalla Contea di Gorizia (Mainardo II, 1186-1232 in coabitazione con Engelberto III,, fino al 1220) con due differenti indicazioni di zecca: la città di Lienz, con la legenda LIVNZALIS o DELIVNZO, (M.I.R. Triv. z.m., n° 102-3; Fig. 4) e la cittadina portuale di Latisana, con la legenda PORTVTESANA (M.I.R. Triv. z.m., n° 170; Fig. 5)image.png.b86391afec3e4569b75810631e68195c.pngimage.png.9294cb45bfbab631b8faa9165ed6de97.pngimage.png.1d972c4adb3e279cdb8fdffbd706f92b.png

La distinzione di legenda probabilmente indica una differente destinazione d'uso: i primi per i mercati posti nei territori d'oltralpe, i secondi per i territori ed i mercati posti tra l'arco alpino e il mare Adriatico. Le emissioni goriziane smettono di essere prodotte prima del 1202, come si evince dal carteggio Patriarca/Conti in cui vengono sottolineate alcune usurpazioni da parte goriziana dei diritti/doveri tra cui anche quello di coniar, o meno, moneta.

Nel territorio, che durante il medioevo viene definito Carniola, corrispondente oggi a parte dell'odierna Slovenia, dopo l'estinzione della famiglia Eppenstein il Duca carinziano Bernhard II di Spanheim (1202-1256) ne eredita alcuni possedimenti. Landstrass acquisisce potere amministrativo/commerciale nonché politico e alla pari di Lubiana il Duca vi apre due zecche.

Queste zecche, strettamente connesse, a causa dell'influenza dominante del Patriarcato di Aquileia nell'area, agli inizi della loro attività emettono denari a imitazione degli scodellati aquileiesi e successivamente, per esigenze commerciali vengono coniati anche denari (pfennig) sul piede delle emissioni frisacensi. Con legenda +CIVITAS.LADESTRO +LANESTRODENAR e

LEIBACENSESDE (Fig. 6)

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Ad oggi la letteratura numismatica assegna a Landestrass e Lubiana denari imitanti, almeno al rovescio, le coniazioni patriarcali di Volchero (1204-1218, M.I.R. Triv. z.m., n° 9-10) indicando un periodo prossimo al 1215 l'inizio delle emissioni.

Un ritrovamento recente, con il metal detector (per ovvie ragioni si omette luogo e nome del rinvenitore), di un denaro scodellato anonimo, inedito e del tutto simile alle emissioni sopra descritte di Aquileia e Trieste a nome di Landestrass permette di anticipare di almeno un decennio l'attività di coniazione.

Si tratta di un denaro scodellato (peso: 0,9 grammi circa, diametro: 21 mm) che ricalca lo stile delle monete del Patriarca, e parente stretto del Duca, Pellegrino II. Il peso, inferiore a quello dei paralleli denari di Aquileia/Trieste avvalora l'ipotesi che si tratti di un'imitazione creata, come nel caso della Contea di Gorizia, atta ad approfittare della favorevole accoglienza ad essi riservata.

Bibliografia: si rimanda allo scritto citato. Immagini: dalla rete

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Interessante notare al D/ la raffigurazione che sembra, data l'assenza del pastorale, di un personaggio con unicamente il potere temporale: il Duca.

Al R/ particolare, rispetto alle altre emissioni simili, la rappresentazione del tempio con la parte bassa dell'edificio che si restringe; particolare anche il disegno delle cupole delle torri: terminanti quasi "ad alabarda" .....

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L'immagine del denaro della zecca di Landstrass è di proprietà dello scrivente (concessa a  uso personale dalla persona che lo ha rinvenuto)

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1 ora fa, Andrea keber dice:

particolare anche il disegno delle cupole delle torri: terminanti quasi "ad alabarda" .....

Una teoria forse delle più balzane:

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Nella tradizione slovena, il tiglio (lipa) é l’albero sacro o della vita: esso cresceva solitamente al centro del villaggio e sotto le sue fronde si riuniva la comunitá o «vicinia» sosednja), presieduta dal sindaco (župan), che era coadiuvato dal Consiglio dei dodici dvanajstija); a livello di mandamento, l’ass­emblea si denominava «cavalcata» (pojezda), nentre a livello nazionale si chiamava «veča» (placito); il giudizio di queste assemblee era vincolante anche per i feudatari.

L’area sottostante al tiglio era dunque il centro della vita comunitaria; colá si svolge­vano gli incontri e le feste da ballo; ogni anno vi aveva luogo la «prima danza», un rito che sanciva l’entrata dei giovani nella vita adulta (usanza conservatasi tuttora in Carinzia, nella valle della Zila).
Il tiglio aveva un suo ruolo anche nel mondo spirituale sloveno; veniva piantato vicino alle chiese, sia in campagna che in cittá; e nelle leggende, offre un riparo ai giusti; anche Maria con il Bambino riposa alla sua ombra.

In araldica prende il nome di Lindenblattkreuz. Presso le popolazioni di origine germanica (Bernhard lo era!) il tiglio rappresenta l'albero del giudizio (della giustizia)

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