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Piakos

N.003 B - COS'E' VERAMENTE LA NUMISMATICA APPLICATA, PER IL COLLEZIONISTA?

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Ci sono due situazioni principali:

 - una numismatica scientifica e di ricerca (che non è solo accademica) dove prevale lo studio, la capacità di catalogazione, di comprensione ed interpretazione storica e culturale delle monete in quanto tali. Si precisa che per la moneta intesa in senso economico, relativamente all'economia monetaria e di mercato...esistono altre discipline: l'Economia Politica e la Scienza delle Finanze, che in questa sezione non vengono trattate;

 -  c' è poi la numismatica del  par terre collezionistico e commerciale: cioè quando le monete divengono prevalentemente oggetti di reperimento e compravendita o, comunque, di acquisizione previa trattativa e negoziazione.
In questo secondo caso prevalgono:
1- la volontà di impiegare nelle monete da collezione o da studio, delle somme di danaro (secondo le modalità prescritte dalla legge);
2 - la conoscenza non superficiale dell'ambiente di riferimento e l'individuazione di interlocutori validi e di personale fiducia.

Per formare un Numismatico esperto e smaliziato, tecnico ma colto, sono indispensabili degli anni di studio e di esperienza...oltre ad una egregia preparazione artistica, storica  ed umanistica di base.
Ed, invero, è molto difficile incontrare un tecnico di tale caratura ... (e non ce ne vogliano gli Ottimi operatori del settore che dovessero leggere questo intervento). Come molti in molti consessi umani anche la numismatica è uno  specchio ambientale e sociale ove glo operatori incidono in vario modo, specificamente  è una disciplina piuttosto difficile...quando si va oltre i livelli di primo approccio. Come accade nella vita...è facile doversi trovare nella condizione di ricominciare daccapo ogni volta si raggiunga la presunzione di saperne abbastanza.

E' possibile individuare varie categorie di operatori:
- grandi appassionati;
- insigni Collezionisti;
- coltissimi studiosi;
- egregi Mercanti;
- ottimi metallurghi; Nota 1
- semplici pasticcieri. Nota 2
Ma ben difficilmente tutte le predette qualità e caratteristiche potranno far capo ad un unico talento: difficilmente un commerciante sarà anche un collezionista...così come è altrettanto difficile che un collezionista puro possa commerciare le monete di proprio interesse.
Poi c'è la figura non facilmente definibile del c.d. "trafficante".
Può essere tale l'appassionato che per carenza di mezzi economici adeguati si determina a comprare e vendere monete per tentare di assemblare una collezione con i guadagni. Ma può essere tale anche un commerciante che decide di non comparire ufficialmente come tale.
Inoltre occorre evidenziare che nella numismatica commerciale la conoscenza del metallo è il valore tecnico prevalente...più importante della cultura specifica e della conoscenza approfondita ma teorica delle tipologie.

Infatti,
per praticare la numismatica in autonomia (senza pareri di conforto tecnico ad ogni acquisizione);
oltre lo studio delle tipologie monetali oggetto di specifico interesse,  occorre una sensibilità specifica verso il metallo, la conoscenza dei processi di ossidazione e di trasformazione del metallo stesso, le tecniche di coniazione, la confidenza con i particolari e le dimensioni spesso ridotte del metallo coniato, l'esperienza attinente alle falsificazioni delle monete da collezione, tutte cose che formano un occhio tecnico specifico, sensibile ed attento.

Nota 1: metallurgo s. m. [der. di metallurgia] (pl. -ghi, meno com. -gi), non com. – Chi fa della metallurgia l’oggetto dei proprî studî o della propria attività. Può essere sinon. sia di metallurgista sia di metallurgico come s. m.
Questa è la definizione del vocabolario on line.
In numismatica la definizione diventa la seguente: chi fa della metallurgia, applicata alle monete, l’oggetto dei proprî studî o della propria attività.
Chi sarà quindi il metallurgo numismatico?
Sarà un tecnico (colui che lavora o assembla o installa o plasma) del metallo che, dedicatosi alla numismatica è in grado di applicare la propria arte anche alle monete.
Cioè è in grado di pulirle, restaurarle o riprodurle, con uso di vari strumenti e anche con tecniche coeve. Tale attività comporta per i migliori risultati dispedio economuco per la strumentazione anche sofisticata e, sopra tutto dispendio di tempo ed infinita pazienza nel provare e riprovare sino a quando la ciambella riesca col buco naturale.
Oltre ad una buona conoscenza dei fenomeni chimici e fisici legati al metallo: ossidazioni ( quindi anche patine); decomposizione (cancro del bronzo ad esempio); intrusioni, solfuri ed altri processi chimici.
Il metallurgo...come tutti nella vita, può dedicare la propria arte ed esperienza a fini utili ed in piena trasparenza...come potrebbe, per avventura, apportare interventi o rendersi artefice di produzioni imitative, senza che venga poi dichiarato.

