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Elementi di valutazione economica di una moneta


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In un'altra discussione ho accennato agli elementi che compongono la valutazione economica di una moneta e alla difficoltà di padroneggiarli. @@Piakos mi ha chiesto di approfondire l'argomento e così provo a svilupparlo, tenendo sempre presente che questi pensieri derivano dalla mia esperienza e niente più. Altri magari hanno sviluppato altre esperienze...

 

La prima cosa da valutare in una moneta è lo stato di conservazione e l'autenticità. Attenzione che, mentre per le monete battute a macchina la cosa potrebbe essere semplice, per quelle battute a martello diventa più complicato e di conseguenza più soggettivo. Questa soggettività è una delle variabili importanti per il prezzo. Bisogna valutare l'usura, la centratura, i rilievi, il metallo (poroso vale meno), la conservazione media delle moneta valutata.

 

La seconda cosa da valutare è lo stile. Questo è fondamentale nella monetazione greca, ma è importante anche in quella romana e rinascimentale. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri lo stile si uniforma e la distinzione perde di importanza.

 

La terza cosa da valutare è l'importanza della moneta. Qui parliamo di rarità, ma anche di ''popolarità''. Ci sono monete che tutti vorrebbero e quindi anche se comuni queste raggiungono prezzi notevoli. Un sesterzio di Nerone è più ambito di quello di Antonino Pio... La rarità poi certe volte fa far follie ai collezionisti...

 

La quarta cosa è da valutare è l'origine. Quindi che la moneta sia di provenienza lecita e non provenga nè da scavo nè da furto. L'origine è legata al venditore. Pur essendo possibile comprare da privati, chi compra in un negozio o in asta ha sicuramente una tutela maggiore. Qui bisogna anche accennare al fatto che anche il blasone del venditore ha la sua influenza sul prezzo. Sentirete spesso frasi del tipo: ''Sa, questo esemplare proviene dall'asta X ed era nella collezione di Y...'' E questo fatto impreziosisce la moneta.

 

Il quinto e ultimo elemento da valutare è il livello di desiderio che ha il collezionista di avere una certa moneta. Questo è l'elemento che scatena vere e proprie guerre nelle aste. Quando una moneta raggiunge prezzi folli vuol dire che qualcuno ha deciso di possederla ad ogni costo. In questo caso beato il vecchio proprietario.... 

 

Tutto quello che ho scritto ha bisogno di tempo, in alcuni casi di molto tempo, per essere gestito con padronanza. Ma spero che questi miei pensieri possano essere utili per i Vostri acquisti.

 

Arka

Modificato da Arka
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È molto condivisibile quello che scerive @@Arka. Per me molto importante è il venditore e la sua affidabilità.Si spende qualcosina in più ma almeno si sta relativamente più sicuri

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In un'altra discussione ho accennato agli elementi che compongono la valutazione economica di una moneta e alla difficoltà di padroneggiarli. @@Piakos mi ha chiesto di approfondire l'argomento e così provo a svilupparlo, tenendo sempre presente che questi pensieri derivano dalla mia esperienza e niente più. Altri magari hanno sviluppato altre esperienze...

 

La prima cosa da valutare in una moneta è lo stato di conservazione e l'autenticità. Attenzione che, mentre per le monete battute a macchina la cosa potrebbe essere semplice, per quelle battute a martello diventa più complicato e di conseguenza più soggettivo. Questa soggettività è una delle variabili importanti per il prezzo. Bisogna valutare l'usura, la centratura, i rilievi, il metallo (poroso vale meno), la conservazione media delle moneta valutata.

 

La seconda cosa da valutare è lo stile. Questo è fondamentale nella monetazione greca, ma è importante anche in quella romana e rinascimentale. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri lo stile si uniforma e la distinzione perde di importanza.

