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Ross14

La monetazione alessandrina

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Ciao a tutti,

come è ben noto, la monetazione dell'Impero Romano non fu soltanto quella "imperiale" da noi tanto amata ma anche quella delle numerose zecche provinciali.

Tra queste spicca quella di Alessandria d'Egitto che batté la cosiddetta "moneta alessandrine" a partire dal Principato di Augusto fino al 296 d.C quando la riforma di Diocleziano mise fine alle coniazioni provinciali. La zecca di Alessandria venne quindi trasformata in uno dei vari siti produttivi che da quel momento in poi coniarono numerario imperiale. Di seguito elenco alcuni dei motivi che rendono la zecca di Alessandria così interessante:

  • Un periodo di coniazione che si estese per tre secoli con solo pochi momenti di interruzione.
  • Il sistema chiuso a cui era stato destinato l'Egitto. In questa provincia  non poteva infatti circolare il numerario imperiale. Questo portò allo sviluppo di un sistema monetario complesso e completo e non a una mera integrazione locale della monetazione realizzata a Roma.
  • Un sistema monetario completo voleva dire più nominali a seconda dei differenti utilizzi: una moneta in mistura (tetradrammmo) e varie frazioni in rame.
  • Le monete sono datate secondo l'anno alessandrino e risulta quindi immediata la loro collocazione cronologica precisa.
  • I personaggi raffigurati, in alcuni assenti nella monetazione imperiale,
  • Lo stile molto peculiare dei ritratti
  • Le immagini ai rovesci che spesso risultano molto suggestivi

Tutti questi aspetti (ed altri che certamente ho scordato) rendono le monete coniate ad Alessandria degli straordinari oggetti di studio che non temono  complessi d'inferiorità rispetto al numerario imperiale. Come ho scritto in un'altra discussione ho appena terminato di redigere un articolo sui ritratti di Faustina II sulle monete di Alessandria e, di conseguenza, la monetazione romano-egizia è un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Chiedo quindi la vostra partecipazione e il vostro aiuto per approfondire le tematiche sopra menzionate ed, eventualmente, per aggiungerne di nuove. Procediamo pure in modo disordinato, l'importante è suggerire spunti di discussione e conoscenza.

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Cogliendo il mio stesso invito a procedere in modo disordinato, parto postando le immagini di un paio di monete di grande fascino. La monetazione provinciale, lontana dagli occhi dell'opinione pubblica di Roma, coniava i ritratti di personaggi che potevano risultare sconvenienti e sgraditi ai cittadini dell'Urbe. Alessandria, analogamente ad altre zecche provinciali, godeva di una maggiore libertà di scelta sui personaggi da raffigurare. Tra questi troviamo Antinoo e Poppea che sono rappresentati sulle due monete seguenti, rispettivamente una dracma (in rame) e un tetradrammo (in mistura)

1) Antinoo: Dracma 33mm / 26,65g - Classical Numismatic Group Triton XXI, 9 Jan. 2018, lot 96 -  RPC III, 6228 -  Anno 21 (L KA) 29/8/136- 28/8/137

Diritto: ΑΝΤΙΝΟΟΥ ΗΡWΟϹ busto di Antinooche indossa la corona Hemhem (copricapo cerimoniale egizio)

Rovescio L KA Antinoo a cavallo con caduceo

https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/61719

2) Nerone e Poppea: Tetradrammo 25mm / 13,08g - CNG Triton XXI, Staffieri coll., 8 Jan. 2018, lot 14 - RPC I, 5267 - Anno 9 (L ƐΝΑ(Τ)(ΟΥ)) 29/8/62- 28/8/63

Diritto: ΝƐΡΩ ΚΛΑΥ ΚΑΙϹ ϹƐΒ ΓƐΡ ΑΥΤΟ Testa di Nerone Laureata

Rovescio ΠΟΠΠΑΙΑ ϹƐΒΑƐΤΟΥ, L ƐΝΑ(Τ) busto di Poppea con una stella davanti.

https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/1/5267

 

RPC 6228.jpg

RPC I, 5267.jpg

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Sempre procedendo "disordinatamente" fornisco qualche indicazione sui migliori (a mio personalissimo parere) tre siti che trattano questa monetazione.

