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TRAINA, Mario

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TRAINA, Mario: Giornalista professionista e studioso numismatico. Ha contribuito alla divulgazione della cultura numismatica con l’operato giornalistico e numerosi studi specializzati e monografie. Ha dedicato approfondite indagini allo studio delle monete ossidionali, alle monete della dinastia dei Savoia e ha in corso una revisione sistematica di tutte le legende citate nel Corpus  Nummorum Italicorum. Ha curato la rivista  mensile  Cronaca Numismatica sin dalla prima apparizione e per oltre un ventennio. Premio “Ducato di Torino” nel 1974; Oscar per la numismatica nel 1975; Leader per la numismatica nel 1980; premio del Centro Numismatico prealpino di Varese e del Consiglio Regionale della Lombardia nel 1983; Premio “Albino Bazzi” nel 1993; Socio Onorario dei Circoli di Mantova, di Catania e di Formia. Ha fatto parte della Commissione per il Concorso Nazionale Commissione EURO chiamato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Dopo avere presieduto l’Accademia Italiana di Studi Numismatici dalla fondazione nel 1996 e sino al 2003, ne è stato Presidente Onorario. Particolarmente significativa la definizione che lo studioso dà del numismatico: “ …Numismatico è chi sa sposare all’aspetto collezionistico con tutte le gratificazioni estetiche ed economiche che ne derivano l’aspetto culturale che è prevalente…”.

Nel 2001, nel corso delle indagini, il compianto Mario Traina espresse, in materia di prove  e progetti, il suo autorevole parere, commentando i lavori del Convegno che si era svolto a Roma nel marzo del 2001, al quale parteciparono studiosi, commercianti, collezionisti, autorità civili e militari e che riportiamo integralmente.

“”” Al convegno svoltosi a Roma sabato 24 marzo 2001 sullo scottante e controverso problema del possesso e circolazione delle prove e progetti avevo sottolineato come non tutto il male viene per nuocere. Le indagini in corso del Nucleo Speciale ispettivo funzione pubblica della Guardia di Finanza, se da una parte penalizzano ingiustamente i collezionisti, privandoli di monete acquistate e possedute da anni alla luce del sole, dall’ altra stanno portando alla luce documenti e testimonianze inedite sulla monetazione del Regno e della Repubblica. E se è vero che la Numismatica è scienza e non semplice hobby; che il numismatico degno di questo nome deve prima mirare allo studio, poi al collezionismo; che l’interesse generale deve sempre prevalere su quello particolare, il prezzo da pagare con il sequestro (auguriamoci temporaneo) di prove e progetti trova una sua compensazione nell’acquisizione di nuovi dati, tali da modificare correggere o integrare le nostre conoscenze in materia.

Il documento che pubblichiamo, firmato dal tenente colonnello Maurizio Massarini e dal maggiore Domenico Luppino della Guardia di Finanza, che ce ne hanno autorizzato la pubblicazione integrale, è il frutto delle indagini fin qui condotte dalle Fiamme Gialle in un campo numismatico molto più ampio di quello limitato alle prove e progetti e suscettibili nel tempo di altri imprevedibili sviluppi. Non credo di esagerare chiamandolo un «documento-bomba»: oltre alla prova che le 100 lire 1940 furono coniate nella zecca e dalla zecca di Stato (Cronaca Numismatica n. 128, marzo 2001), si denunciano la scomparsa di alcune tra le più rare e preziose monete della Raccolta Reale conservata al Museo Nazionale Romano (l’esemplare 20 lire prova “elmetto” del 1928 della collezione reale è stato sostituito con un falso); ed un furto, non altrimenti precisato nella sua entità, perpetrato ai danni del Museo della Zecca; si documenta come le 20 lire del 1910 con l’aquila araldica, presente in tutti i cataloghi e indicate come una «prova», non siano mai state battute dalla Zecca ma siano un falso, una moneta inventata (in una recente asta l’esemplare era stimato 50 milioni di lire, proprio perché una contraffazione la moneta, prima sequestrata, è stata restituita al suo proprietario); si correggono le tirature di alcune monete sia del Regno che della Repubblica; si portano nuove testimonianze sulla monetazione della Repubblica Sociale Italiana nel periodo 1943-1945; si cita il rinvenimento di 4 esemplari di una moneta mai emessa, le 50 lire micro datate 1984; si illustra il punzone di una ipotetica moneta da 5 centesimi 1943 tipo spiga (che appare anomalo rispetto alle monete in circolazione in quegli anni); infine si conferma la coniazione da parte della Zecca «per errore» di monete euro da 20 cent. datate 1999, successivamente deformate, eccetto un quantitativo imprecisato «trafugato» dall'officina monetaria. Solo i 20 cent euro, è stato appurato, sono stati coniati con la data 1999 (se esistono quindi in circolazione altri nominali così datati ci troviamo davanti a contraffazioni). Altre monete euro datate 2002 sono fuoriuscite illecitamente dalla Zecca ma questi euro a partire dal 2002, quando la moneta comune entrerà in circolazione, perderanno ovviamente ogni valore e interesse.