Nota 2: Pasticciere numismatico.
Secondo il vocabolario on line:  pasticcière (o pasticcère) s. m. (f. -a) [dal fr. pâtissier, ant. pasticier, der. di pâtis (ant. pastiz, pastis) «pasticcio»]. –
Chi provvede alla produzione (preparazione, lavorazione, cottura e decorazione) dei varî tipi di dolci appartenenti alla pasticceria, sia in proprio per la vendita al pubblico, sia alle dipendenze di un’industria dolciaria, di un laboratorio, oppure in grandi alberghi, su navi, e sim. Anche, chi ha negozio di pasticceria.

In gergo numismatico, coloro che al fine di tentare di migliorare l'impatto visivo delle monete da collezione...effettuano interventi "di decorazione" di dubbia efficacia e, a volte, di sicura invasività,
(applicazione di vernici o resine o stucchi, che più spesso avviene sulle monete di bronzo.

Iniezioni o passaggi di zolfo, sulfuri, calcari già oggetto di viraggio chimico e ossidi sull'argento al fine di farlo apparire molto antico. Bagni di  varechina per formare una finta patina sull'argento, lavaggi al dentifricio o al sapone di marsiglia per sbiancare le monete d'argento ed altri vari interventi che tutto possono fare...se non che diminuire l'apprezzamento effettivo di una moneta una volta conclamati).

(Continua...)

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In riferimento e ad esempio per quanto sopra...

potremmo fare un paragone con lo sciatore non esperto (ancora insicuro) che non si avventura da solo sul carosello delle piste imboccandole tutte...rispetto allo sciatore che, anche se non in possesso  di uno stile cristallino, padroneggia gli sci che ha ai piedi. L'inesperto o l'insicuro avranno sempre bisogno del maestro o, comunque, di una guida...e, in questo caso, è facile trovarne di numerosi ed ottimi sulle piste da sci. Ci si potrebbe chiedere se la cosa è altrettanto semplice nell'ambito della numismatica e cosa accade al collezionista insicuro o inesperto. Sulle piste da sci si cade e ci si può fare male. Nell'ambito della numismatica può capitare - di fatto - la stessa cosa.

Banale?

Nella pratica dello sci...cadere e farsi male fa parte del gioco, anche se non lo auguriamo a nessuno. In numismatica non dovrebbe accadere...e se qualcuno dice che anche qui la cosa è parte del gioco non rende giustizia e buona testimonianza.

In poche parole: si potrebbe rinvenire la presenza di una mala fede da parte di qualcuno...oppure una scarsa competenza da parte di chi ha immesso nel mercato una moneta che non è quello che sembra.

Unico modo per rimediare a tali complicazioni è tentare di acquisire le giuste conoscenze e la necessaria esperienza...lo si può fare solo assumendo la qualifica di “allievi” e quindi andando a lezione o a “bottega” da grandi esperti a “rubare” le competenze. Altrimenti occorre instaurare un rapporto di fiducia con chi maneggia la materia con estrema sagacia e con somma esperienza...badando bene a che tale rapporto sia sincero e reciproco.

