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DeAritio

8356 - Accadde oggi... 9 gennaio 1878

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Roma, Regno d'Italia, 9 gennaio 1878

Muore Vittorio Emanuele II di Savoia (Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia, nato a Torino il 14 marzo 1820 e morto a Roma il 9 gennaio 1878) è stato l'ultimo Re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo Re d'Italia (dal 1861 al 1878). Dal 1849 al 1861 fu inoltre Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Duca di Genova. È ricordato tutt'oggi con l'appellativo di Re galantuomo per aver mantenuto in vigore lo Statuto Albertino. Coadiuvato dal presidente del Consiglio Camillo Benso, conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento nazionale con la Proclamazione del Regno d'Italia.
Per aver realizzato l'Unità d'Italia, viene indicato come Padre della Patria, così come compare nell'iscrizione nel monumento nazionale che da lui prende il nome di Vittoriano, sito a Roma, in Piazza Venezia.
A fine dicembre dell'anno 1877 Vittorio Emanuele II, amante della caccia ma delicato di polmoni, passò una notte all'addiaccio presso il lago nella sua tenuta di caccia laziale; l'umidità di quell'ambiente gli risultò fatale. Secondo altri storici le febbri che portarono alla morte Vittorio Emanuele erano invece febbri malariche, contratte proprio andando a caccia nelle zone paludose del Lazio.
La sera del 5 gennaio 1878, dopo aver inviato un telegramma alla famiglia di Alfonso La Marmora, da poco scomparso, Vittorio Emanuele II avvertì forti brividi di febbre. Il 7 gennaio venne divulgata la notizia delle gravi condizioni del Re. Papa Pio IX, quando seppe della ormai imminente scomparsa del sovrano, volle inviare al Quirinale monsignor Marinelli, incaricato forse di riceverne una ritrattazione e di accordare al Re morente i sacramenti, ma il prelato non fu ricevuto. Il Re ricevette gli ultimi sacramenti dalle mani del suo cappellano, monsignor d'Anzino, che si era rifiutato di introdurre Marinelli al suo capezzale, poiché si temeva che dietro l'azione di Pio IX si nascondessero degli scopi segreti.
Quando il medico gli chiese se voleva vedere il confessore, il Re ebbe un iniziale trasalimento, per poi dire «Ho capito» e autorizzare l'ingresso del cappellano, il quale rimase con Vittorio Emanuele II una ventina di minuti e andò alla parrocchia di San Vincenzo per prendere il viatico. Il parroco disse di non essere autorizzato a darglielo e per rimuovere la sua resistenza fu necessario l'intervento del vicario. Vittorio Emanuele II non perse mai conoscenza e rimase conscio fino all'ultimo, volendo morire da re: rantolante, si fece trarre sui cuscini, si buttò sulle spalle una giacca grigia da caccia e lasciò sfilare ai piedi del letto tutti i dignitari di corte salutandoli uno per uno con un cenno della testa. Infine chiese di restare solo con i principi Umberto e Margherita, ma all'ultimo fece introdurre anche Emanuele, il figlio avuto dalla Bela Rosin, che per la prima volta si trovò di fronte al fratellastro Umberto, che non aveva mai voluto incontrarlo.
Il 9 gennaio, alle ore 14:30, il Re morì dopo 28 anni e 9 mesi di regno, assistito dai figli ma non dalla moglie morganatica, cui fu impedito di recarsi al capezzale dai ministri del Regno. Poco più di due mesi dopo avrebbe compiuto 58 anni.

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Vittorio Emanuele II, 1861-1878. 20 Lire 1877 Roma, primo 7 ribattuto.
Dr. Testa nuda a s. Rv. Stemma crociato e coronato, con il Collare dell’Annunziata, tra rami di lauro e quercia

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