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danieles1981

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Risposte pubblicati da danieles1981

  1. Quest'anno ricorre il 7° centenario della morte del Sommo Poeta Dante. Nel 1965 per festeggiare il 7° Centenario dalla sua nascita fu coniata questa splendida moneta.

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    Le caratteristiche tecniche di questa sono le medesime delle più diffuse 500 lire "Caravelle". Questa commemorativa circolava parallelamente alle 500 lire Caravelle (a del 500 lire del Centenario dell'Unità del 1970, anno in cui la circolazione delle caravelle fu sospesa). Gli esemplari di prova, che recano tale dicitura al rovescio, sono stati donati ai dipendenti della Zecca.

    Al diritto è raffigurato l'iconico ritratto laureato di Dante Alighieri volto a sinistra. Legenda in giro "REPUBBLICA ITALIANA". Sotto, le firme del modellista VERGINELLI, e dell'incisore, MONASSI.

    Al rovescio è presente un'allegoria della Divina Commedia, il segno di zecca (R), in esergo indicazione del valore e, più in basso, il millesimo.

    Nel contorno la scritta "7° CENTENARIO DELLA NASCITA DI DANTE " in rilievo.

    La tiratura è stata di 5.000.000 esemplari

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  2. 7 ore fa, lazzax98 dice:

    Come ho gia scritto catloghi come Gigante e montengro li ho già, ed ho letto anche il libro "storia di una passione" di Lucia travaini. Ti ringrazio comunque per la risposta 🙂

    Un altro consiglio, in merito ai libri e alla "cultura numismatica", sfoglia cataloghi d'aste... così vedi monete, anche le più comuni, di qualità superiore per farti una idea di cosa potrebbe piacere a te...

  3. Salve @lazzax98, benvenuto.

    Per esperienza: tipologica.

    Parti dalle più economiche, possibilmente in conservazione il più alta possibile (o meglio, quello che il tuo budget permette). Al più, una in alta conservazione e una meno, ma non scendere troppo a compromessi.

    Non avere fretta: una collezione decente si mette in piedi in anni, molti. Leggi, studia, guarda monete, così da farti una idea del tipo di monete che vorrai mettere in collezione. Monete rare o costose: beh, quelle tienile per i momenti "importanti", quando vorrai farti un regalo.

    La questione della conservazione non è secondaria, anzi. Una moneta anche se economica e comune in alta conservazione, oltre che ad essere bella da avere e vedere, riesci a rivenderla un domani che vorrai farlo. Viceversa una moneta in conservazione bassissima, una volta acquistata non avrà mercato.

    Questione budget, vedi te. Io suggerisco ai novizi di partire con 100 € al mese. Questo ti permette fin dal primo anno di avere una bella collezione, appagante alla vista, senza esserti svenato (spighe, api, serie impero, esagono, libertà librata, buoni, quadrighe...). In questo budget ogni mese entrerai 1 o 2 belle monete. Poi più avanti vai, risparmi quei 100 euro e in 4 mesi avrai 400 euro da poter investire per una bel Littore (spero di averti dato un idea).

    Quindi: tipologica, alta conservazione, tipologica, leggi molto, guarda monete, non aver fretta.

  4. 9 ore fa, Quintus dice:

    Ciao!

    La prima, per essere di Cizico, dovrebbe avere in esergo XXI punto, io dalla foto non riesco a capire nulla, forse il punto. Fosee solo XXI potrebbe essere Antiochia pure questa.
    Mentre l'officina si evince da quanto riportato in basso al centro.
    In questo caso mi pare di vedere K Γ .
    Tu che hai la moneta in manco cosa mi dici?  Ci riesci a vedere qualcosa?

    La seconda, si distingue correttametne ANT e quindi, come dice il nostro Realino, è corretto Antiochia.
    Anche qui, per l'officina, devi vedere in basso al centro... Qui mi pare di vedere, come simbolo di officina, la I.
    Mi confermi?

