Quintus

Set di bancconote dell Impero romano!

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Set di banconote da 1, 4, 8, 20, 50 e 100 SESTERZI!

Immancabile nella collezione di un VERO NUMISMATICO e studioso dell'Impero Romano!!!

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Mi raccomando,  correte ad acquistarle, perché sono quasi esaurite e non si sa quando si scoprirà un nuovo hoard di sesterzi UNC!!

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Happy buy!!  😛

Ave!

Quintus

 

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Questa è la prova che gli antichi romani avevano già inventato la stampa a colori su carta....

l'Impero romano era troppo avanti...

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Vero... ma io sono andato oltre, ho scoperto che i barbari del limes stampavano delle imitative! 🙂

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Avete, tra l'altro, notato un errore in quella da 8 sesterzi?  🙂

Come diceva il mio amico Obelix... Sono Pazzi Questi Romani! 😛

Ave!

Quintus

 

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Non c

Il 6/9/2019 at 11:12, Quintus dice:

Avete, tra l'altro, notato un errore in quella da 8 sesterzi?  🙂

Come diceva il mio amico Obelix... Sono Pazzi Questi Romani! 😛

Ave!

Quintus

 

Mi spiace contraddirti, ma questi documenti dell'epoca - e quindi incontrovertibili - dimostrano senza ombra di dubbio che i romani scrivevano IIX e non, come si è finora erroneamente pensato, VIII !

E' uno scoop storico eccezionale!

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@Lugiannoni, dopo aver ampiamente studiato i reperti sono giunto alla brillante conclusione che ambedue siano banconote imitative.

A prova di ciò, si leggono chiaramente diciture in lingua Britanna.

Essendo presente, nella banconota da 100 sestertii, l'effige di Costantino la datazione è da considerarsi successiva al 306 a.D. e, probabilmente, antecedente il 410 a.D., quando le ultime truppe romane, sotto la guida di Costantino III, lasciarono definitivamente la Britannia.

Ave!

Quintus

 

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9 ore fa, Quintus dice:

A prova di ciò, si leggono chiaramente diciture in lingua Britanna.

E non solo.

Secondo me la prova più evidente sono i numeri di serie scritti a   ---------->  numeri .

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5 ore fa, DeAritio dice:

E non solo.

Secondo me la prova più evidente sono i numeri di serie scritti a   ---------->  numeri .

Quindi ci sono anche influenza arabe.

A quando spostiamo la datazione?

Ave!

Quintus

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22 ore fa, Quintus dice:

@Lugiannoni, dopo aver ampiamente studiato i reperti sono giunto alla brillante conclusione che ambedue siano banconote imitative.

A prova di ciò, si leggono chiaramente diciture in lingua Britanna.

Essendo presente, nella banconota da 100 sestertii, l'effige di Costantino la datazione è da considerarsi successiva al 306 a.D. e, probabilmente, antecedente il 410 a.D., quando le ultime truppe romane, sotto la guida di Costantino III, lasciarono definitivamente la Britannia.

Ave!

Quintus

 

Mi permetta, pregiatissimo Quintus, di lodare la Sua puntuale e sottile notazione che colloca, come da Lei supra affermato, le emissioni in oggetto in un ben definito e corretto arco temporale.

Resta comunque confermata l'esimia rarità delle monete testè presentate che, voglio sperare, possano andare ad impreziosire una pubblica raccolta.

A questo proposito mi permetta di suggerire la romana  AMA.

Vale!

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34 minuti fa, Lugiannoni dice:

Mi permetta, pregiatissimo Quintus, di lodare la Sua puntuale e sottile notazione che colloca, come da Lei supra affermato, le emissioni in oggetto in un ben definito e corretto arco temporale.

Eccelso, la Ringrazio per le pregiate parole.

35 minuti fa, Lugiannoni dice:

Resta comunque confermata l'esimia rarità delle monete testè presentate che, voglio sperare, possano andare ad impreziosire una pubblica raccolta.

