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carledo49

Carlino da 5 doppie 1786

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Al rovescio: aquila araldica rivolta a sinistra sormontata da corona in posizione frontale ed ali dispiegate caricate in petto da scudo crociato sabaudo con scettro e bastone da cui pende il collare dell'Annunziata. Attorno tra quattro rosette DVX  SABAUD  PRINC  PEDEM. Manca l'indicazione del valore.

Al dritto: testa nuda del sovrano a sinistra, attorno VIC  AM  D  G  REX  SARDINIAE  sotto il millesimo

oro 906/1000

peso: 45,50/45,71

diametro: 40/41

zecca di Torino

 

Stupenda moneta emessa in un unico millesimo (1786) da Vittorio Amedeo 3. Per la prima volta, al rovescio, compare una nuova impronta che rompe la monotonia della continuità anche di precedenti sovrani, più moderna e maggiormente rappresentativa, il cui motivo verrà ripreso, circa 100 anni dopo, proprio per la sua simbologia di potere da Umberto I nel Tallero da 5 Lire per l'Eritrea.

La nuova iconografia del rovescio di queste nuove monete doveva trasmettere il segno del potere della casa sabauda e la sua origine, in un distacco da precedenti monetazioni ed un simbolo di ricchezza (solamente per le monete coniate in oro).

Ma come ci si è arrivati a questa rappresentazione iconografica?

Facendo uno studio sui conii ed analizzando monete sabaude coniate precedentemente dal padre Carlo Emanuele 3, possiamo presumere che l'insieme sia stato tratto dall'impronta di ben tre differenti monete:

-Soldo sardo di mistura, (per la parte riguardante lo scettro ed il bastone incrociati e sormontati da corona)

-Soldi 2,6 di mistura (con aquila sabauda spiegata e coronata con nel petto scudo ovale con croce nel campo)

-Scudo da 6 Lire (per il collare dell'Annunziata)

Ciascuna moneta ha in parte contribuito alla nuova impronta.

 

Il 22 dicembre 1785 viene emesso "il Regio Biglietto al generale delle finanze col quale gli si ordina di far coniare nella Regia zecca nuove doppie della bontà, del peso e con l'impronta in esso indicata (Carlino da 5 doppie, mezzo Carlino, doppia, mezza doppia, quarto di doppia)".

Si osserva che precedentemente a questo Regio biglietto, ve n'è un altro "del marzo 1782 indirizzato all'intendente Carlevaris in cui si richiedeva una relazione sull'ordinamento delle precedenti monete e dei relativi impronti e disegni". Da qui, in effetti, dopo circa un anno, furono preparati alcuni studi e progetti, la maggior parte dei quali non ebbe seguito in quanto ben distanti dalle Reali intenzioni.  Di certo uno dei progetti venne adottato. Quanto ricostruito sicuramente rimane una ipotesi piuttosto suggestiva.

 

 

Carlino-da-5-doppie-1786.jpg

Soldo-da-12-denari-1772-Scettro-e-bastone-Torino-Mistura-di-argento-156ab7b0061ae63.jpg

3755R.jpg

Scudo-da-6-lire-1756-Scudo-rotondo-Torino-Argento-15cfe1a504a35e3.jpg

tallero-1891-eritrea.jpg

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