Gigi1961

Litra Marte / Protome di Cavallo

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Cari Amici , anche io Vi ho seguito su questo nuovo Forum ..... Ed intervengo con una Moneta che vent' anni fa mi ha dato molta amarezza , tanto che , essendomi disfatto della Collezione , questa addirittura la regalai . Orbene vent' anni fa per poche Lire acquistai una Litra del peso di circa gr. 4 con al diritto Marte barbuto ed elmato girato a destra ed al rovescio testa di cavallo a sinistra con la scritta " romano " davanti al muso . Ad una delle prime edizioni di Vicenza Numismatica la feci vedere ad un " Grande " della Numismatica che mi confermò l' autenticità del bronzetto e mi disse " ...... è uguale a quelli di Cosa con la differenza che riporta Romano .... " La pubblichi ! Detto fatto . Inviai diverse lettere alle Riviste Italiane e Straniere del settore , non esistendo ancora i Siti on-line . Tutte respinsero il mio contributo , compreso un Editore che dottamente scrisse dei ritrovamenti della monetazione romano-campana . Scoraggiato , quando detti via la mia raccolta , addirittura regalai il Bronzetto " orfano " . Qualche anno dopo comprai da Forni una copia anastatica del Babelon e vidi in argento un pezzo simile anche se più piccolo .....Ed ora moneta analoga sempre in argento è su un' Asta internazionale cioè NAC Asta 72 Lotto 396 . Cosa ne dite ? Io non posso più contribuire al dibattito non avendo più il bronzetto . Tuttavia mi è rimasto l' amaro in bocca di un piccolo ed originale contributo , ucciso in culla   

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Benvuto Gigi su questo forum , ti ringrazio per il tuo contributo..

La tipologia di esemplare di Litra descritta è estremamente interessante, avresti contributi fotografici da postare che eventualmente ti sei salvato?

inoltre hai disponibile peso e diametro precisi...?

Come mai è stato rifiutato un tuo studio su un esemplare particolarmente interessante?

Se hai ancora disponibilità dell'articolo, pubblicalo su questo forum, mi piacerebbe leggerlo e commentarlo con altri studiosi..

Sempre se ciò è possibile..

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Gentilissimo Claudio Lovello , è la classica Litra romano-campana ( Crawford 17 /1 )  che al posto della testa di Minerva presenta Marte barbuto ed elmato girato a destra . Pesa circa 4.5 gr. ed ha un diametro di circa 15 mm. essendo un pò " spessa ed ovale " come appunto le prime Litre romano-campane . Foto e disegno di allora , che non ho più , non aggiungevano nulla a questa descrizione . A questo punto penso che il pezzo in bronzo potesse far parte di una serie il cui riferimento in argento è rappresentato dalla moneta attualmente in asta da NAC . Il pezzo fu comprato tanti anni fa per  $. 20 da Edgar L. Owen che l' aveva mal classificato come appunto Crawford 17 / 1  , senza vedere che al diritto era presente un Marte barbuto . In ogni caso fu visionato a Vicenza da un grande Numismatico del settore ed il contributo mai pubblicato fu firmato oltre che da me anche da un altro Numismatico che si occupa di quel periodo . L' identità non è rivelabile per la privacy L' ultima Rivista , almeno in Italia , a respingerlo fu la Rivista Monete Antiche della Libreria Classica Editrice Diana . Forse loro hanno ancora il mio contributo . Io non ho tenuto più nulla , avendo pure regalato il pezzo !

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Cortese Moderatore , Dott. Claudio Lovallo , nel frattempo tramite la Casa d' Asta Americana sono riuscito a recuperare foto , dimensioni e peso della moneta in oggetto , che ho regalato . Quindi ho potuto  scrivere una breve nota che sarà pubblicata sul numero di Luglio / Agosto di " Panorama Numismatico " , cui rimando .

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Grazie per il tuo importante contributo.

Rimaniamo in attesa di leggere quanto prossimamente verrà pubblicato.

Carlo

PS  .....peccato per il pezzo regalato! Ma non voglio girare il coltello nella piaga.

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Cortese Moderatore , Dott. Claudio Lovello , nel frattempo tramite la Casa d' Asta Americana sono riuscito a recuperare foto , dimensioni e peso della moneta in oggetto , che ho regalato . Quindi ho potuto  scrivere una breve nota che sarà pubblicata sul numero di Luglio / Agosto di " Panorama Numismatico " , cui rimando .

Che bella notizia,

confesso che sono molto molto curioso di leggere l'articolo in questione...

Attenderò il mese di Luglio di Panorama Numismatico.

Ringrazio Gigi1961 per la segnalazione.