Alcune brevi considerazioni s’impongono:

1. Ci voleva, lo diciamo con amarezza, la Guardia di Finanza su mandato della magistratura a violare e spalancare le porte delle «stanze dei bottoni», perennemente e ostinatamente sbarrate agli studiosi. Quante altre sorprese potrebbero saltar fuori se tutti gli Archivi fossero aperti e accessibili anche ai comuni mortali, se soprattutto, ottemperando alle norme di legge, si fossero sempre tenuti aggiornati gli Archivi? Mentre, a quanto si legge nel documento delle Fiamme Gialle, la documentazione ufficiale riguardante le emissioni monetarie risulta gravemente carente e incompleta. Si pone allora una domanda: si è trattato solo di incuria o di una precisa volontà mirata ad occultare operazioni tutt’altro che trasparenti?

2. Per la prima volta nel corso di una campagna di sequestri, com'è stato rilevato al convegno di Roma e come testimonia questo documento, c'è stata un piena e leale collaborazione tra inquirenti e collezionisti. E questo è un buon segno, indice di una nuova mentalità, di una maggiore correttezza da entrambe le parti. In questo quadro di una maggiore reciproca comprensione chiediamo che la magistratura, su richiesta della stessa Guardia di Finanza, compia un gesto di buona volontà lasciando in custodia ai proprietari le monete passabili di sequestro fino a quando non ci sarà stata una definitiva decisione in merito. Si eviterebbero così dannosi passaggi di mano e si solleverebbe lo Stato da un compito non facile e che spesso non ha saputo assolvere: quello della custodia. Chi meglio del collezionista, che ama le sue monete come la pupilla dei suoi occhi, può garantirne una perfetta conservazione?

3. In merito alle prove e progetti va sottolineato che se è vero che non si trova mai traccia nella normativa vigente di ieri e di oggi di una norma che autorizzi la vendita di prove e progetti, è altrettanto vero che non c'è ugualmente traccia di una norma contraria che neghi questa possibilità. E nel silenzio della legge la vendita e quindi la circolazione delle prove e progetti si dovrebbero ritenere lecite.

4. II documento si rivela un’ennesima prova di come in Italia, fatta la legge si trova subito il modo per eluderla. A dispetto delle severe norme con cui si sarebbe dovuto regolare l’attività della zecca e la sua gestione, le indagini svolte dalla Guardia di Finanza mettono impietosamente a nudo quella che non è retorico chiamare un’allegra gestione. Regia o Repubblicana poco importa.

5. Un’altra drammatica conferma emerge dal documento: lo Stato non è in grado di tutelare l’immenso patrimonio d’arte e di storia e in particolare quello numismatico, che tutto il mondo ci invidia. Mancano, mezzi, strutture adeguate, personale. Chi non ricorda tra i presenti al convegno di Roma il «grido di dolore» lanciato in merito a questo scottante problema dalla dottoressa Silvana Balbi de Caro? Mancano personale, strutture adeguate, mezzi. Si è realizzato uno dei musei della storia della moneta più belli e moderni del mondo ma poi si fanno mancare gli spiccioli necessari ad assicurare la normale manutenzione per cui le vetrine restano al buio e le lenti scorrevoli bloccate. Monete e libri non sono consumabili perché non sono state realizzate ancora le strutture ad hoc previste nel progetto originario. Si scopre che alcune tra le più rare monete della collezione reale sono state trafugate, che anche il Museo della Zecca ha subito un furto: come non ricordare il modo indecoroso per non dir peggio con cui la collezione reale per anni e anni è stata snobbata, ignorata, trascurata, prima di approdare al Museo Nazionale Romano? Come non ricordare gli appelli, i solleciti rivolti più volte dal mondo numismatico perché finalmente la collezione reale trovasse una dignitosa e sicura sistemazione? Ma ci sono voluti decenni... Cosa si aspetta a realizzare quella struttura apposita, de-putata alla salvaguardia e alla tutela del nostro patrimonio numismatico, dotata di un minimo di personale e di mezzi, invocata anche questa da decenni? Il fatto è che la Numismatica è stata considerata una specie di Cenerentola tra i beni culturali e archeologici con tutte le conseguenze che ne derivano. Poi le monete prendono il volo e si grida allo scandalo, si promettono mari e monti (tanto le parole non costano niente), si piangono lacrime di coccodrillo. Speriamo che almeno questa volta, davanti a questo ennesimo scandalo, qualcosa si muova e che la musica cambi.

6. Se lo Stato non è in grado di tutelare, rendere fruibili, addirittura, catalogare e fotografare le monete che possiede (operazione preliminare ed elementare per assicurarsi contro i furti) con quale faccia e coraggio può togliere ai collezionisti monete lecitamente acquisite e possedute? Non sarebbe ora di piantarla con la pretesa di uno Stato pigliatutto che fa rientrare dalla porta una moneta, consentendo che contemporaneamente ne escano dieci dalla finestra ?

di Mario Traina”””

by elledi, 24.03.2013

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