Vai al contenuto

Recommended Posts

Leggo su L'Espresso n°31/15: VIBO VALENTIA. Anche le vestigia della Magna Grecia sono diventate preda della 'ndrangheta. Per oltre 15 anni il clan Mancuso ha messo in vendita reperti archeologici trafugati dall'antica Hipponion, grazie a tunnel profondi anche 30 provare piùmetri, scavati sotto la città vechia. Per i PM di Catanzaro, il traffico dei reperti era finanziato anche da insospettabili colletti bianchi.

 

 

..non so se provare più rabbia o vergogna.

 

Ma cosa faceva il Comune, la polizia municipale, la Soprintendenza, i Carabinieri del NTPC, la Polizia, la magistratura e tutti i cittadini, in questi 15 (...diciamo meglio 50) anni?

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ohibò!

La solita tragedia dell'arte e della cultura in Italia!

: STARTLE :

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratore

Come per la droga anche per il collezionismo illegale, il fenomeno esiste perché c'è tantissima domanda mentre dall'altra vi sono i tombaroli che non riescono/possono vendere direttamente e quindi le organizioni criminali fungoo da intermediari. I pm dovranno ricostruire la rete dei traffici, cosa chd vedo veramente difficile...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

niente ! 

 

prendevano lo stipendio e si lamentavano come al solito 

 

questa gente sarebbe da licenziare tutta a calci nel didietro ! 

sono la rovina dell italia (e non parlo della mala , ma dell apparato statale)

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E' l'ennesimo caso in cui il popolo (che comprende cittadini, politica, polizia locale, magistratura, ecc) si lamenta per sciocchezze ma non di queste cose perchè non li tocca direttamente.

Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

...non li tocca direttamente perchè ci hanno resi ignoranti della nostra storia (a partire dalle elementari) e perchè in certe zone di'Itaglia si vive di pubblico finanziamento, a scapito di altre parti d'Itaglia e non ci si rende conto che il turismo culturale e scientifico è una risorsa...

Sul valore costituzionale dei beni culturali taccio...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

...non li tocca direttamente perchè ci hanno resi ignoranti della nostra storia (a partire dalle elementari) e perchè in certe zone di'Itaglia si vive di pubblico finanziamento, a scapito di altre parti d'Itaglia e non ci si rende conto che il turismo culturale e scientifico è una risorsa...

Sul valore costituzionale dei beni culturali taccio...

 

Hai centrato il punto... manca la cultura della cultura e dell'arte. Scusate il gioco di parole.

Non voglio far distinzioni (non ne sono il tipo e lungi da me apparire ciò che non sono), ma per fortuna qui in trentino abbiamo un bellissimo rapporto con il nostro passato, sia in termine di materiale storico che cultura asburgica.

 

Penso che nulla è perduto. Credo che se ci sia la volontà possiamo educare i nostri figli ad un sano rispetto della cultura popolare e della società delle regole...

Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Come potete immaginare, dove abito il fenomeno dei tombaroli è stato presente da decenni, incrementato, specie nell'immediato dopoguerra dalla mancanza di lavoro.

 

Col tempo il fenomeno si è parzialmente ridotto, sia perchè alcuni hanno trovato un lavoro meno remunerativo ma anche meno rischioso, sia perchè i controlli sono aumentati e sia perchè altri hanno scoperto che comprare delle ottime imitazioni di vasi etruschi o greci (specie nel Lazio settentrionale), magari rompendoli e lasciandoli "invecchiare" per un annetto in un pozzo nero per formare le "patine" era più redditizio e assolutamente privo di rischi.

 

Rimasero alcuni "anziani" tombaroli - un paio ho avuto modo di conoscerli - nei quali la ricerca della tomba era diventata essenzialmente una specie di "passione" in cui si ricercava più il gusto e l'emozione del ritrovamento piuttosto che il guadagno.

 

Dalla parte dei "buoni",  carabinieri, finanzieri, Soprintendenza e volontari - a cui ora si sono uniti i guardiani del Parco Archeologico - si impegnano quanto e più del possibile.

 

Posso comunque garantire che individuare uno o più tombaroli all'opera di notte in un bosco fitto di lecci e quercie (questa è la vegetazione presente nell'area archeologica di Populonia) è estremamente difficile.

 

Ho fatto questa premessa perchè ho letto sopra interventi ingenerosi nei confronti degli addetti alla tutela, siano essi funzionari delle Soprintendenze o delle forze dell'ordine.

 

Se era ed è difficilissimo individuare i tombaroli all'opera in Toscana, pensate cosa possa essere in Calabria, dove i latitanti della 'ndrangheta vivono in tunnel sotterranei iperprotetti e, evidentemente, utilizzano lo stesso metodo per intercettare le aree archeologiche.

