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Piakos

N.005 LE COLLEZIONI NUMISMATICHE PRIVATE E GLI ACCADEMICI

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Durante una decorsa Asta dedicata alle monete da collezione, ebbi il piacere di scambiare impressioni con  una valente docente di numismatica presso una importante università.

Chiesi, un po' per celia un po' sul serio, cosa pensasse la medesima del collezionismo, con riferimento alle monete sia antiche che moderne e la risposta fu questa: penso che le monete posso essere, per gli appassionati, come tante belle figurine...

Probabilmente era una risposta dialetticamente provocatoria, ma la cortese ed elegante Signora sembrava in cuor suo convinta.

Approfondendo poi il discorso mi resi conto che l'ottima docente non ce l'aveva con le monete, ovviamente. Giustamente considerava le coniazioni, di tutte le epoche, degli importanti documenti, con particolare riguardo alle monete rivenute in un contesto specifico, così da  poterne datarne l'ambiente...contribuendo a dare significato ad uno scavo, ad un sito, ad un contesto storico, ad un monumento: trattasi di fenomeno noto come contestualizzazione [nota 1].

Per converso, la stessa docente, non sembrava  convinta dell'importanza del  collezionismo privato che, per un certo modo di vedere di alcuni accademici e Preposti , è valutato come una sorta di spoliazione priva di valenza generale o pubblica, se non per soddisfare la mania di possesso di ogni  singolo collezionista...scientificamente dilettante.

Il collezionista, peraltro, sempre a detta della docente: una volta stanco della propria collezione...effettua la cessione tramite una dispersione (che sarebbe sempre deculturalizzante) delle monete  [nota 2],  a suo tempo bramate, inseguite, acquisite e possedute.

In effetti occorre considerare che alla fine della storia di un collezionista e delle monete da  questi acquisite - anche con fatica e difficoltà - resta, dopo la dispersione, al più solo un catalogo...e molto spesso nemmeno quello.

Ovviamente la medesima interlocutrice, da persona preparata e colta, non poteva sottovalutare che il collezionismo è anche studio, amore per la cultura, salvaguardia di oggetti carichi di significati e dialettica tecnica. Ma...l'impressione (intima) che resta ai tecnici culturali della materia è che, il privato collezionista, riveste un  prevalente ruolo passivo e dispersivo rispetto alla numismatica, favorendo la decontestualizzazione [cfr. nota 1] dei siti di rinvenimento e la conseguente commercializzazione delle monete provenienti da origini probabilmente incerte.

In poche e crude parole: sicuramente più danno che altro...ma proprio le monete antiche si devono collezionare?

Da quanto precede possiamo rintracciare anche la radice delle motivazioni che hanno, da circa un secolo, ristretto i margini del collezionismo mediante la promulgazione di una normativa severa, spesso accostata rigidamente  anche nei confronti collezionismo numismatico...con le note difficoltà che pendono sul capo di ogni collezionista o appassionato, anche ove vengano rispettate le regole di riferimento.

E' infatti noto che in Italia ogni ritrovamento di oggetti antichi (oltre i 50 anni) è di competenza  dello Stato, al quale tali oggetti appartengono per legge, potendone decidere ogni possibile ed eventuale destinazione.

NOTE:

[ 1]  contestualizzazione – decontestualizzazione delle monete, con riferimento agli scavi di siti di interesse archeo., con riferimento all'asportazione illegale e clandestina dei reperti monetali da contesti archeologici, così da privare i siti stessi di importanti documenti (quali sono le monete) capaci di fornire notizie sulla datazione, sul commercio, sugli scambi, sulla frequentazione dei siti oggetto di indagine.

[2 ] deculturalizzazione tramite la dispersione di compendi e collezioni di monete. Si intende l'alienazione di un insieme di monete che verranno vendute singolarmente, per solito tramite una Casa d'aste, che furono pazientemente raccolte secondo criteri scientifici, tipologici, culturali e personali, da un collezionista. L'unicum costituito dai valori di una tale raccolta viene a perdersi irrimediabilmente con la dispersione degli oggetti che la compongono.

(Continua...)

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Insomma:

gli aspetti sono molteplici, complessi e variegati...tanto che spesso finiscono per essere enfatizzati, in un ambiente dove si condivide poco e male la gestione del mercato e le problematiche insite nello stesso ed ove solo lo Stato sembra poter dire l'ultima parola sulla valenza e sull'interesse culturale di ogni moneta. In realtà, rispettate le norme dettate dal Testo Unico e, maggiormente,  dal c.d. Codice Urbani e reperendo le monete da collezione alla luce del sole, il Collezionista serio ed avveduto non ha nulla da temere e ben difficilmente viene inquisito o fatto oggetto di sequestro o confisca se non quando commette consapevolmente degli errori...abbandonando il terreno della legalità.

