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Discussioni in rilievo

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Personificazioni monetali nelle romane imperiali
Personificazioni monetali usate nelle monete romane imperiali fino al III secolo

Normalmente le monete imperiali romane recano nel dritto il busto dell'imperatore e al rovescio le sue imprese, le divinità venerate da cittadini e sudditi dell'Impero ed, infine, le personificazioni allegoriche di costumi, credenze e attributi associati ai vari imperatori che venivano spesso considerati alla stregua di veri e propri dei viventi.
I materiali più diffusi per la coniazione di monete durante l'età imperiale furono: oro, argento, rame e bronzo. Vennero utilizzate, anche se più raramente leghe come l'oricalco ed altre leghe ottenute con rame e bronzo.  Dal III secolo in poi si diffusero largamente delle leghe d'argento.

Di seguito un elenco di personificazioni monetali usate prevalentemente dalla zecca della città di Roma patendo dal principato di Ottaviano (16 gennaio del 27 a.C.) fino al III secolo d.C. circa.

Le figure maschili:

Bonvs Eventvs: Buon Evento, simile alla Fortuna.
Giovane figura maschile nuda che regge una cornucopia o spighe e cornucopia nella mano sinistra e una patera nella mano destra che versa su un'ara accesa.

 

 

Claritas: Chiarezza, splendore, luminosità.
Figura maschile (Sol) nuda o con clamys e testa radiata con la mano destra alzata e con un globo nella sinistra.

 

 

Genivs: Genio.
Figura maschile nuda o con mantello, con modio in testa e una cornucopia.
La figura del Genio appare per la prima volta con Nerone e l'ultima con Elena, moglie di Giuliano l’Apostata.

 

Honos: Onore.
Figura maschile seminuda con cornucopia, è accompagnato da Virtus con il piede posato su un elmo.
La figura dell'Onore appare inizialmente con i bronzi di Vitellio per finire con quelli di Antonino Pio.

 

Ivventas/vs: Giovinezza.
Le raffigurazioni di questa allegoria sono estremamente vaghe.
Iniziano con le coniazioni di Marco Aurelio che la raffigurava come una giovane seminuda che offre da una patera grano e incenso. Caracalla, invece, raffigura se stesso con in legenda JVVENTA IMPERII. Claudio il Gotico e Vaballato, infine, rappresentano Ercole con la clava e pelle di leone.
 

Ave!

Quintus
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Numismatica romana ed età monarchica? Il ramo secco
La definizione di numismatica romana "monarchica" inclusa nel titolo di questa sezione può far insorgere qualche perplessità. Tutte le diverse teorie, sia la tradizionale sia la ribassista di Mattingly sia l'intermedia di Crawford (oltre a tutte le loro varianti sviluppatesi nel corso degli anni), pur con notevoli differenze cronologiche, pongono le prime emissioni monetali romane (serie fuse e/o didramma 13/1) in piena età repubblicana e, in ogni caso, sempre a partire al più presto dalla seconda metà del IV secolo a.C. L'età regia si concluse invece nel 509 a.C.

Quindi cosa c'entra il periodo monarchico con la monetazione romana? C'entra nel contesto delle manifestazioni premonetali che con ogni probabilità la contraddistinsero e, soprattutto, in relazione ad un passo di Plinio nel famoso e controverso excursus sulla monetazione romana.

Riporto il passo di Plinio che individua il periodo di Servio Tullio per la comparsa di un primo "signum" sul bronzo:

"Servius rex primus signavit aes. Antea rudi usos Romae Timaeus tradit".

"Il re Servio (Tullio) fu il primo ad imporre un marchio sul bronzo. Timeo riporta che in precedenza a Roma si era fatto uso del bronzo grezzo".

Nella seconda frase Plinio ci informa che prima di Servio Tullio, il cui regno durò secondo la tradizione dal 578 al 535 a.C., a Roma era utilizzato negli scambi solo del rame informe (il cosiddetto "aes rude") mentre durante il suo governo si cominciò ad imprimere un qualche simbolo (il cosiddetto "aes signatum").

