danieles1981

Tirolo e tirolesi

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Salve a tutti, scrivo qui perchè la paccottiglia di persone su facebook forse non potrà capire il mio punto di vista.

Ieri guardavo il programma di Giletti (si lo so, è quel che è, ma si eleva a critico acculturato e quindi saprà apprezzare le critiche). Parlavano delle regioni virtuose. In testa su tutte Trentino e Sudtirol. Io vivo in questa regione, la mia famiglia, 80 anni fa, ha fondato qui la loro storia recente e posso solo dire del bene. Il Trentino Welshtirol e Sudtirol sono province virtuose, le prime in Italia sulla raccolta differenziata, sulla cultura e istruzione, sulla qualità della vita, sull'occupazione, sul pagamento di tasse da lavoro dipendente, sulle partite iva, sull'ambiente (bacini imbriferi, boschi, montagne, ...), e su molto altro ancora. E con un po' di invidia attribuivano questo primato al fatto che buona parte delle tasse (che ricordo sono più alte con molte addizionali) rimangono nelle nostre tasche. In realtà non è proprio così. Per un rapido paragone, un piccolo appartamento di 50mq in periferia costa oltre 180mila euro, e una pizza in pizzeria non meno di 8 euro.

Capita a fagiolo. Da qualche anno seguo un appassionato signore di Trento che mi ha illuminato su molti aspetti.

E ieri hanno intervistato la  Eva Klotz, come se lei fosse la porta voce di un movimento scissionista diramato sul territorio. Io posso assicurare che non è così: qui non ci si sente austriaci ma tirolesi. Il tirolo non è vienna per capirci. Il tirolo inteso come territorio da Borghetto d'Avio a Kufstein, nelle provincie di Trento, Bozen e Innsbruck. A scuola insegnano gli eroi italiani, e non gli eroi del nostro territorio. Per i tirolesi Garibaldi e Mazzini, ha fatto ben poco. Ma Hofer ha lottato per il Tirolo e le sue etnie. E con lo smembramento del territorio austriaco nel 1920? Nel 1923  con "la riforma dei cognomi" di Tolomei è stata resa fuori legge la lingua tedesca e le minoranze ladine. La toponomastica dei luoghi, i cognomi, le parole e i dialetti violentati e italianizzati nel Ventennio. Si andava in galera se si usava la parola Tirolo, tyrol, bolzen, tient, rofreit, brixen,... In provincia di Bolzano, si è sempre parlato tedesco, in Trentino da secoli si parla italiano, nelle valli orientali il ladino dalla notte dei tempi. Sono tirolese anche se parlo italiano. Quindi la signora Klotz non parla per il tirolo, ma per una sparuta marmaglia di secessionisti. La parola Triveneto nient'altro è che una locuzione per identificare un territorio non definibile (trento e trieste distano una marea di km),  Il vero movimento freie volker (popoli liberi) si basa su un movimento di armonia del territorio, armonia tra le 3 lingue ufficiali, cultura e territorio. I tirolesi è un popolo che si rimbocca le maniche, pacifista e accogliente. Per mille anni ha vissuto secondo le regole delle comunità. I dialetti divenuti vere e proprie lingue, con dialetti diversi da valle a valle, da paese a paese. Spesso anche tra quartiere e quartiere.

E spesso l'ignoranza spesso del popolo tirolese è la rovina. Chi conosce bene lo scopo di Battisti e Chiesa per poterci ragionare su? Di Andreas Hofer? L'arma degli alpini che stimo e ammiro? Non si insegna più ad essere legati al nostro territorio. Nel nostro presente: il trentino, per orografia non è adatta alle grandi aziende e alle grandi vie di comunicazione, e siamo tagliati fuori dai grandi progetti nazionali. Questa potrebbe essere la nostra fortuna lavorando sul turismo e sulle piccole imprese locali. Come in ogni parte d'italia di dovrebbe essere legati al proprio territorio e conoscerlo profondamente per saper apprezzare il futuro. Per questo dico che qui, ci si sente tirolesi, non austriaci, e purtroppo non italiani...

Dico questo perchè l'Italia non si comporta da buon padre di famiglia; si capisce che Papà Roma ha tanti difetti e non lavora per il bene dei propri figli, così può capitare che magari i figli più virtuosi, che risparmiano e che magari si sentono più bravi (a torto o a ragione), venga voglia di andare a vivere da solo. Soprattutto perchè ci si sente un po' dei figli non biologici...

