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Spoudaios

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  • Sesso
    Maschio

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione romana antica
  • Settore
    Monetazione bizantina
  • Livello Studio
    Neofita

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Community Answers

  1. Spoudaios

    Costanzo ll R5?

    Buonasera, la moneta di Clitunno è un buon esemplare, seppur spatinato. Il ritratto del Cesare Costanzo II è ben fatto, espressivo. Tondello centrato sia al dritto che al rovescio. I dettagli dei soldati con lancia all'ingiù e dello stendardo sono tutti lì, visibili e godibili appieno. Coniato nella terza officina di Siscia, se datato al 337, potrebbe anche essere una emissione dell'"interregno", avvenuta fra la morte di Costantino e il massacro compiuti dai soldati nei confronti dei parenti sopravvissuti. Massacro, stando agli storici, che avrebbe gestito proprio Costanzo II, l'unico dei tre figli presenti a Costantinopoli. Il tipo "GLORIA EXERCITVS" rappresenta, nella monetazione romana, la più diffusa omologazione tipologica. Per un decennio, tutte le zecche dell'Impero coniarono i soldati con due (in precedenza) e poi uno stendardo fra loro. Sulla rarità, concordo con Ross. Andrebbe presa con le pinze. Il RIC VII è datato e riporta rarità basate su collezioni pubbliche di diversi decenni fa. Non è affidabile da questo punto di vista. Inoltre, a complicare le cose, spesso queste monete finiscono in lotti più grandi, per cui risulta difficile stimare gli esemplari a noi giunti per una particolare emissione.
  2. Gran bella moneta. Ammetto di non essere esperto di monetazione provinciale, ma mi colpisce anche il modulo e il peso, non indifferenti. Era d'uso rappresentare e proprie divinità tutelari sulle monete in divrse zecche. Una zecca con un suo stile, non v'è dubbio. Ho notato che è attiva con Antonini e Severi e un'emissione sotto Gordiano III. Sarebbe interessante capirne il motivo.
  3. Spoudaios

    Costantino l o ll?

    Possono avere titolatura simili in alcune zecche, ma il modo migliore per levarci qualsiasi dubbio, è vederle in foto. Ciao!
  4. Gran bell'esemplare @Quintus. Il tipo del cavaliere trafitto è diffuso, ma presenta innumerevoli varianti e curiosità. Il barbaro del tuo esemplare, ad esempio, potrebbe essere orientale, con il tipico berretto frigio. L'irregolarità del tondello aggiunge qualcosa e trasmette l'artigianalità della coniazione. Peccato che fosse un po' stretto per il conio. Anche i dettagli del cavaliere che trafigge sono limpidi: lo scudo è ben visibile, così come le diverse parti dell'armatura. E' un AE2 ridotto. E' un esemplare che colpisce. Ben fatto!
  5. Heeeh, @Quintus, ti sei fatto prender da pigrizia . Come anno di coniazione "n.d."? E' il 320 e l'officina epsilon è proprio quella dedicata a Licinio II. Moneta gradevole ad un ottimo prezzo. Siamo alla penultima emissione prima che i due Licinii scompaiano dalle coniazioni di Tessalonica. Ciao
  6. Nn mi intendo di tessera romane. Al dritto vedo un I S in corona d'alloro. Dallo stile direi I secolo A.C. - I secolo D.C. Purtroppo non ho bibliografia utile in merito.
  7. Spoudaios

    Staff 2020: proposte ed idee

    Buongiorno a tutti, ho pensato lungamente alla possibilità di farmi avanti quest'anno, ma data la mia scarsa disponibilità di tempo da dedicare al Forum da qualche mese a questa parte, vi continuerò a seguire da semplice utente, senza avanzare la mia candidatura. Un caro saluto a tutti gli amici del Forum!
  8. Al momento non vi sono restrizioni. Ma dobbiamo aggiornarci da qui a venerdì sera temo.
  9. Moneta seria, da vero collezionista di bronzi imperiali. L'espressività del ritratto di Adriano è sicuramente il punto forte. Complimenti!
  10. A me non piace il bordo ed in generale la moneta non mi ha dato grandi impressioni. Non trovo "tecnicamente" cose che non vanno, ma non urla integrità.
  11. Il denario è molto gradevole e il conio stanco al rovescio è tipico del periodo. Esemplare interessante per l'iconografia al rovescio. Basti qui menzionare Leptis Magna per capire cosa porti dietro di sé a livello storico e artistico.
  12. Spoudaios