    Ave!

    Quintus
     

    Per la prima vedo tracce "molto di fantasia" di XXI. Probabilmente il punto visibile ha fatto presupporre che sia di Cizico.

    Sulla seconda si, la I è ben visibile. L'officina che indicazione da? (scusa l'ignoranza)

  5. Salve a tutti,

    Stavo facendo lo zapping tra i vari gruppi di sedicenti numismatici su facebook, quando mi sono imbattuto in una vendita da parte di un commerciante (lo conosco, uno di quei ragazzi molto giovane che hanno deciso di commerciare monete avviando un attività solo con i soldi ma senza conoscenza di ciò che vendono).

    La moneta in vendita è un 5 lire 1914, sicuramente di qualità. Una domanda nei commenti, lecita, era "cosa rende particolare questa moneta?" tanto da metterla in vendita a 5500 euro. La risposta del commerciante è stata vaga e a mio avviso errata. Ci stà che sul social si cerca di esser diretti e brevi, ma non si può sintetizzare con questa affermazione: "Lo è perchè è rara"...

    Oddio, si può dire che costa molto perchè è rara, ovviamente, ma dietro c'è un discorso estremamente ampio che forse una frase del genere non rende giustizia ad una moneta che è una pietra miliare (se non La pietra miliare) del collezionismo di monete del regno.

    Io l'avrei definita così: "E' particolare perchè ha uno stile artistico unico, rappresenta l'emblema di un periodo storico-artistico rivoluzionario in ambito numismatico, perchè questo esemplare è particolarmente bello e certamente non comune, perchè chi ne ha la possibilità cerca sempre di metterla in collezione, perchè la sua tiratura non è certo elevata, perchè questa emissione è stata l'ultimo Scudo prodotto,"...

    • Mi piace 1
  6. 10 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

    Erano le paghe ad essere ridicolmente basse* o i beni che costavano troppo? 

    Concordo con @carledo49, entrambi.

    Hai citato il caso della pasta. E' cambiata la tecnologia di produzione, quindi 3 kg di pasta vengono prodotte di  pochissimi secondi da un macchinario (che considerando consumo di utenze, personale, e investimento delle macchine costa pochi centesimi). Verosimilmente prima venivano prodotte con mezzi meccanici gestiti a mano, e magari ci volevano qualche ora.

    Ora entra nel paniere anche articoli di necessità che prima non erano contemplati, e questa cosa cambia ogni decennio. Molto spesso sento dire che non è normale pagare 1 litro di benzina più di un litro di cocacola. Ora mettiamo nei beni di consumo anche la connessione internet domestica (mediamente 1 euro al giorno), o l'acquisto di beni tecnologici. E considerando questa cosa tante volte mi ricordo che nel 1997, ho lavorato 1 mesi in estate per comperarmi il mio primo telefono cellulare. Nel 1994 mio padre acquistò per oltre a oltre 6 milioni di lire un computer e la stampante, acquistato a Modena per risparmiare 400mila (ce l'ho ancora un 486 dx2 che andava a 66Mhz, inconcepibile ora che abbiamo un quadcore anche nello smartwatch)

  7. 1 ora fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

    Quindi se il risultato è pessimo significa che ho una cineseria scadente? 😅

    Ma no, #checcentra ;-D! Io parto dal concetto che il telefono è per telefonare e la macchina fotografica è per fare fotografie. Poi se le foto vengono bene, tanto meglio, ma non è mica fondamentale... Io uno samsung di fascia media, fotografa le monete ma mai a livello della reflex

  8. @carledo49, le tue foto sono fenomenali. Le mie e le tue le vedo foto molto diverse, come target intendo. Le tue sono quelle, belle che riportano la stessa immagine che cercheremo di riprodurre ai nostri occhi con la moneta in mano, catturandone le peculiarità, sorvolando sulle zone d'ombra, sulla luce sui campi. Le mie sono più cattivelle, quelle da catalogo per capirci... Certo, col cuore sceglierei 100 volte le tue alle mie. Ma per onore di catalogazione...