http://www.coinsofromanegypt.org/index.html (sito in lingua inglese molto ben fatto che fornisce tutte le informazioni preliminari necessarie per lo studio della monetazione alessandrina. Nella sezione "resources" sono presenti alcuni testi di base visibili gratuitamente).

https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/ (il Roman Provincial Coinage online è un catalogo straordinario. Per i primi due secoli offre immagini e classificazioni dettagliatissime di monete provenienti da svariati archivi museali e da aste. Se ci si concentra sui primi due secoli rappresenta la soluzione migliore per completezza ed esaustivita. Il limite di questo catalogo è che buona parte del terzo secolo è ancora assente).

http://numismatics.org/search/ (il database dell'American Numismatic Society è ricchissimo di monete alessandrine e denota una buona completezza: per consultare monete di una parte del terzo secolo, periodo non ancora presente nell'RPC online, risulta ideale. Per i primi due secoli consiglio invece di utilizzare l'RPC online sopra menzionato dato che quest'ultimo include anche le monete dell' American Numismatic Society stessa).

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Torniamo a parlare di un altro aspetto della monetazione alessandrina. Quali furono i nominali coniati?

Certamente il più famoso è il tetradrammo che venne coniato a partire da Tiberio fino ad arrivare alla chiusura della zecca provinciale ad opera di Diocleziano intorno al 296. si tratta di una moneta in mistura di circa 12-13g nei primi due secoli: il peso calò drasticamente nel III secolo fino a giungere a circa 7/8g negli ultimi anni di produzione. Anche il tenore di fino subì delle diminuzioni progressive passando da circa il 30% di argento nel principato di Tiberio fino alla lega enea priva di metallo nobile sotto Diocleziano. Questa svalutazione proseguì in modo progressivo con tuttavia delle brusche accelerazioni durante i principati di Antonino Pio e Marco Aurelio. Pare che il tetradrammmo nei primi due secoli venisse scambiato alla pari con il denario romano e che le svalutazioni del denario venissero quindi accompagnate anche da svalutazioni del tetradrammo (il caso della riforma di Nerone è emblematico). Sono noti alcuni esempi di multipli del tetradrammo ma sono rarissimi. Una curiosità: in Egitto Augusto non coniò tetradrammi ma solo monetazione enea.

Esiste poi una serie di monete enee che costituivano delle frazioni del tetradrammo che ebbero fortuna soprattutto nel secondo secolo. Questi nominali presentano un peso molto variabile mentr i diametri sono un po' più precisi (in molti casi è più semplice distinguerli in base al diametro che non al peso). Questi nominali possono essere così distinti: dracma (33mm / 24g), emidracma (1/2 di dracma - 29mm / 12g), diobolo (1/3 di dracma - 23mm / 8g), obolo (1/6 di dracma - 19mm / 4g), emiobolo (1/12 di dracma - 14mm / 2g) e dichalkon (1/24 di dracma - 11mm / 1g). In realtà su questi ultimi due nominali (emiobolo e dichalkon) esiste molta incertezza: alcuni studiosi vedono due nominali distinti mentre altri li considerano un unico nominale.

Dato che il tetradrammo era equivalente ad un denario viene naturale pensare che la dracma (1/4 di tetradrammo) equivalesse ad un sesterzio. In realtà non è sicuro che fosse così. Infatti, in base allo studio di alcuni papiri, c'è disaccordo tra il rapporto tra tetradrammo/dracma che, a seconda delle teorie, oscilla tra 4 e 6.

 

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Molo interessante questo topic  Ross...molto bella la moneta di Antinoo, personaggio singolare ed è  suggestiva la storia d'amore con Adriano, aspetti che dicono molto sulla cultura e sugli usi dell'impero ancora nella sua pienezza sistemica di questo periodo, in topic. Sono aspetti che colgono oggi particolare interesse se è vero che le monete con l'effige di Antinoo realizzano somme molto alte nelle aste internazionali.