P.s. il cognome è Lovallo  :D  ;D

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Attenderò anch'io il numero in uscita di panorama Numismatico...con estremo interesse e, nel frattempo, mi unisco ai cenni di benvenuto dei Colleghi e all'auspicio di leggere nuovi interessanti contributi e segnalazioni.

:)

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Moneta molto interessante e che meritava anche una migliore immagine fotografica.

Purtroppo quella riportata su Panorama Numismatica non rende giustizia e anzi sarei oltremodo grato se può riproporre in questa sede la foto ex Owen, per meglio cogliere i dettagli.

In effetti ricorda molto le litre di Cosano, ma se è chiaramente presente la lettera M (si vede dal disegno, ma non dalla foto), dovrebbe per forza essere parte della legenda ROMANO.

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Gentilissimo Alberto Campana , come ho già scritto la moneta non è più disponibile e le fotografie riportate sono " vecchie " immagini recuperate fortunosamente dal Computer di mia Moglie , che salva  tutto ! Purtroppo se un errore è stato fatto è stato quello di non essere riusciti a " salvare " in qualche modo le " originali " dell' Owen , subito " tolte " dal Medesimo una volta venduto il pezzo . In ogni caso a metà della criniera si vede la " M " di " ROMANO " anche se la foto non la evidenzia chiaramente ( con un pò di sforzo si può leggere ....  )  . Visto " de visu " il bronzetto è altra cosa .... come fece alcuni anni fa a Vicenza Italo Vecchi . Fu Lui che ne confermò l' autenticità , il Marte al Rovescio e le similitudini con la monetazione di Cosa , anche se la " M " faceva propendere per " ROMANO " . La storia poi la conoscete ed è stata scritta .... Si cercò di pubblicare il contributo una prima volta su diverse Riviste sia Italiane che Straniere , invano . Pertanto il Bronzetto fu regalato ..... " essendo " Figlio di un Dio minore " " Chissà che fine ha fatto !  Pochi mesi fa Sandro Vanni fu dell' idea di riprovare a pubblicare il contributo , questa volta con esito positivo grazie all' Editore di " Panorama Numismatico " . La Moneta è interessante perché , come scritto ,  potrebbe rappresentare il bronzo di una serie già ben nota nell' argento . In ogni caso farebbe osservare con attenzione il diritto di molte Litre con Protome Equina ..... magari si vedranno altri " Marte " .

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PS Alcune precisazioni . La Foto proviene come scritto dal Computer di mia Moglie , fu fatta a Vicenza alcuni anni fa , e non è quella della Casa d' Aste dell' Owen . Ho sbagliato a scrivere in precedenza che avevo recuperato l' immagine originale , perchè trovandomi la fotografia mia Moglie " esasperata " dalla ricerca e non " amante " della Numismatica ( come molte Mogli .... ) mi disse " .... ecco la Foto di quella " robaccia " DALL' Asta americana . Meno male che hai tre Figlie ed ora fai altro ! .... "  Inoltre il peso che avevo riportato all' inizio del dibattito era diverso da quello pubblicato nell' Articolo perchè nella Foto ritrovata mi ero premurato di riportare anche peso e diametro corretti , essendo la memoria fallace . Infine l' acquisto avvenne su V-Coins da Owen tanti anni fa .....negli anni Novanta , ormai quasi venti ne sono passati , quando raccoglievo ancora monete , essendo single e senza figli . Poi mi sono sposato , sono arrivate le Figlie e sono andate via le monete ! Scrivo ancora di Roma Repubblica e di Tardo Impero , ma questo Hobby è " gratuito " !

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Vi sono aggiornamenti su questo studio?

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Dopo aver temporaneamente esaurito di approfondire e di divulgare i miei studi sugli adorati quattrini dei Reali Presìdi, da bravo orbetellano, mi sono deciso ad avvicinarmi all'altra monetazione tipica delle mie zone: le monete della colonia latina di Cosa, l'odierna Ansedonia.

Perdonatemi un breve amarcord: Ansedonia è la spiaggia che frequento fin da bambino e Cosa era la mèta obbligatoria della prima gita alle scuole elementari. Solo noi appassionati possiamo capire quanto la numismatica rafforzi il legame che ognuno ha con le proprie radici e la propria terra.

Mentre mi sto documentando sulla storia monetaria del periodo, divorando libri e forum, girovagando tra biblioteche e siti internet, rinvigorisco questo post, in cui si parla anche di monete di Cosa, mostrandovi il mio primo (e forse ultimo) esemplare di bronzo cosano.

Secondo la classificazione del Vecchi, è del gruppo II (testa della divinità Cosa / protome di cavallo), serie 3 (entrambi i tipi volti a destra) e pesa 5,62 gr. Come potete vedere, la conservazione, soprattutto del diritto, non è granché (anche perché se fosse stata migliore, non me la sarei potuta permettere), ma il rovescio concede l'opportunità di leggere almeno la N e la O di [COZA]NO.

