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Piakos

N.003 A - GLI ALBORI DI QUESTO VADEMECUM E DELLA MONETA.

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PREMESSA SULLO SVILUPPO DI  QUESTO VADEMECUM.

Riteniamo opportuno fornire, nel post successivo, un inquadramento "canonico" della materia o - se preferite - da manuale.

Come accennato nella premessa e nell'indice, l'obiettivo di questa pubblicazione verte su cosa (di solito) non viene detto riguardo alla numismatica.

Come sempre nella vita dell'uomo la dimensione della realtà ha almeno due apetti salienti:

ciò che sembra ai più...;

ciò che veramente è ma viene celato.

Si potrebbe chiedere: cos'è filosofia? Un sunto su Parmenide e sulla scuola Eleatica?

Non solo.

E' ciò che accade tutti i giorni nella vita.

Può capitare che i due aspetti coincidano in contesti dati.

Spesso non è così e, per una serie di ragioni che potremmo definire "politiche" o di gestione di un ambiente, di un mercato, di un contesto...la dicotomia non viene messa in luce.

Così è anche per la numismatica ...per quella da collezione in particolare.

Per fare un altro esempio di carattere commerciale:

un conoscente ex bancario mi illustrò  la differenza abissale di atmosfera, di contenuti e di verità che esisteva in due diverse dimensioni:

- quella posta al di là del bancone di un'agenzia bancaria che divideva gli operatori dal pubblico;

- quella posta al di qua del bancone stesso destinata all'utenza o ai clienti.

Eppure lo spazio che divideva i due ambienti era di circa un metro.

Dalla visuale del pubblico l'agenzia bancaria, vista dall'interno, sembrava una sorta di ambiente ecclesiastico, apparentemente impeccabile ed operoso.

Tra gli operatori, al di là del bancone, non tutto era ecclesiastico:  i ferri del mestiere, i segreti del lavoro, la competizione per la carriera, qualche inevitabile pecca...apparivano bene in superficie nel corso di una giornata di lavoro.

Si...ma allora quale è la regola o, meglio, il succo di questo discorso?

La regola è che ogni ambiente commerciale operativo, da un qualunque negozietto fino alla direzione di una Multinazionale, ha delle colleganze, un mestiere, una professionalità e dei segreti (trucchi, misteri, scheletri)...per farla semplice.

La regola nella regola è che il sapere della bisogna deve rimanere all'interno delle "mura" o del "sancta sanctorum" ...in quanto non vi è convenienza commerciale a divulgare l'arte e i suoi segreti...piccoli o grandi che siano.

Rammento al riguardo che quando invitai un numismatico, piuttosto esperto nell'arte della moneta, a spendersi per la divulagazione della materia, lui mi rispose:

cui prodest?

Ed io: per il bene dell'ambiente, dei collezionisti e della numismatica...per insegnare qualcosa..

La sua risposta immediata fu: che? Macchè...ma chi? Che film è?

:D

Qui non abbiamo l'ambizione e nemmeno la presunzione di conoscere le verità assolute dell'ambiente numismatico nelle varie articolazioni.

Ci limitiamo a raccontare l'esperienza ed il portato di una frequentazione ormai di lungo corso, nonchè la comprovata esperienza vissuta e narrata da amici e colleghi collezionisti o professionisti del settore, perchè anche in numismatica le dimensioni divise dal predetto "bancone" si rivelano differenti e diverse da come possono sembrare.

Riprenderemo in un prossimo futuro questo complesso discorso...di seguito ...per differenziare ancora di più i topic a carattere "ambientale" sinora postati ...riteniamo utile pubblicare  qualcosa di classico e divulgativo, ma pur sempre interessante, sulla numismatica.

(Continua...)

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Numismatica.

La numismatica (dal latino numisma, a sua volta dal greco: νόμισμα - nomisma - cioè moneta) è lo studio scientifico della moneta e della sua storia, dal punto di vista storico, artistico e della loro emissione come valore. Anche per lo studio di qualunque moneta si dovranno comparare le scienze collegate: come la geografia, la mitologia, l’archeologia, la paleografia, l’araldica la storia dell'arte.

Se ne deve dedurre che la moneta è non solo un mezzo di scambio, ma anche espressione d’arte, di civiltà e di progresso di un popolo. Le singole monete che possono apparire fredde ed a volta logore, ove vengano studiati e raccolte con passione, fanno rivivere lo spirito di tempi ormai lontani, mettendo in risalto fatti e fornendo a volte la spiegazione di quello che è avvenuto.