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Una caratteristica fondamentale e peculiare della monetazione alessandrina è quella di essere datata mediante l'anno alessandrino (che si estendeva dal 29 Agosto al 28 Agosto dell'anno successivo) di regno di un dato imperatore. L'anno era indicato sulle monete mediante delle lettere seguendolo schema seguente (in casi più rari l'anno è invece scritto per esteso). Davanti all'anno si trova sempre la lettera L che significa appunto "anno". La totalità delle monete alessandrine (ad eccezione di qualche sparuto caso) riporta quest'informazione che costituisce uno strumento straordinario per lo studio di questa monetazione.

Anno 1=A / Anno 2=B / Anno 3=Γ / Anno 4=Δ / Anno 5=E / Anno 6=S / Anno 7=Z / Anno 8=H / Anno 9=Θ / Anno 10=I / Anno 11=IA / Anno 12=IB  / Anno 13=IΓ / Anno 14=IΔ / Anno 15=IE / Anno 16=IS / Anno 17=IZ / Anno 18=IH / Anno 19=IΘ / Anno 20=K / Anno 21=KA /Anno 22=KB...
 

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Il 28/12/2020 at 09:03, Ross14 dice:

Sempre procedendo "disordinatamente" fornisco qualche indicazione sui migliori (a mio personalissimo parere) tre siti che trattano questa monetazione.

http://www.coinsofromanegypt.org/index.html (sito in lingua inglese molto ben fatto che fornisce tutte le informazioni preliminari necessarie per lo studio della monetazione alessandrina. Nella sezione "resources" sono presenti alcuni testi di base visibili gratuitamente).

https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/ (il Roman Provincial Coinage online è un catalogo straordinario. Per i primi due secoli offre immagini e classificazioni dettagliatissime di monete provenienti da svariati archivi museali e da aste. Se ci si concentra sui primi due secoli rappresenta la soluzione migliore per completezza ed esaustivita. Il limite di questo catalogo è che buona parte del terzo secolo è ancora assente).

http://numismatics.org/search/ (il database dell'American Numismatic Society è ricchissimo di monete alessandrine e denota una buona completezza: per consultare monete di una parte del terzo secolo, periodo non ancora presente nell'RPC online, risulta ideale. Per i primi due secoli consiglio invece di utilizzare l'RPC online sopra menzionato dato che quest'ultimo include anche le monete dell' American Numismatic Society stessa).

Io mi sto spulciando questi siti e sono veramente interessanti.  Non credevo che la monetazione alessandrina fosse così completa... e non avevo neppure idea che le monete fossero coniate solo ad "uso interno", credevo circolassero come la monetazione romana.

Molto, molto interessante.

Ave!

Quintus

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La monetazione alessandrina costituì un caso assolutamente peculiare tra le numerose monetazioni provinciali romane. L'Egitto, a partire dal suo ingresso nel novero delle province romane dopo Azio fino alla conclusione delle coniazioni provinciali con Diocleziano (296 circa), fu contraddistinto da un sistema monetario chiuso dove la monetazione imperiale non poteva entrare e quella autoctona non poteva uscire dai confini. 

Esistono numerose teorie a giustificazione di questa scelta. A mio parere la ragione principale era strettamente legata alla natura dell'Egitto quale "granaio" dell'Impero e alla volontà "rapace" del governo centrale di Roma. Oggi diremmo che l'Egitto possedeva una bilancia fortemente sbilanciata verso l'export grazie alle esportazioni di un'immensa quantità di grano: gli esportatori portavano il grano a Roma ricevendo il pagamento in denari che, al  rientro in Egitto, venivano cambiati in tetradrammi. Questi ultimi avevano un contenuto di fino inferiore rispetto ai primi e, essendo il tasso di cambio fissato a 1:1 (parlo della seconda metà del I° secolo e del II° secolo), ecco servito il guadagno per lo stato.

Ricordo che l'Egitto, data la sua importanza strategica per l'economia romana, era una provincia imperiale con un governatore di rango equestre che rispondeva al solo imperatore (ai senatori era vietato l'ingresso in questa provincia a meno che ottenessero il permesso da parte del principe).

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Capito e molto interessante.

