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8268 - Accadde oggi... 6 aprile 46 a.C.


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Thapsus, Tunisia, 6 aprile 46 a.C.

La battaglia di Tapso si svolse il 6 aprile 46 a.C. (equivalente al 7 febbraio del calendario riformato) nei pressi di Thapsus (oggi Ras Dimas, Tunisia). L'esercito della Repubblica senatoriale, condotto da Quinto Cecilio Metello Pio Scipione Nasica e dal suo alleato Giuba I di Numidia, si scontrò con le forze di Gaio Giulio Cesare, che finirono per avere il sopravvento. Con questa vittoria Cesare spezzò le resistenze che ancora vi erano contro il suo potere in Africa e si avvicinò ancora di più al potere assoluto.
L'esercito di Metello Scipione circondò Tapso per avvicinarsi alla città dal suo lato nord. Prevedendo l'approssimarsi di Cesare, rimasero in ordine serrato di battaglia, tenendo ai lati la cavalleria con gli elefanti. La posizione di Cesare era tipica del suo modo di combattere, con lui al comando del lato destro e la cavalleria e gli arcieri ai fianchi. La minaccia costituita dagli elefanti fu alla base della precauzione di rinforzare la cavalleria con 5 coorti.
Un trombettiere di Cesare diede l'ordine di battaglia. Gli arcieri di Cesare attaccarono gli elefanti, ma, dato lo spessore della loro pelle, le frecce furono inefficaci. Gli elefanti colpirono a fondo con le zanne e molti legionari Cesariani morirono all'impatto. Il lato sinistro degli elefanti attaccò il centro dei Cesariani, dove era posta la V legione. Questa legione sostenne l'attacco con tale coraggio che da allora in poi un elefante divenne il suo simbolo. I pachidermi, intanto, stavano massacrando i fanti, aprendo la strada ai cavalieri di Scipione. Cesare fece suonare enormi trombe con tanta violenza da spaventare e far retrocedere gli elefanti, che calpestarono la cavalleria. Dopo la perdita degli elefanti, Metello Scipione cominciò a perdere terreno. La cavalleria di Cesare scavalcò gli avversari con una manovra, distrusse il campo fortificato e costrinse il nemico alla ritirata. Le truppe alleate di Giuba abbandonarono le posizioni tornando verso le proprie terre poiché Bocco, un altro principe di Mauretania, aveva nel frattempo attaccato Cirta, la capitale di Giuba. Quando Scipione rimase con solo una parte degli elefanti africani e senza rinforzi, le sorti della battaglia furono decise. Scipione scappò a sua volta, via mare, lasciando l'esercito nelle mani di Afranio.
Circa 10.000 soldati avversari, tra cui lo stesso Metello Scipione, volevano arrendersi a Cesare, ma vennero invece uccisi dal suo esercito. Questo comportamento è insolito per Cesare, che era noto come vincitore generoso. Alcune fonti sostengono che Cesare avrebbe avuto un attacco epilettico durante la battaglia e che non fosse pienamente in sé durante la sua conclusione.

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Cesare (+ 44 a.C.) Denario (46-44 a.C.) Elefante andante a d. – R/ Strumenti sacrificali – B. 9; Cr. 443/1 AG (g 3,75)

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