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Le zecche romano imperiali e i loro segni più importanti

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Premesse storiche

 

Le zecche dell’Impero Romano

Nel guardare alcune monete dell’Impero Romano noteremo che a volte si leggono delle lettere, dei simboli o dei numeri romani.

Alcune lettere appaiono sulle monete nel 260 d.C. e successivamente nel regno di Aureliano (270-275 d.C.).

Altri segni sono presenti, ma in modo discontinuo sotto il regno di Valeriano (253-260 d.C.) e Gallieno (253-268 d.C.). Nel 265 d.C. con la produzione di antoniniani compare la zecca di Mediolanum (Milano) nel rovescio, nel campo in esergo con la lettera “M”, succederà anche nel 273 d.C.. La lettera “S” compare su antonianiani del 267-268 d.C. con riferimento alla zecca di Siscia (attuale Sisak in Croazia), mentre negli stessi anni nella zecca effimera di Sirmium (attuale Sremska Mitrovica in Serbia) sembra che sia stata contrassegnata dalle iniziali “S” e “P” per Seconda e Pannonia, anche in combinazione con le cifre romane “I” e “II”.

Alcuni antoniniani emessi nella zecca di Roma sotto il regno di Gallieno, riportano già il numero dell’officina mediante lettere greche: alfa, beta, gamma, delta, epsilon ecc……….

L’uso dei numerali greci e dei numeri romani (I, II, III, IIII, V ecc….) sono usati per contraddistinguere le officine della zecca di Roma ed è di data successiva di quella sopraccitata, visto che si possono trovare nelle emissioni di Filippo l’Arabo.

Sembra però che su antoniniani di Salonina (268 d.C.) e in altri di Claudio il Gotico (268 – 270 d.C.), Quintilio (270 d.C.) e Probo

(276 – 282 d.C.) compaia già saltuariamente la lettera “R”.

Sotto il Regno di Claudio il Gotico (268 – 270 d.C.) e del fratello Quintillio (270 d.C.) erano in funzione le zecche di Roma, Mediolanum, Siscia, Antiochia e Cyzicus, non utilizzando sigle di zecca ma solo sigle di officine monetarie con il sistema misto che utilizza numerali greci, romani e le iniziali “P”, “S”, “T”, “Q”, per indicare l’officina prima,seconda, tertia, quarta.

Prima della riforma di Aureliano anche la zecca di Serdica (attuale Sofia, in Bulgaria) pare che abbia contrassegnato per un breve periodo con l’iniziale “SERD” sempre all’esergo del rovescio.

Si possono trovare contrassegni come la “stella” o il “sole” e un “crescente” impiegati nelle zecche orientali, ma anche altri come una “corona”, un “punto centrale” o un “globetto” sempre posti in esergo, ma anche un “leone” un “fulmine”, una “palma” ed altri, ma sembra che servissero a distinguere le emissioni e non le officine monetarie.

Da Diocleziano (284 – 305 d.C.) la zecca di Roma torna ad usare la lettera “R” come sigla e le lettere “P”, ”S”, ”T”, ”Q”, a volte sono modificate; esempio la quinta officina con il numerale greco epsilon e la sesta con la lettera “S”, mutando la seconda da “S” a “B” (Beta) per evitare confusioni.

Con Giuliano l’Apostata (361 – 363 d.C.) il contrassegno di Roma era “VRB ROM” e, successivamente “SMR” (Sacra Moneta Romae), nel V secolo si trova la sigla “ROM” oppure “RM” mentre le officine sono precedute da “OF” (OFF, OFS, OFT ecc…).

In Italia la zecca di Mediolanum ha funzionato da Valeriano

(253 – 260 d.C.) ad Aureliano (270 – 275 d.C.) con emissioni saltuariamente siglate sempre con la lettera “M” seguite dalle lettere delle officine, che nel periodo di Aureliano erano quattro, in seguito fu trasferita a Ticinum (Pavia), dopo funzionarono sei officine per la produzione di antoniniani post-riforma con la sigla “XXI” preceduta dalla lettera dell’officina (“P”, ”S”, ”T”, ”Q”, ”V”, ”VI”).