    @Giuseppe Gugliandolo, col cellulare ho provato ma non viene per niente bene. Il top per il cellulare che ho provato è:

    • mettiti lontano 20 / 30 cm dalla moneta
    • attiva il flash
    • zomma

    Questo perchè consenti allo smartphone di attuare una bella messa a fuoco e sfruttando lo zoom (che è a livello software)

    Il flash attivo, ottimizza il bilanciamento dei bianchi (sempre perchè parliamo di produzioni ottimizzate a livello software)

    Però ti dirò che le foto fatte con lo smartphone non mi dispiacciono molto, certe escono carine...

  9. 12 ore fa, Quintus dice:

    Forse ho capito quali sono i miei "errori".  A parte utilizzare una compatta, anche se di discreta qualità, io non utilizzo il vetro sotto la moneta ma la appoggio direttamente sopra un velluto, verde o nero, e questo, effettivamente mi fa un effetto ombra terribile.

    Mah, secondo me la macchina è importante ma fino a un certo punto. Diciamo che la compatta non cattura l'immagine reale, ma ottiene l'immagine da una produzione gestita da fotosensori e da software. Io uso una vecchia reflex 10mp, con obbiettivo 18-55 vr, di quelli standard. Vr vuol dire "vibration-reduction" che limita la microvibrazione. In questo caso controlla la vibrazione al momento dello scatto. In alternativa si può usare il telecomandino...

     

    12 ore fa, Quintus dice:

    Poi le luci, io ho 2 "faretti" orientabili a led emi era stato consigliato di metterli tra i 90 ed i 180° in modo da non fare ombra strane, ma il risultao abbastanza osceno.  Tu invece utilizzi le 2 luci dallo stesso lato variando invece l'altezza.  E immagino tu le tenga 8vedendo le foto) a ore 12 rispetto la moneta.  Giusto?

    Si, io uso 2 faretti ad ore 12, uno sopra e uno sotto ma nella stessa posizione. E' molto importante il vetro obliquo riflettente: è quello che illumina la foto.

    Se fotografi in ambiente molto luminato, le lampade non fanno il loro lavoro. Non dico che devi farlo al buio, ma se fai le foto quando non ti entra il sole dalla finestra meglio. La luce solare ha tutte le frequenze dello spettro, quindi vanifica l'importanza delle luci fredde.

    12 ore fa, Quintus dice:

    P.S.  Ti giro la domanda SERIA che mi fece un amico guardando le foto delle monete... "Ma che fotocamera usi per fotografare i 2 lati insieme?"  Io non so come l'ho guardato ma resosi conto della domanda "stupida" esordì. "No, ho capito, non è la fotocamera.. è tutto un gioco di specchi!". 🙂

    Genio! Perdonami l'uscita.

    Per ridimensionare, unire le foto del fronte e del retro, e magari applicare il watermark (il loghetto in semi trasparenza) ho sviluppato un software ad hoc. 1000 altri programmi lo fanno, ma io l'ho sviluppato in modo che con 1-click mi faccia tutto. Sono sviluppatore software e in questi casi mi torna utile (anzi, se ti interessa ci sono alcuni post sulle mie produzioni che agevolano la digitalizzazione delle informazioni delle collezioni)...

  10. Colgo l'input di @Quintus , magari può interessare a qualcuno.

    Sulla fotografia numismatica c'è un mondo dietro, e sarebbe riduttivo mettere tutto in un post solo. Ci vorrebbe un bel testo completo sull'argomento tecnico del collezionismo e @DeAritio sa cosa voglio dire (ci sto lavorando seriamente, ne sto quasi finendo la stesura).