Nelle monete c'era qualche "standard" nelle raffigurazioni o erano completamente libere?

Ave!

Quintus

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Pazienza @Quintus, avanziamo una puntata alla volta. In ogni caso sono concordo che si possa iniziare a parlare di rovesci inserendo anche delle immagini di qualche moneta esplicativa. Riprenderemo altre tematiche maggiormente teoriche in seguito.

Ne approfitto per pubblicare una mia moneta che mi rende particolarmente orgoglioso: si tratta di un Tetradrammo di Faustina II datato all'anno 20 di Antonino Pio (L K) ovvero 29/8/156 - 28/8/157 del diametro di 22mm e del peso di 12,90g.

Diritto: ΦΑVϹΤΙΝΑ ϹƐΒΑϹΤΗ busto drappeggiato a destra (tipo ritrattistico A)

Rovescio: L K l'imperatore (Antonino Pio), seduto sopra una piattaforma, regge uno scettro e tende la mano verso un soldato che gli porge una corona d'alloro.

Classificazione: RPC IV.4, 14414 (temporary), Dattari 3230

Questa precisa moneta tra l'altro è pubblicata nel database del Roman Provincial Coinage online: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/122558

Ebbene, a parte la bellezza della moneta per la tipologia (mi perdonerete se la sto autoincensando...), essa risulta particolarmente esplicativa riguardo ad una caratteristica delle monete alessandrine, ovvero l'assenza di tipi specificatamente femminili per le auguste come invece accade per la monetazione imperiale. Tipi maschili e femminili (perlomeno così come vengono giustamente suddivisi nella monetazione imperiale) sono invece abbinati senza alcuna distinzione ad augusti e auguste nella monetazione dell'Egitto romano.

Sul presente tetradrammo viene raffigurato un tipo peculiare maschile (il soldato che onora l'imperatore) abbinato al diritto al busto di Faustina II: ciò non presenta il minimo parallelismo con i tipi che la accompagnano sulle monete coniate a Roma.

Tetradrammo D.jpg

Tetradrammo R.jpg

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I tipi al rovescio delle monete alessandrine giunsero al loro apice di varietà e bellezza nel secondo secolo, mentre nel terzo secolo (specialmente nell'ultima parte)furono caratterizzati da un'eccessiva schematicità e ripetitività.

Nell coniazioni del secondo secolo si assiste a dei veri capolavori che, pur essendo privi profondamente storiche e politiche delle raffigurazioni sulle monete imperiali, sono in grado di esercitare una forte suggestione sull'osservatore grazie al profondo sincretismo tra elementi egizi, greci e romani.

I tipi al rovescio delle monete alessandrine possono essere suddivisi nelle seguenti macrofamiglie elencate da Adriano Savio nel suo libro "Tetradrammi alessandrini" a cui ho aggiunto qualche minuscola precisazione:

  1. Altri membri della famiglia imperiale.
  2. Divinità del pantheon greco e romano.
  3. Divinità del sincretismo greco/egizio.
  4. Personificazioni allegoriche.
  5. Animali reali o mitologici.
  6. Oggetti inanimati.
  7. Tipi militari e/o celebrativi della gloria dell'imperatore
  8. Tipi con riferimento al Nilo, alla fertilità e al grano

In alcuni rovesci queste categorie tendono tuttavia a confondersi e sovente accade di avere rovesci che sono riconducibili a più di una di loro.

Qualcuno vuole ora aiutarmi a postare una moneta per ciascuna di queste tematiche?

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Una divinità maschile frutto del sincretismo greco/egizio molto presente sulla monetazione di Alessandria è Serapide, spesso assimilato a Zeus oppure a Ade.

Nella prima moneta postata, una dracma di Antonino Pio, troviamo Serapide rappresentato con l'attributo tipico del kalathos sopra il capo (RPC IV.4, 16974 temporary - https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/162969) mentre nella seconda, un tetradrammo di Adriano, Serapide è accompagnato dal Cerbero (si notino le tre teste) assumendo quindi in modo esplicito i connotati di Ade (RPC III, 5009 - https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/74212).

 

Sarapis 1 copy.jpg

Sarapis 2 copy.jpg

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