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Nell'ambiente numismatico Sovente assiste a discussioni molto accese inerenti alla nascita e alla datazione della moneta d'argento a Roma (serie romano campane e denario). Non si trova né la stessa partecipazione né la stessa veemenza se, al contrario, si prende in esame la genesi delle monete auree. Questa differenza di trattamento è dovuta alla natura molto sporadica delle coniazioni in oro che ebbero un impatto trascurabile rispetto a quello enorme della monetazione argentea. Tuttavia anche l'origine della moneta aurea a Roma non va trascurata. Plinio, oltre a parlare della nascita della moneta d'argento collocandola nel discusso anno 269, data anche la prima emissione in oro ponendola 51 anni dopo, quindi all'anno 218, con un riferimento relativo.

Aureus  nummus post annos LI percussus est quam argentus. (Plinio il vacchio, Historia Naturalis, libro XXXIII, XIII, 47).

Sulla veridicità o meno di questa affermazione c'é una moltitudine di teorie: in generale io sono propenso a dare valore a quanto venne scritto da Plinio  a patto che venga interpretato nel modo corretto (problema non da poco...). In ogni caso la prima serie monetale (2 monete rispettivamente da 1 e 1/2 statere d'oro) è (quasi) unanimemente  considerata quella dell' "aureo del giuramento" che a me piace collocare, rispettando il messaggio plinian, al 218.

Di seguito i due nominali di questa serie presi dall'archivio del British Museum: statere e 1/2 statere.

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1867-0101-580

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1865-0809-1

Nei prossimi giorni vedrò di approfondire questa serie monetale, aggiungendo vari dettagli. Nel frattempo ogni ulteriore intervento è il benvenuto.

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Crawford definisce queste due monete come statere e mezzo statere con un peso troviamo rispettivamente di 6,80 e 3,40 grammi.

Questi dati ponderali sono basati sullo scrupolo e, conseguentemente, lo statere assestato a 6 scrupoli e il mezzo statere a 3 scrupoli. Ricordo che lo scrupolo è pari a 1,137g.

Secondo un'interpretazione diffusa queste due monete auree sarebbero collegabili e contemporanee alla serie semilibrale che Crawford data nei primissimi anni della seconda guerra punica, attorno al 217 a.C.. Lo statere corrispondeva a 40 assi semilibrali mentre il mezzo statere a 20.

Tuttavia queste due monete non riportano segni di valore: si tratta di una teoria ben congegnata ma senza una prova certa che la confermi.

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Una prima prova sul valore rispettivamente di 20 assi per il mezzo statere e di 40 assi per lo statere potrebbe essere un presunto nominale intermedio, noto in soli 4 esemplari, riportante al diritto il segno di valore XXX. Peccato che questa moneta sia considerata oggi dai più (tra cui Crawford) un falso e, di conseguenza, basarsi nel ragionamento solo su essa potrebbe essere rivelarsi un errore.

Il peso della moneta con segno di valore XXX è di circa 4,46g: potrebbe trattarsi di un'evoluzione di poco posteriore allo statere e al mezzo statere (la presenza del segno di valore sarebbe già di per sé un'evoluzione) ed essere perciò inserita in un contesto di ulteriore svalutazione dell'asse: non più non semilibrale ma post-semilibriale. Infatti per lo statere, ipotizzandolo a 40 assi, avremmo l'equivalenza di valore (1g di oro=40/6,8=5,88assi) mentre per la moneta con segno di valore XXX (1g di oro=30/4,46=6,72assi).

Un ragionamento complesso, contorto e profondamente incerto che, tuttavia, potrebbe essere un puro esercizio di stile data la possibile falsità della moneta con segno di valore XXX.

In ogni caso non tutti credono alla falsità di questo nominale: da NAC nel 2015 ha totalizzato 225000 CHF partendo da 100000, pur con qualche velatissimo dubbio sull'autenticità espresso nella descrizione... https://www.biddr.com/auctions/nac/browse?a=8&l=5414

Posto la moneta conservata al British Museum, definita sul loro stesso sito "forgery" anche se viene aggiunto "ancient probably".

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_R-8061

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Continuiamo con l'analisi del valore di questa moneta. Da dove si ricava l'equivalenza dello statere a 40 unità (assi) e, conseguentemente , del mezzo statere a XX (assi) senza considerare l'aureo della stessa serie con segno XXX ma di dubbia autenticità descritto nel post precedente?