Alla metà del IV secolo la zecca di Mediolanum avrebbe ripreso l’attività mantenendola fino all’età di Teodorico, con emissioni contrassegnate dalle sigle “SMMED” (Sacra Moneta MEDediolanum) o semplicemente “MED”.

Nelle coniazioni dell’oro le sigle erano “MED/COM”,

“M-D/COMOB” ove oltre alla sigla di zecca “MD” s’indicava l’autorità responsabile (COMes sacrarum largitorum) e la qualità del metallo impiegato (OBryzum = purissimo).

Nelle monete d’argento sempre della stessa zecca si usava la sigla “MDPS” per indicare di nuovo la qualità del metallo impiegato (PuSulatum = depurato).

La zecca di Aquilea (Trieste) fu aperta solamente con Diocleziano e continuò a coniare fino ai primi decenni del V secolo.

La sigla fu “AQ” e successivamente “AQVIL” sotto Giuliano l’Apostata, e con le indicazioni dei metalli come nella zecca di Mediolanum “A-Q/COMOB”, per l’oro e “AQPS” per l’argento.

Masenzio, nel 308 d.C. aprì la zecca di Ostia con la sigla “OST” preceduta dalla lettera “M” (=Moneta) e “M” o “P” (=Pecunia ?), sull’argento e “P” sull’oro, oltre alle lettere latine o ai numerali greci indicanti le singole officine.

La zecca di Ravenna fu aperta da Onorio (393 – 423 d.C.) che scelse questa come capitale coniando oro con la sigla

“R-V/COMOB”, l’argento con “RV-PS”, il bronzo con “RV”.

    La Spagna sembra che non abbia più coniato dopo il regno di Vespasiano (69 – 79 d.C.).

Dal tempo di Augusto è incominciata l’attività della zecca di Lugdunum (Lione – Francia) ma come detto prima solo da Aureliano troviamo sigle nelle monete.

Iniziò con la lettera “L”. Nell’età di Carino (283 – 285 d.C.) si trasforma “LVG(dunum)”, mentre con Diocleziano diventa “SML” (sacra moneta Lugduni).

Nel IV secolo varia a “LVGD” oppure “LVG” ed infine a “L-G” sull’oro e “SMLAP” (sacra moneta Lugduni argentum pusulatum) per l’argento.

La zecca di Augusta Trevirorum ha iniziato a funzionare con due officine di Lugdunum.

Gia alla fine del III secolo gli antoniniani erano contrassegnati con il numero dell’officina e la sigla “TR”.

La zecca di Arelate (Arles - Francia) sembra che iniziò dopo il 313 d.C. con i contrassegni “A”, “AR”, “ARL”, sempre accompagnate dalle lettere delle officine monetarie.

Sotto Costantino III (407 – 411 d.C.) la città cambiò nome in Costantina, e modificò la sigla nelle monete in “CONST”.

Ripreso il vecchio nome, lo mutò di nuovo sotto Costanzo II

(337 –361 d.C.) che la ribattezzò, Constantia commutando la sigla monetaria in “CON”, “CONS”, “CONST” con varianti in “KONST” sull’oro e “SMKAP” (=Sacra Moneta Konstantiae argentum pusulatum), sull’argento.

Massenzio (306 – 312 d.C.) istituì una zecca a Ambianum (Amiens) con la sigla iniziale di “AM” e successivamente “AMB”.

L’attività della zecca di Londinium è collegata all’imperatore Carausio (286 – 293 d.C.) con le sigle “L”, “ML”

(=Moneta Londinii); con Diocleziano la sigla divenne “LON” e “LN” ed agli inizi del IV secolo “PLN”,”MLN”, ”MLL”,”MSL”,

”MLS”, ma soprattutto “PLON”. 

Giuliano l’Apostata nominò questa città Civitas Augusta, per questo si attribuisce a Magno Massimo (383 – 388 d.C.) delle monete con sigle “AVGOB” e “AVGPS” rispettivamente per coniazioni in oro o argento.