 

La terza cosa da valutare è l'importanza della moneta. Qui parliamo di rarità, ma anche di ''popolarità''. Ci sono monete che tutti vorrebbero e quindi anche se comuni queste raggiungono prezzi notevoli. Un sesterzio di Nerone è più ambito di quello di Antonino Pio... La rarità poi certe volte fa far follie ai collezionisti...

 

La quarta cosa è da valutare è l'origine. Quindi che la moneta sia di provenienza lecita e non provenga nè da scavo nè da furto. L'origine è legata al venditore. Pur essendo possibile comprare da privati, chi compra in un negozio o in asta ha sicuramente una tutela maggiore. Qui bisogna anche accennare al fatto che anche il blasone del venditore ha la sua influenza sul prezzo. Sentirete spesso frasi del tipo: ''Sa, questo esemplare proviene dall'asta X ed era nella collezione di Y...'' E questo fatto impreziosisce la moneta.

 

Il quinto e ultimo elemento da valutare è il livello di desiderio che ha il collezionista di avere una certa moneta. Questo è l'elemento che scatena vere e proprie guerre nelle aste. Quando una moneta raggiunge prezzi folli vuol dire che qualcuno ha deciso di possederla ad ogni costo. In questo caso beato il vecchio proprietario.... 

 

Tutto quello che ho scritto ha bisogno di tempo, in alcuni casi di molto tempo, per essere gestito con padronanza. Ma spero che questi miei pensieri possano essere utili per i Vostri acquisti.

 

Arka

 

 

@@Arka....quanto sopra scrivi è:

 

sintetico ed efficace, semplice... assolutamente magistrale.

Il fatto che tu - anche perchè preso da importanti impegni - insegni poco o, se preferisci, non spesso ... è per la numismatica (sia in divulgazione che in approfondimento), un fatto pernicioso.

Non la voglio fare troppo lunga ma...se sei d'accordo riporto il tutto nel vademecum.

:)

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Se lo metti nel vademecum sarò molto contento. Grazie.

Per quanto riguarda la divulgazione, faccio quello che posso... Soprattutto spero di essere d'aiuto per i giovani collezionisti e numismatici.

 

Arka

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Per quanto riguarda la divulgazione, faccio quello che posso... Soprattutto spero di essere d'aiuto per i giovani collezionisti e numismatici.

 

 

Sicuramente i tuoi interventi sono sempre molto validi e ponderati.

Un saluto

Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci

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  • 1 year later...
Il 13/6/2015 at 15:25, Arka dice:

In un'altra discussione ho accennato agli elementi che compongono la valutazione economica di una moneta e alla difficoltà di padroneggiarli. @@Piakos mi ha chiesto di approfondire l'argomento e così provo a svilupparlo, tenendo sempre presente che questi pensieri derivano dalla mia esperienza e niente più. Altri magari hanno sviluppato altre esperienze...

 

La prima cosa da valutare in una moneta è lo stato di conservazione e l'autenticità. Attenzione che, mentre per le monete battute a macchina la cosa potrebbe essere semplice, per quelle battute a martello diventa più complicato e di conseguenza più soggettivo. Questa soggettività è una delle variabili importanti per il prezzo. Bisogna valutare l'usura, la centratura, i rilievi, il metallo (poroso vale meno), la conservazione media delle moneta valutata.

 

La seconda cosa da valutare è lo stile. Questo è fondamentale nella monetazione greca, ma è importante anche in quella romana e rinascimentale. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri lo stile si uniforma e la distinzione perde di importanza.

 

La terza cosa da valutare è l'importanza della moneta. Qui parliamo di rarità, ma anche di ''popolarità''. Ci sono monete che tutti vorrebbero e quindi anche se comuni queste raggiungono prezzi notevoli. Un sesterzio di Nerone è più ambito di quello di Antonino Pio... La rarità poi certe volte fa far follie ai collezionisti...