In seguito proveremo ad analizzare tale complesso ed affascinante contesto...con calma, serenità e rispetto per i molteplici interessi in gioco. Avremo però l'ambizione di dire delle verità...in quanto oggettivamente riscontrabili.

Proveremo a dare a Cesare ciò che è di Cesare, al Mercato ciò che appartiene alla sfera del commercio ed agli appassionati ciò che appartiene al Collezionismo.

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Guest elledi

La mia domanda, banale in verità è: ma quanti collezionisti sono anche studiosi?? E inoltre, possiamo dire che non tutti gli studiosi sono anche collezionisti?

Alle seconda domanda una risposta me la posso già dare da solo: NO, molti studiosi non sono collezionisti, e non ci pensano nemmeno. Nel mio caso ad esempio, appena mi sono messo a studiare mi sono allontanato dalle monete e dal collezionismo, ma non per partito preso, ma così, semplicemente...perchèè accaduto questo?? Non saprei dirlo.

Una cosa è certa: toccare con mano una moneta in un mercatino non mi ha mai dato la stessa intima soddisfazione che ho provato quando ad esempio, nel sequestrare uno scavo archeologico abusivo, ho rinvenuto e toccato una moneta (ma anche altri oggetti antichi) che da secoli non veniva toccata da essere umano....si vede che sarò un romanticone ;)

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Secondo me il ruolo del collezionismo non è da sottovalutare: eccezion fatta per gli accademici, la maggior parte degli studiosi ha iniziato come collezionista.

Il salto di qualità, ovvero il desiderio di comprendere il perchè una moneta sia stata coniata, il contesto storico, politico ed economico di un tondello, avviene dopo una certa maturazione.

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Guest elledi

Secondo me il ruolo del collezionismo non è da sottovalutare: eccezion fatta per gli accademici, la maggior parte degli studiosi ha iniziato come collezionista.

Il salto di qualità, ovvero il desiderio di comprendere il perchè una moneta sia stata coniata, il contesto storico, politico ed economico di un tondello, avviene dopo una certa maturazione.

Non dico di sottovalutare il collezionista, ci mancherebbe...però secondo me viaggia su una...strada diversa di quella percorsa dallo studioso...possono incrociarsi, certamente.

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Non dico di sottovalutare il collezionista, ci mancherebbe...però secondo me viaggia su una...strada diversa di quella percorsa dallo studioso...possono incrociarsi, certamente.

E' vero sono su due piani diversi, però, almeno per la mia esperienza personale, lo studio segue la fase del collezionismo e quinsi, senza il collezionismo non ci sarebbe lo studio: probabilmente perchè ho iniziato all'età di 10 anni ho capito in un secondo tempo l'importanza di studiare gli oggetti che collezionavo, ed in particolare devo molto a Mario Traina che con i suoi interventi nell'allora CN insisteva molto su questo aspetto.

A questo punto sarebbe bello sapere come è iniziata per gli utenti di questo forum la passione di collezionare e la decisione di approfondire gli studi di numismatica, ovvero se sia nato prima il collezionista o lo studioso.

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Guest elledi

Anche a me è successa la stessa cosa...a quella età collezionavo, da grande studio...

La vedo invece diversamente per chi inizia a collezionare tardi...

Esempio: un 25enne che si mette per divertimento a collezionare euro...forse farà anche il salto di qualità andando a collezionare ben altro, ma vedo nubi all'orizzonte in materia di studio....

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Effettivamente occorre evidenziare che studiare e approfondire aspetti culturali oggi non va di moda.

Perchè?

La risposta avrebbe carattere sociologico, politico e psicologico, ma in modo indotto.

La fonte del problema è la formazione che viene data alle persone e lo sforzo che viene compiuto per indirizzare correttamente lo studio e la formazione stessa.

Non è questa le sede per approfondimenti difficili e in qualche modo alternativi al Sistema in cui viviamo, peraltro Ocelon ascolta.  ;)

Per meri ed unici fini culturali, in un Sito dove prevalentemente si cerca di fare cultura ( certi di riuscirci...) potremmo sintetizzare dicendo che le Multinazionali ritengono superfluo o non pragmatico che la gente sappia...non dico troppo, ma nemmeno molto...anzi pochino potrebbe andar bene.

La Cultura con la C deve rimanere appannaggio solo dei tecnici addetti e degli studiosi per vocazione?