Come viene interpretato questo passo alla luce dei ritrovamenti archeologici? L’elemento fisico che viene collegato al passo di Plinio è il cosiddetto “Ramo secco”, ovvero un quadrilatero di rame, di dimensioni diverse, che presenta una protuberanza continua longitudinale con delle derivazioni laterali.

Approfondirò un poco quanto appena esposto in un prossimo post così da non creare confusione o dare adito a fraintendimenti. 

Di seguito viene mostrato un ramo secco di 1865g con dimensioni148 x 74 x 30mm battuto per la modica cifra di 14000 sterline da Romanumismatics (Auction 11, lotto 533, 7/4/2016).

Ciao

Alessio

 

 

 
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Faustina II - Un bronzo di Tabala
Bronzo provinciale piuttosto raro coniato presso la zecca di Tabala.


AE 24mm / 7,61g

RPC IV.2, 1528 (temporary) https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/1528

Diritto: ··ΦΑΥCΤΕΙΝΑ·CΕ· Busto drappeggiato di Faustina rivolto a destra

Rovescio: ΤΑΒΑΛƐΩΝ Cibele seduta in trono verso sinistra, con un polos sulla testa,  regge una patera con la mano destra e appoggia il braccio sinistro su un tamburo. Sotto la patera si nota il leone, un tipico attributo della dea. Per questa moneta sono presenti due varianti: con e senza leone.

 
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1 Lira Vittorio Emanuele II Regno di Sardegna
Anomalie nelle coniazioni delle monete da 1 Lira del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II

 

Argento 900/1000

Diametro 23 mm

peso 5 g

contorno con incusi alternati FERT nodi e rosette

 

               Le monete da 1 Lira in argento, coniate dal 1850 al 1860 consecutivamente, e per alcuni millesimi in diverse zecche, ammontano complessivamente a 900.116 unità, esclusi i pezzi datati 1850 per Genova e 1859 per Milano (moneta in foto) di cui non si conoscono i quantitativi. Il Carboneri, in riferimento alla produzione di queste monete effettuate nel 1859, così dettaglia il quantitativo complessivo di 17.047:  di queste 11897 nella zecca di Genova, 5.150 in quella di Torino, segnalando che nella zecca di Milano vi furono coniati solo dei campioni (?). Nonostante queste premesse non si capisce come mai quelle dalla zecca di Milano siano solo R, mentre quelle di Genova siano R3 e quelle di Torino R4 come riportato in tutti i cataloghi.

A questo aggiungiamo, sempre secondo il Carboneri, che per le monete coniate negli anni 1851, 1852, 1853, 1854 e 1858 , nonostante la relativa elevata tiratura, si suppone la loro rarità per battitura con data diversa.

 

La moneta postata proviene da collezione privata.
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La prima coniazione in oro della Res Publica
Nell'ambiente numismatico Sovente assiste a discussioni molto accese inerenti alla nascita e alla datazione della moneta d'argento a Roma (serie romano campane e denario). Non si trova né la stessa partecipazione né la stessa veemenza se, al contrario, si prende in esame la genesi delle monete auree. Questa differenza di trattamento è dovuta alla natura molto sporadica delle coniazioni in oro che ebbero un impatto trascurabile rispetto a quello enorme della monetazione argentea. Tuttavia anche l'origine della moneta aurea a Roma non va trascurata. Plinio, oltre a parlare della nascita della moneta d'argento collocandola nel discusso anno 269, data anche la prima emissione in oro ponendola 51 anni dopo, quindi all'anno 218, con un riferimento relativo.

Aureus  nummus post annos LI percussus est quam argentus. (Plinio il vacchio, Historia Naturalis, libro XXXIII, XIII, 47).

Sulla veridicità o meno di questa affermazione c'é una moltitudine di teorie: in generale io sono propenso a dare valore a quanto venne scritto da Plinio  a patto che venga interpretato nel modo corretto (problema non da poco...). In ogni caso la prima serie monetale (2 monete rispettivamente da 1 e 1/2 statere d'oro) è (quasi) unanimemente  considerata quella dell' "aureo del giuramento" che a me piace collocare, rispettando il messaggio plinian, al 218.

Di seguito i due nominali di questa serie presi dall'archivio del British Museum: statere e 1/2 statere.

