Vai al contenuto
DeAritio

9036 - Accadde oggi... 25 novembre 1120

Recommended Posts

La manica, al largo di Cotentin (Francia), 25 novembre 1120

La Nave Bianca (Blanche-Nef in francese, White Ship in inglese) fu una nave normanna che fece naufragio al largo del Cotentin il 25 novembre 1120, con a bordo circa 140 nobili normanni, tra cui l'erede legittimo al trono inglese, il principe Guglielmo Adelin figlio di Enrico I.
La nave era di proprietà di Thomas FitzStephen (Thomas fi(l)z Estienne), il cui padre Stephen FitzAirard (Estienne fi(l)z Airard) era stato capitano della nave Mora al servizio di Guglielmo il Conquistatore durante l'invasione dell'Inghilterra del 1066. FitzStephen offrì ad Enrico I di servirsene per fare ritorno in patria da Barfleur, in Normandia. Enrico aveva già organizzato il proprio viaggio, ma suggerì che la utilizzasse suo figlio Guglielmo, insieme a molti altri nobili col loro seguito.
Secondo Orderico Vitale l'equipaggio chiese a Guglielmo un rifornimento di vino, che fu concesso in grande abbondanza; al momento della partenza la nave ospitava circa 300 persone, sebbene alcune fossero state sbarcate per le eccessive libagioni.
Il comandante della nave, Thomas FitzStephen, ricevette l'ordine da parte dei suoi ospiti di affrettarsi per raggiungere la nave del re, che già era salpata. La Nave Bianca era veloce, della miglior fattura e recentemente equipaggiata con nuove attrezzature, il che rese comandante e ciurma fiduciosi di poter arrivare in Inghilterra per primi. Ma, levata l'ancora nell'oscurità, urtò uno scoglio chiamato Quillebœuf, e affondò rapidamente.
Guglielmo Adelin riuscì a salire su una piccola barca, e si sarebbe potuto salvare ma tornò indietro a salvare la sua sorellastra Matilda, che udiva chiamare aiuto. La barchetta fu trascinata a fondo dagli altri naufraghi che cercavano scampo, e Guglielmo perì con loro. Secondo Orderico Vitale ci furono solo due sopravvissuti, aggrappati alle rocce per tutta la notte: uno era un macellaio di Rouen di nome Bérold, il quale, vestito di un abito in pelo di montone, evitò l'ipotermia, l'altro era Geoffrey de l'Aigle. Orderico Vitale aggiunge che quando Thomas FitzStephen dopo il naufragio affiorò in superficie e si rese conto che Guglielmo Adelin non era sopravvissuto, preferì lasciarsi annegare piuttosto che affrontare l'ira del re.
Una leggenda narra che la nave fosse destinata al disastro poiché non era stato consentito ai sacerdoti di impartire la normale benedizione alla nave prima della partenza, su una rotta all'epoca notoriamente pericolosa.
Guillaume de Nangis attribuisce l'affondamento della nave al peccato di sodomia di cui sarebbero stati colpevoli quasi tutti gli uomini a bordo, il che riflette la visione medievale del peccato quale causa diretta di disastri e pestilenze.

M071872.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×
×
  • Crea Nuovo...