Non sono molto bravo con le parole, spero di aver espresso il mio pensiero senza offendere nessuno...

 

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Il 18/11/2019 at 11:33, danieles1981 dice:

Dico questo perchè l'Italia non si comporta da buon padre di famiglia; si capisce che Papà Roma ha tanti difetti e non lavora per il bene dei propri figli, così può capitare che magari i figli più virtuosi, che risparmiano e che magari si sentono più bravi (a torto o a ragione), venga voglia di andare a vivere da solo. Soprattutto perchè ci si sente un po' dei figli non biologici...

In realtà questo è il sentimento di molti dei figli di papà Roma.

Forse la situazione che più beneficia dell'Italia attuale non è neanche Roma ma Milano, quest'ultimi però nemmeno sembrano sentirsi italiani ed utilizzano un linguaggio inquinato di inglesismi per niente fondamentali e che pian piano vengono assimilati anche fuori.

Basti pensare al salotto che adesso va molto chiamare "living"... 

Tempo fa addirittura avevo visto una petizione per l'utilizzo dell'italiano tra le lingue di lavoro europee, a vedere che in un anno non ha fatto nemmeno 1000 firme [per quanto possano contare le petizioni online] mi ha lasciato interdetto: davvero manca il sentimento di italianità? 

https://buonacausa.org/cause/italiano-lingua-di-lavoro-europea

A me quest'Italia piace poco e non vedo la voglia di cambiarla, di far qualcosa, non c'è nemmeno una concretezza politica che porti da qualche parte.

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Cari amici...oggi nessuno è più figlio di nessuno. Lo sradicamento è velocissimo...chi ancora ha radici culturali e etiche si sente già solo e non comprende cosa accade intorno...perchè ha almeno più di 30 anni. Il mondo cambiava nei swecoli..a volte è tornato indietro: alto medioevo, per consentire ai "babari" di integrarsi e crescere...si è dovuto poi uscire dal buio. Oggi cambia ogni anno...presto saranno mesi...e ormai non siamo più in grado di intercettare il mutamento,  a meno di essere degli specialisti e degli analisti.

Sta accadendo più o meno la stessa cosa con un vantaggio: l'informazione di oggi. Ma...questa è manovrata e inquinata e schiava di "tendenze" su ciò che è fico o è sfigato ed è appannaggio del sistema che la controlla...e ci controlla..con gli algoritmi.

La velocità uccide il pensiero..chi legge? Chi pensa e riflette ed analizza la realtà e si prepara per farlo acquisendo cultura? Certo le sardine antiLega e contro salvini potrebbero essere un moto ed un esempio...ma:

sono movimenti realmente spontanei?..o sono prevalentemente un movimento contrario di matrice PD ed area sinistra? Cioè siamo ancora a rossi contro neri..e viceversa.

Perchè tra spontaneo e incanalato/manovrato c'è una differenza abissale. Chi sono i promotori?

Uno dice..meglio di salvini...va bene. Certo? Ma cosa ha fatto la sinistra di veramente diverso per l'istruzione, la cultura, lo sviluppo del libero pensiero...il contrasto allo strapotere delle Banche, del potere finanziario..delle multinazionali?

E torniamo d'accapo...rossi contro neri.

Meglio i rossi? Si ma se non si cambia...almeno dove c'è la lega la cosa pubblica è meglio amministrata. E mi secca doverlo dire...

Daniele!...battiamoci pure, giusto! Ognuno per quello che crede ed ama..e per la cultura e la crescita delle menti e del pensiero.

Ma...importa veramente a qualcuno?

Il popolo o l'ex gleba...non hanno più fame?

Chi persegue uin vero cambiamento?..chi ha idea ed idee...chi non sogna l'ultimo modello che le multinazionali ci sottopongono? Chi non ama la bella vita? Chi non vuole fare sesso con poche implicazioni sentimentali...che poi ti sfasci i maroni? Chi pensa di sacrificare parte della vita per riprodursi e gioire della vita che genera e cresce? Chi non vorrebbe essere IN..glamour..alla moda..chi non vuole fare tendenza...chi non ragiona in termini pragmatico consumistici...chi veramente ancora cerca l'uomo...le anime...l'Amicizia...chi esplora i recessi dell'anima? Chi pensa di poter scrivere qualcosa...di fare ricerca...chi ama la conoscenza?