 

La quarta cosa è da valutare è l'origine. Quindi che la moneta sia di provenienza lecita e non provenga nè da scavo nè da furto. L'origine è legata al venditore. Pur essendo possibile comprare da privati, chi compra in un negozio o in asta ha sicuramente una tutela maggiore. Qui bisogna anche accennare al fatto che anche il blasone del venditore ha la sua influenza sul prezzo. Sentirete spesso frasi del tipo: ''Sa, questo esemplare proviene dall'asta X ed era nella collezione di Y...'' E questo fatto impreziosisce la moneta.

 

Il quinto e ultimo elemento da valutare è il livello di desiderio che ha il collezionista di avere una certa moneta. Questo è l'elemento che scatena vere e proprie guerre nelle aste. Quando una moneta raggiunge prezzi folli vuol dire che qualcuno ha deciso di possederla ad ogni costo. In questo caso beato il vecchio proprietario.... 

 

Tutto quello che ho scritto ha bisogno di tempo, in alcuni casi di molto tempo, per essere gestito con padronanza. Ma spero che questi miei pensieri possano essere utili per i Vostri acquisti.

 

Arka

Volevo farvi una domanda e ho preso spunto da questo post, sintetico ed efficace.

La mia domanda è semplice e da profano ( spero di non far sobbalzare nessuno dalla sedia ).

Quanto può incidere , per ognuno di Voi, la storia nel valore di una moneta o medaglia se su questa sono state apportate delle modifiche?

Mi spiego meglio: prima della Battaglia di Campaldino , il Vescovo di Arezzo ( ghibellina ) diede in dono ad ogni combattente, sul Sagrato del Duomo, un Grosso d'argento forato e relativo legaccio da portare al collo a mò di riconoscimento e "portafortuna". Venendo più vicino ai giorni nostri , vi sono monete o medaglie che sono state donate da Nobili come pendenti che valgono più degli esemplari diciamo , integri?

Vi chiedo questo perchè nella mia collezione cartacea , ove possibile, io ricerco oltre la migliore condizione di conservazione,se esiste, anche il lato storico.

 

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Sono d'accordo con @dearitio  sul fatto che la valutazione di una moneta non dovrebbe prescindere dalla sua importanza e/o particolarità storica e, personalmente, sarei più che felice di possedere una moneta che, oltre al suo valore "numismatico" ne possiede anche uno "storico".

L'esempio dei grossi del Vescovo di Arezzo è, in questo senso, paradigmatico.

Per chiunque sia  appassionato e collezionista  di numismatica toscano-aretina ed al contempo sia cultore di storia locale, l'idea di possedere una moneta che abbia"partecipato" alla celebre - ma anche sfortunata per le armi ghibelline - battaglia di Campaldino e che magari è passata per la mani di Dante che l'aveva strappata dal collo di un aretino sconfitto, come dice un celebre spot pubblicitario, <non ha prezzo>.

Tuttavia per un collezionista milanese (o trentino, o sardo, o pugliese...) di grossi agontani, il fatto che sia forata costituisce un handicap; oltretutto chi garantisce che il foro è quello originale ed è stato fatto proprio alla vigilia del fatidico 11 giugno 1289?

Questo per dire che a mio avviso il valore storico è un valore aggiunto ma che non deve incidere minimamente sul valore medio commerciale della moneta legato alla conservazione, alla rarità, ecc.

In caso contrario si aprono praterie sconfinate a furbi, truffatori, imbroglioni.

Un po' come credo stia succedendo con le monete di Ferdinando II con su scritto <Re Bomba> e che ormai superano di gran lunga il numero delle bombe che il re fece tirare su Messina! :)

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<Melius est dare quam accipere>

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@Lugiannoni ovviamente la storia dei Grossi serve solo ad accompagnare la mia domanda ed ovviamente mi riferivo a situazioni documentate. Sfortunatamente voi siete alle prese con provetti fabbri e probi metalmeccanici fresatori , io sono alle prese con dei bollatori di banconote che si divertono a spostare le divisioni tedesche un po' per tutto il globo come si trattasse di una partita di Risiko. Le praterie per gli imbroglioni, ahimè, sono sempre più ampie.

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