lorenzo

Le Puy: Un Denaro Medievale Francese

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A  proposito di pulizia delle monete, ne avevo già fatto cenno a proposito di un denaro di Vierzon, il quale presenta delle strane macchie sulle due facce e che mi piacerebbe che si vedessero di meno, ora vorrei presentare un esempio, a parere mio, ben riuscito di pulitura.
Il denaro è di Le Puy e si presentava al microscopio praticamente coperto interamente di uno strato di terriccio (forse creta) spesso e molto resistente.
Prima ho tenuto in immersione il tondello per ammorbidire il superfluo, poi con il bisturi ho iniziato a rimuoverlo. Un lavoro lungo, di molta pazienza e di grande attenzione per non intaccare le superfici sottostanti. Il risultato a me è sembrato buono: ora le parti di lettere sono ben distinguibili, anche se a causa del tondello stretto non sono complete.
Queste monete, quando hanno legende degenerate sono di difficile lettura, essendo per lo più quasi del tutto fuori tondello e di conservazione mediocre. Fanno eccezione le monete con legende con caratteri latini: sono di ottima conservazione e molto più curate nella coniatura.

Prima della pulitura:

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Dopo la pulitura:

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Un lavoro davvero ben fatto.

In alto sul dritto della moneta si vedono alcuni segni, sono stati provocati dalla punta metallica del bisturi?

Nel caso ti fosse utile, io uso la punta di metallo solo per le incrostazioni dure. per rimuovere materiale "morbido" uso la spazzola con setole compatte ma non in metallo, dopo aver tenuto a mollo la moneta per alcuni giorni in acqua demineralizzata o in olio d'oliva (nel caso di bronzo)

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I procedimenti sono esattamente quelli. Avevo omesso di dire dll’uso della spazzola morbida per brevità di esposizione, ma uso anche quella a seguito della rimozione delle parti più dure e questa può asportare le impurità più superficiali. I segni che compaiono nelle parti circolari della moneta sono quello che resta delle legende, che,  come ho già detto, sono solitamente parzialmente impresse sul tondello.
La difficoltà di decifrarle sta proprio in questa ragione, ma con molta pazienza e con la comparazione con altri esemplari è possibile arrivare alla ricostruzione delle stesse.
Il bisturi non ha lasciato neppure il minimo segno.
Se guardiamo cosa viene esposto qui

 

http://occitanianumis.blog4ever.com/photos/evacha-du-puy?page=1

 

possiamo avere una idea più precisa su quello che ho detto.

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