Perchè essendo questi pochi e in odore di casta...alla fine non incidono sui destini dell'uomo?

Se è così...ha un senso non formare culturalmente le persone e lasciarle solo nell'ambito dei consumi.

.... disse: chi ha orecchie per intendere...intenda. (Dal Vangelo segreto di Tommaso, 8 )

Attenzione...ancora una volta si alza una figura dal fondo...che in controluce appare scura...che dice: Piakos!? Mannaggia...ma lei è proprio incorreggibile!

Poi si lamenta che nelle sue discussioni qualcuno si mette di traverso.

Fanno non bene...fanno benissimo!  ;)

Ma che c'entrano adesso questi discorsi...dico: deve parlare di monete e di problemi della numismatica? Allora ne parli una buona volta e la faccia finita.

E poi chi è codesto Tommaso? Uno che scrive Vangeli segreti sarà niente di buono...

E noi riprendiamo dicendo che: in questo Sito vige la qualità condivisa nel reciproco rispetto. La qualità - nella storia, nell'arte e nella numismatica - è cultura.

La cultura è principalmente basata su un percorso di conoscenza, attraverso la quale alcune verità non possono essere taciute.

Ancora sullo stesso tema:

....disse: Chi cerca (la verità), non smetta di cercare finchè non avrà trovato.  Quando avrà trovato si turberà. Quando sarà turbato, si meraviglierà e regnerà su tutte le cose. (Dal Vangelo segreto di Tommaso, 2 ).

CONCLUDENDO: secondo Voi: alla Microsoft, alla Apple alle grandi Banche Internazionali...alle Agenzie di rating (solo a titolo di mero esempio...tra tanti altri), possono interessare simili cose? Può interessare la storia e/o lo studio del pensiero?

Sopra tutto: può interessare che la gente inizi a porsi delle domande "serie" oltre la dimensione del mercato...dell'avere e dell'apparire? Oppure la cultura e la capacità di giudizio critico autonomo ed obiettivo...sono solo un Hobby, un'opzione...un dato accessorio?

Traslando e più prosaicamente:

al mondo della numismatica può interessare che gli appassionati collezionisti...possano iniziare a porsi delle domande riconducibili anche solo ai topic sinora postati?

Etica e deontologia nel mercato,

Capacità di valutazione obiettiva delle monete,

Riconoscimento dei falsi e contrasto forte nei confronti dei "Metallurghi" numismatici,

Adeguata valutazione delle monete non integre,

Politica di settore condivisa, nella gestione delle problematiche,

Disponibilità piena degli Accademici e degli Studiosi verso gli appassionati della materia,

Disponibilità e dialogo del Ministero competente verso il collezionismo,

Obiettivo e corretto indirizzo dello stesso Ministero verso i Nuclei TPC e verso la Magistratura,

E che, quindi,  gli appassionati collezionisti riescano a darsi delle risposte?

Ognuno si faccia un'opinione...e, volendo, possiamo avviare un processo dialettico.

:)

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Chissà se quegli stessi studiosi si interessano anche a:

- Catalogazione sbagliata di monete

- Uso di agenti chimici quali acidi o lucidanti (leggasi sidol)

- Noncuranza nella "lotta" al cancro del bronzo

Argomenti di fantascienza direte voi? No esempi esposti in vari musei sparsi per la penisola. Anzi vi riporto l'esempio lampante del mostra permanente sulle scoperte fatte durante gli scavi della metropolitana qui a Napoli dove tutt'e tre i punti sono alla vista di tutti.

Chissà cosa ne penserebbe C. Boito, padre della teoria italiana del Restauro.

Ok, ho terminato il mio momento polemico

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Argomenti di fantascienza direte voi? No esempi esposti in vari musei sparsi per la penisola. Anzi vi riporto l'esempio lampante del mostra permanente sulle scoperte fatte durante gli scavi della metropolitana qui a Napoli dove tutt'e tre i punti sono alla vista di tutti.

O.T. Comunque mostra molto bella e consigliabile a chi di passaggio.

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Vorrei tentare di rispondere alla domanda di Elledì: quanti collezionisti sono anche studiosi?

La risposta dipende da quello che intendiamo per studiosi. Se parliamo di accademia (ovvero studi al massimo livello) sono pochi. Ma c'è un motivo. Per poter diventare uno studioso accademico bisogna dedicarci moltissimo tempo. Non si diventa accademici nel dopolavoro. Tuttavia i pochi diventano spesso dei fari per tutti. Come esempio porto Philip Grierson. Grande collezionista e grandissimo studioso. Molti dei nostri accademici (magari anche quello citato da Piakos) devono molto, se non moltissimo, a Grierson. Potrei citarne molti altri come Papadopoli, Ulrich Bansa, Bastien... Tutti importanti studiosi.