Contro tutte queste cose...c'è il diavolo...ragazzi. Voi non lo vedete ma c'è..e piace se non a tutti...sicuramente a molti...tanti. Il diavolo è come un liquido che scorre su piano inclinato: non vuole ostacoli...valori...idee...cultura..principi, valori e quanto altro di positivo, altrimenti i consumi frenano..ci si interroga..si compra di meno...il godimento fine a se stesso non avrebbe più senso e la globalizzazione e i desideri troverebbero degli ostacoli. Il pudore sarebbe meno insidiato..che se salta quello...si può essere capaci di tutto semplicemente perchè non ci si vergogna.

Gli uomini oggi sono macchine desideranti...spesso apolidi...globalizzate. Figurarsi..l'Alto Adige ed il Trentino...interessano veramente alla Klotz sopratutto perchè si vuole vivere ancora meglio (potere e soldi...)  e sganciarsi da un paese che ha un sud problematico ed un centro parassitario...che potrebbero drenare risorse. L'Alto Adige ha ricevuto molto dall'Italia. Nessuna condivisione nazionale?..solo specifica. Perchè l'Italia non è mai stata fatta. Non ci sarebbe strato il Rinascimento? Le bellezze artistiche? Probabilmente meno numerose ma...qui non c'è lo stato e non c'è una società e non c'è una Nazione se non se la nazionale di calcio dovesse tornare tra le grandi. Volgiamo frazionaci...ritrarci? Mandiamo più velocemente a vattelapesca...l'Italia? 

Comunque l'uomo non fa' più storia...non è più al centro della storia...è un funzionario di apparati tecnici (tecnologici, economici, finanziari)  quando va bene. In un sistema diseguale e competitivo dove l'Italia è in forte crisi. La Klotz è una donna pragmatica e un po' para..gnostica...che ammanta finalità e target tesi a stare sempre meglio economicamente nel sud tirolo..con ideali che lei medesima considera desueti e di facciata ma strumentali per avere seguito. Si chiama politica.

L'Italia..poveraccia, è il regno dell'opportunismo e del campanilismo dove ancora non si riesce a superare e a metabolizzare la guerra civile degli anni '40 del secolo scorso.

Rossi contro neri come ...guelfi contro ghibellini...ognuno per sè si faccia gli affari propri. Viva la Roma...viva la Lazio: sputiamoci addosso. Le curve..gli ultras...i radical chic, la Gruber paragnosta campionessa chic che dileggia Feltri...dicendo che è un poveretto in andropausa grave..e lui che risponde di stare attenta che il lifting le si scuce..e che piuttosto dovrebbe fare il lifting al cervello. 

Ma dove vogliamo andare...

Tutte queste cose e molte altre..compresi i figli di papà (già consumisti e viziati) che scendevano in strada contro i celerini...che figli di papà non erano,

le aveva capite e anticipate un uomo di grande intelligenza e cultura, dotato di enorme sensibilità per le cose della vita:

si chiamava Pierpaolo Pasolini e non era a libro paga di nessuno oltre se stesso L'hanno massacrato...e tolto dalle palle.

Un' altra voce di quella capacità e spessore...ancora non c'è e si vede. E la cultura e l'educazione vera e dedicata dei giovani...fin dalle elementari...è cosa da evitare, dovesse uscirne un altro.

La cosa tragica...che oggi anche la tragedia è stata edulcorata e privata di senso...è che quanto sopra non è pessimismo e nemmeno amarezza: è visione, distinzione e descrizione.

Le monete sicuramente come veicolo di riflessione, cultura e bellezza e storia...possono essere utili, infatti sono per pochi.

@Arka @Giuseppe Gugliandolo @danieles1981 @carledo49 @Lugiannoni @realino santone  @Spoudaios @Menelao @Quintus @Admin @Andrea keber e chiunque altro...

 

P.S. Daniele? Non è una polemica...nei passaggi dove leggi Sud Tirolo e Klotz...la mia è una analisi che cerca di andare in fondo alle cose...italiane e dintorni, con modestia...per quello che (forse) ho capito. Ricordate che la dialettica serena è alla base della conoscenza...come i Greci sapevano e praticavano.