(la moneta è di mia proprietà e di lecita provenienza, acquistata con regolare fattura)

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Approfitterò  delle autorevoli personalità di questo forum per chiedere, con cortesia, l'aiuto in caso di dubbi, perplessità, incertezze che dovessi maturare nel corso delle mie ricerche e del mio studio, ringraziando fin d'ora chi vorrà rispondere.

A presto

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1 ora fa, Reale Presidio dice:

Dopo aver temporaneamente esaurito di approfondire e di divulgare i miei studi sugli adorati quattrini dei Reali Presìdi, da bravo orbetellano, mi sono deciso ad avvicinarmi all'altra monetazione tipica delle mie zone: le monete della colonia latina di Cosa, l'odierna Ansedonia.

Perdonatemi un breve amarcord: Ansedonia è la spiaggia che frequento fin da bambino e Cosa era la mèta obbligatoria della prima gita alle scuole elementari. Solo noi appassionati possiamo capire quanto la numismatica rafforzi il legame che ognuno ha con le proprie radici e la propria terra.

Mentre mi sto documentando sulla storia monetaria del periodo, divorando libri e forum, girovagando tra biblioteche e siti internet, rinvigorisco questo post, in cui si parla anche di monete di Cosa, mostrandovi il mio primo (e forse ultimo) esemplare di bronzo cosano.

Secondo la classificazione del Vecchi, è del gruppo II (testa della divinità Cosa / protome di cavallo), serie 3 (entrambi i tipi volti a destra) e pesa 5,62 gr. Come potete vedere, la conservazione, soprattutto del diritto, non è granché (anche perché se fosse stata migliore, non me la sarei potuta permettere), ma il rovescio concede l'opportunità di leggere almeno la N e la O di [COZA]NO.

(la moneta è di mia proprietà e di lecita provenienza, acquistata con regolare fattura)

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Approfitterò  delle autorevoli personalità di questo forum per chiedere, con cortesia, l'aiuto in caso di dubbi, perplessità, incertezze che dovessi maturare nel corso delle mie ricerche e del mio studio, ringraziando fin d'ora chi vorrà rispondere.

A presto

Caro presidio, in ossequio alla tua sensibilità per le tue origini, per la storia e per le monete che la rappresentano...hai la nostra disponibilità per ogni possibile approfondimento.

Le mie origini, almeno un buona parte, non sono distanti dalle tue...è sufficiente che da Orbetello si prenda una delles trade cerso le colline dell'entroterra...verso Manciano... fino al ponte San Pietro sul Fiora:

image.thumb.png.0382312a94c71c8099b0f73a3a9e5a19.png

Da lì...inizia il territoriaodella mia memoria...poca quella vissuta nell'infanzia...immensa quella che mi porto nel DNA...

Volendo andare a ritroso...direi:

Statonia;

Castro;

e dintorni.

:14_relaxed:Questa la moneta di riferimento:

image.png.5765a40b4424e3d2dc1a8d5b5e979682.png

 

Non credo che vi sia bronzo od argento antico attribuibile a Vulci...che è la metropoli di Statonia.

@Lugiannoni

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24 minuti fa, Piakos dice:

....

Non credo che vi sia bronzo od argento antico attribuibile a Vulci...che è la metropoli di Statonia.

@Lugiannoni

Non è esattamente come pensi; sebbene se ne conoscano pochissimi esemplari, vengono attribuite a Vulci alcune serie caratterizzate da Metus alata ed in corsa o dalla Sfinge. Purtroppo non ho al momento nessuna foto,

Uno dei problemi della monetazione etrusca è dovuto,credo, al fatto che in Etruria la circolazione monetaria non avesse il ruolo che vi era invece in Grecia e poi a Roma. 

Se si esclude la produzione populoniese, che da sola occupa circa il 70% (misura ad occhiometro ma realistica) il resto delle altre città o non avevano produzione propria o questa era limitata - si veda ad esempio Volterrae Vetulonia - al bronzo.

In attesa di trovare qualche foto delle rare vulcenti, posto una cosana un po' più leggibile!;)

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P.S.

@Piakos, molto bella la moneta di Castro!

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Adesso, Lugiannoni dice:

P.S.

@Piakos, molto bella la moneta di Castro!

Non è bella Come la cercavo...sulle cose del mio dna   non transigo, FdC o niente! A costo di ricorrere al debito...:14_relaxed:

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17 ore fa, Lugiannoni dice:

In attesa di trovare qualche foto delle rare vulcenti, posto una cosana un po' più leggibile!;)

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Grazie, è la più nota e una delle poche che ogni tanto appare in asta, l'ultima volta l'anno scorso: Asta Naville 29/2017. Di base a 600 sterline, ha chiuso a 1.400. Prima era apparsa in asta NAC 7/1994, Triton 5/2002, e infine Gemini XII/2015.