Nel periodo Augusteo fu attiva la zecca di Carene in Africa. Sempre in Africa c’era la zecca di Karthago (Cartagine) istituita per breve tempo da L. Clodio Macro (68 d.C.), ma soprattutto sotto Diocleziano con almeno quattro officine monetarie identificate con iniziali latine e dai numerali greci, che seguono la sigla di zecca “PK” e sugli antoniniani in “FK”.

Nella zona balcanico – danubiana, la zecca più importante fu Siscia aperta da Gallieno (253 – 268 d.C.) contrassegnate dalle lettere alfabetiche e numerali latine accompagnate dall’iniziale “S” e “P” da non confondere con emissioni dello stesso periodo attribuite a Sirmium.

Sotto Aureliano questa zecca fu contrassegnata con “SIS”, più raramente “SMS” (Sacra Moneta Sisciae) con Carino (283 – 285 d.C.) e Numeriano (283 – 284 d.C.).

Con Diocleziano la sigla fu “SISC” che rimase anche con Giuliano l’Apostata, mentre alla fine del IV secolo la zecca riprese a funzionare con sigle “SM.SD” e “SER”.

Nell’attuale Salonicco in Grecia s’istituiva alla fine del III secolo la zecca di Thessalonica emise sotto Galerio delle emissioni segnate dalla sigla “TS” accompagnata dalle lettere di almeno tre officine.

    Nel IV secolo modificò le sigle in “SM.TS” (Sacra Moneta Thessalonicae). Giuliano l’Apostata che sembra avere lo scopo di rendere più facile la lettura di queste sigle la trasformò in “TES” “SMTES” “TESOB” “THCOB” (in entrambi i casi OB per le emissioni in oro).

La zecca di Sirmium che fu gestita da Costantino I (306-337), Costanzo II (337-361), e Costanzo Gallo (351-354) e verso la fine del secolo in questione con le sigle “SIRM” “SIROB” limitatamente per la coniazione dell’oro.

Constantinopolis utilizzava la sigla “CONS” ma anche “C” “CP” e con Giuliano l’Apostata “CONSP” e “CONOB” (OB per l’oro).

Nicomedia con Diocleziano adotta la sigla “SMN” (Sacra Moneta Nicomediae) seguita dalle sigle delle due officine (A e B ).

Con periodo dei Costantini la sigla fu “MN” (Moneta Nicomediae) o “N”, sotto Giuliano l’Apostata si arricchisce con “NIKA”.

La sigla “SMN” tornò in funzione fino all’età di Teodosio, e con Leone I la sigla fu “NIC”. La zecca di Cyzicus probabilmente adottò la sigla “SPQR” e un ramo di Palma che potrebbero essere la prima produzione di questa zecca.

La lettera di zecca “C” appartiene a Aureliano con l’indicazione delle lettere delle officine, diventò anche “MC” “K” “SC” “MK” “SMK”.

Giuliano l’Apostata preferì usare le sigle “CVZ” CVZIC “CVZICEN”, con Gioviano (363-364) si ritornò a “SMK”.

Diocleziano (284-305) aprì per la prima volta una zecca in Heraclea Tharacica, in Turchia con la sigla composta dalle iniziali “HT”. Licinio (308-324) la cambiò in “SMHT” o “MHT” SMH”.

Giuliano l’Apostata chiarificò la sigla in “HERACL” e Gioviano (363-364) in “HERAC” e successivamente in “SMH”.

La zecca di Cyzicus chiuse sotto Leone I (457-474). Anthiochia è stata una zecca di gran produzione lavorando in continuazione dall’epoca di Augusto, già prima dell’identificazione sulla moneta questa zecca aveva diverse officine che coniavano.

Probo iniziò ad inserire le sigle “A” “ANT” “SMA”. Con Diocleziano (284-305) la sigla rimase “ANT” con lettere fino a dieci officine.

Licinio mise le sigle “SMANT” “SMAN”. Con Costanzo II la sigla “SMAN” si usò solo per l’oro “ANT” sull’argento e “AN” sul bronzo.

Si chiuse anche questa zecca con Leone I. La zecca di Alessandria d’Egitto inizio la sigla con Diocleziano “ALE” con le lettere fino a sei officine.