    Volevo comunque mostrarvi ciò che ho costruito. Questi i principi fondanti:

    Tecnica:

    • la fotografia deve essere fatta dall'alto e la macchina deve stare ferma
      • ho preso un treppiede e ho modificato supporto per la macchina 
    • la moneta deve poggiare su un vetro per evitare ombre
      • per far questo ho predisposto un vetro fissato da un lato e sullo sfondo ho messo un pannello bianco che mi aiuta nella procedura di  "bilanciamento del bianco" da fare ogni volta che si appresta a fare una foto a una moneta (vediamo poi come fare)
    • la moneta deve essere illuminata dall'alto per evitare di creare zone di maggior ombra sui dettagli
      • per far questo ho messo 2 lampade a led a luce bianca/fredda nella parte superiore e un vetro che consente di far vedere la moneta, ma di orientare anche il riflesso luminoso delle lampade sulla moneta stessa. Ho scelto di mettere 2 lampade per creare un fascio luminoso maggiore, e non creare la "sparafleshata" di luce solo nella fascia centrale della moneta. Dimenticavo: il vetro sopra deve essere mobile perchè deve consentire di variare l'angolatura. Nel mio stativo è poggiato su 2 punti (base e sul vetro piano come punto di leva).
      • In certe condizioni, magari nelle monete fondo a specchio, uno un foglio di carta-forno da interporre davanti le lampade in modo da "affuscare" un po' la luce diretta rendendola comunque presente ma non impattante
    • la fotografia deve essere fatta con la giusta luce che ne esalti patina e colore naturale
      • Quindi niente flash, luce naturale, solo le lampade accese. Effettuare la procedura di "bilanciamento del bianco" ogni volta. Modulare l'impostazione ISO della macchina in modo da avere un adeguato apporto di luce e dettagli, bilanciare a dovere la messa a fuoco su più punti (la mia nikon ha l'impostazione 3d che applica il fuoco ad un massimo di 9 punti, se ce ne sono attivi già 5 è buono)
    • la fotografia deve risultare piacevole alla vista, pulita e dal colore uniforme tra fronte e retro.
      • La post produzione sul pc. Ritaglio della sola moneta (via lo sfondo biancastro) e correzione della luce, magari controllo della saturazione. Io uso GIMP che è gratuito e fa tutto quello che deve fare

    Ecco a grandi linee... ecco ora delle foto del mio prodotto...

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  11. Riporto un mio brevissimo appunto del 2015 su "L’economia rurale durante la Prima Guerra Mondiale"

     

    Allo scoppio della guerra, nel giugno del 1914, l’Italia subisce un primo duro colpo dovuto principalmente al crollo delle importazioni e alle prime dure misure restrittive. Ma successivamente la situazione migliora e l’economia italiana trae qualche lieve beneficio dalla posizione di neutralità. L’economia italiana era basata principalmente sull’agricoltura e il settore industriale era ancora fondamentalmente poco sviluppata e poco competitiva.

    Fin dall’inizio del 1915 l’Italia si prepara all’intervento militare, dopo un anno di sostanziale neutralità, ma di preparativi agli eventuali attacchi dal nord erano già in corso. E così che il famoso 24 maggio 1915, l’Italia dichiara guerra all’impero Austroungarico. Subito infuriano le battaglie sul Cadore e sulla Carnia, con bombardamenti aerei che si estendono fino alle porte della città di Venezia. Ma al di fuori dei teatri principali (Trentino, l’alto Veneto e tutto il cuneo tra Lombardia e Friuli) la vita popolare in Italia continua, con i lavoro nei campi, i braccianti edili e la macchina industriale che in quegli anni si preparava a innovare e convertire le tecnologie meccaniche per scopi bellici.

    Vi erano quindi operai più o meno qualificati, manovali, muratori esperti, artigiani, dipendenti dello Stato e delle municipalità, e ogni figura professionale aveva una paga oraria ben diversa da un’altra. Nel 1915 La paga oraria del di un operaio non qualificato era di 20 centesimi; ma qualche bracciante poteva essere pagato anche 15 o 16 centesimi. Saliva a 30/33 cent la paga oraria di un muratore qualificato o di un artigiano. Si consideri che l’orario di lavoro si aggirava attorno alle 10ore per 6 giorni a settimana. Quindi la paga giornaliera di queste categorie e di lavoratori manuali variavano da 2L a 3,30L.

