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Buongiorno

Navigando mi sono imbattuto in una particolare oncia provenienti da Vetulonia.

Facendo qualche ricerca sbrigativa ho saputo che il periodo di emissione era tra il 217 a.C.  e il 215 a.C. , peso circa 8.72 g e dal diametro di circa 20 mm (Vecchi-V# 1, HN Italy# 198, EC# 21, Vicari# 160, SNG Fire# 653).

Vorrei chiederVi se avete più informazioni su questa moneta.

Grazie.

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Non saprei dire molto di più di quanto non riporti Italo Vecchi; <Testa femminile con capelli legati a chignon; sulla fronte un anello(?)>.

Se ne conoscono poco meno di 30 esemplari.

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Il 17/5/2020 at 16:18, Lugiannoni dice:

Non saprei dire molto di più di quanto non riporti Italo Vecchi; <Testa femminile con capelli legati a chignon; sulla fronte un anello(?)>.

Se ne conoscono poco meno di 30 esemplari.

Mi chiedo: la tipologia delle coniazioni estrusche...è comunque molto vasta o riconducibile a un numero di esemplari noti relativamente contenuto?

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Il 20/5/2020 at 13:30, Piakos dice:

Mi chiedo: la tipologia delle coniazioni estrusche...è comunque molto vasta o riconducibile a un numero di esemplari noti relativamente contenuto?

Direi abbastanza copiosa. In dettaglio:

POPULONIA    circa 80 serie (senza ovviamente contare le tipologie derivanti da modifiche o variazioni di conio; solo per le Metus da XX abbiamo 39 coni diversi) tra oro e argento più una decina in bronzo.

VETULONIA  circa 9 in bronzo.

LUCA 13 in argento.

VULCI 5 in argento. A queste vanno aggiunte una quindicina di serie in Ag o Br da Zecche non identificate.

Va comunque aggiunto che si tratta di regola di tipologie rappresentate da relativamente pochi esemplari; cosa che vale invece solo parzialmente per Populonia dove  pur avendo numerosissime serie con pochi esemplari se non unici, abbiamo le Metus da XX di cui conosciamo tra "ufficiali" e non almeno circa 1.500 monete seguite da Hercle e Aplu che sono oltre il centinaio e da alcune piccole frazioni di dracma, sempre in argento.

Queste citate potrebbero - il condizionale è obbligatorio - emissioni "ufficiali" mentre il resto potrebbero essere coniazioni "private".

Per le altre città etrusche non è possibile dire se il basso numero di esemplari giunti fino a noi sia dovuto al fenomeno della "rifusione" (specie da parte romana) delle monete delle città via via conquistate o ad un uso relativamente scarso della monetazione. 

Per Populonia la faccenda sembra aver percorso strade diverse. Intanto non fu conquistata manu militari ma vi fu piuttosto un lento processo di assorbimento; inoltre è indubbio  che a Populonia la produzione monetale non sia stata, come forse negli altri centri, un episodio sporadico  ma al contrario un elemento costante nell'economia populoniese.

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Molto interessante Luciano...sei un grande  specialista e non riesco a comprendere come tu sia riuscito a non collezionare....

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14 ore fa, Piakos dice:

Molto interessante Luciano...sei un grande  specialista e non riesco a comprendere come tu sia riuscito a non collezionare....

Non è che non colleziono: ho le mie monetine del Principato di Piombino e quelle dei governi rivoluzionari.  Ma per me l'interesse vero, quello che fa scattare la molla, è lo studio degli insiemi monetali, è non lo dico per farmi bello: semplicemente è che studiando le monete - certe tipologie o certi insiemi - in qualche modo le sento mie, me ne approprio. 

Attualmente, per colpa o merito, della pandemia mi sono messo a studiare le monete della <Repubblica di Siena ritirata a Montalcino> attratto dalla particolare vicenda storica di quelle coniazioni, vicenda che per altro si intreccia, anche se indirettamente e su fronti opposti, con la storia di Piombino.

Insomma, mi diverto tantissimo studiandole ed il piacere è ancora maggiore in quanto non sono "obbligato" a studiare queste o quelle, me scelgo di volta in volta in base a uno stimolo, a una lettura, a una suggestione. Il tutto tenendo fermo un punto: la monetazione del territorio intorno a me, quindi Piombino e Populonia. Per quest'ultime, ti dirò che sono interessanti, affascinanti e ancora con tanto da scoprire, ma l'idea che quando sento suonare alla porta possa essere la GdF mi ha sempre scoraggiato dal collezionarle!👮‍♂️🥴😎

 

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7 ore fa, Lugiannoni dice:

Non è che non colleziono: ho le mie monetine del Principato di Piombino e quelle dei governi rivoluzionari.  Ma per me l'interesse vero, quello che fa scattare la molla, è lo studio degli insiemi monetali, è non lo dico per farmi bello: semplicemente è che studiando le monete - certe tipologie o certi insiemi - in qualche modo le sento mie, me ne approprio. 

Attualmente, per colpa o merito, della pandemia mi sono messo a studiare le monete della <Repubblica di Siena ritirata a Montalcino> attratto dalla particolare vicenda storica di quelle coniazioni, vicenda che per altro si intreccia, anche se indirettamente e su fronti opposti, con la storia di Piombino.

Insomma, mi diverto tantissimo studiandole ed il piacere è ancora maggiore in quanto non sono "obbligato" a studiare queste o quelle, me scelgo di volta in volta in base a uno stimolo, a una lettura, a una suggestione. Il tutto tenendo fermo un punto: la monetazione del territorio intorno a me, quindi Piombino e Populonia. Per quest'ultime, ti dirò che sono interessanti, affascinanti e ancora con tanto da scoprire, ma l'idea che quando sento suonare alla porta possa essere la GdF mi ha sempre scoraggiato dal collezionarle!👮‍♂️🥴😎

 

Chiaro ed abbondante!

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