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Guest elledi

Badando bene però a distinguere sempre la scuola per collezionsti dalla scuola per studiosi...perchè non coincidono...hanno  materie comuni ma ci corre un abisso...quindi da queste scuole, s enon erro nella mia valutazione, usciranno: collezionisti che poi si faranno le ossa nel riconoscere le monete vere e le false, saranno in grado di valutare rarità, valore venale e stato di conservazione, ma non si faranno troppe domande su provenienza e norme (es. quello che scrive moneta di grande rtarità, mancante anche al Museo della Zecca, che non si chiede perchè il Museo non ce l'ha, anche se per legge dovrebbe averla) e studiosi che invece si occuperanno di ben altro contesto (provenienza, grado di rarità -punto in comune con il collezionista-, norme che l'hanno introdotta ecc).

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Quello che ci ha appena detto Elledì rende testimonianza circa la complessità della materia numismatica.

Quindi è opportuno ribadire che la varietà della materia è anche fatta di norme di legge su cosa si colleziona e come lo si colleziona.

Il Numismatico che si avvia sulla strada dell'esperienza personale dovrà andarsi a vedere la normativa di riferimento...appunto per evitare che, raggiunta una competenza sufficiente sulle monete e sul metallo...cada poi in errore nell'acquisizione di monete di dubbia provenienzza o prive della necessaria documentazione.

Il Numismatico che, per motivi e scelte personali, decide invece di affidarsi a consulenti di provata fiducia potrà fare affidamento sulla documentazione che viene rilasciata con le monete acquisite: foto, fattura, autenticità garantita, provenienza...tutto per iscritto su carta intestata.

(Si precisa che la problematica afferente la documentazione e la legalità di una collezione costituisce una vexata quaestio che, verrà successivamente approfondita in questo stesso vademecum, poichè non si può dire tutto in pochi topic).

Poche problematiche per volta....sono molte...ce ne sarà per tutti.

:D

Cuique suum.

:)

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Guest luke_idk

Per formare un Numismatico esperto e smaliziato, tecnico ma colto, sono indispensabili degli anni di studio e di esperienza...oltre ad una egregia preparazione artistica, storica  ed umanistica di base.

Accolgo il tuo invito ed inizio da questo argomento, che è quello, che mi ha portato a scontrarmi, abbastanza spesso, con alcuni numismatici (veri, sedicenti? Non lo so, non ho la competenza, per giudicare).

Artistica, storica, umanistica. In seguito parli anche, giustamente, di metallurgia.

Uhm, la prima cosa che mi viene in mente è che la moneta nasce per motivi economici... sovranità e volontà di potenza sono successive.

Tralasciando le diatribe fra aristotelici e platonici, direi che la scuola marginalista e, principalmente, il loro precursore Carl menger possano fornire un quadro d'insieme delle ragioni non tanto o non soltanto, che hanno portato alla nascita della moneta, ma che hanno reso inevitabile la sua nascita. Lasciamo perdere, quindi, la ben nota "portabilità" e concentriamoci sul concetto di utilità marginale decrescente (non farò un trattato di microeconomia; per i profani, è sufficiente dare un'occhiata su internet, per farsene un'idea).

Questo, per ciò che concerne la parte storica, ma... le monetazioni attuali (e non solo attuali) i contingenti nascono da scelte di politica monetaria (non necessariamente di uno stato e da qui nasce la differenza fra moneta e moneta legale, che non possono essere sinonimi, altrimenti non avrebbe senso accostare l'aggettivo al sostantivo).

Un numismatico senza basi di micro e macro economia? La vedo molto, ma molto difficile. A mio parere, richierebbe di diventare uno studioso di monete, ma la numismatica dovrebbe essere più ampia (monetazioni, appunto, oltre che monete).

Questo non significa dover essere Keynes per diventare numismatico, nè che lui lo fosse, ma il contributo di Menger e dei marginalisi alla numismatica, a mio parere, è basilare.

Con quello che ho detto, mi attirerò gli strali di molti, ma ci sono abituato :D

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Ciao Luke...ottimo contributo.

Ma rischia di essere O.T. in buona parte...

;)

perchè qui si parla esplicitamente delle problematiche della Numismatica (da studio e da collezione) e non di moneta (quale manifestazione economica dell'economia di mercato e come mezzo tecnico di scambio)..e le problematiche della numismatica da collezione, con l'economia di mercato del XIX e del XX secolo c'entra molto poco.

E se c'entra un pochino...non è palesemente questo il thema decidendum in questa Sezione.

Il tuo pur dotto contributo potrebbe sembrare una sorta di annacquamento degli argomenti in itinere.