Costantino I la mutò in “SMAL” per proporla in “ALE” con le emissioni di Costanzo II.

Tripolis fu una zecca aperta da Aureliano e chiusa da Diocleziano con alcune sigle di zecca “T” “TR”.

Tratto da: Scritti Numismatici di Francesco Torrente; Lettere, simboli e numeri sulle monete dell’Impero Romano relative alle zecche e le loro officine

geocities.ws/tf211059/Numismatica/LettereSimboliNumeri.doc

www.geocities.ws/tf211059/Numismatica/LettereSimboliNumeri.doc

Avvertenze su come leggere il contributo successivo:

 

ESEMPIO:

Se leggete la voce:

TR con A-F tipo ATR (ca. 317-320)

Significa che:

TR=indica il nome della Zecca TREVIRI

con A-F = sono le lettere utilizzate per indicare ed identificare le officine interne alla zecca che in questo caso vanno dalla A (prima officina) alla F(sesta officina)

ATR : la lettera dell'officina viene messa prima della zecca

(ca. 317-320) = periodo in cui furono coniate le monete dal 317 al 320 d.C.

Londinium

Una sola officina che operò dal 297 - 325 ,

dal 383-388 di nuovo (solo oro ed argento in piccola quantità).

Segni:

LON (ca. 297-307)

PLN (ca. 307-314)

MLL, MSL, MLN, MLN (ca. 314-316)

PLN (ca. 316-320)

PLON (ca. 320-325)

AVG con div. aggiunte (383-388)

Treviri

La zecca era suddivisa in:

3 officine 294-297,

2 off. 298-302,

1 off. 303-316,

2 off. dal 317.

Segni:

TR con A-C (- B ) a sinistra nel campo (ca. 295-299)

TR con A-B tipo ATR (ca. 300/01)

TR con I-II tipo ITR (ca. 301-303)

PTR (ca. 303-315)

ATR (ca. 316)

TR con A-B tipo ATR (ca. 317/18)

TR con P-S tipo PTR, in parte con altri segni (ca. 318-326)

TRE con P-S tipo PTRE (ca. 327/28)

TR con P-S tipo TRP, in parte con altri segni (ca. 330-355)

SMTR con P-S tipo SMTRP (ca. 355-360)

dal 364 TR, raramente SMTR, su oro TROB.

 

Ambianum

1 officina 350-353.

Segni:

AM, AMB ev. con altri segni (*, °, ramo)

 

Lugdunum

La zecca era suddivisa in:

2 officine 294-303,

1 off. 303-310,

2 off. dal 330.

Segni:

L con A-B in combinazioni diverse (ca. 294-303)

PLC (ca. 300-310)

PLG (ca. 313-316)

2 prigionieri seduti ev. tra P e L (ca. 319/20)

PL, °P°L° (ca. 320)

LG con P(-S) tipo PLG in parte con altri segni (ca. 320-337)

LG con P(-S) e spesso con un'altra lettera davanti (tipo FPLG): F, R, L, P, G, M dal ca. 348

NLVG oro 350-353

LVG oro ed argento 360-364

LVGD OFF con P-S tipo LVGDOFFP (ca. 360-363)

LVG(D) con P-S tipo PLVGD (ca. 360-364)

LVG con div. aggiunte, su argento in parte segni come °S°M°L°A°P (dal 364)

Arelate

La zecca era suddivisa in :

4 officine 313-328,

2 off. 329-350,

3 off. dal 350.

Segni:

ARL con P-Q(-S) tipo PARL (ca. 313-320, 325-327, 340-350)

ARL con A-B (Alfa-Beta) tipo ARLA(alfa) (ca. 316/17)

ARL con P-Q tipo ARLP (ca. 317, 322, 327)

mezza luna con stella sopra, a sinistra P-Q, a destra A (ca. 318)

prigioniero seduto, a sinistra P, a destra A (ca. 319)

A, °A, °A° con P-Q tipo P°A (ca. 320-321)

*AR con P-Q tipo P*AR (ca. 322-325)

CONST con P-Q (-S) tipo PCONST (ca. 328-340, 363/64)

CON con P-S(-T) tipo PCON (ca. 337-340, 353-363)

AR con P-S tipo PAR, in parte con altri segni (ca. 350-353)

KONSA oro ed argento ab ca. 355

Dal 364 CON o CONST con div. aggiunte, su oro KONSTAN (TAN legati), su argento sigle come SMKAP, S°M°K°A°P ecc.

