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Salve,

 

un interessante bolognino di  Arezzo ,

repubblica di Firenze , seconda dominazione , 1385-1530

D/  * DE ARITIO ;  grande A con  gigli 

R/  * S DONATUS * ;  busto di san Donato

argento  1,12 gr.

CNI 17 ;  MIR 19

RRRR

image00581.jpg

                                                                                           IMMAGINI DA ASTA ARTEMIDE 53

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5 ore fa, Realino Santone dice:

Salve,

 

un interessante bolognino di  Arezzo ,

repubblica di Firenze , seconda dominazione , 1385-1530

D/  * DE ARITIO ;  grande A con  gigli 

R/  * S DONATUS * ;  busto di san Donato

argento  1,12 gr.

CNI 17 ;  MIR 19

RRRR

image00581.jpg

                                                                                           IMMAGINI DA ASTA ARTEMIDE 53

Interessante e bell' esemplare , nonostante quei 4 gigli.........firmato @DeAritio

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Viste le condizioni disastrose in cui versava il Comune aretino, nel 1377 il vescovo Giovanni Albergotti pensò di sottomettere Arezzo al Papa.

Il tentativo però fallì perchè il popolo assalì il palazzo vescovile, lo incendiò e fece prigioniero il vescovo.

Nel 1380 i Bostoli, rientrati in città dopo 24 anni di esilio, non riuscendo a trovare persone valide che sapessero reggere il governo di Arezzo, consegnarono la città a Carlo di Durazzo, re di Napoli che vi pose a capo Guglielmo vescovo di Giurino ungherese.

Mentre i guelfi occupavano il cassero di S. Donato con il vicario del re, Jacopo Caracciolo, le famiglie ghibelline scelsero di dare Arezzo a Luigi D' Angiò.

Nel 1384 Eguerrand De Coucy inviato da Carlo VI di Francia in aiuto di Luigi D' Angiò, si accordò con i Tarlati e occupò Arezzo.

L'improvvisa morte di D' Angiò consentì al Comune di Firenze di venire a patti col De Coucy, il quale gli cedette la città in cambio di 40.000 fiorini d'oro.

E' ascrivibile al secondo periodo della dominazione fiorentina il bolognino recante al D/giglio DE ARITIO e in campo una grande A accostata da quattro giglietti e al R/ giglio S.DONATVS giglio ed il busto mitrato del Santo.

Il CNI lo attribuisce al periodo comunale in considerazione dal fatto che i gigli sono stati considerati segni di zecca.

Questa opinione non è motivata.

Nel bolognino i gigli sono sette e si trovano cinque sul dritto e due sul rovescio in posizioni e con frequenze molto anomale per le monete medievali italiane dove il segno di zecca è uno soltanto e si trova sul rovescio in due posizioni ben precise: in campo, generalmente in alto a sinistra, o all' inizio della legenda come nelle monete di Siena.

Dal punto di vista iconografico il bolognino è il risultato della imitazione di due tipi diversi di monete.

Per il D/ si rifà al bolognino emesso dalla zecca di Bologna a partire dal 1236 e per il R/ a quello fatto battere da Papa Urbano V nella zecca di Roma, nel 1362.

Per quanto detto, il bolognino invece che durante l'età comunale, troverebbe un più adeguato collocamento cronologico nel periodo della dominazione fiorentina per la presenza dei giglietti e più precisamente nella seconda fase perchè durante la prima (1338-1342) non esisteva ancora il prototipo del rovescio.

Confronti stilistici con il bolognino di Perugia del 1395 farebbero datare la moneta aretina alla fine del XIV secolo.

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