La numismatica ci riporta, con le sue monete,  alla storia del mondo e dell’umanità....come fosse uansorta di macchina del tempo.  Con effigi, con figurazioni, con brevi grafie e con simboli, che possiamo rinvenire sulle monete è possibile rivivere intere epoche.

 

Moneta.

"Moneta" era il nome di una divinità italica, Giunone Moneta , il cui tempio era eretto nell'acropoli di Roma antica: il Campidoglio. Nel 345 a.c. il tempio fu ingrandito e nel 269 a.c. vi posero la zecca che coniò i primi Denari d’argento. Questo tempio fu edificato al posto della casa di Manlio che nel 369 a.c. risvegliato dalle oche allevate in onore della Dea, diede l’allarme al sopraggiungere dei Galli assalitori. La zecca fu posta sotto la protezione della DEA MONETA perché in essa i romani custodivano i tesori che portavano in città frutto dalle varie vittorie. E’ così che il nome della Dea passò nel linguaggio popolare ad indicare il prodotto della zecca “MONETA”. Del tempio e dell’officina monetaria si può dire certo il posto dove ora sorge la chiesa di S.M. in Aracoeli. Alcuni studiosi fanno derivare il nome dal punico/semitico machanat o am machanat che si legge su alcune monete della Sicilia del sec. IV e V a.c. e significa accampamento, esercito.

I romani traducendo questa iscrizione chiamarono i tondelli MONETA

 

Definizione: la moneta è uno strumento di scambio, che, mentre stabilisce il valore degli oggetti scambiati, rappresenta l’equivalente degli oggetti medesimi.

La primitiva forma di vita sociale portava le genti a scambiarsi le merci che producevano in eccedenza, con altre merci a loro mancanti. Questo scambio si basava sul "baratto" in cui la merce scambiata doveva essere pesata di volta in volta. Le difficoltà del baratto arrivarono quando le merci scambiate divennero molte. Immaginiamo di scambiare una decina di voci - bue, pecore, pesce, frutta, frumento, orzo, punta di frecce, clava, selce levigata – le difficoltà aumentarono perché serviva dare ad ogni prodotto una valutazione che doveva accontentare il venditore e l’acquirente. Sicuramente nelle popolazioni più avanzate nel commercio maturò l’idea di trovare prodotti di riferimento più maneggevoli. Furono i Sumeri - (gli abitanti della Mesopotamia che nel 4000 circa a.c. avevano inventato la scrittura ) - che con i loro sacerdoti stabilirono di scegliere il metallo come la merce più adatta per gli scambi, i metalli scelti avevano il pregio di mantenere costante il peso nel tempo.

I metalli prescelti furono; l’ORO sacro al dio sole, e l’ARGENTO consacrato alla pallida luna. Il valore tra i due metalli fu stabilito da uno a tredici e un terzo che corrisponde al rapporto tra l’anno solare ed i mesi lunari. Rammentiamo che i Sumeri erano in possesso di un calendario piuttosto preciso.

Col tempo si cominciarono a barattare i prodotti con oggetti informi chiamati dagli studiosi "Pre monete". Erano pezzi di metallo a foggia di anelli, rozzi pani di bronzo, bastoni a punta (osservandoli nei musei si pensa a ferri da girarrosto).

Essi potevano essere di rame, detti "oboli" o lastre di bronzo con peso da 24 a 30 chili a forma di pelle di bue. Nelle premonete possiamo mettere anche alcune particolari varietà di conchiglie che le popolazioni oceaniche usavano nei loro commerci. A questo punto non è possibile affermare che sia già nata la moneta: i metalli preziosi restavano custoditi nei templi, i sacerdoti regolamentavano le operazioni più importanti, i piccoli contadini o artigiani non potevano vedere il valore del loro lavoro.

L’antica civiltà egizia 3000 / 2000 a.C. che ha costruito grandi piramidi e città non ha sentito la necessità della moneta in virtù del sistema sociale vigente di tipo comunistico.

Solo dal 800 a.c. possiamo ritenere che la moneta è ormai una realtà come la pensiamo noi. Dall’Asia Minore l’uso della moneta si diffuse in tutto il mondo greco mediterraneo.

Roma ereditò l’uso e la diffuse nei paesi confinanti del Nord Italia e del Nord Europa. Le città /stato greche consideravano con orgoglio la propria moneta che circolava nella propria città e nella zone di influenza, in concorrenza con quelle delle numerose città o regni vicini. Sappiamo che la moneta antica è stata un mezzo sicuro di scambio monopolizzato dalle città/stato greche ed è da ritenere una delle migliori espressioni della civiltà evoluta.

Fonti:

Introduzione alla numismatica, P. Grierson.

acnm.xoom.it

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