    Qui di seguito verranno elencate le retribuzioni medie nel 1915 di alcune forme professionali.

    Professione

    Paga oraria

    in lire

    Paga giornaliera

    in lire

    Paga settimanale

    in lire

    Operaio non qualificato/manovale

    0,20

    2

    12 – 15

    Muratore qualificato/artigiano

    0,33

    3,30

    18 – 24

    Dipendenti comunali

     

     

     

    Cantoniere

    0,38

    3,80

    21 – 23

    Guardia municipale

    0,40

    4

    22 – 25

    Impiegato di prima categoria

    0,64

    6,37

    35

     

    Nel corso del 1916 le retribuzioni giornaliere restarono mediamente stazionare. Mentre tra la fine del 1916 e il 1917 le paghe tendono a salire. I manovali arrivano a guadagnare 2,50L mentre i muratori “provetti” (la categoria meglio pagata nel mondo operaio) anche 4 L.

    Mediamente la paga giornaliera dal 1915 al 1917 è aumentata di circa 20%.

    Su piano nazionale, anche l’indice del costo della vita nel corso del 1917 aumentò di oltre 30% e questo influiva sulla vita di ogni giorno.

     

    Cosa si poteva acquistare con la paga giornaliera di un operaio?

    La tabella qua sotto offre qualche indicazione sul potere d’aquisto, anche nel raffronto con il 1915. Non si tengono conto di vizi dovute a tensioni locali o a reperimento dell’agricoltura di stagione o speculazioni territoriali.

     

     

    Quantità acquistabile

    con 2,50L nel 1915

    Quantità acquistabile

    con 3L nel 1917

    Pane o farina di grano

    6,25 kg

    6 kg

    Pasta alimentare di prima qualità

    3,30 kg

    3 kg

    Riso

    5 kg

    3,75 kg

    Magro senza osso

    0,70 kg

    0,60 kg

    Salsicce

    1,20 kg

    0,50 kg

    Baccalà

    1,80 kg

    0,50 kg

    Fagioli

    5 kg

    1,70 kg

    Olio di prima qualità

    1,20 lit.

    0,75 lit.

    Latte

    8,30 lit.

    8,60 lit.

    Vino

    4,20 lit.

    3 lit.

    Legna da ardere

    80 kg

    40 kg

     

    Dopo aver evidenziato lo stipendio medio di quegli anni, i prezzi di alcuni beni di consumo considerati “base” per la vita quotidiana, viene quasi spontaneo voler valutare lo stipendio odierno con quello degli anni della Guerra. La risposta a questo quesito è apparentemente semplice, in realtà è uno dei casi di studio più complicati in termini economici. Per studiare nel dettaglio il valore di una moneta nel tempo significa tener conto anche dell’elenco di beni e servizi disponibili in quel determinato periodo storico (in termini statistici “paniere”) e confrontarlo con quello attuale. Certo, basandosi sulle tabelle di stipendio medio e dei prezzi al consumo di buona parte dei beni di consumo disponibili si può dare una valutazione che più si avvicina alla realtà.

  12. @Giuseppe Gugliandolo hai ragione. Ho invertito le annate nell'ultima frase. Ho provveduto a correggere.

    Dunque, stipendi e potere d'acquisto non era proporzionabile. Domattina integro con un testo e un esempio di "spesa" e i guadagni stipediali.

    Ho usato il 2009 perchè lo studio lo avevo fatto nel 2010, ed è espresso in lire per ma tenere uniformità nella scala. Purtroppo nel 2002, con l'arrivo dell'euro si è congelato il rapporto di cambio ma è cambiato il potere d'acquisto, così come è stato nei 40 anni precedenti al 2002...

    A domani per il prossimo episodio😉

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