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1867-0101-580

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1865-0809-1

Nei prossimi giorni vedrò di approfondire questa serie monetale, aggiungendo vari dettagli. Nel frattempo ogni ulteriore intervento è il benvenuto.
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Denario di Apollo e Marsia
Denario che reca il busto di Apollo al diritto e il satiro Marsia a figura intera al rovescio.
Diametro: 17mm / Peso: 3,99g
Diritto: testa laureata di Apollo rivolta a destra
Rovescio: L. CENSOR il satiro Marsia nudo (pur con gli stivali) stante verso sinistra con un otre sulla spalla. A destra una colonna con una statua della Vittoria.
Anno: 82 a.C.
Classificazione: RRC 363/1D

Sono particolarmente legato a questa moneta che, pur essendo piuttosto comune, mostra delle immagini particolarmente suggestive a commemorare il mito meraviglioso e orrendamente crudele al tempo stesso della contesa tra Apollo e Marsia. Al diritto troneggia il fiero volto del vincitore con la corona d'alloro mentre al rovescio viene mostrato Marsia con un otre di vino e con la destra alzata al cielo ad inveire contro gli dei ancora ignaro del proprio destino. Ricordo che il vino è un tipico attributo dei satiri e che l'otre realizzato in pelle costituisce un'evidente prolessi.

Il monetiere è Lucius Marcius Censorinus e l'assonanza del nome della sua gens con quello del satiro giustifica la rappresentazione di quest'ultimo.
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La monetazione imperiale di Lucilla - Storia, caratteristiche, tematiche, cronologia
Dopo aver dedicato i miei studi principalmente alla monetazione di Faustina II, mi sono rivolto all'analisi delle coniazioni a nome di Lucilla che presentano molte analogie ma anche delle differenze rispetto a quelle a nome della madre.
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I ritratti di Faustina II sulle monete di Alessandria d'Egitto
Ciao a tutti,

per chi fosse interessato sono lieto di informarvi che al link seguente potete scaricare un articolo che ho appena finito di scrivere sulla monetazione di Faustina II coniata ad Alessandria d'Egitto. Oltre ad aver trattato le caratteristiche generali delle monete coniate a quel tempo da questa zecca, mi sono concentrato sull'evoluzione dei tipi ritrattistici dell'Augusta operando anche un confronto con la zecca centrale di Roma.

https://www.academia.edu/44773824/I_ritratti_di_Faustina_II_sulle_monete_di_Alessandria_dEgitto

Nei prossimi giorni preparerò una discussione relativa alla monetazione di Alessandria d'Egitto per approfondire l'argomento anche su altri aspetti.

Grazie mille e buon Natale.

Alessio
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Italia: Cassa Mediterranea di Credito per l'Egitto e per il Sudan
Cassa Mediterranea di Credito per l'Egitto e per il Sudan - Fondo di credito mediterraneo per Egitto e Sudan

Dopo la sconfitta della Francia contro la Germania, il conseguente armistizio incluse anche con l'Italia il 24 giugno 1940, una smilitarizzazione di una striscia larga circa 50 miglia (80 km) sul confine tunisino-libico. Questo diede alle truppe italiane in Tripolitania la necessaria libertà di ritorno per iniziare la marcia sull'Egitto nel settembre 1940.
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Antonino Pio e la "CONCORDIA EXERCITVVM"
Ciao a tutti,

desidero presentarvi il sesterzio seguente.

32mm / 24,83g

RIC III 600A / British Museum 4, 1234

Zecca: Roma

Datazione: 140-144

Diritto: ANTONINVS AVG PIVS PP TR P COS III Testa laureata a destra

Rovescio: CONCORDIA EXERCITVVM / S-C La concordia stante a sinistra regge una Vittoria e un'insegna con un'aquila legionaria.

Innanzitutto vi chiedo cosa ne pensate di questo sesterzio.

In secondo luogo, che interpretazione date al rovescio? Mi interesserebbe molto ricevere la vostra interpretazione di questo tipo.

Buona serata e grazie

Alessio
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Albania - 10 Lek 1939 XVII
Premetto, le foto sono molto cattive: evidenziano ogni piccolo difetto di questa moneta.