Comunque, un caro saluto.

:)

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Segue: L'intervento di Luke...

:)

Luke affronta argomenti del tutto inconferenti con questa Sezione.

Per estrema chiarezza e per rendere chiara questa mia nota rappresento che, in ambiente Web, un Topic deve essere sviluppato e condotto in modo coerente con l'argomento principe.

Ogni volta che questo argomento non viene sviluppato correttamente con interventi e post che ne inficiano la conseguenzialità e la coerenza...i motori di ricerca declassano il Sito ed i topic...con seguente svalutazione degli stessi.

Infatti un conto sono gli O.T. ed un altro conto sono argomenti che possono sembrare in topic ma in realtà non lo sono e confondono la valutazione del server.

Per la serie: ma questo è un Forum di Numismatica o di Economia politica? Nell'incertezza il server declassa il Sito.

Nel caso in esame, forse  per pura combinazione , Luke fa seguito ad un topic d'argomento  Numismatico nella sezione "Vademecum Numismatico", con tutt'altri argomenti di economia politica e monetaria che annullano ed inquinano il senso e  la coerenza del topic trattato...nei confronti del motore di ricerca.

Ovviamente se Luke ha fatto quanto precede per errore e inconsapevolmente...come dobbiamo assolutamente credere, ci limitiamo amichevolmente a pregarlo di attivarsi per un corretto svolgimento delle discussioni in topic.

Con questo ci scusiamo con tutti per le precisazioni e auguriamo buona lettura...

:)

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Caro Domenico...ci tengo a ribadire una specie di dicotomia da te già opportunamente evidenziata.

a) - una numismatica scientifica e di ricerca (che non è solo accademica) dove prevale lo studio, la capacità di catalogazione, di comprensione ed interpretazione storica e culturale delle monete in quanto tali.

B) - C' è poi la numismatica del  par terre collezionistico e commerciale: cioè quando le monete divengono prevalentemente oggetti di reperimento e compravendita o, comunque, di acquisizione previa trattativa e negoziazione.

Il massimo nella categoria possiamo evidenziarlo quando i due aspetti coincidono. Ribadisco che non pochi sono stati i numismatici che si sono contraddistinti come brillanti studiosi e valenti collezionisti.

Diciamo pure che tempo addietro era così...solo gli specialisti  accademici quasi mai collezionavano.

Il tempo passa e le cose mutano?

Certamente...ma quasi mai senza motivo.

Cosa è accaduto allora?

Le monete sono state sempre costose rispetto ad altri oggetti da collezione...anche se molto meno di cose antiche più importanti e preziose (ceramica, pittura, scultura, mobilia antica ecc.).

Da ultimo però i prezzi, le aggiudicazioni e le valutazioni delle monete sono decollate...nella stratosfera. Per cui è oggi possibile annoverare alcune aggiudicazioni monetali tra i record dell'antiquariato e del collezionismo.

Faccio un altro esempio.

La scorsa primavera mi sono recato ad un'asta...davanti alla location della quale c'è un noto negozio di antiquariato.

In vetrina c'era una serie di nove  ceramiche apule di varie dimensioni (un paio di grande misura) ed una di scuola attica...garantite autentiche, che però avevano il certificato di temporanea importazione scaduto e non rinnovato. Ne consegue che per inviarle ad una grande asta internazionale si deve necessariamente richiedere un attestato di libera circolazione al Ministero competente che potrebbe non essere concesso.

Per farla breve: chiedevano 140.000 euro trattabili che diviso per dieci fa circa 14.000 euro l'una. Calcolando l'antiquario famoso che le esponeva...si parla di prezzi massimi. Credo non le abbia comprate nessuno...almeno al negozio.

Quello steso giorno nell'asta numismatica una moneta antica pregevole ma non rarissima (forse restaurata o con altri problemi...) fu aggiudicata intorno ai 70.000 euro + diritti e spese.

C'è una proporzione? A mio avviso no...a quel prezzo ed avendo da spendere...avrei preferito trattare le ceramiche.

Possono gli studiosi collezionare?

Più specificamente: è ancora possibile collezionare in ragione del mercato attuale?