Se per studioso intendiamo comunque una persona che dedica una parte del suo tempo a studiare una materia numismatica la risposta è molti. Sono tutti coloro che pubblicano articoli, cataloghi, fanno conferenze divulgative...

Se per studioso intendiamo comunque una persona che legge e si informa sulle monete che colleziona, direi praticamente tutti. Non esiste collezionista che non sappia un po' di storia delle sue monete, a volte anche qualche nozione sulla circolazione e sui problemi economici dell'epoca. E, diciamolo chiaramente, se non avesse collezionato, non avrebbe saputo nulla di tutto ciò.

Quindi il collezionismo aumenta la cultura generale di un popolo a qualsiasi livello venga praticato.

Arka

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Guest elledi

C'è del vero in quello che dici...ma hai dimenticato forse qualche categoria, tipo quella dello studioso che vende fumo e non ci capisce un'acca e fa lavorare come schiavi i suoi collaboratori e poi mette la firma sui lavori, e va in giro a vendere aria fritta. E ti assicuro che non sono pochi.

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Parlavo dei collezionisti. Per gli accademici ci vorrà un'altro post...  ;)

Arka

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Attenzione a non confondere collezionista con raccoglitore. Quest'ultimo è il primo gradino della scala numismatica ed in questo caso parlare di cultura è un puro eufemismo.

Per il resto.....concordo perfettamente. Il vero collezionista non può fare a meno di conoscere la storia delle monete che possiede e più passa il tempo maggiore sarà l'approfondimento a cui tenderà. Quindi non c'è assolutamente da stupirsi se importanti collezionisti siano anche degli insigni studiosi. Diciamo pure, a beneficio di tutti i collezionisti, che lo studio, la conoscenza e l'approfondimento sono delle naturali evoluzioni della specie.

Carlo

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Anche chi raccoglie i due euro commemorativi ha l'occasione di conoscere De Coubertin o Sillanpaa e magari approfondire.

Arka

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Già qui siamo nel collezionismo se poi va ad approfondire.

Come raccoglitore (che in generale si tende ad accomunare al collezionista) intendo tutti quei soggetti che raccattano, senza criterio alcuno monete, le più disparate, solo perché sono belle, sono lucide, sono "antiche" e non si curano minimamente di ciò che hanno conservato; diciamo magari che han tappato qualche buco di un album.

Collezionare, per me, è ben altra cosa (anche i 2 euro commemorativi la considero più che dignitosa).

Carlo

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Guest elledi

Direi di lasciare al dilettante la possibilità di crescere. Forse siamo nati tutti raccoglitori e poi siamo cresciuti

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Bravo Elledì, quasi tutti crescono, ciascuno secondo le proprie possibilità. E, una volta cresciuti, spargono la propria conoscenza ad altri collezionisti, agli amici e ai famigliari. E' così che si sparge il seme della cultura.

Arka

P.S. Vi racconto un episodio. Ogni volta che andavo dal mio commercialista gli mostravo qualche moneta... Devo ammettere che non sono riuscito ad accendere in lui la passione del collezionismo. Ma si è appassionato alla storia medievale....

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Una cosa sembra certa: la numismatica è veicolo sommo di cultura e di estetica. Rammento che in ritrovi domenicali tra appassionati partecipavano: camionisti, furgonosti, macellai, dolciari (per non confonderli con i "pasticceri" che in numismatica hanno altro significato... ;) ) impiegati esecutivi, negozianti...nessuno laureato.

Ma nel loro campo numismatico ne sapevano + di Q.B. (Quanto Basta). Gli appassionati del bronzo imperiale, ad esempio, conoscevano benino la Roma antica e molto bene le biografie imperiali...anche oltre la semplice soglia di divulgazione. Idem per gli appassionati delle monete repubblicane (Roma). Uno faceva le papali e sapeva oltre che di storia coeva e di biografie papali...anche di araldica. Conosceva tutte le armette.

Buttala via sta' roba...di questi tempi.

:)

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Gli accademici.

In questa categoria figurano al primo posto i professori universitari, poi i dipendenti del Ministero, i dipendenti da altre pubbliche amministrazioni e infine i pochi collezionisti che arrivano al vertice della scienza numismatica.

