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EDTA su piccolo bronzo imperiale di IV sec. d.C.


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Buonasera, ho effettuato questo esperimento sul piccolo bronzo in visione. Prima immerso in acqua demineralizzata per 20 ore circa e pulito con spazzolina di setole, senza risultati tangibili. Poi in soluzione di acqua demineralizzata e EDTA per 3 ore e pulito con stesso metodo. Non capisco se assieme alle incrostazioni è venuta via una patina o meno. Graffi non ce ne sono. Lascio a voi un parere sul risultato.

Saluti, Parma. 

IMG_20210418_104127.jpg

Zombodroid18042021023556.jpg

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Ciao.

Hai spatinato completamente la moneta.

Nel caso volessi curare il cancro del bronzo il trattamento dev'essere localizzato solamente dove c'è il cancro.  Per essere il più preciso possibile ti consiglio di spennellare della cera microcristallina intorno al punto da trattare e poi intervenire con qualche goccia posata con un contagocce oppure un cotton fioc.

Ed inoltre, fai molta attenzione quando usi l'EDTA, è un prodotto altamente cancerogeno, ti consiglio di utilizzarlo solamente all'aperto o, comunque, in un luogo molto ventilato.

Io, quando l'utilizzo, tengo le finestre spalancate ed un ventilatore che spinge i vapori fuori dalla finestra.

Ave!

Quintus

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Aggiungo :

usare guanti, mascherina e occhiali 

  • Grazie 1
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4 minuti fa, Realino Santone dice:

usare guanti, mascherina e occhiali 

Lo avevo dato per scontato... ma hai ragione tu, meglio specificare sempre.

Inoltre, il prodotto di scarto, non va buttato nel lavandino ma portato in discarica e trattato come rifiuto speciale.  Ti diranno in discarica dove sistemarlo.

Ave!

Quintus

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Buonasera, leggo per caso questo post e mi inserisco per dire che forse c'è un'errore, ovvero il prodotto altamente pericoloso (cancerogeno), non è l'EDTA bensiì il Benzotriazolo. Per quel che so io e per esperienza personale l'EDTA viene venduto in farmacia a chiunque (io lo acquisto lì previa prenotazione anticipata di un paio di giorni) e viene utilizzato addirittura nella cosmesi o nelle lavande gastriche in caso di ingerimento di veleni a base di metalli pesanti. E' un debole acido con un ottimo potere "chelante" ovvero che attira a se i metalli (il rame ad esempio) motivo per cui lo utilizzo in presenza di concrezioni di malachite (verde) su monete d'argento di qualche secolo di età. Si presenta in polvere bianca mentre il Benzotriazolo è costituito da microscopiche fibre molto sottili bianche che non devono assolutamente essere inalate. Da lì il consiglio di operare all'aperto con uso di mascherina con filtro.

Mi sembrava corretto fare questa precisazione.

Buon lavoro a tutti e tranquilli: con l'EDTA non si muore, anzi.

Modificato da Petermenger
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2 ore fa, Petermenger dice:

Buonasera, leggo per caso questo post e mi inserisco per dire che forse c'è un'errore, ovvero il prodotto altamente pericoloso (cancerogeno), non è l'EDTA bensiì il Benzotriazolo. Per quel che so io e per esperienza personale l'EDTA viene venduto in farmacia a chiunque (io lo acquisto lì previa prenotazione anticipata di un paio di giorni) e viene utilizzato addirittura nella cosmesi o nelle lavande gastriche in caso di ingerimento di veleni a base di metalli pesanti. E' un debole acido con un ottimo potere "chelante" ovvero che attira a se i metalli (il rame ad esempio) motivo per cui lo utilizzo in presenza di concrezioni di malachite (verde) su monete d'argento di qualche secolo di età. Si presenta in polvere bianca mentre il Benzotriazolo è costituito da microscopiche fibre molto sottili bianche che non devono assolutamente essere inalate. Da lì il consiglio di operare all'aperto con uso di mascherina con filtro.

Mi sembrava corretto fare questa precisazione.

Buon lavoro a tutti e tranquilli: con l'EDTA non si muore, anzi.

Hai ragione, mio errore... ormai arteriosclerotico ho confuso EDTA con BTA! 😛

Hai fatto benissimo ad intervenire e chiarire l'errore.

Comunque al momento non sono ancora stati fatti molti studi sulla tossicità dell'EDTA e che a riguardo ci sono tesi contrastanti.  Meglio comunque evitare di ingerirlo. 🙂 Anche se a volte è utilizzato negli alimenti.

La Scheda di dati di sicurezza - Di.MI | Dipartimento di Medicina Università di Genova riguardante l'EDTA (Acido etilendiamminotetracetico sale bisodico biidrato) riporta, comunque, le seguenti indicazioni:

SEZIONE 2: Identificazione dei pericoli
 2.1   Classificazione della sostanza o della miscela
  2.1.1   Classificazione secondo la normativa (CE) n. 1272/2008 [CLP]
   Classi e categorie di pericoli  Indicazioni di pericolo
    Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione ripetuta, Categoria 2  H373
    Tossicità acuta, Categoria 4, inalazione  H332
 
 2.2   Elementi dell’etichetta
  2.2.1   Etichettature secondo la normativa CE n. 1272/2008 [CLP]
   Pittogrammi relativi ai pericoli
   Avvertenza: Attenzione
    Indicazioni di pericolo
     H373  Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.
     H332  Nocivo se inalato.

    Consigli di prudenza   
     P280  Indossare guanti/indumenti protettivi/Proteggere gli occhi/il viso.
     P304+P340  IN CASO DI INALAZIONE: trasportare l’infortunato all'aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione.
     P312  Contattare un CENTRO ANTIVELENI/un medico/…./in caso di malessere.

   Altri pericoli
     nessuni/nessuno

Ave!

Quintus

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