carledo49

Zecche del Regno d'Italia

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               Nei primi anni del Regno d'Italia, il nuovo stato si ritrova come eredità una moltitudine di zecche preesistenti. I segni utilizzati da queste furono le iniziali delle città in cui erano ubicate: T (Torino), R (Roma), M (Milano), F (Firenze), N (Napoli), B (Bologna). Vennero utilizzate per il 10 Centesimi anche zecche straniere come OM (Strasburgo), H (Birmingham), ma anche Parigi e Bruxelles (senza segno di zecca). Dopo il 1892 rimase solo la zecca di Roma con il Regio decreto del 28 giugno 1892. Successivamente da Umberto I per il Nichelino venne impiegata per un breve periodo la zecca di Berlino KB, HB e per il Palancone quella di Birmingan (BI).

Osservando gli scudi di Vittorio Emanuele II che furono i primi ad entrare in circolazione emessi da numerose zecche differenti, possiamo notare come quelli di Firenze, Torino e Napoli rappresentino i millesimi più rari, quelli di Roma e di Milano, successivi al 1869, siano invece i più comuni, pur con le debite eccezioni. A parte il primo millesimo 1861 emesso dalla zecca di Firenze, i successivi alternano zecche di Torino e Napoli fino al 1869.

L'esemplare postato è della zecca di Napoli (1865).

Carlo

 

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