 

Non dimentichiamo che esiste un mercato perchè c'è una grande richiesta. Semmai è anche in questa direzione che si dovrebbe agire con maggiore vigore.

 

Termino riportando un episodio legato al tombarolismo e che vide protagonista in Sicilia, a Selinunte, quella grande figura umana e di archeologo che fu il soprintendente Vincenzo Tusa, episodio che ho sempre ritenuto paradigmatico per chiarire come a volte problemi apparentemente complessi possano essere risolti con intelligenza e fantasia, fuori dai lacci burocratici.

 

<La mattina presto mi affacciavo alla finestra e vedevo tornare i clandestini che mi dicevano in dialetto: "Baciamo le mani, professore. Quando siamo senza lavoro, dobbiamo pur dare da mangiare ai bambini". Mi impegnai a trovare una soluzione. Clandestini e soprintendente non potevano andare d' accordo. Andai dal presidente del Banco di Sicilia, che era Carlo Bazan, e gli chiesi i soldi per assumerli. Lui mi promise tre milioni di lire di allora. Il venerdì seguente, di primo mattino, vidi una dozzina di clandestini che tornavano dagli scavi. Dissi che sarebbero stati tutti assunti a partire dal lunedì successivo e così fu. La cosa fece clamore, ne parlarono i giornali, fui chiamato a Roma per rendere conto di quelle anomale assunzioni, ma l' iniziativa ebbe buoni risultati> (tratto da La Repubblica, 12.8.2002).

  • Mi piace 2

<Melius est dare quam accipere>

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratore

Anche in Puglia molti siti sono depredati e spogliati dai tombaroli...mancano i presidi di sorveglianza e tutela delle aree archeologiche. Spesso si preferisce risotterrare il sito archeologico ma tanto è inutile perchè verrà riportato alla luce in modo illegale...

Io , come ben sapete, sono convinto che lo Stato non è in grado di geatire il patrimonio culturale italiano e che si rendono necessarie società private a cui concedere la gestiore dei singoli siti archeologici o monumentali o museali

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche in Puglia molti siti sono depredati e spogliati dai tombaroli...mancano i presidi di sorveglianza e tutela delle aree archeologiche. Spesso si preferisce risotterrare il sito archeologico ma tanto è inutile perchè verrà riportato alla luce in modo illegale...

Io , come ben sapete, sono convinto che lo Stato non è in grado di geatire il patrimonio culturale italiano e che si rendono necessarie società private a cui concedere la gestiore dei singoli siti archeologici o monumentali o museali

Claudio, io credo che dovremmo essere più precisi, nel senso che parlare di <Stato> rischia di essere troppo generico (anche noi, semplici cittadini facciamo parte dello <Stato>).

 

Per quanto riguarda il settore specifico abbiamo  da un lato lo specifico Ministero (BB.CC. e turismo) dall'altro le diramazioni regionali  e, spesso, organizzazioni locali di volontariato.

 

E' chiaro che se la <testa> (il Ministero) latita nel senso dei finanziamenti e delle direttive (possibilmente precise e non cervellotiche) tutto il resto ha gravi  difficoltà di funzionamento. E tutto questo può certo essere anche un pretesto per privatizzare i nostri BB.CC. se davvero le privatizzazioni o le "managerizzazioni" fossero quella panacea contro tutti i mali che ci affliggono. Ricordo solo che quando a capo della gestione di Pompei fu messo un manager proveniente dalla Coca Cola non si videro molte...bollicine frizzanti!

 

I nostri beni culturali hanno bisogno di professionalità e di esperienze; professionalità ed esperienze che non mancano. Quello che manca sono i finanziamenti adeguati e necessari alla gestione di un patrimonio che è unico al mondo e che è di tutti noi.

 

Altra cosa è, ovviamente, l'apertura ai finanziamenti privati, i quali a loro volta debbono poter avere il loro ritorno di convenienza in termini di visibilità e di agevolazioni fiscali.

 

Insomma, si alle sponsorizzazioni defiscalizzate, no alla gestione privata che comunque non garantisce di per sè qualità ed efficienza (basta pensare alle avvenute privatizzazioni dell'acqua, per non parlare - a Piombino ne sappiamo qualcosa - della privatizzazione dell'industria siderurgica).

 

Sapendo poi che le gestioni di musei e parchi sono di per sè deficitarie (lo sono, ad es. il Louvre, il British, il Metropolitan, ecc.) resta comunque il problema dei finanziamanti.

 

E con questo si ritorna alla partenza.

<Melius est dare quam accipere>

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...