E' stato primo 10 Lek che mi è entrato in collezione e, accontentandomi di una conservazione non eccelsa, ho preferito optare una caratteristica che adoro negli argenti moderni, ovvero le oscillazioni di colore e le tendenze delle patine a colori brillanti.

Qualche graffio sul campo, piumaggio e capelli non perfetto, ma priva di colpetti al bordo. Che ne dite, un SPL + può starci?


Regno d`Italia - Occupazione Albania - Vittorio Emanuele III di Savoia (1900-1943)

10 Lek - 1939 XVII - Roma
Ag 835 - 10gr - 27mm

Rif.: M-RI-0055
 

 
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scudo Filippo IV
Salve,

Napoli

scudo d'oro di Filippo IV di Spagna 1621-1665

1647

Au 3,37 gr.

P.R. 12

M.I.R. 238/1

RR


 

                                                                                                            immagini da asta VARESI 65
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mezzo testone Mantova
Salve,

Mantova

mezzo testone  in argento di Francesco II Gonzaga 1484-1519

Ag 3,86 gr.

M.I.R. 219


 

 

                                                                                    immagini a asta RANIERI   10
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zecchino di Vasto
Salve,

asta Nomisma 62 terminata,

segnalo il lotto 948  zecchino in oro di Cesare Michelangelo D'Avalos marchese di Pescara e Vasto, Principe del Sacro Romano Impero, 

1704-1729, questa moneta non presenta i simboli della zecca di Augusta (Germania)  (simbolo pigna) e dello zecchiere Hohleisen (simbolo ferri di cavallo)

con buona probabilità è stata coniata proprio a Vasto



 

 

 

di estrema rarità,

Au 3,46 gr.

M.I.R.  813

prezzo di base 10.000,00  euro

aggiudicato a 22.000,00  + diritti

ricordo che queste monete non erano destinate alla circolazione,

ma usate per  " ostentazione "
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doppio ongaro di RETEGNO
Salve,

sempre dall ' asta NOMISMA  62

una moneta della massima rarità,

zecca di Retegno , doppio ongaro in oro di Antonio Gallo Gaetano  Trivulzio 1679-1705 

 


 

 

Au 6,70 gr.

Gnecchi n. 4 ,

R5
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Video marengo Umberto I
Salve,

allego video

VID_20200902_100037.mp4
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INIZIAMO PARLANDO DELLA STORIA DELLE MEDAGLIE
Grazie alla preziosa disponibilità dello staff di Tuttonumismatica, iniziamo oggi un cammino nel mondo della medaglistica napoleonica per tutti coloro, appassionati e non, che avranno la curiosità di comprendere meglio un mondo tanto affascinante quanto sconosciuto ma ricco di stimoli e spunti storico artistici così come un'epoca fondamentale per il mondo contemporaneo.

Nel corso delle prossime settimane non solo mostreremo tanti esemplari presenti nella collezione del Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica, ma racconteremo anche le storie ad essi collegate così come presenteremo gli artisti che le hanno donate all'umanità.

La speranza è che queste storie fungano da stimolo per il confronto e la condivisione così come deve essere nella natura di un forum.

Spero che i temi saranno d'interesse e resto a completa disposizione per qualsiasi informazione, puntualizzazione e/o correzione fosse necessaria.

 

Buona lettura!

 

Storie Medagliere 1.pdf
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VOLVSIANVS, sesterzio IVNO MARTIALI
Volusiano

Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus, data e luogo di nascita sconosciuti, morto a Terni nell'agosto 253 a.D) è stato un imperatore romano dal 251 al 253 a.D. insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo.

Volusiano, figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella, di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251 a.D., quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio. Nel novembre 251 a.D., però, Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto.  Nel 253 a.D., allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito diretti a nord. Erano da poco giunti ad Interamna Nahars,(l'attuale Terni) si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente: i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: n.d.
Peso: n.d.

Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG, busto a destra, laureato, drappeggiato e corazzata visto da tre quarti dietro.
Rovescio: IVNO MARTIALI, tempio tondo a due colonne, al centro del quale vi è una statua di Giunone seduta, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 251 - 252 a.D.
Riferimento: 253 a; Cohen 46
Rarità: R1

Ogni commento è il benvenuto!

Ave!

