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50 Baiocchi 1832 B Gregorio XVI


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                     Una delle primissime monete coniate nel pontificato di Gregorio XVI fu il 50 Baiocchi dedicato appunto a San Romualdo Abate come commemorazione di un Santo a lui particolarmente caro e come ricordo delle proprie origine culturali e religiose che appartenevano all'inizio del suo cammino nella Chiesa.  Gregorio si preoccupò di raccogliere e salvare molte testimonianze dell'Ordine cui era appartenuto e che in quel preciso anno di commemorazione (coniazione di questa moneta) compiva esattamente ottocento anni.  L'Ordine inoltre lasciò in Gregorio una indelebile influenza in tutte le sue convinzioni ed i suoi comportamenti di tutto il pontificato.  

      50 Baiocchi  o mezzo scudo del 1° tipo

Materiale:  argento 917

Diametro:  32 mm

Peso:  14,20 g

Contorno:  rigato

Zecca: Roma (o Bologna come quello postato)

Incisore: N. Cerbara

Rarità: piuttosto raro con zecca B

Diritto:  busto del Pontefice rivolto a destra, con stola, mozzetta e zucchetto; legenda con GREGORIUS . XVI PONT . MAX  II

1832 e N. Cerbara

Rovescio:  San Romualdo Abate in ginocchio col Crocifisso tra albero d'ulivo e roccia con bastone nodoso e teschio. Nell'esergo BAJ . B . 50;  legenda:  S. ROMVALDVS . AB . CAMAL .

      Il numero di millesimi e di pezzi coniati è piuttosto esiguo (è da considerarsi a tutti gli effetti una moneta commemorativa quasi a se stante).  Si dovrà attendere il tipo successivo più  tradizionale perché la moneta sia ufficialmente destinata alla più alta circolazione. Infatti con il 1835 fu riformata la circolazione monetaria negli Stati Pontifici tramite l'introduzione di un nuovo sistema decimale basato sullo scudo Romano d'argento diviso in 100 Baiocchi.  La moneta postata, precedente la riforma di alcuni anni, rientrerà anch'essa nella riforma decimale, venendo considerata a tutti gli effetti un mezzo scudo.

 

Moneta proveniente da collezione privata.

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Se non vado errato la moneta (un ottimo esemplare molto raro a trovarsi in questa conservazione, qFDC) proviene da InAsta 36 del 2010.

Concordo trattarsi di una tipologia per molti versi affascinante, ultima tra le monete papali ad avere questo aspetto "medaglistico" del rovescio, che poi si ridurrà negli anni successivi ai soli rami d'ulivo contenenti il valore. Tra qualche mese su Panorama Numismatico uscirà un articolo sulla monetazione di Gregorio XVI per Bologna. Riguardo a questa tipologia (Bologna) sono presenti almeno 5 diversi conii di rovescio, riconoscibili per alcuni particolari (tra cui il ceppo sulla sinistra diversamente frastagliato ed il bastone a destra diversamente nodoso e la punteggiatura attorno al valore 50) o per fratture di conio non incrementali ma esclusive; 2 i conii di diritto (uno molto raro e distinguibile per alcune fratture e particolari della stola del pontefice). Il Serafini (vol. IV, p. 338, n. 322/225A) riconosce una variante del rovescio ma non quella del diritto.

La tiratura per Bologna non fu poi così contenuta, 25.482 esemplari (dato inedito), e la moneta fu coniata nella zecca di Bologna a più riprese (ma sempre con la stessa data) tra il novembre 1832 e il dicembre 1834.

Non ne conosco la ragione ma le monete di Gregorio XVI del I periodo, pur belle, non sono adeguatamente apprezzate dai collezionisti.

Complimenti per il bell'esemplare.

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Ciao @Giov60 ti ringrazio per la puntuale ed ineccepibile disamina. I numeri di coniazione non erano, in effetti, di mia conoscenza così pure le specifiche dei conii. La moneta è stata presa proprio da Inasta in quel medesimo periodo da te indicato con quel grading. Non ricordo se fosse proprio quell'asta specifica. Un vero peccato che gli estimatori di questo periodo non siano numerosi. Temo che si sia ridotto anche il numero di collezionisti di pontificie in generale sebbene moltissime monete siano stupende e di elevatissime qualità artistiche. 

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Il 28/1/2021 at 23:13, carledo49 dice:

Ciao @Giov60 ti ringrazio per la puntuale ed ineccepibile disamina. I numeri di coniazione non erano, in effetti, di mia conoscenza così pure le specifiche dei conii. La moneta è stata presa proprio da Inasta in quel medesimo periodo da te indicato con quel grading. Non ricordo se fosse proprio quell'asta specifica. Un vero peccato che gli estimatori di questo periodo non siano numerosi. Temo che si sia ridotto anche il numero di collezionisti di pontificie in generale sebbene moltissime monete siano stupende e di elevatissime qualità artistiche. 

@Giov60 è un appassionato ottimo ed illustre che viene letto sempre con attenzione in ogni sede.

La moneta in effetti è molto bella...ho anche io un esemplare, forse un mezzo gradino superiore..ma è per Roma e non per Bologna...avevo anche Bologna in FdC...ma, non si può tenere tutto. La monete di gregorio  XVI come anche quasi tutte le papali del periodo erano più ricercate una ventina di anni fa'...cioè erano ben assorbite anche se non sono mai lievitate nei prezzi oltre i 200/300  euro. Lo scudo in eccezionali condizioni poteva fare 500 euro. Oggi non si capisce più molto,  sicuramente la grande conservazione può fornire positive sorprese al venditore...sul fatto che i collezionisti siano diminuiti si resta nel mistero. Credo che siano diminuiti coloro che compravano i grading intermedi,  apprezzandoli; un bel BB della moneta in topic poteva fare  100 euro. Dubito che oggi possa accadere.

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