Alla base di questa conclusione soggiace un ragionamento deduttivo basato su un'altra serie aurea, ritenuta  dai più successiva di qualche anno a quella del giuramento,  quando era già entrata in vigore la riduzione sestantale dell'asse. Sto parlando dei cosiddetti aurei marziali che riportano la corrispondenza di valore in unità. La maggiorparte del studiosi ritengono che queste unità corrispondano all'asse mentre altri, fraintendendo (a mio parere) un passo di Plinio, pensano al sesterzio. Secondo il mio modo di vedere, alla fine del III secolo a.C. l'unità di conto non poteva essere altro che l'asse e pensare al sesterzio (moneta poco comune e di importanza irrisoria in epoca repubblicana) sarebbe assurdo.

Ebbene, la serie dell'aureo marziale, datata da Crawford al mitico 211 (lo stesso anno della nascita del denario in accordo con il suo modello), è costituita da 3 nominali rispettivamente di 3,36g (con segno di valore LX - RRC 44/2), 2,22g (con segno di valore XXXX - RRC 44/3) e 1,11g (con segno di valore XX - RRC 44/4). Di seguito sono mostrati i 3 nominali del British Museum.

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1964-1203-69

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1844-1008-56

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1867-0101-582

Considerando l'AUREO MARZIALE (3,36g) contemporaneo al sistema dell'asse SESTANTALE (pari a circa 44g anche se con un'enorme variabilità) avremmo per la moneta da 3,35g con indicato LX la seguente equivalenza di valore oro-rame: 1g di oro = 44x60/3,36 = 786g di rame

Considerando lo STATERE DEL GIURAMENTO (6,8g) pari a 40 assi SEMILIBRALI (circa 132g) il rapporto di valore non cambia: 1g di oro = 132x40/6,8 = 776 g di rame.

Con queste ipotesi, l'equivalenza di valore oro/rame rimane invariata nelle due diverse serie, quella del giuramento e quella marziale. Ecco perché, secondo questa teoria, si giunge alla conclusione che lo statere e il mezzo statere del giuramento erano contemporanei alla riduzione semilibrale dell'asse e corrispondevano rispettivamente a 40 e 20 assi

Risulta superfluo ricordare che le ipotesi non dimostrate alla base di questa conclusione siano molteplici e tutt'altro che sicure: l'incertezza su molti aspetti della serie del giuramento rimane quindi in buona parte irrisolta.

Nei prossimi post vedrò di dedicarmi ai dettagli sull'iconografia e la datazione.

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Parliamo della datazione. Quali sono gli indizi a supporto della collocazione della serie del giuramento ai primi anni della seconda guerra punica?

  • il già citato passo di Plinio che colloca la prima coniazione aurea romana al 218 a.C. Aureus  nummus post annos LI percussus est quam argentus. (Plinio il Vecchio, Historia Naturalis, libro XXXIII, XIII, 47).
  • L'immagine del diritto del tutto analoga a quella dei quadrigati. I quadrigati sono datati da Crawford agli anni 225-212a.C. (tuttavia anche su questa datazione vi sono numerose ipotesi differenti da vari studiosi). Per Crawford si tratta degli stessi anni in cui avvennero le diverse riduzioni dell'asse partendo dal librale ridotto (225) fino al sestantale (211).
  • Un passo di Tito Livio che parla di un giuramento di soldati romani e loro alleati pronunciato nel 216 nel difficilissimo contesto dell'invasione annibalica. (Livio, ab urbe condita, XXII, 38): "I soldati furono costretti dai Tribuni militari a giurare (ciò che non era mai stato fatto in precedenza) che si sarebbero adunati a ogni comando dei consoli e non si sarebbero allontanati senza licenza. Fino a quel giorno, infatti, non vi era stato se non un giurameneto di fedeltà...Questo, da patto volontario che si faceva tra loro, fu portato davanti ai tribuni come obbligo legale di giuramento". Questo passo non parla letteralmente di un rito simile a quello raffigurato sull'aureo, il quale potrebbe tuttavia presentare un rappresentazione allegorica di tale giuramento.
  • Le coniazioni dell'oro furono estremamente sporadiche nella Res Publica. Si può pensare quindi che la prima coniazione in oro fu associata ad un periodo di emergenza e di stringente necessità, perfettamente coerente con gli anni dell'invasione annibalica.
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Il 22/1/2021 at 21:27, Ross14 dice:

n ogni caso non tutti credono alla falsità di questo nominale: da NAC nel 2015 ha totalizzato 225000 CHF partendo da 100000, pur con qualche velatissimo dubbio sull'autenticità espresso nella descrizione... https://www.biddr.com/auctions/nac/browse?a=8&l=5414