Gli antichi Greci? E che roba è...ancora con queste cose d'antiquariato...😁

 

 

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@Piakos il tuo ragionamento rispecchia bene le difficoltà del pensare e dell'agire oggi. Probabilmente è proprio il non essere più veramente guelfi o ghibellini che crea disagio, incertezza, dubbi.

Poichè  per oltre 50 anni ho fatto politica attiva, può anche essere che sia condizionato, ma uno dei problemi, oggi, credo sia la mancanza di ideali, di obbiettivi cui sperare e per i quali progettare un futuro: tutto questo indipendentemente dalla parte in cui si stava. Oggi purtroppo ci saranno ancora - forse ma non ci  credo - i "neri" ma sicuramente non  ci sono più i "rossi", sbiaditi e scomparsi nella melassa dell'ambizione personale, della politica come carriera. E qui mi fermo.

Solo un appunto: Paolini non aveva ragione. Non era affatto vero che allora (1968 e oltre) lo scontro era tra studenti figli di papà e poliziotti figli di operai. Tantissimi di noi eravamo figli di operai. Quello che Pasolini fece finta di non capire era che  non si trattava di una lotta tra figli di ricchi e figli di poveri, ma piuttosto tra chi lottava per migliorare - o almeno così si sperava - questa società e chi, per lavoro e per dovere, volenti o no doveva difendere lo status quo.

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17 ore fa, Lugiannoni dice:

@Piakos il tuo ragionamento rispecchia bene le difficoltà del pensare e dell'agire oggi. Probabilmente è proprio il non essere più veramente guelfi o ghibellini che crea disagio, incertezza, dubbi.

Poichè  per oltre 50 anni ho fatto politica attiva, può anche essere che sia condizionato, ma uno dei problemi, oggi, credo sia la mancanza di ideali, di obbiettivi cui sperare e per i quali progettare un futuro: tutto questo indipendentemente dalla parte in cui si stava. Oggi purtroppo ci saranno ancora - forse ma non ci  credo - i "neri" ma sicuramente non  ci sono più i "rossi", sbiaditi e scomparsi nella melassa dell'ambizione personale, della politica come carriera. E qui mi fermo.

Solo un appunto: Paolini non aveva ragione. Non era affatto vero che allora (1968 e oltre) lo scontro era tra studenti figli di papà e poliziotti figli di operai. Tantissimi di noi eravamo figli di operai. Quello che Pasolini fece finta di non capire era che  non si trattava di una lotta tra figli di ricchi e figli di poveri, ma piuttosto tra chi lottava per migliorare - o almeno così si sperava - questa società e chi, per lavoro e per dovere, volenti o no doveva difendere lo status quo.

Il problema è che...non si sarebbe migliorato nulla: valori, idee. cultura. rapporti. serenità...e lui lo aveva capito, in possesso di strumenti intellettuali di livello egregio, unico. Apposta...mi ripeto: lo hanno tolto dalle palle...nel vero senso (autentico) della frase...massacrato come un Cristo.

Guardiamo come siamo ridotti...e i giovani.

L'uomo è il primo predatore..la panza viene sempre prima: di altre cose... al massimo se ne può discutere, ma non più di tanto e la verità, ricordiamocelo, quasi mai è accettata e gradita. Gli antichi Greci avevano il senso del limite e la consapevolezza della dimensione tragica della vita e usavano il pensiero perchè nulla è migliore del logos per l'uomo proiettato verso la conoscenza...non verso la tecnica e il solo profitto che non è più coniugato con la dimensione intellettuale dell'uomo. Vogliamo parlarne oggi? Provateci...nemmeno si potrebbe capire cosa volete intendere...

Marchionne che a suo modo era una persona dalla mente eccezionale ma aveva scelto l'indirizzo del profitto, si era laureato in primis in filosofia: perchè voleva conoscere l'uomo e le sue vere problematiche esistenziali...poi in economia e infine  in diritto. Avete capito ragazzi?

Amava dire:

In questo mondo odierno, siamo tutti dei sopravvissuti a qualcosa...e siamo tutti dei paranoici in maggiore o minore misura.

Di frasi come questa, a mio sommesso ma convinto avviso illuminanti..tanto da valere come una lezione massima...non importa oggi una "minchia" a nessuno: in parte perchè non viene realmente compresa...in parte perchè non interessa.