Quintus
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Quarto di scudo di Vittorio Amedeo III
Questo quarto di scudo di Vittorio Amedeo III per il regno di Sardegna "continentale" è una delle prime monete entrate in collezione, in tempi non sospetti, quando ancora si cercava il giusto compromesso prezzo/qualità. La tipologia è rara se non piuttosto rara, ed è abbastanza difficile trovarla in condizioni ottimali rispetto ai mezzi scudi, di valore venale ben maggiore, meno spendibili e di conseguenza meno utilizzati nelle spese minute. Come tutti gli spezzati le conservazioni sono spesso basse o abbastanza mediocri. La vera rarità, oltre al numero di esemplari coniati e di quelli reperibili nel mercato, sta proprio nella conservazione.

               Per la gioia dei collezionisti che spesso si domandano se questa monetazione Sabauda abbia retto all'urto della crisi economica e di quest'ultima batosta del virus che ha stravolto il mercato numismatico, debbo dire che si difende piuttosto bene e che non sarà raro reperire dei buoni pezzi ma....non certamente a prezzi da saldo come altre monetazioni successive del Regno (salvo naturalmente le rare e le alte/altissime conservazioni).

Carlo
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Analisi dei conii degli argenti di Umberto I
Il 5 Lire, nei due unici millesimi 1878 e 1879, presenta differenze sostanziali riconducibili all'utilizzo di due conii differenti. Il 1878 è caratterizzato al dritto da una impronta della testa del Sovrano più piccola, fronte impercettibilmente più alta e capelli della parte superiore leggermente più bassi. Sia al dritto che al rovescio si notano rilievi più alti e più marcati. Il 1879 presenta invece testa più grande, fronte meno alta e capelli della parte superiore più alti. Oltre a questo presenta una caratteristica unica e peculiare che viene utilizzata come segno distinguibile di genuinità della moneta: la concavità del tondello al dritto e relativa convessità del rovescio. 

 

               Il 2 Lire presenta differenze nei due conii solo al dritto, nelle dimensioni della testa del sovrano ed in alcune sue caratteristiche. 

I millesimi di coniazione 1881-82-83-84-85-86 sono accomunati al 1° tipo, quelli del 1887-97-98-99 al 2° tipo.

-Nel 1° tipo troviamo testa piccola, capelli superiori impercettibilmente più alti.

-Nel 2° tipo testa più grande e capelli più bassi.

Unica eccezione è il millesimo 1887, coniato in un numero di esemplari estremamente più elevato rispetto a tutti gli altri. Lo si potrebbe considerare un millesimo di transizione, sebbene appartenga al 2° tipo. Non è raro trovare monete con caratteristiche del primo tipo e addirittura inversioni nella struttura dei capelli della parte alta della testa. 

L'esemplare postato è un 2 Lire 1887 che appartiene al 2° tipo (testa grande), ma possiede pure caratteristiche del 1° tipo con capelli superiori più alti.

Le varianti o pseudo tali si sprecano.

Carlo
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Sesterzio di Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus
Ciao a tutti!

Dopo un periodo "oscuro" torno, con  piacere, a scrivere delle mie beneamate monete romane.

Giusto ieri ho visto nella baia un sesterzio che mi ha incuriosito, sia per il "valore" e la rarità che il venditore che pare vendere sia monete di pregio sia pornazzi spinti! 🙂

Vi presento il sesterzio:


Gordian I Africanus
Æ Sestertius
Rome, AD 238
D/IMP CAES M ANT GORDIANVS AFR AVG, laureate, draped and cuirassed bust right
R/P M TR P COS P P, Gordian, laureate and togate, standing left, holding olive branch in right hand

Il venditore non dice altro, nessun peso o diametro, nessun'altra foto.

Solo un "compralo subito" di 5000€ e la possibilità di fare una "Proposta d'acquisto".

Voi che ne dite?  E' stato sicuramente aiutato e, forse, anche rabberciato.

Quanto potrebbe valere?

Ma, soprattutto, chi rischierebbe un acquisto su ebay per un importo così elevato!?!?  Potrebbe essere un qualche tipo di truffa?

