Lugiannoni

IL "VALORE" DI UN TRADIMENTO

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Non c'è dubbio che il denario emesso da Bruto (Zecca itinerante al seguito delle legioni) sia di grandissimo impatto emotivo e propagandistico: due pugnali (armi con cui Cesare fu ucciso) che affiancano un pileus, berretto usato dagli schiavi liberati, ma che svela una malcelata volontà di auto glorificazione e forte personalizzazione, dal momento che la prassi repubblicana, cui Bruto tanto si ispirava, era di mettere  il nome del magistrato monetario (in questo caso L. Plaetorius Cestianus) tant'è che  nessun altro cesaricida che battè moneta - in primis Cassio - mise la propria effigie.

Ma, come disse una volta Cesare a proposito del suo ingrato pupillo <Bruto non sa cosa vuole, ma lo vuole fortemente!>.

Indubbiamente un risultato con la sua moneta Bruto l'ha ottenuto: alla recente asta della CNG è stata battuta a ben 300.000 USD! Non male per uno che aveva pugnalato il suo probabile padre nonchè suo mentore.

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Moneta bellissima. É testimonianza di un evento tragico che dopo millenni viene ancora ricordato. Incredibile!

Cesare dopo la dittatura a vita aveva svuotato la Repubblica della sua essenza

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@Admin Claudio, io guarderei la cosa da un diverso punto di vista; la Repubblica prima di Cesare era ormai  stata svuotata da una oligarchia senatoriale divisa da lotte interne e sorda e cieca di fronte ai mutamenti sociali. L'uccisione dei fratelli Gracchi, la guerra sociale, la rivolta di Catilina, la lotta tra Mario e Silla furono tutte punte di un iceberg di disagi sociali che il fenomeno schiavistico accentuava, impoverendo sempre più le campagne e le plebi urbane.

Cesare riuscì a cogliere questo profondo malessere giocandolo, certo, anche a fini personali, ma attuando politiche che oggi definiremo "progressiste".

I suoi assassini erano un coacervo di rancori personali, di invidia, di nostalgia per i tempi in cui l'oligarchia senatoriale governava indiscussa, di - c'era anche questo - livore per dover ringraziare Cesare per averli o perdonati o addirittura promossi: insomma a Filippi fu messa una pietra sopra il cadavere di una Repubblica che aveva da tempo cessato di essere Res publica.

 

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