 

Mediolanum

352-357 poco oro ed argento, dal 364 di nuovo in quantità maggiore (solo oro ed argento).

Segni:

SMMED (352/57)

Dal 364 MED, MDOB, MD nel campo e COM in eserge.

 

Ticinum

La zecca era divisa in:

2 officine 294-299,

3 off. 300-322,

4 off. 322-327.

Segni:

T con P-S (-T, -Q) tipo PT (in parte con °, * o segni tra le lettere) (ca. 294-327)

SMT oro (ca. 294-313)

Aquileia

La zecca era suddivisa in:

1 officina 294/95,

3 off. 296-323,

2 off. 324-ca.345,

3 off. dal ca. 345,

2 off. dal ca. 364.

Segni:

AQ con P,S,Γ (dal 316 P-T) tipo AQP

(in parte anche ° tipo °AQP°, °AQP ecc. e div. altri segni) (ca. 294-361)

SMAQ o MAQ su oro

AQVIL con P-T tipo AQVILP (ca. 361-364)

Ab 364 AQ e SMAQ, su oro AQOB, raramente AQ nel campo e COM in eserge.

Roma

La zecca era suddivisa in:

9 officine 296-299 (prima senza sigle di officine),

4 off. 299-330,

5 off. 330-ca. 348,

6 off. dal ca. 348-352,

7 off. 352-ca.361,

4 off. dal ca. 361.

Segni:

R nel campo a sinistra A-Θ (alfa a  Theta) in eserge (294 risp. 296-299)

fulmini con P-Q (ca. 299-301)

R con P-Q (-Υ(ypsilon), -Σ(sigma), -Z(zeta)) tipo RP

(spesso altri segni, per es. rami, corona ecc., prima, tra o dopo le lettere) (ca. 301-303, 313-329, 333-363)

PR e P*R oro

SMR con P-Q tipo SMRP (ca. 326)

RF con P-Q tipo RFP (ca. 329-330)

RB con P-E tipo RBP (ca.330/31)

ROM (ca. 336/37)

ROMA° con P-Q tipo ROMA°P (ca. 361-364)

VRB°ROM° con P-Q tipo VRB°ROM°P (ca. 361-364)

Dal 364 R con div. aggiunte (spesso il numero dell'officina per intero, per es. RPRIMA), anche SMR o SMROM con div. aggiunte.

 

Ostia

4 officine 309-313.

Segni:

MOST con A-Δ(alfa a delta) tipo MOSTA (ca. 309)

MOST con P-Q tipo MOSTP (ca. 309-313)

POST oro

Karthago (Cartagine)

3 officine 296, 4 off. 297-307,

nel 308-311 nessun segno di officina.

Segni:

PK con P-T(-Q) tipo PKP (ca. 296-298)

PK con A-Δ(alfa a delta) a sinistra nel campo (ca. 297, 305/06, 307)

PK con A-Δ(alfa a delta) tipo PKA (ca. 298)

nessuno con A-Δ(alfa a delta) in esergo

in parte anche altri segni nel campo (ca. 298-307)

PK, P*K (ca. 308-311)

PK oro

Siscia

La zecca era suddivisa in:

3 officine 294-310,

6 off. 310-312,

5 off. 313-351,

4 off. 351-378,

2 off. fino al 387.

Segni:

nessuno con A-G a destra nel campo (ca. 294, frazioni 295/96)

*SIS, SISC, °SISC°, SIS, XXISIS ecc. con A-Γ(alfa a gamma) (-Σ (sigma), -Y(ypsilon)) a destra nel campo (ca. 295-303, 306-316)

SIS con A-Γ(alfa a gamma) tipo SISA (ca. 304-307)

SIS, SISC oro

SIS con A-E tipo ASIS

(anche *ASIS, °ASIS, °ASIS° e numerosi altri segni) (ca. 316-361

SISC con A-Δ (alfa a delta) tipo ASISC (ca. 361-364)

Dal 364 SIS o SISC con div. aggiunte.