HNItaly 210, Buttrey I, Vecchi I, 2.7.

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@Piakos, come promesso ecco alcune monete in argento vulcenti:

DSC04773.thumb.JPG.011dbfe1022c78f114c5d6981c3eb1f6.JPG  DSC04772.thumb.JPG.cc31a1e293a6ef92d2ebc14dd7f60830.JPG  DSC04774.thumb.JPG.9d138ad61f5791511df03ee0d9345e0f.JPG

Nella prima e nella terza  si legge TEZLE che non è il nome etrusco di Vulci; forse un magistrato :QUESTION:.

Sono tutte estremamente rare. 

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1 ora fa, Lugiannoni dice:

@Piakos, come promesso ecco alcune monete in argento vulcenti:

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Nella prima e nella terza  si legge TEZLE che non è il nome etrusco di Vulci; forse un magistrato :QUESTION:.

Sono tutte estremamente rare. 

Eccole!!!!!

Estremamente rare vuol dire R4...non più di un centinaio di pezzi noti o anche meno?

Vi ricordate qualche passaggio in asta?

Mi sembra di aver visto la seconda e la terza...ma non recentemente.

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37 minuti fa, Piakos dice:

Eccole!!!!!

Estremamente rare vuol dire R4...non più di un centinaio di pezzi noti o anche meno?

Vi ricordate qualche passaggio in asta?

Mi sembra di aver visto la seconda e la terza...ma non recentemente.

Non mi pare, malgrado alcune ricerche fatte, che vi siano recenti passaggi in aste.

Per quanto riguarda quelle note "ufficialmente", fonte Italo Vecchi, se ne conosce una della prima, undici della seconda  e otto della terza.

Tieni conto che per l'argento, se si escludono sia le Metus di Populonia, di cui si conosce poco più di un migliaio di esemplari, sia le monete con Hercle (circa160) sia quelle con Aplu (sui 300 esemplari) e pochissime altre  serie, per il resto dei tipi, e ce ne sono tanti, le monete note le puoi contare realmente sulle dita delle mani.

Coniazioni in numero ridotto per esigenze momentanee? Rifusione in epoca romana? Forse entrambe le cose, anche se personalmente opterei per la prima ipotesi.

E' un campo ancora in buona parte inesplorato.

Unisco una tabella esemplificativa; nelle prima colonna le monete populoniesi conosciute relativamente ai tipi (seconda colonna).

Per essere ancora più chiaro, di ben 32 tipi monetali conosciamo un solo esemplare, di 26 tipi le monete note non superano le 5 unità, ecc.

n° monete   conosciute                     n° tipi  
1 32  
2-5 26  
6-10 9  
11-20 7  
21-50 5  
51-100 2  
101-200 (154)   HERCLE
201-300 (292)   APLU
oltre 1000(1389)    METUS

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@Lugiannoni

Per quanto riguarda quelle note "ufficialmente", fonte Italo Vecchi, se ne conosce una della prima, undici della seconda  e otto della terza.

Con questi numeri, per quanto ho capito di numismatica...direri che siamo sicuramente nella dimensione

- dell'unicum per la rpima;

 dell'R5, per le tre due.

...a prescindere che siano ceci, chiodi o monete di V.E.III, napoletane o etrusche.

Nella rarità tutto il mondo è paese...

@Riccardo Paolucci tu che dici Riccardo?

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Non c'è tanto da stupirsi; come si può vedere dalla tabella che ho postato sopra nelle sole populoniesi vi sono ben 67 tipi di cui si  conoscono, al massimo, 10 esemplari e quasi tutti, come quelli di Vulci, in collezioni pubbliche.

Quelle di Cosa sono un po' più "comuni" nel senso che ne conosciamo, nei vari conii, una quarantina, il che può significare che almeno un'altra ventina sono "non censite".

 

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23 ore fa, Piakos dice:

@Lugiannoni

Per quanto riguarda quelle note "ufficialmente", fonte Italo Vecchi, se ne conosce una della prima, undici della seconda  e otto della terza.

Con questi numeri, per quanto ho capito di numismatica...direri che siamo sicuramente nella dimensione

- dell'unicum per la prima;

 dell'R5, per le altre due.

...a prescindere che siano ceci, chiodi o monete di V.E.III, napoletane o etrusche.

Nella rarità tutto il mondo è paese...

@Riccardo Paolucci tu che dici Riccardo?

Che sono pienamente d'accordo con te

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