A questo proposito mi permetta di suggerire la romana  AMA.

RingraziandoLa per il suggerimento sono orgoglioso di comunicarLe e comunicarVi d'aver, con successo, contattato l'Associazione Musei d'Arte (A.M.A., appunto) e d'esser con loro giunto ad un accordo per esporre le suddette INESTIMABILI banconote nei maggiori musei del mondo.

Già dal prossimo 2 novembre c.a. inizierà il tour espositivo, primo museo ad accogliere codesta meraviglia sarà il Louvre di Parigi.

Ave atque vale!

Quintus 🙂

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58 minuti fa, Quintus dice:

RingraziandoLa per il suggerimento sono orgoglioso di comunicarLe e comunicarVi d'aver, con successo, contattato l'Associazione Musei d'Arte (A.M.A., appunto) e d'esser con loro giunto ad un accordo per esporre le suddette INESTIMABILI banconote nei maggiori musei del mondo.

Allora Lei/Voi  è/siete  in possesso di tale rarità.

Ma mi dica:

- i colori sono nitidi?

- la carta è frusciante?

- e la filigrana è presente?

sa, come collezionista e apprendista nUmIsMaTiCo (stagista)  ho degli alti e bassi.

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Esimio @DeAritio,

data l'estrema rarità (se non unicità) di codesto ritrovamento abbiamo accesso al solo materiale fotografico quindi non posso esserLe di molto aiuto in riferimento alle domande che ci ha posto.

Essendo le banconote UNC potrei azzardare che un certo "fruscio" venga prodotto, ma tantè, queste sono solo mie deduzioni.  Così come immagino che, essendo imitative barbariche, la tecnica di produzione fosse alquanto primitive il che mi porta a pensare anche all'assenza di un qualsiasi tipo di filigrana.

La colorazione, almeno nel secondo caso, pare nitida e ben presente, ma sempre di deduzioni fatte, purtroppo, dal materiale fotografico.

Spero che l'AMA possa presto pubblicare uno studio approfondito su quello che è ormai conosciuto come "Il Frusciante Sesterzio del VI secolo".

Per quanto riguarda la Sua auto-definizione di "apprendista numismatico", La prego di non eccedere  in modestia, su codesto forum abbiamo chairi se non lampanti esempi della Sua elevatura in ambito notafilico.

PorgendoLe distinti saluti La ringrazio del Suo impagabile intervento in codesta discussione.

Ave!

Quintus

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7 ore fa, Quintus dice:

Per quanto riguarda la Sua auto-definizione di "apprendista numismatico", La prego di non eccedere  in modestia, su codesto forum abbiamo chairi se non lampanti esempi della Sua elevatura in ambito notafilico.

Purtroppo, non avendo in collezione , una leccornia simile , non posso far altro che cospargermi il capo di cenere.

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Sarei tentato di suggerire una ipotesi che, se confermata, aprirebbe un nuovo orizzonte alla storia romana e non solo.

E se fossero non tanto delle imitative, ma piuttosto - e ne vedrei conferma nell'uso di triplici sistemi numeral-linguistici - la prima, sinora sconosciuta edizione di un gioco destinato non solo all'uso interno,  come erano i latruncoli, ma anche all'export il cui nome (del gioco) era  Monopolicus?

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G E N I A L E !!!  🙂

Questo apre veramente nuovi orizzonti!

Innovativa così come la mia teoria che gli hoard o ripostigli non siano accantonamenti di denaro ma premi mai trovati dl gioco " thesaurum venari ".

Voi che ne pensate?

Ave!

Quintus

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Il 11/9/2019 at 09:21, Quintus dice:

Voi che ne pensate?

Io vi aspetto al via, salvo imprevisti.

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2 ore fa, DeAritio dice:

Io vi aspetto al via, salvo imprevisti.

Perfetto, quando arrivo mi riconosci dal fiaschetto! 🙂

Ave!

Q.

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