Sirmium

1 officina 320-326 (quasi esclusivamente oro ed argento),

dal 351 con 1 officina, dopo poco 2 officine che coniarono anche anche aes.

Nessun'attività tra fine 364 e 378 e tra VIII. 383 e primavera 393.

Segni:

SIRM, °SIRM, °SIRM° ecc.

Aes: tipo ASIRM ev. con altri segni

Dal 364 SIRM con div. aggiunte, anche SIROB e COMOB (con SM nel campo) su oro.

 

Serdica

5 officine 303-305, 4 off. 307-308.

Segni:

°SM°SD° con A-E (alfa a epsilon) (-Δ ) a destra nel campo

°SM°SD° su oro

 

Thessalonica

2 officine 298-301, 3(?) off. 302-303 (?, testimoniate solo G-E), 6 off. 308-311, 5 off. 312-361, dopo con 4.

Segni:

TS, °TS° con A-B tipo TSA (ca. 298-301)

TS, °TS° con Γ-E (da gamma a epsilon) a destra nel campo (ca. 302/03)

T°S°, °T°S° oro

°SM°TS° con A-Σ (alfa a sigma) (-E) a destra nel campo (ca. 308-312)

°TS° con A-E (alfa a epsilon) tipo °TS°A° (ca. 312-320)

°SM°TS° oro

TS-VI(I) con A-E (alfa a epsilon) tipo TSAVI o TSAVII (ca. 320-324)

SMTS con A-E (alfa a epsilon) tipo SMTSA (ca. 325-328, 330-348)

SMTS con A-E (alfa a epsilon) a destra nel campo (ca. 328, ca. 350-361)

TES o TS con A-E (alfa a epsilon) tipo TESA spesso con altri segni (ca. 348-364)

Dal 364 TES e SMTES con div. aggiunte, su oro TESOB, COM, COMOB.

 

Heraclea

La zecca era suddivisa in

5 officine 294-297,

6 off. 297-306 (sempre?),

4 off. 306-310,

5 off. 310-320,

4 off. 320/21-324,

5 off. 324-361,

2 off. 361-375 e dal 378.

Segni:

H con A-E (alfa a epsilon) tipo HA (ca. 294-296)

HT, °HT, °H°T ecc. con A-E (alfa a epsilon) (-Σ, -Δ ) tipo HTA (ca. 296-312, 315-317)

SMHT con A-E (alfa a epsilon) nel campo (ca. 312-315)

MHT con A-E (alfa a epsilon) tipo MHTA

(anche °MHTA, °MHTA° ecc.) (ca. 317)

SMH con A-E (alfa a epsilon) tipo SMHA (ca. 318-320, 321-361)

SMHT con A-Δ  (alfa a delta) tipo SMHTA (ca. 320/21)

HERAC(L) con A-B (alfa a beta) tipo HERACLA (ca. 361-364)

Ab 364 SMH con div. aggiunte.

 

Constantinopolis

Comincia a coniare nel 326 con 2 officine. Il numero cresce velocemente (7 nel 328, 11 nel 330), però normalmente non tutte sono presenti nella stessa emissione. 4 officine dal 361, 10 dal ca. 364

Segni:

CONS con A-IA l. nel campo o tipo CONSA, anche °CONSA, °CONSA° e altri segni) tra 326 e 363 molte varianti.

CONSP con A-D tipo CONSPA (ca. 361-364)

CP oro ed argento

Dal 364 prevalentemente CONS o CON con div. aggiunte, su argento spesso C con div. aggiunte, su oro dal 378 spesso CONOB.

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Nicomedia

294/95 senza distinzione di officine, poi 2 officine 303-308, 4 off. 308-310, 6 off. 310-312, 7 off. 312-ca.321 (313 solo 5?); poi il numero sembra di scendere a 6, nel 347/48 sono 10, dopo di nuovo 6 e dal ca. 361 solo 3 off..

