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MAXIMINVS DAIA, follis GENIO AVGVSTI


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Massimino Daia

Gaio Galerio Valerio Massimino, noto anche come Masimino Daia o Massimino II (in latino Gaius Valerius Galerius Maximinus, nato in Illiria nel 285 circa e morto a Tarso nell'agosto 313), è stato un imperatore romano dal 305 fino alla sua morte, durante la tetrarchia.

Figlio della sorella di Galerio, Massimino nacque attorno all'anno 285 in Illyricum, da una famiglia dedita alla pastorizia. Fece la carriera militare, ricoprendo i ranghi di scutarius, protector e tribunus. Il suo nome originario era «Daia», ma fu adottato da Galerio, di cui assunse il nome (il nome completo di Galerio era Gaio Galerio Valerio Massimo). Daia aveva una moglie e una figlia, i cui nomi sono ignoti, e un figlio di nome Massimo.
Nel 305, in seguito all'abdicazione degli augusti Diocleziano e Massimiano in favore di Galerio e Costanzo Cloro, fu nominato cesare per l'Oriente su indicazione di Galerio, che si premurò anche di scegliere Flavio Severo come cesare d'Occidente. Gli fu assegnato il governo delle province orientali. Nel 310 si autoproclamò augusto, in contrasto con le delibere del convegno di Carnuntum del 308 che per lui prevedevano la conferma della dignità di cesare. Sappiamo che condusse una campagna militare vittoriosa in Armenia, contro un popolo che in passato si era dimostrato alleato dei Romani, ma che ora abbracciava la religione cristiana, nemica dell'imperatore poiché "estremamente rispettosa della pietà verso Dio". Secondo Giovanni Malalas (che confonde Massimino Daia con Massenzio, figlio di Massimiano), Massimino condusse in modo vittorioso le operazioni militari, sia contro gli Armeni, sia contro i Persiani di Sapore II, che ai primi si erano alleati e avevano invaso l'Osroene. In seguito a questi successi sembra che abbia distribuito i prigionieri nelle province di Armenia I e Armenia II, ed abbia ottenuto il titolo vittorioso di Persicus (312/313), insieme agli altri Augusti, Costantino I e Licinio (questi ultimi non avendovi però partecipato direttamente).
In seguito alla sconfitta di Massenzio da parte di Costantino I, si scontrò nel 313 con Licinio, ma, sconfitto da quest'ultimo nella battaglia di Tzirallum, si ritirò a Tarso dove morì suicida.
Uomo ambizioso e ostile ai cristiani, è descritto da Lattanzio come un creatore di scandali e autore di condanne ingiuste. Anche Eusebio di Cesarea ne traccia una pessima descrizione, ma gli studi più recenti tendono a considerare queste opinioni come propaganda diretta a colpire un nemico di Costantino e a ritenere che Massimino non sia stato un sovrano incapace.

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Valore nominale: Follis
Diametro: 21 mm circa
Peso: 4,28 gr

Dritto: IMP C GAL VAL MAXIMINVS PF AVG, busto laureato a destra.
Rovescio: GENIO AVGVSTI, stella in campo a sinistra, Epsilon I in campo a destra, Genio nudo con Chlamys sulal spalla sinistra e modio in testa, tiene testa di Sol radiata in mano destra e cornucopia nella sinistra.
Marchi di zecca: ANT

Zecca: Antiochia
Anno di coniazione: 312
Riferimento: RIC VI Antioch 164b; Sear 14840
Rarità: C2

Discretamente centrata, bellisiimo ritratto, ottimamente definito. Peggio al rovescio ma comunque leggibile e godibile. Impressionanate la testa di Sol.
Che ne dite?  Commenti, impressioni, critiche?

Grazie a tutti.

Ave!

Quintus

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Direi notevole!

<Melius est dare quam accipere>

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