@Cliff, @Piakos, @Ross14, @Spoudaios, @Tinia Numismatica, @tinianum... voi che ne dite?  Ci date un vostro parere a riguardo?

Grazie!

Ave.

Quintus
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Moneta Argento 1 dollaro 1799
Buongiorno, sono nuovo del forum spero di non aver sbagliato nulla. Mi stavo chiedendo quanto volesse questoa moneta e dove posso certificare la sua autenticità
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LA REPUBBLICA DI SIENA IN MONTALCINO
Siamo nella metà del '500; Cosimo I de' Medici, non ancora Granduca  cerca di conquistare tutta quella parte di Toscana che ancora è indipendente. Tenta, e ci riesce per alcuni anni (dal 1548 al 1557) attraverso manovre con l'imperatore Carlo V ma dovette riconsegnare l'allora contea  di Piombino a Jacopo VI, trattenendosi una enclave all'Elba dove fondò Cosmopoli.  Non potè o non volle usare la forza dato che la madre di Jacopo era sua zia e quindi il signore di Piombino suo cugino di 1° grado. 

Poichè, invece, a Siena non aveva parenti, mosse guerra alla Repubblica senese con l'appoggio degli spagnoli di Carlo V; Siena ottenne l'aiuto di Enrico II di Francia, ma fu tutto inutile: alla fine di un lungo e drammatico assedio la città, nel 1555 si arrese ed il contingente francese, cui si erano uniti un migliaio di cittadini senesi, uscì dalla città con l'onore delle armi. I senesi, nobili e popolani, capeggiati da Filippo Strozzi, assieme ai francesi si recarono a Montalcino, dando vita alla Repubblica di Siena in Montalcino da dove continuarono la lotta contro Firenze, lotta che terminò nel 1559 a seguito della sconfitta francese nella guerra con la Spagna.

Da un punto di vista numismatico continuarono, anche da un punto di vista formale, a coniare monete "senesi", monete che Cosimo, una volta presa Montalcino  fece ritirare e rifondere in una forma di moderna damnatio memoriae e questo ne spiega la notevolissima rarità.

La vendetta, postuma, di Montalcino è stata quella di divenire una eccellenza eno-gastronomica con un vino che batte il Chianti alla grande e dei salumi da sogno!

Tornando alle cose serie, una particolarità indiretta di questa monetazione è costituita dai numerosi falsi ottocenteschi, concentrati sulla quadrupla d'oro e sul testone per il quale veniva usato lo stesso conio date le analoghe dimensioni.

 

Quadrupla passata in asta da Varesi (e dichiarata come falso storico).

Di seguito invece alcuni tipi autentici: mezzo scudo, giulio, parpagliola e mezza parpagliola.

     

             
Per chi conosce la monetazione di Siena, è evidente che si volle mantenere la tipologia precedente all'occupazione medicea, per affermare, anche con la moneta, che lì, e solo lì, era ancora la Repubblica di Siena.
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MARIA LUIGIA medaglia ponte sul Taro argentata
Buongiorno 

Sottopongo alla Vostra attenzione questa medaglia in bronzo argentato per avere informazioni, se possibile, sull’ uso e/o il perché di questo trattamento superficiale. Spero di essere nella sezione giusta, un grazie in anticipo.

-Allego foto 
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La bellezza degli aquilotti
5 lire aquilotto 1927 (2 rosette). Millesimo piuttosto comune. Le alte conservazioni e le patine particolari rendono questa moneta piuttosto affascinante sebbene la rappresentazione iconografica del regime sia molto semplice ed esplicita. 

Questa tipologia di moneta, assieme alle 10 Lire Biga furono ritirate assieme dalla circolazione in base alle norme stabilite in Gazzetta Ufficiale del giugno 1935. Per la loro coniazione vennero impiegate 660 tonnellate di monete d'argento da 1 e 2 Lire di vecchio conio precedente.. Furono messe fuoricorso alla fine del 1945 e la fine del 1947 segnò l'ultima data utile per un eventuale cambio.

Le 5 Lire aquilotto furono coniate dalla Società Metallurgica Italiana di Brescia, un fornitore privato a cui fu affidato lo specifico incarico di coniare monete dal 1927 al 1929 allo scopo do alleggerire la zecca Reale.

Carlo
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