Ora osserviamo che: acquisire una ventina o anche una cinquantina di  belle monete...non significa mettere su una collezione. Chiamiamolo compendio...chiamatelo investimento per cose belle e piacevoli...ma non chiamatela collezione.

Si potrebbe dire adesso che nessuno obbliga a comprare monete di grande ottima e/o bellezza.

Ai nostri tempi?

Dove l'occhio è di solito poco colto ma assuefatto alla qualità che passa per l'immagine?

Difficile.

A maggior ragione chi possiede l'occhio colto...alla fine può decidere di dedicarsi alla ricerca ed lo studio.

Con ciò facciamo il tifo per chi, mettendo da parte l'impatto estetico e non avendo fondi e/o intenzione di spendere...si limita ad acquisire monete circolate per meri fini di studio e per toccare con mano il logorio della vita e della storia.

(Anche se...le cose belle piacciono a tutti ).

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Se la domanda è ossessionata dal culto della perfezione monetale, che a mio parere, per le monete antiche soprattutto, è un non senso, si aprono molti spazi favorevoli per l'acquisto di monete "normali", circolate e non raffinatissime dal punto di vista stilistico, ma sempre ricche di valore storico, che, non si dovrebbe mai dimenticare, è il punto centrale della scienza numismatica. La collezione delle monete antiche, greche e romane in particolare, perde di contenuto e sapore se non è accompagnata da uno studio appassionato delle rispettive civiltà, un piccolo bronzo di una zecca minore della Campania antica può dare soddisfazioni enormi se lo si riesce a collocare nel suo contesto storico percependolo come una finestra da cui affacciarsi e osservare un paesaggio antico, un paesaggio che può arricchirsi di dettagli se la collezione è svolta con criteri storici metodici e coerenti. Per me numismatica scientifica e applicata non sono realmente separabili, in particolar modo nell'ambito delle monete classiche, lo studio delle tecnologie di coniazione e delle caratteristiche dei metalli coniati è assolutamente connesso alla comprensione della moneta e di altri aspetti delle civiltà antiche, ed è al pari importante per la distinzione degli esemplari originali da quelli alterati o falsi, operazione che è in primo luogo scientifica e funzione tra le più importanti della disciplina numismatica i cui esperti devono saper organizzare corpus e repertori di monete sicuramente originali e che, a tal fine, dovrebbero disporre di strumentazioni tecnologiche che i tempi consentono e che rendono questo fondamentale lavoro di distinzione meno aleatorio che se fosse lasciato unicamente all'occhio umano, la tecnologia applicata allo studio della fattura delle monete è uno degli aspetti più promettenti e interessanti nell'ambito di una numismatica pratica.

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Il problema passa per l'arte... oltre che per la storia.

Le  monete rappresentano entrambe le discipline.

La storia ci parla...a prescindere dalle conservazioni.

L'arte ci parla al meglio nelle ottime conservazioni...a meno di un restauro. Ma il restauro nelle monete non è consentito. E se viene dichiarato nessuno vuole più l'oggetto...se non a vile prezzo.

La moneta ottimamente conservata, per converso, parla sia alla storia che all'arte...ed è, inutile nasconderselo, una gioia per gli occhi.

Questo è il dato.

Chi può permettersi belle monete integre ed autentiche è un privilegiato.

Beato costui...Poi c'è un altro aspetto...perchè come dice un proverbio: piove sempre sul bagnato.

Nella vita mai dire mai, ergo in caso di vendita di 100...1000...o più monete non particolarmente belle, è sicura una remissione che, in ragione della spesa potrebbe essere significativa, atteso il decrescente interesse per questo materiale.

Con le belle monete scelte con occhio, gusto e buon senso...quasi sempre non si buttano via i soldi.

E non vedo perchè il danaro faticato e poi speso in oggetti come le monete non debba tornare indietro in caso di una inauspicata necessità o  decisione di vendere.

Uno dice: con cose come la numismatica si paga il biglietto...ed è costoso.

Ma nemmeno per sogno...allora preferirei fare beneficenza a chi ne ha bisogno, non certo al trafficante che deve farsi la collezione a gratis...o al commerciante che paga 10/20 per rivendere a 80/100.