    Tirolo e tirolesi

    Il topic è interessante, anche se ha preso una piega un po' diversa dal titolo. Nel flusso di coscienza di @Piakos noto disincanto e un certo pessimismo, lo stesso che colgo quando analizziamo il mondo numismatico. L'uomo perde centralità quando il modello di società è "mercato-centrico". Il fatto che non vi sia una visione alternativa di società, nel secondo Dopoguerra incarnata soprattutto dagli ideali della sinistra, ha reso il mondo paradossalmente più instabile e conflittuale dentro e fra regioni diverse. Emergono però elementi di novità tesi a permeare la prossima visione del mondo: la questione ambientale, l'emergenza climatica, comunque la si pensi, mette a nudo i limiti di un sistema teso a sfruttare le risorse naturali fino al loro esaurimento. Il modello mercantilista non fornisce risposte a questo limite e, ponendo la centralità sul profitto, non può derogare allo sfruttamento della Natura e, quindi, dell'uomo stesso. Ebbene, questi due temi sono collegati. Senza risorse naturali l'Uomo muore e rimettendo al centro la "questione ambientale", ecco che l'uomo di riflesso riprende la centralità che gli spetta. E ciò porta con sé vecchie e nuove battaglie: disuguaglianza, compressione dei salari, modello alternativo di sviluppo. I francesi dicono: "Fin du monde, fin du mois, meme combat". I semi per la prossima alternativa sono già piantati nelle coscienze delle nuove generazioni e, un cauto ottimismo muove oggi le mie parole, il moto si è avviato e non si arresterà per gli anni a venire. @Piakos, a Valle Giulia si lanciarono uova, afferma chi c'era. Sì, è vero, i figli della media borghesa erano lì, ma non c'erano solo loro. Figli di operai, impiegati, esclusi si affacciavano, grazie a quel moto, al mondo universitario a loro precedentemente precluso e che si sarebbe aperto sempre più verso l'esterno, proprio grazie a quei moti e a chi non poteva tollerare l'esclusione come regola generale dell'istruzione superiore e, quindi, della mobilità (e giustizia?) sociale. Ideali antichi, l'Illuminismo già li poneva, portati avanti con forme di proteste dilaganti e centrali in tutta Europa. Un movimento antisistemico come si ebbe nel 1848 e nel 1789 prima di allora. Propendo quindi anch'io per le considerazioni di @Lugiannoni sulla versione pasoliniana di un episodio che rischia di offuscare un movimento importante dal punto di vista storico-culturale e sul quale, ahinoi, ancora oggi non si riesce a dibattere con serenità e necessario distacco. Merita una risposta anche @danieles1981: il Ventennio represse le minoranze, di tutti i tipi, e tutti ricordano con orrore la marcia su Bolzano promossa dai fascisti. Il fatto che vi sia stata una reazione forte in senso contrario nel secondo Dopoguerra non può essere scollegata da quella storia. L'Austria portò l'Italia davanti all'ONU nel 1955 e nel 1958 (vado a memoria) per discriminazioni e il federalismo fiscale di cui gode la Regione è figlia anche del tentativo "riparatorio" messo in campo dallo Stato italiano. Molti, in diverse parti di Italia, si sentono oggi figli illegittimi di papà Roma e non ne riconoscono la potestà, vista l'incapacità della stessa di affrontare problemi strutturali e centrali. Le forze centrifughe acquisiscono forza nei periodi di crisi, ma penso e credo che non vi sia Sudtirolo senza un'Italia che ne riconosca il valore e le conferisca l'autonomia di cui oggi gode così come non vi può essere Italia senza un Sudtirolo dinamico e aperto come quello che abbiamo conosciuto nel lungo periodo di pace che oggi viviamo. E questo con buona pace dei "Freiheit" di ogni specie e natura. Saluti.
  13. Certo, solidi bizantini dal VII all'XI ad esempio.
  14. Stima a € 80, realizzata a € 160. Esemplare carino...
  15. Mannaggia @Piakos, in questo processo mi fai difendere chi accuserei per tante altre ragioni. Ma sia, non mi sottraggo. Ti sbagli se pensi che il Patriarca di Costantinopoli o il Papa di Roma non sapessero cosa fosse il Logos (penso a Fozio o Silvestro II, grandissime personalità di ampio respiro culturale). Pensiamo solo ad un dato: è grazie alla perseveranza degli ecclesiastici bizantini se ci sono pervenute tutte le opere di Platone. Ma non è solo una questione di testimonianza. Il Cristianesimo delle origini è nutrito da personaggi colti, intrisi di cultura classica, e un imperatore restauratore come Giuliano lo sa bene quando emette l'editto sulla proibizione dell'insegnamento da parte di professori cristiani. Gregorio di Nazianzo lo svela subito: "Sono nostri, tu dici, la cultura e l'ellenismo, in essa rientra anche la venerazione per gli dei. [...] come dimostrerai tu che la cultura ti appartiene? E anche se è tua, come ce la proibirai con la tua stolta legislazione? A quale Ellenismo, infatti, appartiene la cultura?" Non entriamo nel dibattito sulla legge in sé. Rimaniamo concentrati sull'intento. Giuliano sa che il Cristianesimo ben volentieri prende in prestito elementi classici, li adotta e li adatta al proprio Credo (che lui esplicitamente critica, fra l'altro, nella stessa interpretazione della legge). Ma ben sa che vi sono fra di essi ferventi ammiratori della cultura classica, persone dalla sapienza ed eloquenza inarrivabile (si pensi a Proeresio). Ma vuole privarli dell'accesso alla paideia, perché per lui la cultura e la venerazione degli dei vanno di pari passo e se i "Galilei" si privano dell'uno (la religione), dovranno anche rinunciare all'altra. Pensiamo davvero che non si fecero passi avanti quando il Cristianesimo si impose sulla religione classica? A Bisanzio la medicina fece passi da giganti; l'Università di Costantinopoli, la Magnaura, sotto la direzione di Psello nell'XI Secolo faceva della filosofia un punto cardine (Psello fu chiamato "principe dei filosofi" non a caso). Non ci semplifichiamo troppo la vita, @Piakos, fu un processo culturale lungo e complesso. Sinesio di Cirene era amico di Ipazia, ricordiamocelo. I Parabolani erano criminali e la Storia li condannerà sempre per ciò che fecero all'umanità, privandoci di Ipazia, filosofa e scienziata, che arrivò a teorizzare l'ellissi dell'orbita terrestre (la Terra tonda l'avevano già scovata gli Alessandrini sotto i Tolomei). E su questo, nessun mea culpa potrà mai riparare al danno fatto a tutti noi.
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