Posto la moneta conservata al British Museum, definita sul loro stesso sito "forgery" anche se viene aggiunto "ancient probably".

https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_R-8061

 

Gli esemplari vengono dagli stessi conii, quello del british potenzialmente è nato dopo perché ha qualche eccesso di metallo (frattura di conio?) in più in alcuni punti.

Sono noti esemplari provenienti da altri conii? 

Providentia optimi principis

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Ciao @Giuseppe Gugliandolo

Relativamente all'aureo del giuramento con segno XXX, si conoscono 4 esemplari. Se non sbaglio ci sono due conii di diritto, di rovescio non ricordo. Vedrò di riuscire a recuperare le 4 immagini (spero).

Ricercando sul web ho trovato questo articolo di Campana che descrive sotto vari punti di vista questa serie monetale. Tra l'altro, pur con numeri diversi che dipendono da ciò che si "crede" per le riduzioni dell'asse, ha utilizzato più o meno lo stesso metodo per determinare il valore dei due nominali. Io, a differenza dell'articolo, mi sono attenuto al modello rigorosamente Crawfordiano della svalutazione dell'asse.

In ogni caso, consiglio di leggere questo splendido scritto di Campana di cui riporto il link. A pagina 6 del pdf (9 del cartaceo) si parla delle ragioni della falsità del pezzo da XXX unità che, tuttavia, mi lasciano un poco perplesso, basandosi principalmente su un ragionamento sui dati ponderali e le equivalenze di valore dove, tuttavia, sussistono solamente delle ipotesi.

https://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/I.-Monete-doro-repubblica-romana.pdf

E' molto interessante l'analisi della lega effettuata su questa moneta che è diversa da quella dell'aureo del giuramento ma corrispondente a quella dell'aureo marziale.

 

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Premesso che non è il mio campo e potrei dire fesserie incredibili.

Possibile che un'impurità dello 0.2% in più possa giustificare la non originalità del pezzo? Si parla di inezie, la quantità di fino inficiata è davvero ridicola

Inoltre bisognerebbe sapere su quanti pezzi è stata fatta l'analisi del metallo per le altre tipologie, dovrebbero essere tanti per avere un riscontro reale, uno o due pezzi per tipologia non credo siano sufficienti per fare una stima di questo tipo, ci può essere sempre la moneta con più impurità rispetto ad un altra tenendo conto che il metallo è per l'appunto una lega. Se poi sto sbagliando correggetemi perché non mi è chiaro proprio questa parte.

 

Per quanto riguarda l'autenticità del pezzo non metto affatto in discussione lo scritto, anzi.

1 ora fa, Ross14 dice:

basandosi principalmente su un ragionamento sui dati ponderali e le equivalenze di valore dove, tuttavia, sussistono solamente delle ipotesi.

Questo è il problema di trattare monetazioni così antiche e complesse, ma ricche di fascino, invidiate e imitate da tutti i sovrani, regnanti ed imperatori che successivamente sono venuti in contatto con le "reliquie" della romanità.

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Providentia optimi principis

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@Giuseppe Gugliandolo

Tra l'altro il pezzo con xxx, per chi lo ritiene autentico, avrebbe una datazione intermedia basata sui dati ponderali tra la serie del giuramento  senza  segni di valore e la serie marziale. Ciò  rende la composizione coincidente con quella dell'aureo marziale un'argomentazione assolutamente  sensata.

In ogni caso le diverse teorie su queste monete vanno ritenute non delle certezze ma delle possibilità. Considerando i dubbi tuttora irrisolti e il mistero che le avvolge, ritengo lo studio delle prime emissioni repubblicane una delle tematiche numismaticamente più  appassionanti e coinvolgenti.

Sui dati ponderali ci sono delle altre considerazioni da esporre che vedrò di pubblicare nei prossimi post.

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La serie del Giuramento viene collocata e definita nei suoi valori grazie alla serie marziale, considerata successiva. La stessa serie marziale viene poi ritenuta coeva, così come i primi denari, alla riduzione sestantale dell'asse.

