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Faustina II - Un bronzo di Tabala


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Carissimi amici numismatici, buonasera!

stasera desidero mostrarvi un bronzo provinciale piuttosto raro coniato presso la zecca di Tabala.

Innanzitutto amo questa moneta perché sul diritto è effigiata la mia adorata Faustina, mentre al rovescio è presente Cibele, la divinità che mi intriga maggiormente grazie alle sue origini esotiche ed alla particolare vicenda che portò l'introduzione del suo culto a Roma.

Tuttavia la caratteristica che la rende così "peculiare" è lo stile così anomalo, quasi "primitivo", che spesso si riscontra sulle monete coniate presso questa zecca.

Di seguito trovate le fotografie: perdonate la conservazione tutt'altro che eccezionale ma si tratta di una moneta assai difficilmente  reperibile anche in condizioni di elevata consunzione.

Ogni commento è il benvenuto.

AE 24mm / 7,61g

RPC IV.2, 1528 (temporary) https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/1528

Diritto: ··ΦΑΥCΤΕΙΝΑ·CΕ· Busto drappeggiato di Faustina rivolto a destra

Rovescio: ΤΑΒΑΛƐΩΝ Cibele seduta in trono verso sinistra, con un polos sulla testa,  regge una patera con la mano destra e appoggia il braccio sinistro su un tamburo. Sotto la patera si nota il leone, un tipico attributo della dea. Per questa moneta sono presenti due varianti: con e senza leone.

 

Foto - Faustina II - Provinciale Tabala - Cibele.jpg

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A parte due graffi in corrispondenza della bocca di Faustina non mi pare messa male , tutt'altro! Bella moneta,  bella patina..

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Ritratto veramente desueto.

Bella moneta, veramente peccato per i graffi, bellissimo il rovescio.

100 volte meglio la tua di quella dell'RPC.

Mi racconti qualcosa di Cybele?

Ave!

Quintus

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Moneta interessante e di gran gusto, peccato per i difettucci.

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Ciao @Quintus

Sarò essere estremamente sintetico: Cibele era una divinità il cui culto era originario della Frigia ed era conosciuta come la grande madre oppure madre degli dei (ad esempio sui rovesci di alcune monete delle due Faustine troviamo la legenda MATRI MAGNAE mentre su alcune di Giulia Domna Mater Deum). Cibele era associata ad una pietra nera  adorata nel tempio di Pessinunte: tale pietra venne trasportata a Roma durante la Seconda Guerra Punica per adempiere ad una profezia contenuta nei libri sibillini. ( @Quintus non ti ricorda qualcosa avvenuto più di 4 secoli dopo?). Il culto di Cibele era strettamente legato a quello del figlio e marito Attis di cui ci sono varie versioni.

Gli attributi di Cibele sono i due leoni (su alcune monete di Giulia Domna diventano addirittura quattro a trainare di un carro mentre in altre, come in quella oggetto della discussione, ne compare uno soltanto), un piccolo tamburo e l'immancabile polos (una sorta di corona turrita).

Il fascino di questa dea risiede proprio nel suo carattere orientale, misterioso ed esoterico, caratterizzato da riti a dir poco assurdi.

Per ulteriori approfondimenti sul web si trova un po' di tutto ma non amo i copia-incolla.

Parliamo invece di numismatica: Cibele fu largamente rappresentata sulle monete con una concentrazione spiccata  nel periodo repubblicano e nel periodo degli Antonini e dei Severi.

La prima moneta a nome di Cibele è di dubbia attribuzione, dato che risale ad un periodo precedente al trasporto della pietra nera a Roma (204). Si tratta della semuncia semilibrale RRC 39/5 che Crawford data al 217-215. Da molti il busto con corona turrita (molto simile a quello di emissioni repubblicane successive) è identificato con Cibele ma la collocazione cronologica non dà certezze.