Qui il discorso si fa complesso. E tra l'altro queste categorie non hanno bisogno di difesa come i collezionisti. Di norma sono ben visti da tutti e al massimo hanno qualche problema tra colleghi.

Come in tutte le cose umane troviamo i bravi, i meno bravi, quelli simpatici, quelli meno simpatici, quelli preparati, quelli che copiano,  e così via discorrendo...

Personalmente ritengo bravo un accademico che riesce a trasmettere la sua scienza agli allievi e magari anche ad altri interessati (come i collezionisti). Quello che sa appassionare, che spiega le problematiche, che ha pazienza, che non si ritiene un essere superiore e che crea una scuola.

Ritengo normale un accademico che insegna, che pubblica, che cerca di aggiungere qualcosa alla scienza numismatica secondo le proprie capacità.

Ritengo un cattivo accademico quello che copia le idee altrui, quello che si da tante arie, quello che pubblica una marea di testi che non dicono assolutamente nulla, quello che teme la critica, quello che teme la concorrenza, quello che non rispetta chi non ritene al suo livello e sicuramente quello che sfrutta il lavoro altrui (a cui accennava Elledì).

Speriamo che i bravi e i normali siano sempre in prevalenza...

Arka

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Personalmente ritengo bravo un accademico che riesce a trasmettere la sua scienza agli allievi e magari anche ad altri interessati (come i collezionisti). Quello che sa appassionare, che spiega le problematiche, che ha pazienza, che non si ritiene un essere superiore e che crea una scuola.

Arka

Sono totalmente d'accordo con Te. Questi accademici sono merce rara anzi rarissima oserei direi quasi introvabile  :)

per me l'essenza della Numismatica non è la conoscenza fine a se stessa, ma la voglia di condividerla con chi ha realmente voglia di apprendere...

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...

Ritengo un cattivo accademico quello che copia le idee altrui, quello che si da tante arie, quello che pubblica una marea di testi che non dicono assolutamente nulla, quello che teme la critica, quello che teme la concorrenza, quello che non rispetta chi non ritene al suo livello e sicuramente quello che sfrutta il lavoro altrui (a cui accennava Elledì).

Speriamo che i bravi e i normali siano sempre in prevalenza...

Arka

Ringrazio, con stima e con sincerità, Arka per i contributi...in realtà sapienti e stimolanti...oltre che, sempre meditati.

:)

Quoto il suo ultimo post...

Al riguardo mi consento di aggiungere un mio dato "storico".

Al liceo, il prof. di latino e greco, innamorato della letteratura antica, ci insegnava quanto segue.

Tutti copiano...non ce n'è uno che non abbia sviluppato o diffuso il lavoro di un altro. Ognuno di costoro è capace si di contributi originali...che vengono copiati così come ognuno copia anche l'intellettualità degli altri.

Fa parte della natura umana...il copiare e si copia anche quando si vuol far finta di non farlo o di non rendercene conto.

E' una sorta di processo dialettico ove l'ego e la territorialità, insite nel nostro DNA, ricorrono a qualunque mezzo pur di emergere o di distinguersi. L'uomo è un predatore...affamato di vita. Oggi è anche un consumatore affamato di prodotti.  :)

Io sono solo un povero dilettante, tuttologo ignorante...forse dotato di un po' di intuito e di qualche vivacità...che copia - come tutti e citando le fonti - quando lo ritiene necessario, pratico e divulgativo, per arricchire qualche tema.

Ebbene, sono riusciti a copiare anche me...per quel poco di originale che posso essere riuscito a partorire in numismatica...a forza di scriverci sopra.

:)

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Sì, tutti copiano. Avrei dovuto scrivere ''quello che copia le idee altrui e le spaccia come proprie''...

Arka

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Vogliamo iniziare a citare qualche nome...o un elenco, con tanto di prove a piè di pagina?

Aiuto!

:D

No! meglio di no.

Questo è un Sito tecnico, nell'intenzione di chi contribuisce regolarmente.

Ogni tanto...scherziamo anche noi.

:D

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Ciao a tutti,

voglio ricollegarmi a questa interessante discussione e in particolare agli aspetti connessi all'etica del collezionismo di monete antiche proponendovi due link dal mio blog, che trattano proprio di questo argomento (spero si possa fare, dato che in altri luoghi sono stato oscurato). Mi farebbe davvero piacere sapere che ne pensate.

Grazie a tutti

Davide

http://www.mondoclassico.it/wp/index.php/2016/07/27/letica-nel-collezionismo-de-lamoneta/

http://www.mondoclassico.it/wp/index.php/2016/08/05/collezionare-monete-antiche-eticamente/

 

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