Perchè...ove non lo si sapesse, con le monete dal BB in giù (come gradi di conservazione) questa è oggi la proporzione.

 

Per concludere...a mio sommesso e modesto avviso, fermo restando che ognuno colleziona e spende come meglio si diverte o crede, anche con la Numismatica la qualità costa (relativamente...) ma dona e donerà maggiori soddisfazioni.

Insomma, oggi più che mai, la faccenda della numismatica si pone al contrario di quello che comunemente si potrebbe credere.

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Io ho una percezione diversa, sarà che ho un amore particolare per le monete bizantine la cui estetica obbedisce a canoni completamente diversi e distanti da quelli classici e la cui conservazione è quasi sempre pessima, in particolare per i bronzi delle zecche italiane, e anche la passione per le monete greche non mi deriva tanto dalle qualità estetiche di queste monete ma dalla loro pregnanza storica e iconografica; in quanto all'arte non credo sia necessaria la perfezione per goderla, in fondo tante opere d'arte antiche e non sono state ritrovate in stato mutilo o fortemente compromesso e il restauro, se fatto con opportuni criteri, non solo è permesso ma necessario, cosa che potrebbe non essere un problema anche per le monete a patto di manifestare apertamente la cosa. Il problema delle conservazioni io lo vedo più connesso ad un ambito di mercato che a causa delle ossessioni irrazionali per la perfezione di alcuni collezionisti danarosi è spesso gonfiato nei prezzi, ma io credo che i privilegiati siano coloro che rimangano esonerati da tali ossessioni e si godano le monete in qualsivoglia conservazione e soprattutto amino studiarle oltre che ammirarne l'estetica e al di là di ogni pensiero di ritorno economico che non riguarda la scienza numismatica ma più che altro è materia di investimenti e speculazioni.

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Io ho una percezione diversa, sarà che ho un amore particolare per le monete bizantine la cui estetica obbedisce a canoni completamente diversi e distanti da quelli classici e la cui conservazione è quasi sempre pessima, in particolare per i bronzi delle zecche italiane, e anche la passione per le monete greche non mi deriva tanto dalle qualità estetiche di queste monete ma dalla loro pregnanza storica e iconografica; in quanto all'arte non credo sia necessaria la perfezione per goderla, in fondo tante opere d'arte antiche e non sono state ritrovate in stato mutilo o fortemente compromesso e il restauro, se fatto con opportuni criteri, non solo è permesso ma necessario, cosa che potrebbe non essere un problema anche per le monete a patto di manifestare apertamente la cosa. Il problema delle conservazioni io lo vedo più connesso ad un ambito di mercato che a causa delle ossessioni irrazionali per la perfezione di alcuni collezionisti danarosi è spesso gonfiato nei prezzi, ma io credo che i privilegiati siano coloro che rimangano esonerati da tali ossessioni e si godano le monete in qualsivoglia conservazione e soprattutto amino studiarle oltre che ammirarne l'estetica e al di là di ogni pensiero di ritorno economico che non riguarda la scienza numismatica ma più che altro è materia di investimenti e speculazioni.

 

Ciò che scrivi ha un senso sottile e profondo.

Ma occorre fare i conti con il parterre...cioè con la trincea commerciale.

Io non credo alla speculazione e all'investimento nell'ambiente della numismatica...a meno di convertirsi alla pratica del "trafficante", aspetto che qui credo non ci interessi.

Caso mai potremmo definire l'acquisizione di monete alla pari di un'allocazione di risorse...cioè come una diversificazione.

Cosa che può avere un rilievo intelligente...ma non speculativo.

Ribadisco, comunque, i dati della mia esperienza:

- non ho mai conosciuto nessuno che non abbia rimesso quando ha rivenduto i propri BB ed MB....specificamente da sette anni a questa parte;

- ho sempre constatato direttamente la soddisfazione di chi ha restituito al mercato belle monete.

Questi sono i miei dati che ho imparato a prendere in considerazione.

Passione o non passione, studio o ricerca...rimettere cifre a tre o quattro zeri è un probabile attimo che arriva per le conservazioni medie o andanti...e credo non debba far piacere a nessuno.

A parte altre considerazioni afferenti la documentazione che deve accompagnare le monete e che, spesso, per le conservazioni medie non è stata curata (o non a sufficienza) dagli appassionati.