NUMISMATICA ARS CLASSICA NAC AG, SPRING SALE 2020, LOT 340 (25/5/2020). RRC 39/5 - Semuncia semilibrale (217-215 a.C.). 19mm / 6,58g

Diritto: busto femminile (di Cibele?) drappeggiato con corona turrita rivolto a sinistra

Rovescio: Cavaliere galoppa verso destra mentre tiene le redini con la mano sinistra ed impugna una frusta con la destra.

 

Aggiungo che una straordinaria rappresentazione di Cibele è presente al Museo archeologico di Milano: la Patera di Parabiago. Sono andato ad ammirarla più o meno una decina di volte e ne rimango sempre ammaliato. 

7015555.jpg

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Complimenti a Ross....onore e plauso. Bel post.

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Il 2/3/2021 at 20:35, Ross14 dice:

( @Quintus non ti ricorda qualcosa avvenuto più di 4 secoli dopo?)

Un po' mi hanno aiutato ma giuro che lo sapevo pure io!

Stai parlando di El-Gabal, Dio Sole della città di Emesa.  Dio di cui Elagabalo (o Eliogabalo) era grande sacerdote e che, una volta divenuto Imperatore di Roma, cercò prima di includerlo nel pantheon romano chiamandolo "Deo Sol Invictus" e associandolo a Giove e rendendolo così una delle principali divinità per poi far confluire in El-Agabal o Deo Sol Invictus tutte le divinità rendendo di fatto la religione romana una religione monoteistica.

Originariamente El-Gabal era adorato nel tempio di Emesa, dove era conservato un betilo (una pietra sacra) nero e di forma conica che con tutta  probabilità era un meteorite. Uno storico siriano del III secolo, Erodiano, racconta "questa pietra è adorata come se fosse stata inviata dal cielo, su di essa si trovano piccole protuberanze e segni che alla gente piace considerare come un grezzo ritratto del sole, perché è così che li vedono".

El-Gabal, il meteorite nero conico che rappresentava il dio solare di Emesa fu fatto giungere a Roma e posto in un sontuoso tempio detto Elagabalium che venne costruito sul pendio orientale del colle Palatino. Fatto ciò, le più sacre reliquie della Religione romana furono trasferite dai loro templi nell'Elagabalium, tra queste la Magna Mater, il fuoco di Vesta, gli Ancilia dei Salii e il Palladio, tutto questo per far si che nessun altro dio, all'infuori di El-Gabal, venisse adorato. Con la morte di Eliogabalo nel 222, il betilo di El-Gabal venne reso alla città di Emesa.

Ci sono anche monete (dell'usurpatore Uranius Antoninus che ha regnato nel 253-254) che mostrano le fattezze del meteorite.  Non sono riuscito a trovarne in migliore conservazione ma un'idea la possiamo comunque avere.

5753153.thumb.jpg.dd307674f0c6c1af96210cabbe024e94.jpg
Emesa, Uranius Antoninus. 253-254 AD.
Æ 32mm (21.42 gm). Struck in year 565 of the Seleukid era or 253/254 AD.
D/AVTOK COVLP ANTWNINOC CE, laureate, draped and cuirassed bust right; viewed from behind
R/EMICWN KOLWN, hexastyle temple containing the conical stone of Elagabal (ornamented with a facing eagle), shaded by two umbrellas; pediment ornamented with crescent; date EXF in the exergue.

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3 ore fa, Piakos dice:

Complimenti a Ross....onore e plauso. Bel post.

Grazie di cuore

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Il 5/3/2021 at 17:02, Quintus dice:

Un po' mi hanno aiutato ma giuro che lo sapevo pure io!

Stai parlando di El-Gabal, Dio Sole della città di Emesa.  Dio di cui Elagabalo (o Eliogabalo) era grande sacerdote e che, una volta divenuto Imperatore di Roma, cercò prima di includerlo nel pantheon romano chiamandolo "Deo Sol Invictus" e associandolo a Giove e rendendolo così una delle principali divinità per poi far confluire in El-Agabal o Deo Sol Invictus tutte le divinità rendendo di fatto la religione romana una religione monoteistica.