Segni:

SMN (ca. 294/95)

SMN oro

SMN con A-B ( alfa e beta)  (-Δ, -Σ*) tipo SMNA(A finale deve essere letta come alfa)

* Dal ca. 337 su oro ed argento normalmente si usa P,B,T,C, E, S e su aes A(alfa), B(beta), Γ, Δ, E (epsilon) ,Σ (ca. 303-311, 320-364)

SMN con A-Δ (da alfa a gamma) (-Σ, -Z(zeta), -E(epsilon)) a destra nel campo (ca. 311-320)

MN con A-Σ (da alfa a sigma)  tipo MNA (ca. 325/26)

N con (da alfa a sigma) tipo NA (ca. 326/27)

NIK con A-Δ (da alfa a gamma) tipo NIKA (ca. 361-364)

Ab 364 SMN con div. aggiunte.

Cyzicus

294/95 senza distinzione di officine, poi 5 officine 295/96, 6 off. 295-307, 4 off. 308/09, 6 off. 309-312, 8 off. dal 313. Dal 320 il numero sembra scendere a 6, intorno al 361 a 3. Nessun'attività 375-378, dopo 4 officine.

Segni:

KV (ca. 295/96)

K con A-E (alfa a epsilon) (-Δ, -Σ) tipo KA (ca. 295-307)

MK con A-S tipo MKA (ca. 307-308)

MKV con A--Σ l. nel campo (ca. 308/10)

MKV con A-Σtipo MKVA (ca. 311)

MKV con A-Σ (-Z) a destra nel campo (ca. 311/13)

SMK con A-H a destra nel campo (ca. 313-320)

SMK con A-H tipo SMKA

(anche °SMKA, *SMKA ecc.) (ca. 320-364)

CVZ(IC(EN) con A-Γ tipo CVZICENA (ca. 361-363)

Dal 364 prevalentemente SMK con div. aggiunte, su argento raramente anche KV con aggiunte.

 

Antiochia

8 officine 294-298 (l'ottava solo oro), 10 299-312, dopo fino a 15 (non sempre tutte testimoniate). Intorno al 330 il numero sembra scendere a 10 off.,  ca. 337-361 il numero oscilla tra 10 e 15, dal 363 si riduce a 4.

Segni:

ANT con A- mass. EI (epsilon lota) a destra nel campo e div. altri segni (fino ca. 320 e 348, in parte 361-364; su oro ed argento anche in altri anni)

SMA ev. con altri segni su oro

SMANT con A- mass. EI (epsilon lota) a destra nel campo o tipo SMANTA (anche °SMANTA ecc.) (ca. 317-330/5)

SMAN con A-mass. I (lota) tipo SMANA (ca. 330-348, in parte 361-363)

AN con A-mass. EI(epsilon lota) tipo ANA (ca. 348-361)

Ab 364 ANT con div. aggiunte, su oro ANOB

 

Alexandria

3 o 4 officine 294-308, dopo fino a 8 off.; dal 315 solo 2 off., dal 335 4 off., dal ca. 361 solo 3 off., 364-375 e dal 378 in poi 4 off.

Segni:

ALE con A- mass. H (eta) a destra nel campo e div. altri segni (bis ca. 317)

ALE oro

SMAL con A-B (alfa beta) (329/30: I-II) a destra nel campo

o più raro tipo SMALA (dal ca. 317-337) (ab ca. 317-348)

ALE con A-Δ tipo ALEA (ca. 348-364)

Dal 364 ALE con div. aggiunte.

Fonte: Fonti: si ringrazia il Dr Dietrich Feil per aver concesso la pubblicazione dei suoi studi su questo forum

homepage.uibk.ac.at/~c61404/KAISER/k430-aai.html#AMB

http://homepage.uibk.ac.at/~c61404/KAISER/k430-aai.html#AMB

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Chiunque vuole potrà postare integrazioni e suggerimenti su come migliorare queste schede .

Aiutateci a rendere maggiormente completi questi contributi..

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Pubblicazione e modifiche terminate, se avete suggerimenti su come migliorare questo elenco, fateli pure...

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