Che cosa vogliamo fare? C'è progresso?

https://it.wikipedia.org/wiki/Logos

Da un frammento di Leucippo sembra possa attribuirsi ad Eraclito un significato del Logos come "legge universale" che regola secondo ragione e necessità tutte le cose:

«Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità.»

(Leucippo, fr.2)

Agli uomini è stata rivelata questa legge ma essi continuano ad ignorarla anche dopo averla ascoltata.

E ancora Giovanni:

« In principio era il Logos

e il Logos era presso Dio
e Dio era il Logos
Questi era in principio presso Dio.

Tutto è venuto ad essere
per mezzo di Lui,
e senza di Lui
nulla è venuto ad essere
di ciò che esiste.

In Lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini
e questa luce splende ancora nelle tenebre
poiché le tenebre non riuscirono ad offuscarla. »   (Giovanni 1:1-5 [1])

Il Prologo del Vangelo secondo Giovanni, testo capitale del cristianesimo primitivo, costituisce l'incipit del suo Vangelo ed è anche detto Inno al Logos perché gli studiosi ed esegeti di tale testo sono giunti alla conclusione trattarsi di una rielaborazione realizzata da Giovanni stesso e dai suoi discepoli di un preesistente "Inno al logos".

 

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@Piakos ho provato a risponderti in privato, ma il messaggio  non è partito.....

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Il topic è interessante, anche se ha preso una piega un po' diversa dal titolo.

Nel flusso di coscienza di @Piakos noto disincanto e un certo pessimismo, lo stesso che colgo quando analizziamo il mondo numismatico.

L'uomo perde centralità quando il modello di società è "mercato-centrico". Il fatto che non vi sia una visione alternativa di società, nel secondo Dopoguerra incarnata soprattutto dagli ideali della sinistra, ha reso il mondo paradossalmente più instabile e conflittuale dentro e fra regioni diverse.

Emergono però elementi di novità tesi a permeare la prossima visione del mondo: la questione ambientale, l'emergenza climatica, comunque la si pensi, mette a nudo i limiti di un sistema teso a sfruttare le risorse naturali fino al loro esaurimento. Il modello mercantilista non fornisce risposte a questo limite e, ponendo la centralità sul profitto, non può derogare allo sfruttamento della Natura e, quindi, dell'uomo stesso. Ebbene, questi due temi sono collegati. Senza risorse naturali l'Uomo muore e rimettendo al centro la "questione ambientale", ecco che l'uomo di riflesso riprende la centralità che gli spetta. E ciò porta con sé vecchie e nuove battaglie: disuguaglianza, compressione dei salari, modello alternativo di sviluppo. I francesi dicono: "Fin du monde, fin du mois, meme combat". I semi per la prossima alternativa sono già piantati nelle coscienze delle nuove generazioni e, un cauto ottimismo muove oggi le mie parole, il moto si è avviato e non si arresterà per gli anni a venire.

@Piakos, a Valle Giulia si lanciarono uova, afferma chi c'era. Sì, è vero, i figli della media borghesa erano lì, ma non c'erano solo loro. Figli di operai, impiegati, esclusi si affacciavano, grazie a quel moto, al mondo universitario a loro precedentemente precluso e che si sarebbe aperto sempre più verso l'esterno, proprio grazie a quei moti e a chi non poteva tollerare l'esclusione come regola generale dell'istruzione superiore e, quindi, della mobilità (e giustizia?) sociale. Ideali antichi, l'Illuminismo già li poneva, portati avanti con forme di proteste dilaganti e centrali in tutta Europa. Un movimento antisistemico come si ebbe nel 1848 e nel 1789 prima di allora. 

Propendo quindi anch'io per le considerazioni di @Lugiannoni sulla versione pasoliniana di un episodio che rischia di offuscare un movimento importante dal punto di vista storico-culturale e sul quale, ahinoi, ancora oggi non si riesce a dibattere con serenità e necessario distacco.