Originariamente El-Gabal era adorato nel tempio di Emesa, dove era conservato un betilo (una pietra sacra) nero e di forma conica che con tutta  probabilità era un meteorite. Uno storico siriano del III secolo, Erodiano, racconta "questa pietra è adorata come se fosse stata inviata dal cielo, su di essa si trovano piccole protuberanze e segni che alla gente piace considerare come un grezzo ritratto del sole, perché è così che li vedono".

El-Gabal, il meteorite nero conico che rappresentava il dio solare di Emesa fu fatto giungere a Roma e posto in un sontuoso tempio detto Elagabalium che venne costruito sul pendio orientale del colle Palatino. Fatto ciò, le più sacre reliquie della Religione romana furono trasferite dai loro templi nell'Elagabalium, tra queste la Magna Mater, il fuoco di Vesta, gli Ancilia dei Salii e il Palladio, tutto questo per far si che nessun altro dio, all'infuori di El-Gabal, venisse adorato. Con la morte di Eliogabalo nel 222, il betilo di El-Gabal venne reso alla città di Emesa.

Ci sono anche monete (dell'usurpatore Uranius Antoninus che ha regnato nel 253-254) che mostrano le fattezze del meteorite.  Non sono riuscito a trovarne in migliore conservazione ma un'idea la possiamo comunque avere.

5753153.thumb.jpg.dd307674f0c6c1af96210cabbe024e94.jpg
Emesa, Uranius Antoninus. 253-254 AD.
Æ 32mm (21.42 gm). Struck in year 565 of the Seleukid era or 253/254 AD.
D/AVTOK COVLP ANTWNINOC CE, laureate, draped and cuirassed bust right; viewed from behind
R/EMICWN KOLWN, hexastyle temple containing the conical stone of Elagabal (ornamented with a facing eagle), shaded by two umbrellas; pediment ornamented with crescent; date EXF in the exergue.

complimenti questa non la sapevo , molto interessante

DiviAugusti

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  • 5 weeks later...
Il 28/2/2021 at 20:48, Ross14 dice:

Carissimi amici numismatici, buonasera!

stasera desidero mostrarvi un bronzo provinciale piuttosto raro coniato presso la zecca di Tabala.

Innanzitutto amo questa moneta perché sul diritto è effigiata la mia adorata Faustina, mentre al rovescio è presente Cibele, la divinità che mi intriga maggiormente grazie alle sue origini esotiche ed alla particolare vicenda che portò l'introduzione del suo culto a Roma.

Tuttavia la caratteristica che la rende così "peculiare" è lo stile così anomalo, quasi "primitivo", che spesso si riscontra sulle monete coniate presso questa zecca.

Di seguito trovate le fotografie: perdonate la conservazione tutt'altro che eccezionale ma si tratta di una moneta assai difficilmente  reperibile anche in condizioni di elevata consunzione.

Ogni commento è il benvenuto.

AE 24mm / 7,61g

RPC IV.2, 1528 (temporary) https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/1528

Diritto: ··ΦΑΥCΤΕΙΝΑ·CΕ· Busto drappeggiato di Faustina rivolto a destra

Rovescio: ΤΑΒΑΛƐΩΝ Cibele seduta in trono verso sinistra, con un polos sulla testa,  regge una patera con la mano destra e appoggia il braccio sinistro su un tamburo. Sotto la patera si nota il leone, un tipico attributo della dea. Per questa moneta sono presenti due varianti: con e senza leone.

 

Foto - Faustina II - Provinciale Tabala - Cibele.jpg

Gran bella moneta.

Ammetto di non essere esperto di monetazione provinciale, ma mi colpisce anche il modulo e il peso, non indifferenti. Era d'uso rappresentare e proprie divinità tutelari sulle monete in divrse zecche.

Una zecca con un suo stile, non v'è dubbio. Ho notato che è attiva con Antonini e Severi e un'emissione sotto Gordiano III.

Sarebbe interessante capirne il motivo.

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