:)

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Non credo che i guadagni o le perdite all'atto della vendita di monete abbiano a che vedere con la scienza numismatica e debbano preoccupare i numismatici, credo sia più una preoccupazione per investitori o diversificatori di capitali; per quanto mi riguarda nel momento in cui ho comprato monete e compro libri i miei obiettivi erano e sono di tutt'altro genere, innanzitutto attinenza e coerenza con il tema della collezione o raccolta bibliografica, le collezioni quando fatte con criterio scientifico devono seguire un tema coerente e questo dovrebbe essere la preoccupazione costante del numismatico o bibliofilo che sia, la conservazione è strumentale, nel senso che ha un valore eminentemente pratico di riconoscimento delle caratteristiche dell'oggetto acquisito, gli aspetti economici riguardano unicamente le possibilità di acquisizione e paradossalmente un numismatico dovrebbe augurarsi che la bizzarra ossessione per le conservazioni perfette continui in modo da mantenere i prezzi delle monete "normali" più abbordabili e avere di conseguenza più possibilità acquisitive, il problema della vendita per un numismatico vero è un falso problema, una collezione impostata scientificamente non dovrebbe mai essere smembrata, il suo valore storico nonchè il tempo e lo studio necessario alla sua formazione ne determinano un valore che va molto oltre qualunque considerazione economica, io non venderei mai le mie collezioni, preferirei cederle a titolo gratuito a un'istituzione che ne curi l'integrità e la valorizzazione a fini didattici e di studio.

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Non credo che i guadagni o le perdite all'atto della vendita di monete abbiano a che vedere con la scienza numismatica e debbano preoccupare i numismatici, credo sia più una preoccupazione per investitori o diversificatori di capitali; per quanto mi riguarda nel momento in cui ho comprato monete e compro libri i miei obiettivi erano e sono di tutt'altro genere, innanzitutto attinenza e coerenza con il tema della collezione o raccolta bibliografica, le collezioni quando fatte con criterio scientifico devono seguire un tema coerente e questo dovrebbe essere la preoccupazione costante del numismatico o bibliofilo che sia, la conservazione è strumentale, nel senso che ha un valore eminentemente pratico di riconoscimento delle caratteristiche dell'oggetto acquisito, gli aspetti economici riguardano unicamente le possibilità di acquisizione e paradossalmente un numismatico dovrebbe augurarsi che la bizzarra ossessione per le conservazioni perfette continui in modo da mantenere i prezzi delle monete "normali" più abbordabili e avere di conseguenza più possibilità acquisitive, il problema della vendita per un numismatico vero è un falso problema, una collezione impostata scientificamente non dovrebbe mai essere smembrata, il suo valore storico nonchè il tempo e lo studio necessario alla sua formazione ne determinano un valore che va molto oltre qualunque considerazione economica, io non venderei mai le mie collezioni, preferirei cederle a titolo gratuito a un'istituzione che ne curi l'integrità e la valorizzazione a fini didattici e di studio.

 

Messa così come sopra...nulla può essere detto od eccepito.

Sei la seconda o terza persona che conosco (negli ultimi dieci anni) ...a ragionare in codesta brillante ed esimia maniera...che era appannaggio di altri periodi ed altri Personaggi.

Punto.

 

Il mio disquisire di remissioni possibili (o probabili) più o meno ampie ... è un servizio reso ad una platea che, per quanto ne sappiamo, può qui essere vasta e variegata.

Il collezionismo sistematico, figlio di affascinanti ricerche e passioni, non è che gratifichi oggi le moltitudini degli appassionati e dei neofiti. Al contrario.

E qui dobbiamo tenere conto anche di coloro che, poco avvezzi ad un ambiente difficile (per scarsa esperienza o per errate convinzioni) restano poi disillusi e preoccupati quando scoprono che:

- hanno le collezioni infestate da falsi e da restauri non dichiarati;

- hanno comprato monete (non particolarmente interessanti da liquidare) al doppio del valore reale di commercio.

 

Dobbiamo tener conto di molti appassionati numismatici...se non di tutti, secondo la finalità principe del Vademecum che ospita questo topic.

 

:)  ;)

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