Merita una risposta anche @danieles1981: il Ventennio represse le minoranze, di tutti i tipi, e tutti ricordano con orrore la marcia su Bolzano promossa dai fascisti. Il fatto che vi sia stata una reazione forte in senso contrario nel secondo Dopoguerra non può essere scollegata da quella storia. L'Austria portò l'Italia davanti all'ONU nel 1955 e nel 1958 (vado a memoria) per discriminazioni e il federalismo fiscale di cui gode la Regione è figlia anche del tentativo "riparatorio" messo in campo dallo Stato italiano. Molti, in diverse parti di Italia, si sentono oggi figli illegittimi di papà Roma e non ne riconoscono la potestà, vista l'incapacità della stessa di affrontare problemi strutturali e centrali. Le forze centrifughe acquisiscono forza nei periodi di crisi, ma penso e credo che non vi sia Sudtirolo senza un'Italia che ne riconosca il valore e le conferisca l'autonomia di cui oggi gode così come non vi può essere Italia senza un Sudtirolo dinamico e aperto come quello che abbiamo conosciuto nel lungo periodo di pace che oggi viviamo. E questo con buona pace dei "Freiheit" di ogni specie e natura.

Saluti.

  • Grazie 1

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8 ore fa, Spoudaios dice:

Il topic è interessante, anche se ha preso una piega un po' diversa dal titolo.

Nel flusso di coscienza di @Piakos noto disincanto e un certo pessimismo, lo stesso che colgo quando analizziamo il mondo numismatico.

L'uomo perde centralità quando il modello di società è "mercato-centrico". Il fatto che non vi sia una visione alternativa di società, nel secondo Dopoguerra incarnata soprattutto dagli ideali della sinistra, ha reso il mondo paradossalmente più instabile e conflittuale dentro e fra regioni diverse.

Emergono però elementi di novità tesi a permeare la prossima visione del mondo: la questione ambientale, l'emergenza climatica, comunque la si pensi, mette a nudo i limiti di un sistema teso a sfruttare le risorse naturali fino al loro esaurimento. Il modello mercantilista non fornisce risposte a questo limite e, ponendo la centralità sul profitto, non può derogare allo sfruttamento della Natura e, quindi, dell'uomo stesso. Ebbene, questi due temi sono collegati. Senza risorse naturali l'Uomo muore e rimettendo al centro la "questione ambientale", ecco che l'uomo di riflesso riprende la centralità che gli spetta. E ciò porta con sé vecchie e nuove battaglie: disuguaglianza, compressione dei salari, modello alternativo di sviluppo. I francesi dicono: "Fin du monde, fin du mois, meme combat". I semi per la prossima alternativa sono già piantati nelle coscienze delle nuove generazioni e, un cauto ottimismo muove oggi le mie parole, il moto si è avviato e non si arresterà per gli anni a venire.

@Piakos, a Valle Giulia si lanciarono uova, afferma chi c'era. Sì, è vero, i figli della media borghesa erano lì, ma non c'erano solo loro. Figli di operai, impiegati, esclusi si affacciavano, grazie a quel moto, al mondo universitario a loro precedentemente precluso e che si sarebbe aperto sempre più verso l'esterno, proprio grazie a quei moti e a chi non poteva tollerare l'esclusione come regola generale dell'istruzione superiore e, quindi, della mobilità (e giustizia?) sociale. Ideali antichi, l'Illuminismo già li poneva, portati avanti con forme di proteste dilaganti e centrali in tutta Europa. Un movimento antisistemico come si ebbe nel 1848 e nel 1789 prima di allora. 

Propendo quindi anch'io per le considerazioni di @Lugiannoni sulla versione pasoliniana di un episodio che rischia di offuscare un movimento importante dal punto di vista storico-culturale e sul quale, ahinoi, ancora oggi non si riesce a dibattere con serenità e necessario distacco.

Merita una risposta anche @danieles1981: il Ventennio represse le minoranze, di tutti i tipi, e tutti ricordano con orrore la marcia su Bolzano promossa dai fascisti. Il fatto che vi sia stata una reazione forte in senso contrario nel secondo Dopoguerra non può essere scollegata da quella storia. L'Austria portò l'Italia davanti all'ONU nel 1955 e nel 1958 (vado a memoria) per discriminazioni e il federalismo fiscale di cui gode la Regione è figlia anche del tentativo "riparatorio" messo in campo dallo Stato italiano. Molti, in diverse parti di Italia, si sentono oggi figli illegittimi di papà Roma e non ne riconoscono la potestà, vista l'incapacità della stessa di affrontare problemi strutturali e centrali. Le forze centrifughe acquisiscono forza nei periodi di crisi, ma penso e credo che non vi sia Sudtirolo senza un'Italia che ne riconosca il valore e le conferisca l'autonomia di cui oggi gode così come non vi può essere Italia senza un Sudtirolo dinamico e aperto come quello che abbiamo conosciuto nel lungo periodo di pace che oggi viviamo. E questo con buona pace dei "Freiheit" di ogni specie e natura.