Se le cose stanno veramente in questi termini, è possibile azzardare un'equivalenza di valore tra oro e argento nel 211 a.C. o giù di lì. Considerando i segni di valore espressi in assi sestantali sia per i primi denari sia per l'aureo marziale:

  • I primissimi denari avevano un valore di 10 assi (segno di valore X) e un peso di 4,36g
  • L'aureo marziale più pesante aveva un valore di 60 assi (segno di valore LX) e un peso di 3,36g

L'equivalenza di valore oro-argento diventa:

1g di oro = 4,36X60/(10x3,36) = 7,78g di argento

Si consideri che quasi due secoli dopo la riforma di Augusto stabilì il rapporto 1g d'oro=12,20 g di argento

E' quindi possibile un rapporto di valore così contenuto tra oro e argento (7,8)? Ed è ammissibile una differenza così elevata rispetto al tempo di Augusto (12,20)?

La nebbia resta fitta...

 

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Lasciando un poco da parte gli aspetti metrologici e ponderali, passiamo a parlare dell'immagine al diritto, del tutto analoga a quella dei più celebri quadrigati. Qual è la divinità rappresentata?

Elenco 3 possibilità:

  • Giano imberbe (ma perché rappresentarlo imberbe e non secondo i canoni tradizionali?)
  • Fons, dio delle fonti e figlio di Giano (tuttavia oggi è una divinità considerata non centrale nel pantheon romano: perché rappresentarlo su monete così diffuse, importanti e di lunga vita come i quadrigati oltre che sui nostri aurei? Forse Fons era più importante di quanto pensiamo oggi nella seconda parte del III secolo a.C.?)
  • La raffigurazione gianiforme dei Dioscuri (visione poetica ma corrisponde alla realtà? O si tratta solamente di una suggestione di Crawford?)

Voi cosa ne pensate?

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Il 26/1/2021 at 20:55, Ross14 dice:

La nebbia resta fitta...

Fittissima direi.

 

Il 29/1/2021 at 22:02, Ross14 dice:

Elenco 3 possibilità:

  • Giano imberbe (ma perché rappresentarlo imberbe e non secondo i canoni tradizionali?)
  • Fons, dio delle fonti e figlio di Giano (tuttavia oggi è una divinità considerata non centrale nel pantheon romano: perché rappresentarlo su monete così diffuse, importanti e di lunga vita come i quadrigati oltre che sui nostri aurei? Forse Fons era più importante di quanto pensiamo oggi nella seconda parte del III secolo a.C.?)
  • La raffigurazione gianiforme dei Dioscuri (visione poetica ma corrisponde alla realtà? O si tratta solamente di una suggestione di Crawford?)

Voi cosa ne pensate?

Penso che on so cosa pensare. 😞

Tutte e 3 le possibilità sono possibili e non vedo validi indizi che possano far propendere per una in vece che un'altra.

Così, a "sentimento" e senza prova alcuno propenderei per la seconda.  Che Fons fosse più popolare di quanto oggi si pensi.

Tu che ne dici?

Ave!

Quintus

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8 ore fa, Quintus dice:

Penso che on so cosa pensare. 😞

Tutte e 3 le possibilità sono possibili e non vedo validi indizi che possano far propendere per una in vece che un'altra.

Così, a "sentimento" e senza prova alcuno propenderei per la seconda.  Che Fons fosse più popolare di quanto oggi si pensi.

Tu che ne dici?

Anch'io sono per Fons.

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Vediamo ora il rovescio: la scena mostra due guerrieri in piedi che puntano la spada verso un porcellino retto da un terzo guerriero. Il guerriero di sinistra ha la barba e si appoggia ad una lancia con la punta rivolta perso l'altro mentre quello di destra regge il fodero della spada ed una lancia con la punta rivolta verso il basso.

Secondo un'interpretazione unanime questa scena raffigura un rito di giuramento.

Ci sono innumerevoli interpretazioni: a mio parere l'immagine simboleggia il patto di fedeltà rinnovato dai Romani con gli alleati italici in concomitanza dell'invasione annibalica (si veda il passo di Livio già menzionato relativo a questo episodio). Interessante è il parallelismo mitologico secondo cui l'uomo di sinistra sarebbe il re Latino e quello di destra Enea.

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