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I monogrammi di Teodosio II


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Teodosio II

Ed ecco i monogrammi

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Foto e cenni storici

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Sebbene non avesse una grande personalità politica, il regno di Teodosio II comunque fu ricco di iniziative e fondamentale per la sua storia futura. In questo ampio periodo di tempo generalmente ebbe come consiglieri uomini competenti, dei quali l'imperatore si fidava ciecamente. Teodosio II, comunque, non era un indolente e un ozioso come il padre Arcadio. Infatti Teodosio II era uno studioso insigne, che amava circondarsi di uomini dotti e di filosofi. Condusse una vita appartata dedicandosi allo studio delle scienze, compresa l'astronomia, e incoraggiando le ricerche storiche: a lui dedicarono le proprie cronache Olimpiodoro e Sozomeno. Il suo interesse principale, tuttavia, era la teologia. Grazie alla sua abilità di calligrafo, l'imperatore tradusse e copiò di propria mano numerosi testi sull'argomento. Teodosio era di carattere dolce e gentile, e non amava infliggere pene capitali. Due scrittori cristiani ortodossi, Teodoreto e Sozomeno, vedevano nell'imperatore un gentile sacerdote affiancato dalle sue sorelle, tra le quali spiccava Pulcheria, donne virtuose e molto devote.

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Aggiungo qualcosa sul nipotino di Teodosio I.

Diventa imperatore giovanissimo (no, non come Nerone a 16 anni, non come Gordiano III a 13 anni, lui diventa imperatore a 7 anni) per la morte del padre Arcadio.

Figlio di Arcadio e Elia Eudossia, nel gennaio dell'anno successivo alla sua nascita il padre lo proclamò Augusto e una storia curiosa ma non impossibile racconta che Arcadio per timore che alla propria morte il fanciullo potesse essere deposto lo affidò alla custodia di Yazdgard I.

Nel 408 Arcadio morì, Teodosio che allora aveva 7 anni gli succedette pacificamente sul trono d'Oriente. Verso il 416, quando raggiunse i quindici anni di età Teodosio II fu dichiarato maggiorenne (quindi lo sono anch'io!  ;D ); ma ancora per parecchio tempo Pulcheria tenne le redini del governo, in questo aiutata da Monassio che era succeduto ad Aureliano nella carica di prefetto del pretorio.

Dopo anni di relativa pace tra Impero e Persia, nel 421, appena salito al trono, Bahram V continuò la persecuzione contro i cristiani iniziata dal padre, Yazdgard I, dopo il tentativo del vescovo di Ctesifonte di bruciare il tempio del Grande Fuoco della capitale sasanide. Questa persecuzione fu il casus belli dell'offensiva imperiale. L'imperatore Teodosio II inviò un forte contingente militare in Armenia, da sempre contesa dalle due potenze confinati, al comando di Ardaburio, il quale inflisse delle sconfitte all'esercito sasanide, saccheggiò l'Arzanene e, dopo aver ottenuto rinforzi, invase la Mesopotamia assediando Nisibi. Bahram, vista in pericolo la prestigiosa e fondamentale fortezza di Nisibis, decise di guidare personalmente l'esercito sasanide. Condotti dal loro re i Persiani riuscirono a liberare Nisibi dall'assedio romano e a costringere i Romani al ritiro. Dopo aver messo sotto assedio Teodosiopoli, Bahram venne sconfitto a Resaena. Lo scià tentò allora un colpo di mano, ordinando agli Immortali di attaccare il campo romano: Ardaburio riuscì però a neutralizzare l'attacco e ad imporre la pace al sovrano sasanide (423).

Nel 440 Yazdgard radunò un esercito composto da contingenti di diverse nazioni vassalle dei Persiani e attaccò i Romani prendendoli di sorpresa: solo una improvvisa e notevole alluvione mise fine all'attacco persiano, permettendo ai Romani di ritirarsi e impedendo a Yazdgard, che comandava il proprio esercito, di invadere il territorio romano. Teodosio inviò allora il proprio generale Anatolio al campo sasanide dove riuscì a persuadere Yazdgard a stipulare la pace, che prevedeva tra i suoi termini l'accordo di non costruire nuove fortezze frontaliere e di non fortificare quelle esistenti.

Teodosio II si sposò con Atenaide, poi ribattezzata Elia Eudocia. Atenaide, nata ad Atene in una famiglia pagana, aveva ricevuto un'ottima istruzione da suo padre, il filosofo sofista Leonzio, che però non le lasciò niente in eredità, avendo destinato tutto ai fratelli di lei: Valerio e Gessio. Secondo il testamento, Eudocia avrebbe ereditato solo 100 monete d'oro mentre il resto dell'immensa fortuna di Leonzio sarebbe andata a Gessio e a Valerio.

Dopo appena un anno (422) di matrimonio nacque la figlia di Teodosio ed Eudocia, Licinia Eudossia; probabilmente a seguito della nascita della figlia, Teodosio concesse a Eudocia il titolo di Augusta, il 2 gennaio 423. Sempre durante gli anni 420, però, iniziò il degrado dei rapporti tra Eudocia e Teodosio: sebbene la coppia imperiale ebbe un'altra figlia nel 431, Flaccilla, il contrasto tra i due divenne sempre più marcato.

Tremisse a nome della moglie

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Tremissis-Aelia_Eudocia-RIC_0253.jpg

Providentia optimi principis

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