Saluti.

Carissimo...è un piacere leggerti. Così come @Lugiannoni 

Sul '68  il discorso è vasto...restano però dei fatti: il fenomeno fu assorbito  e trasformato dalle multinazionali che in vario modo riuscirono ad annacquare  anche il movimento mod e la rock music e i movimenti peace...con annessi e connessi on the road. Parliamo di fenomeni culturali di massa...e non di "carbonari" ed estremisti.

Persino i Rolling Stones si dettero una calmata e vennero indotti a  ri motivarsi...quando dovettero prendere atto della tragica fine di John Lennon (ammazzato per strada)...un'altra figura geniale e grande...che ha pagato con la vita la lotta al sistema; vinse una causa in USA contro lo Stato (Nixon e l'FBI) che voleva espellerlo (c'era la guerra in Vietnam).Quando morì John Lennon ci pensò Mick Jagger (grande paragnosta...)  a dire: ma cosa può fare un povero musicista (anche di successo)...contro i problemi del  mondo. Ecco...suona come un'abiura. I Rolling...da contro il sistema a dirigenti del sistema.

Il '68...è stato l'inizio della fine...un mondo che ha prima demolito senza dare solido costrutto e poi è fallito...e alla fine: evviva i Bee Gees con la febbre del sabato sera...e con la benedizione del Sistema.

Il nostro mondo è privo di senso, Dio non fa più mondo...l'uomo non fa più storia: tutto scivola su un piano inclinato (liquido) ove si deve solo consumare...valori, idee e principi (il pudore...) è meglio vengano tacciati di antiquariato e tolti di mezzo. Altrimenti si inceppa la macchina globalizzante dei consumi e dell'alienazione. Più sei alienato e più consumi. Il primo motore d'occidente è un ibrido: invidia e competizione...che accendono la miccia dell'individualismo e dei  desideri: l'uomo macchina desiderante. Consumo di cocaina e antidepressivi alle stelle...la 'ndrangheta è la prima multinazionale italiana per fatturato: batte Fincantieri e anche Unicredit. L'Italia è un carrozzone che sta insieme con i pezzi di nastro adesivo...ogni mattina riparte finchè dura...ma nessuno sa riformarlo..perchè non è riformabile. Ci terranno in vita..ci compreranno ci declasseranno.

Questo presente era stato ampiamente immaginato da Pasolini...che a mio avviso pochi hanno studiato veramente, anche a livello divulgativo - cioè senza approfondire troppo - quale Personaggio intellettuale di grande caratura poetica, politica e sociale. E non lo si può demolire o dimenticare perchè "caricava" i ragazzi alla stazione...non è adeguata e sufficiente la motivazione...ma è stato così. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Gli antichi Greci sono stati i primi ad essere intelligenti e pensanti...invece che solamente desideranti...e il fenomeno più eclatante è che non ci sono stati i Greci prima dei Greci...per cui sono originali e brillanti...molto profondi. Per noi oggi...troppo. Ma i Greci cercavano la verità e avevano il senso del limite e del tragico..e sono cose scomode che piacciono a pochi se non a nessuno!. Così in occidente alla fine ha prevalso il pensiero giudaico/cristiano: l'uomo è ad immagine e somiglianza di Dio...e dominerà su tutte le cose. (E' un concetto molto ebraico e profittevole). Per pensiero cristiano si deve intendere Paolo di Tarso...che il Cristo era tutt'altra cosa e Pietro cacciava dalla sinagoga chi non metteva i beni in comune (che è cosa poco aderente alla società ebraica di allora..e ancor di più adesso).

Di cosa vogliamo parlare?

Quanto precede peraltro non è mia farina...magari! Ho solo divulgato ed assemblato.

Cito tra le mie fonti: Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Diego Fusaro, Friedrich Nietzsche, Gramsci, Zygmut Bauman...oltre a Pasolini.

Non sono pessimista...cerco di essere lucido..mentre peraltro, la numismatica in Italia sta implodendo.

🙂😎

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